Il flop del Circo Massimo, politicamente parlando.

Ci sarà sicuramente qualcuno che avrà da ridire sulla firma in calce di questo articolo, ma tra i tanti che ho letto m’è sembrato uno dei più piccanti.
Che Veltroni sia stato banale credo sia stato sotto gli occhi di tutti.
Che sull’Italia dei “migliori” abbia preso una cantonata ed offeso milioni di elettori, anche questo credo sia sotto gli occhi di tutti.
Che fossero un po’ pochini per suggerire al governo di fare i bagagli è stato pressochè unanimamente riconosciuto.
Che il ritorno all’amo dell’antifascismo = antiberlusconismo non abbia fatto abboccare nessuno è ormai accertato, viste le reti vuote del consenso per il Partito Democratico.
Che Veltroni abbia fallito il tentativo di smarcarsi da un alleato scomodo come Di Pietro è definitivamente acclarato, dal momento che non ha esitato a prostrarsi sulle sue stesse posizioni.
Che l’analisi sulla crisi internazionale il povero Veltroni l’abbia cannata completamente affibiandola al premier Berlusconi è del tutto certificabile.
Che sia stata una bella, civile e pacifica manifestazione non ci sono dubbi.
L’unico dubbio è: ma non è che quella gente meritasse qualcosa di più?

Di Filippo Facci per Il Giornale:

Qui di seguito, la manifestazione spiegata a uno straniero. Allora. Sabato pomeriggio, a Roma, c’è stata un’imponente manifestazione organizzata dal Partito democratico e in particolare dalla Cgil. Questa manifestazione è stata voluta soprattutto dal segretario, Walter Veltroni, intenzionato a rispolverare la propria immagine e a ridare morale alla sua forza politica, da tempo immobilizzata tra i buoni risultati del governo e l’opposizione urlata di Antonio Di Pietro. Sono questi i due problemi di Veltroni: un governo che governa e un alleato che delira.
Nel dettaglio: il governo ha preso molte decisioni che hanno registrato un forte consenso legato alla velocità e qualità dei provvedimenti, rovesciando la percezione di immobilismo che aveva caratterizzato il governo Prodi; anche di fronte alla sopraggiunta crisi economica, troppo globalizzata perché se ne potesse colpevolizzare il premier, il governo ha mostrato un dinamismo «di sinistra» che sino a oggi ha contribuito a mantenere alta la fiducia degli italiani nell’esecutivo; sul fronte interno invece c’è questo Di Pietro, persona infida, che col suo partitino monoposto si è opposto demagogicamente al governo (parlando di dittatura e attribuendo al premier le colpe della crisi) e ha definito la propria forza politica come «unica opposizione», fregandosene degli alleati e puntando su un distinguo continuo. Questo ruolo da guastatore di Di Pietro (complici giornali e televisioni che ultimamente sono più attenti all’antipolitica che alla politica), ha inoltre fatto danni gravissimi al processo di modernizzazione che Veltroni ha cercato di imprimere al suo partito, oltretutto limando o limitando quell’antiberlusconismo che in passato aveva sterilmente coagulato le varie anime della sinistra. Non è un caso che Di Pietro, alla manifestazione di sabato, non fosse neppure invitato: ma gli autoinviti, essendo Di Pietro al solito sprovvisto di dignità personale, sono per lui una regola. Nel corso del corteo, infatti, l’ex magistrato è tornato a parlare di dittatura e ha cercato di rilanciare un’alleanza che per Veltroni è ormai nefasta.
Ciò detto, resta la manifestazione: un legittimo tentativo di corroborare gli umori stanchi e divisi del Pd. Una cosa a uso interno, senza particolare significato politico: il discorso di Veltroni, oggettivamente, non ne aveva. Anche perché il Paese, e Veltroni lo sa, per il resto è lo stesso dell’aprile scorso. Anzi.

Annunci
Comments
8 Responses to “Il flop del Circo Massimo, politicamente parlando.”
  1. Sharino ha detto:

    Torniamo alle cose semplici:
    Prendiamo un illustre professore e facciamolo ministro dell’istruzione
    Poi un famoso economista e li facciamo ministro del tesoro
    e gli altri a seguire.

    Infine prendiamo 1000 persone a caso, facendo attenzione che vengano prevalentemente da destra (altrimenti che cavolo le abbiamo vinte a fare le elezioni?) e li facciamo parlamentari.

    Facciamo in modo che le stesse regole valgano per tutti: Libertà=libertà e io mi metto a vendere la corrente dei miei pannelli solari a chi mi pare e al prezzo che mi pare (libero mercato) e in più mi apro un bel sito di scommesse senza che mi vengano a rompere le scatole.

    MENO TASSE: silvio illo tempore ti votammo per questo, ricordi? abolire l’ICI non basta.. anzi forse proprio quello non era necessario, vogliamo renderci conto che a fine anno guardo il 740 e mi accorgo che lavoro più per lo stato che per me stesso?
    mettiamo un tetto: dopo che ho pagato da solo di tasse l’equivalente di quanto versa tutto il quartiere messo insieme, ti vuoi accontententare? o devo sentirmi un imbecille nel farmi il “mazzo a tarallo”?

    Privatizzare? ok privatizziamo tutto, ma metti un bel po’ di esercito e introduci la pena di morte, altrimenti tra un po’ i barbun avranno fame e io non voglio essere derubato per colpa tua! ..oppure statalizza un po’ e offri supporto ai più deboli (così non serviranno i militari).

    Kyoto… Silvio se dai l’esempio e ti stabilisci a vivere (rigorosamente con famiglia) nei pressi dell’ILVA di taranto possiamo anche accettare l’idea che l’ambiente e la salute talvolta devono passare in secondo piano davanti alle realtà industriali che non possono chiudere da un giorno all’altro.

  2. Federico Minniti ha detto:

    A me dispiace un pò per gli iscritti del Pd.
    Quelli che primano erano Pci e poi Pds e che ora si vedono scalzati da Tonino Di Pietro (e con lui i vari Travaglio e Grillo, che la politica la fanno chiamandola “giornalismo”).

    Il caro Vuolter ha captato il segnale chiaro lanciato da chi è stanco dal “non essere rappresentato” e quindi ora si riversa nelle piazze, riempie di slogan giovani e meno giovani, credendosi “di opposizione”.

    Io che credo nella politica (di qualsiasi schieramento) spero che questo esperimento gli riesca. Numeri a parte.

  3. Teste Pensanti ha detto:

    Credo che il commento politico migliore sul 25 sia quello di Diego Bianchi

  4. ex di passaggio ha detto:

    vedi questo facci, ogni tanto ci prende. Ha ragione qui:

    “il governo ha preso molte decisioni che hanno registrato un forte consenso legato alla velocità dei provvedimenti, rovesciando la percezione di immobilismo che aveva caratterizzato il governo Prodi.”

    Notare che ho tagliato “qualità” dei provvedimenti, sulla quale mi permetto di dissentire. Sotolineerei invece il termine “percezione”

    e ha ragione anche… mah, basta solo li.
    Chissà come si fa, a fronte di un consenso popolare così ampio nei confronti del governo, ad opporcisi “demagogicamente”. Al massimo, ci si può “demagogicamente” prostrare.
    Però sono divertenti questi articoli di facci, così pieni di impicci, controsensi e mezze falsità che a smontarli parola per parola ci si potrebbe stare giorni.. Invece qua è quasi l’ora di andare a nanna, domani 8 ore in università, tocca approfittarne adesso che ancora c’è
    ‘notte notte

  5. pippo ha detto:

    la manifestazione che conta non è quella del pd di sabato, ma quelle sulla scuola, è lì che sinistra e destra e centro protestano a volte addirittura insieme.
    La guerra delle cifre è chiaramente strumetnale, e strumentalmente rilanciata apposta da berlusconi per gettare il solito fumo negli occhi. Come fumo negli occhi era la manifestazione del pd. La sosrtanza sono le proteste della scuola e degli statali.

  6. caposkaw ha detto:

    il povero uolter non ha fatto altro che ripetere slogan già vecchi…
    la cosa più ridicola è che sembra gli credano.
    ma per avere chiacchere più sanguinarie si rivolgeranno a di pietro…

  7. ilpensatore ha detto:

    Pippo, ognuno legge gli eventi politici secondo la propria cifra ideologica e culturale.
    Da parte tua magari sarà stata solo un successo.
    Da parte mia, invece ci sono parecchie ombre e poche luci.
    E se per luci intendiamo la partecipazione della gente rimane proprio pochino…

  8. pippo ha detto:

    poveretti facci e chi faticosamente cerca di dare una lettura critica al suo giornalismo. Vedremo sabato alla fine della settimana il consenso che avranno le decisioni del governo. Non state capendo cosa succede, aspettate una spiegazione da facci che non arriva, perchè non l’ha capita nemmeno lui.
    Visto da una certa ottica è molto divertente tutto ciò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Tieniti aggiornato: ISCRIVITI!


  • SOSTIENI IL BLOG!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: