Travaglio, documentaci!

Siccome Travaglio, al solito livoroso (soprattutto nei confronti dei colleghi che non accettano il suo modo di fare giornalismo), ne ha tirata fuori un’altra delle sue, ma stavolta useremo la sua stessa tenacia affinchè la Verità documentata abbia la meglio sulla diceria.
Da stasera, assillerò (e sarebbe ottimo se lo facessero in tanti) nel vero senso della parola il nostro Imputato Travaglio affinchè ci dia spiegazioni più dettagliate in merito alla notizia che ci ha rivelato col suo ultimo articolo su L’Unità: Facci sarebbe stato processato una “caterva” di volte e avrebbe perso.
Non dice nemmeno se il Facci è risultato soccombente o se è diventato un pregiudicato: come sei caduto in basso Marco…

Ebbene, ppotrebbe sembrare roba di poco conto, ma per me non lo è, quindi, caro Travaglio…documentaci questa tua verità!
Ne va della tua credibilità…già parecchio minata…

UPDATE:
La risposta di Travaglio.

Ai sensi della legge sulla stampa, mi felicito per l’intuito di Facci che, mai nominato nel mio articolo, s’è riconosciuto nel “biondo mechato” e nella “Yoko Ono di Craxi”. Si vede che è fisionomista. Purtroppo è altrettanto smemorato sulle sue cause perse e i suoi processi penali. Finora non ho mai voluto usare, per polemizzare con questo o quel collega (o sedicente tale), i processi per diffamazione. So bene, anche sulla mia pelle, che sono incerti del mestiere poco rilevanti (salvo che riguardino parlamentari: nel qual caso, se le sentenze non sanzionano legittime opinioni, ma falsità conclamate, è giusto che gli elettori sappiano). Anche perché, per smontare le balle di chi mente sapendo di mentire, non c’è bisogno delle sentenze: basta conoscere i fatti. Come quando Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano non era mai stato condannato per mafia: fui costretto a rammentargli che era stato condannato in due processi istruiti da Falcone e Borsellino a 13 anni di reclusione per associazione a delinquere con la mafia e traffico di droga.

Ma ora, visto che il mèchato naturale ci tiene tanto, mi corre l’obbligo di rinfrescargli la memoria. Il suo casellario giudiziale non riporta “un modesto risarcimento”. Riporta una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione per il libro “Di Pietro, biografia non autorizzata” (Mondadori), a 500 mila lire di multa e 10 milioni di provvisionale, più le spese, decisa dalla Cassazione il 20 novembre 2002. Dunque il Facci che l’altro giorno mi dava del “pregiudicato” (falsamente: la mia condanna è solo in primo grado) è, lui sì, un pregiudicato. Quanto al “modesto risarcimento”, Facci non pagò i 25 milioni di provvisionale inflittigli in primo grado, anzi scrisse sul Foglio che li avrebbe spesi “in droga, orge, donne, financo uomini, piuttosto che darli a Lucibello”. Così si vide pignorare pure il Bancomat. E, nella successiva causa civile persa in primo grado, dovette pagare (lui o, più probabilmente la Mondadori, cioè Berlusconi) altri 50 mila euro all’avvocato diffamato, più 10 mila di spese legali e riparazione pecuniaria. Alla faccia del “modesto risarcimento”.

Quando, nel processo penale, il pm gli domandò dove avesse tratto le notizie diffamatorie sul lavoro di Lucibello a Vallo della Lucania, lui tentò di sostenere che il suo era “giornalismo di costume”, “descrizione pittoresca” di “fatti comici”; ma poi, messo alle strette, il presunto comico dovette ammettere: “Non ho svolto un approfondimento particolarmente intenso…mi sono rifatto a un paio di racconti e alla pubblicistica peraltro scarsa… qualcosa ho letto, qualcosa mi è stato detto, dovrei fare una disamina parola per parola…non sono mai andato a Vallo della Lucania”. Poi concluse che quel “passaggio non lo giudicherei diffamatorio neanche se fosse falso”. Il pm, allibito, domandò: “Ma lei ha fatto verifiche sul passato dell’ avv. Lucibello?”. Risposta: “Non so cosa significhi ‘verifica del passato’…”. Un figurone.

Altri 10 mila euro di danni il nostro ometto ha sborsato (lui o il suo santo protettore) in sede civile a Enzo Biagi, per averlo insultato sul Giornale dopo che era stato cacciato dalla Rai, già molto anziano e malato, chiamandolo “il non-giornalista per tutte le stagioni” e accusandolo di confezionare “insulsi brodini” e “insipide sbobbe” (sentenza del Tribunale di Milano, 12 luglio 2006, non appellata e dunque definitiva).

Poi c’è una sfilza quasi interminabile di processi persi, in sede civile e penale, contro il pool Mani Pulite, che era solito diffamare a maggior gloria della sua carriera nel gruppo Fininvest. Se non sono giunti in Cassazione, e talora nemmeno a sentenza, è per un motivo molto semplice: Facci (anzi, il suo spirito guida) è solito pagare subito il risarcimento dei danni, ottenendo la rimessione delle querele. Lui dice che le transazioni avvengono regolarmente “senza il mio consenso”: segno che qualcuno decide e paga per lui (indovinate un po’ chi), anzi forse lo paga per diffamare. Ma poi, in calce alle lettere con le richieste di transazione ai denuncianti e le promesse di pagare i danni, compare regolarmente la firma autografa di Facci. Che firmi in stato di letargo? Non si tratta, beninteso, di opinioni negative sul Pool, magari orrende, ma legittime. Si tratta di balle a getto continuo, sempre all’insegna del motto professionale: “Verifica? Non so cosa significhi”. Per esempio le cause intentategli dagli ex pm Di Pietro (rimborsato tre volte in via transattiva), Davigo (idem, tre volte), e poi ancora Colombo e Ielo. Per una diffamazione contro Borrelli, Facci fu condannato in primo grado e in appello, poi in Cassazione lo salvò la prescrizione, ma il risarcimento danni fu confermato e pagato.

Facci subì poi due processi, uno penale e uno civile, su denuncia dell’ex gip Andrea Padalino, diffamato a proposito del processo Caneschi. Nel primo, Facci fu condannato a 3 mesi e 30 milioni dal Tribunale di Brescia per un articolo sul Giornale in cui aveva – scrivono i giudici – “dolosamente sottaciuto o colposamente ignorato” fatti decisivi per la ricostruzione del caso e scritto “evidenti elementi di falsità”, anche perché le sue fonti erano “unicamente… la parte in causa: la famiglia Caneschi” e il suo avvocato. Nel processo civile Facci fu condannato definitivamente dalla Cassazione a rifondere 70 milioni di lire di danni per il libro “Presunti colpevoli” (Mondadori): “difetta – scrivono i giudici – sicuramente la verità delle notizie pubblicate”, visto che Facci è autore di “pura invenzione fantastica” e “finge di ignorare” i fatti veri “al fine evidente di seppellire il Padalino sotto un cumulo di ardimentosi equivoci, volti a minarne la credibilità… L’intento dell’Autore… si rivela precisamente quello di delegittimare il singolo magistrato… Il narratore si colloca all’interno dei Palazzi di Giustizia, ma non come un cronista obiettivo, e tanto meno come un ‘comune cittadino’, bensì come un abile sfruttatore di quelle innegabili anomalie del sistema, da cui trarre e alimentare l’onda della sfiducia verso la serietà del singolo operatore della giustizia, attraverso una trama sottile di espressioni calunniose … La diffamazione così perpetrata costituisce reato poiché la coscienza e la volontà del Facci di diffondere quella congerie di notizie inveritiere è fuori discussione”. Un bel ritrattino. Anche i giudici, evidentemente, sono fisionomisti.
(Vignetta di Roberto Corradi)

Precisazione:
Nella puntata di Annozero del 19 aprile scorso, Facci non disse che Mangano non era mai stato condannato, anzi lo definì “mafioso”, anche se difese Berlusconi che in quei giorni aveva raccontato la superballa. Poi però dimostrò di sapere ben poco della vicenda del presunto “stalliere”: infatti scrisse sul Giornale che la famosa telefonata Mangano-Dell’Utri, a proposito di un certo “cavallo”, “non vi fu mai”. Invece vi fu eccome: fu intercettata dalla Criminalpol il 14 febbraio 1980 alle ore 15.44. Lo sa bene chi ha seguito il processo Dell’Utri, dove i pm ne fecero ascoltare l’audio e ne depositarono la trascrizione letterale. (m.trav.)

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Comments
20 Responses to “Travaglio, documentaci!”
  1. Sharino ha detto:

    Avete notato il battage pubblicitario de “Il giornale” in questi giorni?

    La mia parte complottista è in subbuglio: ci vogliono troppi soldi per un giornale a fare tutta quella pubblicità (tra l’altro anche alla radio). Le idee sparate su “Il Giornale” sono sempre tendenziose, così come tendenziose sono quelle sull’Unità, ma se giocano ad armi pari è un conto, mentre se B spara soldi per gonfiarne uno la battaglia non è più equa e si rischia di infoltire ulteriormente il numero dei “chinàti”, ai danni del pluralismo.

  2. paperogo ha detto:

    Travaglio non perderà di credibilità in ogni caso
    nessuno lo considera un dio e pertanto come tutti avrà fatto degli errori
    e nessun tg pilotato potrà mai sminuire la grandezza de:’l’odore dei soldi’ contro il quale ogni tentativo di replica è terminato con il pagamento delle spese processuali
    male che gli vada la faccenda finirà con il reato di DIFFAMAZIONE che non può e non deve essere considerato alla pari di altri reati come CORRUZIONE o ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO che imperversano fra i parlamentari (destra e sinistra) di oggi le cui condanne sono già state confermate

    spostare l’attenzione dai problemi gravi del paese ai fatti di importanza non rilevante è ormai l’unico appiglio di coloro che difendono questa gente indegna e senza scrupoli che governa il paese

  3. nicole ha detto:

    la domanda per TRAVAGLIO è sempre la medesima:

    visto che tutti ti osannano per scrupolosità, meticolosità, preparazione e sono tutti convinti che tu sia inattaccabile perchè prima di dire qualunque cosa l’hai investigata al meglio e sapresti produrre tonnellate di documenti, ti chiedo per favore: ci documenti sulla “caterva” di processi persi da Filippo Facci?

    altra cosa: potresti anche specificare se sia da considerare pregiudicato o semplicemente soccombente?

    grazie… AGGIORNATI EHM

    Marco Caruso http://it.youtube.com/watch?v=CVqSuJFmg3I

  4. Sharino ha detto:

    Facci è in gamba e fa bene il suo lavoro, l’importante è capire bene che lavoro fa.

    Chi mi preoccupa (e mi fa anche un po’ pena) sono quelli che certe cose le fanno gratis.

  5. pippo ha detto:

    mmmmmmmh però questo facci!

  6. Sharino ha detto:

    Insomma Travaglio ci ha documentati abbondantemente, come è solito fare.
    Ora, salvo smentite clamorose, la mia stima precedente messa in bilico torna al suo posto, e il mio parere sul biondo, che sembrava tramutarsi in uno “smascheratore”, torna temporaneamente alla muffa (senza offesa x la muffa), salvo nuovi aggiornamenti.

    Non chiedere a Pensatore di scrivere un’articolo in merito, sarà troppo impegnato a cercare qualche imprecisione, qualche omissione, qualche esagerazione… va bene anche un congiuntivo fuori posto.

    A quel punto vedrai un titolo:
    “travaglio… rimandato anche in gammatica!”
    😀

  7. di passaggio ha detto:

    Ciao, giacchè sono arrivata al tuo blog da voglioscendere proprio x questo argomento, ma pare carino ora che Travaglio ha risposto (a tutti, oltre che a te) postare l’articolo…. I toni sono quelli di sempre, condivisibili o no, ma temo che i fatti siano reali, se no stavolta davvero lo ingabbiano!
    Non esprimo pareri perchè la polemica in questo caso mi sembra abb sterile… Lasciamo parlare l’interessato:

    Gentile direttore, ai sensi della legge sulla stampa le chiedo di rettificare
    l’affermazione diffamatoria scritta da Marco Travaglio nel suo articolo a pagina 11 dell’Unità di venerdì 17. Dopo avermi definito «biondo mechato» (falsità trascurabile) egli scrive che io avrei subito «una caterva di processi persi, con abbondanti risarcimenti dei danni ai pm di Mani pulite per le balle diffamatorie che lui rovescia loro addosso daunavita ». Ebbene, il mio casellario giudiziale non riporta nessuna (ripeto: nessuna) condannapenale da parte dei pm di Mani Pulite. L’unico risarcimento
    che compare nel mio casellario, inoltre, per decisione del tribunale di Trento, èunmodesto risarcimento a beneficio dell’avvocato Giuseppe Lucibello per quanto scrissi in un mio libro del 1997.
    FilippoFacci

    Ai sensi della legge sulla stampa, mi felicito per l’intuito di Facci che, mai nominato nel mio articolo, s’è riconosciuto nel «biondo mechato» e nella «Yoko Ono di Craxi». Si vede che è fisionomista.
    Purtroppo è altrettanto smemorato sulle sue cause *beep* e i suoi processi penali. Finora non ho mai voluto usare, per polemizzare
    con questo o quel collega (o sedicente tale), i processi per diffamazione.
    So bene, anche sulla mia pelle, che sono incerti del mestiere poco rilevanti (salvo che riguardino parlamentari: nel qual caso, se le sentenze non sanzionano legittime opinioni, ma falsità conclamate, è giusto che gli elettori sappiano). Anche perché, per smontare le balle di chi mente sapendo di mentire, non c’è bisogno delle sentenze: basta conoscere i
    fatti. Come quando Facci venne ad Annozero a sostenere che Mangano
    non era mai stato condannato per mafia: fui costretto a rammentargli che era stato condannato in due processi istruiti da Falcone e Borsellino a 13 anni di reclusione per associazione a delinquere con la mafia e traffico
    di droga. Ma ora, visto che il mèchato naturale ci tiene tanto, mi corre l’obbligo di rinfrescargli la memoria. Il suo casellario giudiziale non riporta «un modesto risarcimento». Riporta una condanna penale definitiva per il reato di diffamazione per il libro «Di Pietro, biografia non autorizzata
    » (Mondadori), a 500 mila lire di multa e 10 milioni di provvisionale,
    più le spese, decisa dalla Cassazione il 20 novembre 2002. Dunque il Facci che l’altro giorno mi dava del «pregiudicato
    (falsamente: la mia condanna è solo in primo grado) è, lui sì, un pregiudicato. Quanto al «modesto risarcimento», Facci non pagò
    i 25 milioni di provvisionale inflittigli in primo grado, anzi scrisse
    sul Foglio che li avrebbe spesi “in droga, orge, donne, financo
    uomini, piuttosto che darli a Lucibello ». Così si vide pignorare pure
    il Bancomat. E, nella successiva causa civile persa in primo grado,
    dovette pagare (lui o, più probabilmente la Mondadori, cioè Berlusconi)
    altri 50 mila euro all’avvocato diffamato, più 10 mila di spese legali e riparazione pecuniaria.
    Alla faccia del «modesto risarcimento “. Quando, nel processo
    penale, il pm gli domandò dove avesse tratto le notizie diffamatorie
    sul lavoro di Lucibello a Vallo della Lucania, lui tentò di sostenere
    che il suo era «giornalismo di costume», «descrizione pittoresca
    » di «fatti comici»; ma poi, messo alle strette, il presunto comico
    dovette ammettere: «Non ho svolto un approfondimento particolarmente intenso… mi sono rifatto a un paio di racconti e alla pubblicistica peraltro scarsa… qualcosa ho letto, qualcosa mi è stato detto, dovrei fare una
    disamina parola per parola … non sono mai andato a Vallo della Lucania». Poi concluse che quel «passaggio non lo giudicherei diffamatorio neanche se fosse falso». Il pm, allibito, domandò: «Ma lei ha fatto verifiche sul passato dell’avv. Lucibello?». Risposta: “Non so cosa significhi
    “verifica del passato”».Unfigurone.
    Altri 10 mila euro di danni il nostro ometto ha sborsato (lui o il suo santo protettore) in sede civile a Enzo Biagi, per averlo insultato sul Giornale dopo che era stato cacciato dalla Rai, già molto anziano e malato, chiamandolo «il non-giornalista per tutte le stagioni » e accusandolo di confezionare «insulsi brodini» e «insipide sbobbe» (sentenza del Tribunale
    di Milano, 12 luglio 2006, non appellata e dunque definitiva).
    Poi c’è una sfilza quasi interminabile di processi persi, in sede civile e penale, contro il pool Mani Pulite, che era solito diffamare a maggior
    gloria della sua carriera nel gruppo Fininvest. Se non sono giunti in Cassazione, e talora nemmeno a sentenza, è per un motivo molto semplice: Facci (anzi, il suo spirito guida) è solito pagare subito il risarcimento dei danni, ottenendo la rimessione delle querele. Lui dice che le transazioni avvengono regolarmente “senza il mio consenso»: segno
    che qualcuno decide e paga per lui (indovinate un po’ chi), anzi forse
    lo paga per diffamare. Ma poi, in calce alle lettere con la richieste di
    transazione ai denuncianti e le promesse di pagare i danni, compare
    regolarmente la firma autografa di Facci. Che firmi in stato di letargo? Non si tratta, beninteso, di opinioni negative sul Pool, magari orrende, ma legittime. Si tratta di balle a getto continuo, sempre all’insegna del motto professionale: «Verifica? Non so cosa significhi». Per esempio le cause
    intentategli dagli ex pmDi Pietro (rimborsato tre volte in via transattiva), Davigo (idem, tre volte), e poi ancora Colombo e Ielo.
    Per una diffamazione contro Borrelli, Facci fu condannato in primo grado e in appello, poi in Cassazione lo salvò la prescrizione, ma il risarcimento danni fu confermato e pagato. Poi Facci subì poi due processi, uno penale e uno civile, su denuncia dell’ex gip Andrea Padalino, diffamato a
    proposito del processo Caneschi.
    Nel primo, Facci fu condannato a 3 mesi e 30 milioni dal Tribunale di Brescia per un articolo sul Giornale in cui aveva – scrivono i giudici – «dolosamente sottaciuto o colposamente ignorato» fatti decisivi per la ricostruzione del caso e scritto «evidenti elementi di falsità », anche perché le sue fonti erano «unicamente… la parte in causa: la famiglia Caneschi» e il suo
    avvocato. Nel processo civile Facci fu condannato definitivamente
    dalla Cassazione a rifondere 70 milioni di lire di danni per il libro
    «Presunti colpevoli» (Mondadori): «difetta – scrivono i giudici – sicuramente
    la verità delle notizie pubblicate», visto che Facci è autore di «pura invenzione fantastica » e «finge di ignorare» i fatti veri «al fine evidente di seppellire il Padalino sotto un cumulo di ardimentosi equivoci, volti a minarne la credibilità… L’intento dell’Autore… si rivela precisamente quello
    di delegittimare il singolo magistrato… Il narratore si colloca all’interno
    dei Palazzi di Giustizia, ma non come un cronista obiettivo, e tanto meno come un “comune cittadino”, bensì come un abile sfruttatore di quelle innegabili anomalie del sistema, da cui trarre e alimentare l’onda della
    sfiducia verso la serietà del singolo operatore della giustizia, attraverso
    una trama sottile di espressioni calunniose … La diffamazione così perpetrata costituisce reato poiché la coscienza e la volontà del Facci di diffondere quella congerie di notizie inveritiere è fuori discussione». Un bel ritrattino.
    Anche i giudici, evidentemente, sono fisionomisti.
    Marco Travaglio

  8. Sharino ha detto:

    “Giornalista condannato” .. ci sto.
    Come lo chiamiamo il premier?

    o tutti o nessuno.. mi sembra equo.. no?

  9. Domenico Malara ha detto:

    Ricordo che Travaglio non è impuitato, bensì condannato. In primo grado, ma sempre condannato… Quindi più che “il nostro Imputato Travaglio”, suonerebbe meglio “il nostro Condannato Travaglio”
    A persto. Domenico

  10. madai ha detto:

    Si certo tutti uguali così i peggiori ballano eh?

    NO NO non ci siamo,

    ci sono i criminali piduisti mafiosi da una parte e le persone oneste dall’altra

    e chiaramente con parti non intendo destra e sinistra visto che ormai lavorano insieme per il dialogo

    Pensatore sei complice della parte peggiore della classe dirigente italiana , vergognati

    mi viene da vomitare a vedere quante falsità e cialtronerie sono scritte in questo blog

    PER CORTESIA
    non cominciare con la minchiata del “non attaccare la persona attacca i fatti” PERCHÈ TANTO IN PASSATO QUANDO SI PALESAVA LA TUA MALAFEDE CAMBIAVI DISCORSO E APRIVI ALTRI POST SEMPRE PIÙ INDECENTI

  11. ilpensatore ha detto:

    Giusto, Maury!!!

  12. Maury ha detto:

    ” siamo governati da una masnada di banditi, sia a destra che a sinistra.”…
    e informati da giornalisti mercenari del “Dio soldo”!

  13. Paolo Marani ha detto:

    Tutto, pur di nascondere in mezzo al fumo ciò che travaglio sostiene, cioè che siamo governati da una masnada di banditi, sia a destra che a sinistra.

  14. ilpensatore ha detto:

    PiccoloKin, vedremo come vorrà poi impostare le cose Facci e come riterrà di rispondere Travaglio…

    per entrambi però, credo proprio serva un time out…

  15. piccolokin ha detto:

    Il trucco linguistico che ha usato Travaglio, perche’ questa volta di trucco si tratta, e’ di aver parlato di processi, non di processi penali. E’ probabile che siano processi civili. Non per nulla tra l’altro Facci che in un suo commento nel blog di Mastellarini a riguardo scrive la lettera che ha mandato all’unita’ per avere retifiche, parla di non avere caterve di processi penali. Come dire, anche lui sta usando lo stesso trucco di Travaglio, al contrario.
    Ad ogni modo io reputo l’associazione con Yoko Ono magnifica, scommetto che da oggi invece di chiamarlo meschato, lo chiamera’ lo Yoko Ono.
    (^o^)

  16. Anonimo Spavaldo ha detto:

    aspetto anch’io questa cosa di Facci…..sono proprio curioso di sapere come va afinirela vicenda.

    ma un’altra cosa mi sembra di altrettanto interesse:

    “Cito dal Tg1, che di solito non dà notizia delle condanne non solo dei giornalisti, ma nemmeno dei ministri, parlamentari, banchieri, imprenditori, e gabella le prescrizioni di Berlusconi e Andreotti per assoluzioni, ma ha riscoperto i piaceri della cronaca giudiziaria giusto in tempo per me”

    Cosa ne pensi delservizio svolto da questo “programma” rai?
    Non è forse pagato con i soldi di tutti?

  17. Baluba ha detto:

    Travaglio pare avere avuto una reazione impulsiva alla McCain…

  18. pippo ha detto:

    ah ah volano i piatti!
    Facci starà già piangendo da mamma berlusca perchè gli levi travaglio di mezzo!
    Pensattore, ma non hai dai studià??? ah c’è sciopero??? ti fan comodo gli scioperi dei comunisti eh????

  19. Sharino ha detto:

    Comunque davvero quella su facci è stata una brutta steccata.. se lui è davvero pulito (o comunque non ha la “caterva” di cui parla trav.) ne vedremo delle belle, gli crolla tutto.

    Nel mio caso perde stima sia per aver detto il falso ma anche per aver smesso di usare il suo “archivio documenti” in favore di affermazioni istintive di convenienza (che non sopporto e che sono quelle che maggiormente mi fanno odiare facci e fede, che le propinano quotidianamente.)

    Notte notte.

  20. Sharino ha detto:

    Delle due l’una:

    O vedi che dalle statistiche che “travaglio” è la keyword che ti pora più visite.

    Oppure davvero non ci dormi la notte.

    (vado a dormire… chissà che domattina non ci siano altri 6956789643782 articoli su di lui)

    Travaglio rinomina voglioscendere.it in vogliouscire.it
    nel frattempo…
    Caruso rinomina ilpensatore.woirdpress.it in nonriescoapensareadaltro.it

    😀

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