Nuovo libro di Travaglio: come far spendere 12 euro per far leggere le stesse cose che tutti possono leggere sul suo blog.

Travaglio il bavaglio non se lo fa mettere sulla bocca da nessuno.
Anche se a volte sarebbe meglio la tenesse almeno chiusa.

Per esempio: domani uscirà il suo nuovo libro, un istantbook, realizzato in quattro e quattr’otto, in fretta e furia, coi sodali di sempre, Peter Gomez e Marco Lillo.
Di cosa ci parlerà mai?!

Sapremo chi è stato ucciso, ma non sapremo nulla su chi è stato arrestato per l’omicidio. Silenzio fino al processo.

Beh, pare che finalmente diverremo un Paese civile come tutti gli altri, dove i fatti di cronaca non sono usati per fare spettacolo o per vendere più copie di giornali e riviste, o di libri, e dove, soprattutto, una persona non sarà giudicata prima del dibattimento penale sulla base delle scarne informazioni che trapelano dai solo rappresentanti dell’accusa; dove una volta per tutte una persona non sarà condannata per il sol fatto d’esser stata coinvolta in un’inchiesta; dove, si spera, varrà per tutti la presunzione d’innocenza o, se volete, di non colpevolezza.
Ecco a cosa stiamo andando incontro per “colpa” del regime berlusconiano.

Ma il governo non si è fermato a questo.

Passerà dalla cronaca alla Storia della Repubblica l’estate del 2008. La chiameranno l’estate del bavaglio. Quando Silvio Berlusconi e la sua maggioranza votarono il decreto sicurezza per bloccare il processo Mills

Come dicono su Wikipedia, questa parte soffre di “recentismo”.
Ovvero, non tiene conto degli ultimi sviluppi.
Va bene che è un istantbook, ma Travaglio, il paladino dell’informazione corretta, della “controinformazione”, spaccerà per veri ed inconfutabili fatti che è la realtà stessa a smentire e confutare: nell’ultima versione del decreto sicurezza, infatti, non è più prevista la primitiva norma “blocca-processi” e nessun processo-Mills sarà mai toccato dalla sospensione.
Chissà che penseranno i suoi lettori quando, dopo aver letto tutto d’un sorso l’ennesimo pamphlet del “megafono delle procure”, usciranno per strada e leggeranno sui giornali l’esatto contrario di quello che gli era stato appena spiegato!?
Peseranno che ha ragione Travaglio: che siamo al Regime più dissennato, dove l’informazione è succube del potere del Cavaliere. Come osano contraddire l’indiscutibile Travaglio. Lui ha sempre ragione.

Il regno di Silvio IV, comunque è andato oltre.
Vuole mettere il bavaglio alla stampa e all’editoria in genere, arrivando a

limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche e impedirne la divulgazione

Cacchio: tragedia.
Anche qui, il rischio più grave è quello di diventare un paese normale, in cui i cittadini sono tutelati dagli abusi del potere giudiziario e a cui è garantita il massimo della privacy, al fine, di nuovo, di impedire processi mediatici e sommari.
Ma per Travaglio questo è gravissimo: come farà lui, in futuro, a scrivere istantbook pieni di brogliacci di intercettazioni tra persone che lui condanna come “da evitare” mentre per la giustizia sono innocenti?
Tremendo…tremendo davvero!

Fosse tutto qui, ma…il vero problema è che il governo vuole nascondere…

quelle tra il premier, il dirigente Rai Agostino Saccà e alcune ragazze

…praticamente l’impossibile, visto che ormai sono già state rese al grande pubblico grazie allo sforzo dei giornali vicini al grande avversario del Cavaliere, l’ingegner De Benedetti…(oltretutto, nel dl sulle intercettazioni, si tenga a mente, è previsto che valgano quelle usate nei procedimenti in corso, quindi anche per il caso Saccà-Berlusconi)

Ma poi Travaglio, si ricorda d’esser non solo un opinionista, ma anche un giornalista, uno che racconta i fatti e allora…

In appendice, come funzionano le intercettazioni negli altri Paesi e il testo del lodo Schifani del 2003 (replicato ora dal governo Berlusconi), con la bocciatura della Consulta

In appendice…i fatti…e vedremo se saranno confutabili o meno (e più che altro, completi o come spesso capita a Travaglio, pieni di omissis).
Al di là delle discipline e legislazioni straniere (di cui può interessare o meno) resta il concetto base, ovvero che Travaglio teme un imbavagliamento dell’informazione. Che però non esiste. A meno che non lo si guardi con una prospettiva giustizialista e vouyerista…
Non è imbavagliamento, ma ritorno alla normalità: i giornali non possono dare in pasto all’opinione pubblica la dignità e l’onorabilità delle persone ancora non giudicate…

Su lodo Schifani e lodo Alfano, a parte rimandare al post da me già scritto sull’argomento QUI, vi consiglio una buona lettura sul concetto e la storia delle immunità in Italia e negli altri Paesi, in cui si discute, tra l’altro, anche della legge 140 del 2003 e della bocciatura della consulta.

Alla fin fine però, rimane lo scrupolo di chiedere una cosa a Travaglio e ai suoi lettori: perchè pubblicare libri e far spendere soldi alla gente quando poi si possono leggere le stesse identiche cose (perchè Travaglio dice sempre le stesse identiche cose in qualunque contesto egli si trovi), solo più aggiornate (vedi norma “blocca-processi”, ma anche “lodo Alfano”), su blog e forum in questi stessi giorni?

Cosa non si farebbe per qualche euro in più sul contocorrente.
E il bello è che ci sarà gente che se lo andrà a comprare…così, per fargli beneficenza…

Da qui, il pensiero più profondo che mi viene: ma i fans di Travaglio che da domani gli regaleranno ognuno 12 euro, non si sentono un po’ presi per il culo?
Per sentirsi dire le stesse cose, una volta le accettano gratis, l’altra hanno il bisogno spasmodico di pagarle…

Bisogna ammetterlo: Travaglio è un genio.
Spaccerà per vere notizie che vere non sono più; e per il resto…basterebbe sfogliare il suo blog o quello dei suoi amici togati…e si risparmierebbero benissimo quei pochi ma buoni 12 euro.

Il tutto senza citare il caso Mills. Sarei curioso di sapere se citerà mai le ricostruzioni alternative alla sua (per cui è lampante che il Cav sia colpevole) o se riporterà all’attenzione dei suoi lettori le “ultime” dal processo con i documenti della difesa…

No, non lo farà, perciò lo faccio io…
QUI e QUI.

Viva Travaglio…

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Comments
42 Responses to “Nuovo libro di Travaglio: come far spendere 12 euro per far leggere le stesse cose che tutti possono leggere sul suo blog.”
  1. Ale ha detto:

    Al caro Ilpenatore non arrivano le risposte mi sa. O arrivano sempre le stesse. E sì perché le sue risposte, indipendentemente da quello che ci potete mettere come argomentazione, come del resto tutti questi topic di contenuti INESISTENTI sono riconducibili ad una radice, presa direttamente da Puffolandia: Io oooodio Marco Travaglio.
    E sti cazzi aggiungerei.

  2. Ale ha detto:

    @ ilpensatore: e quindi boicottiamo Travaglio perché scrive robe che ripete nel suo blog?? Lui ha fatto il libro. Il libro é un instant book, e contiene ovviamente, e sottolineo ovviamente, cose prese dai suoi articoli e ripubblicate sul suo blog. Lo compri se ritieni che possa esserti utile (e non sto certo qui a spiegarti i vari scopi). Se no non lo compri. Il resto sono invidie ed insulti gratuiti. Non capisco dove stia lo scandalo. Va a comprarti un libro di Fabio Volo invece, se ti piace il genere, e non stare a scrivere di “prese per il culo” o “12 euro buttati”, per piacere.
    Su Il bavaglio inoltre si può dire che non abbia utilizzato ghostwriters, cosa che non si può dire di altri libri.
    Il bavaglio, per chi non lo avesse ancora capito, è più una testimonianza, più o meno condivisibile, della fase politica odierna, molto controversa, come tu stesso sottolinei, sposando in toto la tesi opposta (no bavaglio ma “ritorno alla normalità”).
    Infine, come ti è stato più volte fatto notare, le riedizioni di “se li conosci li eviti” non sono instant book diversi fatti per spillare soldi alla gente, ma, appunto, riedizioni. E aggiungo che alcuni tratti sono un insulto all’intelligenza di chi ha letto questo post: mi riferisco soprattutto a questa parte:
    [quote]
    Chissà che penseranno i suoi lettori quando, dopo aver letto tutto d’un sorso l’ennesimo pamphlet del “megafono delle procure”, usciranno per strada e leggeranno sui giornali l’esatto contrario di quello che gli era stato appena spiegato!?
    Peseranno che ha ragione Travaglio: che siamo al Regime più dissennato, dove l’informazione è succube del potere del Cavaliere. Come osano contraddire l’indiscutibile Travaglio. Lui ha sempre ragione.
    [/quote]

  3. ehi ha detto:

    Hai detto:
    “Beh, pare che finalmente diverremo un Paese civile come tutti gli altri, dove i fatti di cronaca non sono usati per fare spettacolo o per vendere più copie di giornali e riviste, o di libri, e dove, soprattutto, una persona non sarà giudicata prima del dibattimento penale sulla base delle scarne informazioni che trapelano dai solo rappresentanti dell’accusa;”

    Balle.
    Non so se ti sei informato su quello che accade negli altri “paesi civili” come li chiami tu, ma x questo argomento noi italiani siamo molto più tutelati di loro. Sono tutte balle che ci vengono a raccontare. Con questa legge noi non sapremo + nulla di ciò che accade.
    Esempio: Calciopoli: nulla. Clinica degli Orrori: nisba neanche qui (anzi, non si sarebbe scoperto nulla xkè non si sarebbero potute fare le intercettazioni), tutte le innumerevoli scalate illegali alle banche: nada.

    E così via. Sorry ma io qnd incontro una persona x strada vorrei sapere se è un mafioso o se ha una decina di reati sulla fedina…

    Poi, che qlc volta i giornali esagerino può anche esser vero, ma le norme sulla privacy in italia sono molto + restrittive che all’estero

  4. pippo ha detto:

    quoto anch’io barnard, aumentare la coscienza civile individuale senza per forza cercare affannosamente un dux di qualsiasi tipo da seguire, un omogeneizzatore di pensieri predigeriti facili da assimilare.
    E’un passo molto difficile per noi italiani, drogati come siamo dalla smania di apparire, come testimoniano anche solo i milioni di blog che fioriscono sul web e in cui il proprietario parla dei cazza sua a tutti.
    Personalmente penso che grillo travaglio e compagnia debbano continuare a martellare sulle cose che non vanno per aiutarci a sviluppare questa autocoscienza. Per me il loro è un mandato a termine, pur sapendo che disaffezionarsi dalla fama è difficilissimo.

    Pensatore, permettimi di suggerirti, qualora tu avessi crisi di ispirazione, un dibattito su quanto scritto da barnard e citato da nessuno: sarebbe molto interessante.

  5. mazapegul ha detto:

    mi chiedo se sei piu’ assessionato tu per travaglio o il berlusca per la passera! 🙂

  6. pennacchio ha detto:

    Caro Marco, sul blog di Mastellarini è in atto una discussione riguardante la dichiarazione di voto espressa da Travaglio alla vigilia delle ultime elezioni. C’è chi lo giustifica, addirittura elogiandolo per la sua trasparenza. E chi invece ritiene che in questa modo venga cancellata quella norma di “equidistanza” che dovrebbe guidare ogni buon Giornalista nelle sue valutazioni, specie se il suo compito è anche quello di “commentatore politico”, cancellando quella obiettività che, solo lei, ti consente un minimo di credibilità di fronte ai lettori.
    Prima di fornirmi una risposta, ti invito ad andare a leggere questa discussione al post “NO-TRAV DAY”.

  7. ilpensatore ha detto:

    @ Nessuno: perfetto…ora ti posso riconoscere in qualunque momento.

    e grazie per l’articolo che hai quotato…

  8. nessuno ha detto:

    caro pensatore ti mando quest’altro interessante articolo scritto da paolo barnad contro il regime della visibilita’ :”Sta accadendo che noi, la Società Civile Organizzata di questo Paese, ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo autoconsegnando all’irrilevanza, nonostante l’apparenza sulla superficie sembri dimostrare l’esatto contrario. Eravamo invece l’unica speranza rimasta a fronteggiare il trionfo internazionale del Sistema massmediatico e neoliberista, davvero l’ultima spiaggia. Questo, mentre il Sistema se ne sta tranquillo a guardare in piacevole stupore (il Sistema, amici, quello vero, quello che non sta a Palazzo Chigi). E’ accaduto che noi, gli antagonisti, abbiamo riprodotto al nostro interno le medesime strutture del Sistema che volevamo contrastare.

    Anche fra noi dilaga oggi la struttura chiamata Cultura della Visibilità, che è la cultura dei Personaggi, cioè dei Vip, e che nel nostro caso è rigorosamente alternativa, certo, ma sempre identica all’equivalente struttura del Sistema massmediatico. E cioè la nefasta separazione fra pochi onnipresenti famosi, e tanti seguaci. Ne siamo pervasi totalmente. I nostri Personaggi e gli eventi che essi gestiscono (i Grillo, Travaglio, Guzzanti, Strada, Zanotelli, Ciotti, Moretti ecc., con le loro marce, manifestazioni, spettacoli di piazza, film ecc.) producono singolarmente cose (talvolta) egregie, ma collettivamente fomentano quella struttura compiendo un danno devastante, e che pochi ancora comprendono nella sua ampiezza e implicazioni. Quale danno? Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile Organizzata e la speranza che essa rappresenta.

    I Personaggi, ponendosi come tali, inevitabilmente ci trasmettono la sensazione di sapere sempre più di noi, di poter fare più di noi, di contare più di noi, di aver sempre più carisma di noi, più coraggio, più visibilità. E più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi. Il paragone inevitabile fra la nostra (generalmente fragile) autostima e l’immagine di ‘grandezza’ dei Personaggi, fra il nostro limitato potere e quello invece di chi è famoso, è ciò che finisce per annullarci. Tantissimi di noi infatti pensano “ma da solo cosa posso mai fare? cosa conto? chi mi ascolta?”, e in sol colpo ci autoannulliamo. Smettiamo così di pensare e di agire autonomamente e corriamo ad affidarci ai Personaggi, che prontamente ci forniscono un pensare e un agire preconfezionati, che noi fotocopiamo in un’adesione adorante e acritica. Riguardatevi la folla del V-day di Bologna e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco? Abbiamo così ricreato una verticalità e nuove Caste.

    Non fatevi ingannare dal fatto che i nostri Personaggi denunciano cose spesso sacrosante, o che alcune loro iniziative sono anche benefiche. Questo vi oscura una visione più obiettiva, poiché siete assetati di qualcosa che finalmente spezzi il Sistema e vi gettate con entusiasmo sulla prima offerta disponibile che ‘suoni’ come giusta. Ma il giusto che costoro invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell’insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l’annullamento di così tanti. Esattamente come nel caso, a voi noto, dell’ingannevole giustezza e natura benefica dei cosiddetti aiuti al Terzo Mondo: ineccepibili e sacrosanti all’apparenza, ma nella realtà essi sono la vera causa della rovina e della morte di milioni di derelitti nel mondo.

    Tutti i sopraccitati Personaggi, dai comici ai preti ai giornalisti, hanno dato l’avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell’indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l’Italia. Eppure, che la politica italiana fosse laida, ladra e corrotta, milioni di italiani lo sapevano benissimo già prima che molti di questi industriali dell’indignazione nascessero, e assai poco è cambiato. Allora, a che serve procedere compulsivamente ad aggiungere denuncia e denuncia e indignazione a indignazione?

    Dovevamo invece essere aiutati a crescere per divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso. Dovevamo imparare a ‘scrivere’, ciascuno di noi a suo modo, il ‘libro’ della propria denuncia dei fatti e della propria analisi accurata dei fatti, dovevamo imparare a fare ogni giorno il nostro personale Tg, ad essere i presidenti del consiglio di noi stessi, i politici di noi stessi, unici e soli referenti di noi stessi, a credere solo nella propria verità, senza mai, mai e mai aderire acriticamente alla verità di alcuno, chiunque esso/a sia, qualunque sia la sua fama, provenienza, carisma o potere. Ciascuno di noi sul proprio palco, sotto i propri riflettori, in prima serata, non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire doveva essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi. Non dovevamo permettere la nascita di Star alternative perennemente citate, adorate, ospitate in tv, inseguite nelle piazze fin al delirio da stadio, e detentori del ‘cosa si deve fare’, se non addirittura dell’organizzazione del nostro futuro. Semmai esse dovevano invece fungere da semplici individui che si mettevano a nostra disposizione unicamente come fonti. Semplici fonti, da consultare con sana distanza, da usare come si usa Google, ovvero pagine fra le tante di una enciclopedia che può esserci utile ma il cui ruolo doveva rimanere più modesto. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia.

    Il V-day e i suoi Vip hanno offerto uno spettacolo indecente quando incitavano la cittadinanza a fare politica dopo averla per anni annullata fino all’intontimento. E noi in deliquio per questa roba, la chiamiamo rivoluzione, democrazia, giustizia. Ma proprio più nessuno si sta rendendo conto che il V-day è stato lo scioccante apogeo di questa disastrosa deriva? Credete veramente che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva? Ma credete veramente che coloro che in soli 35 anni hanno saputo ribaltare due secoli e mezzo di Storia, coloro che hanno reso di nuovo plausibile l’inimmaginabile nella quotidiana vita di 800 milioni di cittadini occidentali, coloro che muovono 1,5 trilioni di dollari di capitale al giorno, coloro che tengono ben salde nelle loro mani tutte le leve della nostra Esistenza Commerciale stiano perdendo anche un singolo secondo di sonno per noi e per i nostri Guru? Secondo voi questa immensa macchina infernale può preoccuparsi dell’incedere di un nugolo di personaggi o istrioni più o meno credibili con al seguito una minoranza di adepti/fans/seguaci persi nell’ingenua buona fede quando non già del tutto disattivati dei loro stessi leader? E allora capite la mia disperazione nel vedere che forze già così fragili e sparute come le nostre vengono eviscerate e si fanno eviscerare dall’interno? Vi prego, fermatevi, fermiamoci tutti.

    Dobbiamo fermarci, fermare tutta la nostra macchina di oppositori civici, Movimenti inclusi, e guardarci dentro. Forse non siamo tanto migliori o differenti dal Sistema che vorremmo contrastare, dalle persone che tanto detestiamo. Forse abbiamo replicato il loro sciagurato modello di rapporti, e per alcuni dei nostri leader alternativi vale la considerazione di Brecht che “Il nemico talvolta marcia alla vostra testa”. Io ho suggerito una strada, che è quella descritta precedentemente, e cioè il percorso di crescita individuale in consapevolezza e in autostima di ciascuna persona in assenza di Guru e di Vip, e in assoluta orizzontalità critica. Ma con un’aggiunta: è ora di piantarla con questa febbre autoassolutoria nutrita dall’industria della denuncia per nutrire le sue Star e che paralizza noi. Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta. E’ ora di farsi carico, e prima di tutto

    farsi carico dei propri talenti, non importa se molti o pochi, con pari dignità rispetto a chiunque altro

    farsi carico delle proprie responsabilità, senza scaricare le colpe solo sui potenti

    e poi accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore

    e infine creare consenso fra la gente sui valori comuni e su quei prezzi da pagare

    divenire in altre parole cittadini adulti che, senza guru e vip, sappiano partecipare in orizzontale”

    … credo non ci sia bisogno di aggiungere altro ..!!

    ps: ho fatto come hai detto tu per l’email,fammi sapere se l’hai ricevuta

  9. Ottimo libro. Lo consiglio. Compratelo… 12€ è un prezzo onestissimo 😉

  10. pippo ha detto:

    continuo a non capire perchè Mastellarini sarebbe un “putrido”…

    beh ha riportato su l’espresso in un articolo la trascrizione di alcuni sms privati con Marco Travaglio. E mi fermo qua.
    Che fossero funzionali a sostenere la sua tesi nell’articolo, che volesse sputtanare Tarvaglio, qualsiasi cosa, non m’interessa.
    E’ questione di deontologia professionale che evidentemente al Mastellarini è mancata in quel frangente.
    Ma visto che il Mastellarini era già giornalista dell’Espresso e mai era incorso in una situazione simile, allora sorge l’umanissimo sospetto che abbia utilizzato degli sms privati, già di per sè non deontologicamente corretti, per perorare la propia causa. Quindi è un putrido, anche perchè dopo si è lamentato pubblicamente “Mi hanno fatto fuori dall’Espresso perchè ho dato fastidio a Travaglio”.
    Ma cosa voleva ancora? ha fatto una cappella enorme con quegli sms (non con il giudizio suo personale, pensi quello che vuole) è giusto che non sxcriva più per quella testata. anzi è il minimo

  11. Hue ha detto:

    -Travaglio non scrive romanzi; i suoi libri sono infarciti di documenti che non fa altro che ripetere a pappagallo in qualunque occasione, che usa per argomentare i suoi articoli su l’Unità, che usa per divulgare sul suo blog…non venirmi a dire che è come fosse un racconto originale…eh…-

    Scusa eh, ma io cosa ho detto? Ripropongo: Non è la prima volta che Travaglio fa dei libri riprendendo argomentazioni di altri suoi libri – vedesi Mani sporche e Se li conosci li eviti – vengono annualmente aggiornati ecco perchè a 45 anni si ritrova con 30 libri pubblicati manco fosse Emile Zolà.

    Poi per essere uno che non ha mai preso in mano un libro di Travaglio non ti esimi a parlarne per sentito dire.

    Quindi non mi hai risposto…

    – non è per essere banali, ma credo che Travaglio abbia scoperto la gallina dalle uova d’oro e se la cova e se la coccola giorno per giorno.
    il pubblico travaglino non è così “anziano” da non saper usare internet…è giovane o comunque sa usare le nuove tecnologie (che poi tanto nuove non sono)…
    chi segue Travaglio oltretutto ha già magari altri suoi libri (e come tu confermi sono fatti anche di spezzoni dei precedenti)…
    insomma: Travaglio scrive perchè è sicuro che nonostante tutto ci sono i fedelissimi che comprano…-

    Guarda che Travaglio pubblica libri dal 1993 e all’epoca non so quante persone se lo cagavano. Se ha scoperto la ‘gallina dalle uova d’oro’ evidentemente è stato lungimirante perchè è da 15 anni che ne approfitta!
    E poi, ripeto per l’ennesima volta, come per GOMORRA, è da deficienti pubblicare dei libri per la propria fetta di pubblico, si pubblicano per far interessare altra gente – magari completamente fuori target – alle proprie argomentazioni, oltre che tenersi buoni anche i propri lettori. Io Travaglio del resto l’ho conosciuto tramite un suo libro, quando comprai ‘La scomparsa dei fatti’ mica sapevo chi fosse, che faccia avesse, cosa facesse. Se non avessi letto quella quarta di copertina ora non starei nemmeno qui a risponderti. E i libri a questo servono, far interessare una fascia più ampia di pubblico e visto che ora Travaglio gode di molta pubblicità (ora vogliamo dire che la pubblicità è una cosa cattiva?) ha più possibilità di coinvolgere. Però non è che ora pubblica più libri rispetto a prima, la media è sempre di 2 libri l’anno.

    – e questa non è una banalità, ma un’ottima strategia commerciale…di Travaglio, s’intende…

    poi, i polli sarebbero quelli che guardano il tg4…bah…-

    Rete 4 è ancora abusiva…quindi chi la guarda è masochista e compartecipe di un reato. Ripeto che la strategia di Travaglio è vecchia come il mondo, già nel 2003 è arrivato a pubblicare ben 3 libri e non stavamo qui a parlarne. Nel 1994 2 e nemmeno stavamo qui a parlarne. Quest’uomo è un genio del marketing.

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