L’Italia delle due sinistre.

Tempi duri per i liberali di destra.

Pare proprio che il Bel Paese abbia paura di affidarsi ad una vera politica liberale, non solo in campo economico. E anche i sostenitori di quella, sembrano viaggiare col freno a mano tirato.
A questo, aggiungiamoci che negli ultimi 15 anni (e per almeno altri 5 a venire) le speranze di una svolta liberale della nostra cara Italia sono state riposte in un personaggio come Berlusconi (socialista) che ha creato un gruppo di governo (sin dall’inizio) in larga parte di scuola socialista, diciamo pure craxiana. E tale è rimasto nel tempo.
I veri liberali (alla Antonio Martino, per intenderci), poi non hanno mai avuto accesso ad incarichi attraverso i quali pilotare il timone della virata liberale.

A tal proposito vi riporto un passaggio di un articolo pubblicato sul Foglio di ieri.

E’ sopraggiunta questa legislatura socialnazionale a certificare il rigor mortis di un’astrazione comoda per gli appassionati di toponomastica, ma del tutto disincarnata. E’ così da Silvio Berlusconi in giù, nell’esecutivo come nei partiti che lo tengono in vita, nella rappresentazione pubblica come nell’amministrazione locale. Il Cav. non ha nulla dell’uomo di destra, è un geniale imprenditore craxiano che si è formato al Drive In; a suo modo un artista pop avvolto d’urgenza, quindici anni fa, nel drappo cucito dalle riserve della Seconda repubblica. Quanto di più distante dai princìpi di legge e ordine, di colpa e punizione o redenzione religiosa. Berlusconi è il premier che non voleva e non vuole, per esempio, il reato d’immigrazione clandestina. Lo ha spiegato con sincerità angosciata e rivelativa ai suoi subalterni: ma come, un immigrato rischia la vita per arrivare da noi e trovare la libertà, la possibilità di lavoro, il sogno di una ricchezza, e noi lo buttiamo per cinque anni in galera? Il Cav. è questo, non un bramino, non un guerriero ma un esemplare della terza casta. Quella dei produttori di beni. Nulla a che vedere con la destra. E il suo Consiglio dei ministri non fa che riflettere questa assenza. Giulio Tremonti è finalmente tornato l’editorialista del Manifesto con ambizioni da leader della sinistra nazionale. La corona dei democristiani come Claudio Scajola alla parola destra mette la mano ai libri di storia antifascista. Paolo Bonaiuti, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta e Franco Frattini sono epifenomeni del socialismo. Sandro Bondi è un amabile prodotto del totalitarismo cattocomunista. Le giovani e i giovani ministri come Mariastella Gelmini e Angelino Alfano sono eredi della borghesia moderata di provincia. Elio Vito un radicale. Pure qui niente destra.

Per questo, quando Berlusconi, ieri, divertendosi coi cronisti che pendevano dalle sue labbra, è arrivato a dire “io faccio una politica di sinistra”, non mi sono affatto stupito. Anzi…

La consapevolezza della mancanza di una destra di governo è avvilente, ma sembra proprio che il centrosinistra faccia di tutto per non dimostrarsi alternativa all’altezza.
Peggio di un liberale socialistizzato, c’è infatti soltanto un socialista statalista.
E questo rappresenta il PD oggi.

Dalle critiche che il centrosinistra muove alla manovra tremontiana, ad esempio, appare evidente che le promesse veltroniane erano buone giusto per consumar carta e voce durante la campagna elettorale.

Così Oscar Giannino spiega la questione “tagli” e smonta il solito inflazionatissimo teorema della “macelleria sociale”.

Innanzitutto, mettiamoci d’accordo su che cosa si debba intendere, per “tagli”. Un minimo di rispetto per l’aritmetica impone che siano da considerare “tagli” stanziamenti di spesa pubblica nei prossimi esercizi inferiori al dato reale speso nell’anno precedente. Su questa semplice base, la risposta da dare è immediata: la manovra triennale non contempla tagli di sorta. L’opposizione, invece, considera come “tagli” tutto ciò che viene presentato in contenimento della crescita tendenziale della spesa negli esercizi a venire, sulla base dei flussi pluriennali preventivati e promessi dal governo Prodi. Ma questi non sono “tagli”, sono invece argini alla crescita inerziale della spesa pubblica… I 35 miliardi di euro di contenimento della spesa pubblica in tre anni disposti da Tremonti, dunque, servono a rallentare una crescita che resta tale – talora – e a stabilizzare – in altri capitoli la spesa pubblica, rispetto ai livelli attuali… non sono “tagli” perché servono solo a ricondurre una crescita della spesa che era fuori controllo. Il centrosinistra questo lo sa benissimo, anche se preferisce non dirlo. Il Pd sa tanto bene quali sarebbero stati gli effetti di maggior deficit della spesa pubblica che aveva “acceso” – malgrado i tre punti di Pil di pressione fiscale aggiuntiva disposti dal governo Prodi – che non a caso, nel suo programma elettorale di aprile scorso, annunciava in caso di vittoria elettorale contenimenti di spesa pari a 15 miliardi di euro ogni anno. In tre anni, dunque, sarebbero stati 45 miliardi di euro, non i 35 di Tremonti.

Per chiarire anche gli altri due demagogici assalti alla politica del governo, sempre Giannino ricostruisce i presunti “tagli” a Sanità e Sicurezza.

Per la sicurezza, l’opposizione ha operato una rozza ed errata semplificazione. Sommando i contenimenti degli aumenti di spesa previsti in 3 anni per il ministero dell’Interno – 1,6 miliardi – e quelli per la Difesa – 1,8 miliardi – ha intonato la cantilena degli «oltre 3 miliardi di euro di tagli alla sicurezza». Con questo criterio, gli elefanti volano. Il ministro dell’Interno Maroni ha inutilmente ripetuto che la riduzione degli aumenti di spesa sarà concentrata sull’organizzazione amministrativa del ministero, laddove essa è pletorica come per esempio nelle cento e passa prefetture. Tranne che nelle poche grandi aree metropolitane, alle prefetture sono attribuite funzioni del passato. Per le forze dell’ordine, polizia, carabinieri e finanzieri, rispetto alla spesa 2008 nel 2009 il governo ha messo a disposizione 400 milioni di euro in più di spesa corrente, e 600 milioni derivanti dal fondo alimentato dai sequestri alle grandi reti criminali.

Idem dicasi per la sanità. Il Fondo sanitario nazionale passa dai 102 ai 106,7 miliardi di euro, in tre anni: impossibile considerarlo un taglio, anche se Prodi invece lo portava nel 2011 a oltre 112 miliardi. Al contrario, il governo Berlusconi ha trovato le risorse per coprire la mancata reintroduzione del ticket sanitario e sulla diagnostica, che Prodi aveva previsto da parte delle Regioni per “spingerle” a rispettare il patto di stabilità interno. La sola copertura dei ticket che continueranno a non esserci implica la copertura di un fabbisogno aggiuntivo di 530 milioni nel 2009, e 450 sia nel 2010 sia nel 2011. All’articolo 84, comma 1 quinquies della manovra del governo, la copertura è precisamente indicata con risorse che proverranno dal contenimento delle missioni di spesa di ciascun ministero, dunque “non” con contenimenti sanitari.

Insomma: il quadro è abbastanza chiaro.
In Italia ci sono due sinistre.
Una di queste però aspira davvero a cambiare le cose nel Paese, pur essendo ancora troppo legata alle proprie radici storiche; l’altra sinistra è quella più conservatrice della propria cultura e decisamente più ipocrita.

Risultato: come si diceva all’inizio. Tempi duri e magri per i liberali di destra.
Ma per ora non c’è alternativa. Accontentiamoci.
Almeno la strada…quella è stata imboccata nel verso giusto (salvo svarioni in puro stile tremontiano – vedi Robin Tax).

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Comments
10 Responses to “L’Italia delle due sinistre.”
  1. Gwath ha detto:

    Caro Pensatore, non sapevo che tu fossi liberale…, avrei detto conservatore….

    Tuttavia, da liberale quale sono, devo dire che tutti gli estremismi sono negativi, incluso l’estremismo liberale.

    Immagino che ciò lo condividerai visto che hai più volte dichiarato di concepire la politica ideale sopratutto come “moderazione”.

  2. bruce0wayne ha detto:

    Caro Marco (che schifezz’ di nome 🙂 ), premettendo che non sono ne’ antiberlusconiano, ne’ sinistroide, ne’ pregiudizioso, ne’ girotondo, ne’ dipietrista, ne’ destroso;

    Non so se hai avuto esperienze lavorative, ma volevo sapere comunque cosa ne pensavi di questo articolo.

    Straordinari detassati, ecco perchè non funziona

    Perchè? Perchè il tuo modo di interpretare la politica è certo originale: nel senso che è tuo. E oramai è difficile trovare una persona che parla di politica senza che sia irrimediabilmente completamente “fatta” da pregiudizi e concetti non suoi.

    Non ho messo questo commento nell’ultimo articolo perchè mi fa schifo l’oggetto della discussione.

    Ciao

  3. Lucky ha detto:

    Concordo con quanto scritto, bravo!

    http://www.pastaperte.blogspot.com

  4. Alessio in Asia ha detto:

    1. Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. (dal Corriere della sera, 17 gennaio 2005)
    2. Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo. (da ANSA, 11 febbraio 2006)
    3. La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino… Fassino poi è così magro e non ha i baffi. (da la Repubblica, 3 febbraio 2005)
    4. Nella sinistra resta forte l’idea di dominio politico della società da parte dei poteri pubblici, l’asservimento dei cittadini al potere e allo Stato, l’uso dello Stato come mezzo di omologazione politica. (dall’intervista a Libero, 8 marzo 2007)

    http://it.wikiquote.org/wiki/Silvio_Berlusconi

    Ormai questo uomo è evidentemente in uno stato di nevrosi acuta, epilessia conclamata e stato di autoipnosi febbricitante.

    Da http://termometropolitico.wordpress.com/2008/07/27/ormai-berlusconi-e-in-uno-stato-di-autoipnosi-febbricitante

  5. San Colombano ha detto:

    Se sapevo che Berlusconi e’ socialista, lo avrei votato subito!! W Bettino Berlusconi!!

  6. maury ha detto:

    …ce ne ricorderemo…
    Hai capito cosa intendevo caro Giacomo?
    Saluti Maury

  7. Giuseppe di Giuseppe ha detto:

    ——
    Non ho parole…….

    Mi fai vergognare di essere nella stessa parte politica…… ——–

    a scanso di equivoci il mio “ce ne ricorderemo” non era il lancio di una generica minaccia su ripercussioni future o simili .

    mi riferivo al momento in cui quello che sta succedendo sarà chiaro … ecco a quel punto ci ricorderemo di chi stava con chi , così si potranno evitare squallidi teatrini di persone che fingono di cadere dalle nuvole o falsi ingenui patetici

    PS @giacomo: non sai a quale parte politica appartengo quindi evita accomunamenti , grazie

  8. Alessio in Asia ha detto:

    @Pensatore:”Tempi duri per i liberali di destra.”

    [Non sapevo ce ne fossero… a beh hai ragione: Martino. Uno.]

    @Pensatore:”un personaggio come Berlusconi (socialista)”

    @Wikipedia alla voce SOCIALISMO:”Il socialismo è un ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti e dottrine che tendono ad una trasformazione della società in direzione dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico.”

    @Berlusconi: io faccio una politica di sinistra”

    @Wikipedia alla voce SINISTRA: “Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che si siede alla sinistra del Presidente dell’assemblea e, in generale, l’insieme delle posizioni politiche qualificate come progressiste.”

  9. Giacomo ha detto:

    “C’è ne ricorderemo”

    Non ho parole…….

    Mi fai vergognare di essere nella stessa parte politica……

  10. Giuseppe di Giuseppe ha detto:

    Esistono 2 sinistre:

    – quella che inciucia con Berlusconi
    – quella che sta provando a salvare l’Italia (che poi tanto sinistra non è )

    il problema è che ci sono personaggi come te che per interesse o vogliadi fare gli alternativi “pensanti” fanno il gioco degli schifosi che ci sono in parlamento.

    ce ne ricorderemo

    saluti

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