Una cosa di cui non si parlerà. Giustamente. Forse. Ma io ne parlo.

Poichè da qualche tempo a questa parte non si fa altro che portare ad esempio singoli episodi in cui le intercettazioni sarebbero state fondamentali per sgominare il delinquente di turno, vi propongo un caso “fuori dal comune”.
Spiace tirare fuori il nome di Ottaviano Del Turco, per il quale rimane ovviamente intatto il principio di non colpevolezza fino a prova contraria e sentenza definitiva (quindi dopo regolare dibattimento processuale), ma l’occasione fa il blogger rompiscatole “ladro”.
Ebbene, la procura di Pescara e il Gip di riferimento hanno decretato la custodia cautelare del presidente della regione Abruzzo sulla base di un testimone, qualche foto e quattro mele.
Così sarebbe stato incastrato Ottaviano Del Turco.
E le intercettazioni?
Beh, ovviamente furono disposte, ma, come ci racconta Bonini su Repubblica:

intercettato per sei mesi sulle sue utenze, Del Turco non fa mai nessun riferimento specifico utile a una prova diretta della concussione

Praticamente inutili.
Visto che si può incriminare qualcuno anche senza l’ausilio di cuffiette e microfoni?

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Comments
17 Responses to “Una cosa di cui non si parlerà. Giustamente. Forse. Ma io ne parlo.”
  1. Comunque era un offtopic giusto per cazzeggiare. Scusate il disturbo. :* Ignoratemi e andate oltre :* luv u

  2. Ma chi si dice migliore di te 🙂
    Io ho detto solo indovina la categoria… coda di paglia? 😀

  3. ilpensatore ha detto:

    @ Luigi: più che altro dovresti chiederti tu a che categoria appartieni.
    io non giudico…ma vedo che a quelli come te e a te compreso piace tanto farlo.
    il tutto senza sapere nulla di nulla delle persone con cui ti confronti, ma partendo dalla sola presunzione di essergli superiore…per non si sa quale ben definito motivo.
    si, Luigi, dicci un po’: perchè saresti “migliore” di me?

  4. nessuno ha detto:

    Luigi ,bellissimo il tuo post perche’ fa capire quanto tu sia andato fuori cervello….non sai piu’ a cosa attaccarti…..addirittura BUDDAH !!!!!AH AH AH AH AH !!!!

  5. Marco Breveglieri ha detto:

    Come direbbe Tonino, che c’azzecca. 🙂

    Ci sono casi in cui si può arrivare ad individuare un criminale in base all’uso della luce ultravioletta che rivela tracce di sperma, e altri casi in cui probabilmente si utilizza tutto un altro sistema, a seconda del comportamento dell’individuo che si sta tenendo sotto controllo.

    Il fatto che, in questo caso specifico, l’uso delle intercettazioni non abbia prodotto risultati (mentre le prove siano arrivate da altre fonti), non significa che si tratti di un mezzo inutile o indispensabile sempre, e giusto per prevenire il “messaggio nascosto” che tenti di lanciare (altrimenti non avrebbe senso esprimere l’opinione che hai indicato nell’articolo), rimane comunque sbagliato vietarle viste le tante occasioni in cui si sono rivelate indispensabili, anche se ciò non è avvenuto nell’episodio preso come riferimento.

    E’ un po’ come dire che un rastrello non ha senso utilizzarlo (o per dirla alla Berlusconi, non deve) perché non ti pulisce la casa, invece con la scopa sì.
    Ma grazie! Si tratta solo di una questione di utilizzo del mezzo giusto a seconda della condizione, non della maggiore o minore utilità del mezzo stesso, valutata in modo assoluto e a prescindere.

    Mah… certo che a volte proprio certe cose non le capisco… 🙂

    ~Marco

  6. lm ha detto:

    che palle!

  7. Non c’entra molto ma voglio riportarlo comunque. Vi incollo un articolo di Martinelli molto interessante… scoprite a che categoria appartiene Il Pensatore 😀

    ————

    L’ignoranza uccide. La presunzione è la sua morfina. Ci sono 2 grandi branche di ignoranti: una consapevole di esserlo e rassegnata. Perciò ricattabile per spirito di sopravvivenza. Un’altra frustrata e perciò presuntuosa. Anch’essa solitamente ricattabile perché la contropartita di un favore può significare l’ottenimento di una posizione sociale da ostentare senza merito.
    La differenza fra l’ignorante e il colto credo stia nel “grado di elevazione” che ognuno di noi ha fin dalla nascita. Il grado di elevazione non è il quoziente intellettivo, è una sorta di predisposizione alla conoscenza. L’ho letto su un manuale di cultura buddhista e mi ha convinto, anche se sono rimasto votato all’ateismo.
    Il grado di elevazione può essere più o meno accentuato ma rende nella definizione proprio perché “eleva” dal resto di una maggioranza di persone predisposte a rimanere cerebralmente appiattite per tutta la vita.
    Il grado di elevazione si palesa con l’amore all’osservazione e all’analisi di ciò che ci circonda. Lo stimolo all’osservazione spinge allo studio per accrescere la propria conoscenza. La conoscenza, a sua volta, incute sicurezza e fiducia nei propri mezzi. L’analisi è l’approfondimento di ciò che si conosce, che mescolata all’esperienza porta gradatamente alla saggezza tipica della mezza età.
    A seconda del tipo di conoscenza che si sviluppa si elevano creatività, associazione di idee e soprattutto memoria.

    Siccome il grado di elevazione è presente fin dalla nascita, va fatto, a mio avviso, un distinguo per quei bambini elevati figli di genitori appiattiti. Sono i più sfortunati e anche i più numerosi perché oltre che non essere ascoltati ed assecondati, vengono orientati, schiacchiati, recintati e perciò penalizzati nella loro crescita e nelle loro possibilità. Soltanto se saranno ostinati diverranno studenti disadattati, tardivi e in perenne conflitto col mondo appiattito che li circonda. Una volta cresciuti, se trovano superiori “altruisti”, questi soggetti si realizzano senza avere il classico foglio di carta perché referenziati. Il loro stimolo e la loro ostinazione li avrà portati a “rubare” il lavoro agli altri imparando presto a diventare competitivi. Gli altri, quelli meno ostinati, saranno rimasti degli anonimi cittadini con la fissa, ossia l’hobby di giornate intrise di impegni sgraditi.

    Quando il grado di elevazione, e quindi l’ostinazione, non sono così forti avremo un individuo sopraffatto da genitori piatti che diventerà un uomo poco elevato tendente al rassegnato appiattimento. Ecco allora l’adolescente incompreso e frustrato che si ribella ai genitori trovando nel gruppo degli amici il suo modello di riferimento. Gli amici sono lo svago da una giornata da dimenticare fatta di un lavoro o di una scuola forzati fra l’indifferenza dei genitori che si aspettano pure i migliori risultati. Genitori che spesso riversano sul figlio le loro frustrazioni dicendosi “brave persone che han sempre lavorato! Non come te lazzarone…”. Questo adolescente diventa quasi sempre un tossicodipendente impasticcato. Plateale ed arrogante se estroverso, violento e tracotante se introverso. Che sia nato a Milano o ad Isernia non fa molta differenza.

    Siccome il grado di elevazione porta ad un adulto ostinato e sensibile sorretto da cultura propria, come gli ignoranti, ritengo esistano 2 grandi branche di colti: gli altruisti e i menefreghisti. Gli altruisti sono gli elevati realizzati che per circostanza, o per fortuna, si sono conquistati ruoli di comando col sacrificio e con le batoste a cui ci hanno fatto il callo perché spinti dal loro grado di elevazione. In quanto persone sicure dei propri mezzi non temono la concorrenza. Anzi, se intravedono qualcuno valido cercano di aiutarlo e di renderlo parte attiva del proprio gruppo. I colti altruisti sono persone dominate da senso di responsabilità collettiva. Apprezzano e si accontentano del guadagno del loro operare perché funzionale all’ottenimento dei loro obiettivi utili per tutti. Siccome sono soddisfatti dei loro obiettivi favoriranno la crescita solo di elementi validi ed elevati come loro e non sentiranno il bisogno di rubare o sottrarre le altrui ricchezze con l’inganno.

    I colti menefreghisti, invece, sono i più numerosi perché solitamente cresciuti in famiglie economicamente agiate, con genitori meno frustrati perché usi a svaghi consentiti da una condizione economica che HA contribuito a mantenere una convivenza forzata per il bene dei figli. Il colto menefreghista è un elevato amato dai genitori benestanti che cresce negli agi, studia non sempre con profitto e si nutre del proprio ego pensando soltanto alla realizzazione di se stesso. Forte delle rassicurazioni di genitori che gli promettono vie preferenziali al mondo che conta, il sacrificio passa in secondo piano. Le batoste saranno meno perché ci sarà sempre la spinta di un superiore colto menefreghista amico di famiglia, alla ricerca di innocui mediocri funzionali al proprio potere che non nuocciono alla causa del merito. Un colto menefreghista accecato dal proprio obiettivo è anche ricattabile. Il colto menefreghista raccomandato non si avvarrà mai di un valido colto altruista. Anzi, quando lo individuerà lo terrà lontano usando tutti i mezzi a disposizione per gettare discredito.

    L’Italia di oggi è dominata da Silvio Berlusconi, un ricco menefreghista che grazie al suo elevato carisma si è potuto accerchiare di un esercito di colti menefreghisti ricattabili in tutti i settori strategici della democrazia.
    Nel potere esecutivo con ministri ad personam, nel potere giudiziario con giudici corrotti e nel potere della stampa con centinaia di addetti stampa al suo servizio in giornali e televisione.
    Il grado di elevazione di Berlusconi è l’aver capito quanto sia importante aggraziarsi le persone dicendo loro che sono brave anche quando non valgono nulla. A suon di sorrisi, favori e tangenti.
    Il Berlusconi odierno che arriva a sfigurare la Costituzione a sua immagine e somiglianza è l’espressione di un’Italia piatta dominata da un esercito di colti menefreghisti accecati dal potere.
    L’esercito di ignoranti ai loro piedi sono dei poveri ricattabili che per spirito di sopravvivenza hanno barattato la libertà che garantiva la Costituzione. Spesso senza rendersene conto.

    Purtroppo senza conoscenza e senza informazione non c’è scampo. Ci sarà solo guerra non appena finirà la trippa per i gatti. Per ora tutto è apparentemente calmo perché la maggioranza di ignoranti sopravvive con la testa sotto la sabbia non sapendo, o fingendo di non sapere. In questo caso, forse, sopravvivere si sta meglio e più in pace che vivere da colti altruisti, trascinati alla morte dalla maggioranza degli ignoranti perché attanagliati dal pathos dell’agonia di questo irrecuperabile declino sociale.
    Mi vien di ribaltarmi e urlare viva la maggioranza di ignoranti che morirà uccisa improvvisamente. Senza grossi patemi.

    http://www.danielemartinelli.it/2008/07/15/viva-gli-ignoranti/

  8. lm ha detto:

    beh’ questo prova che le stronzate di Di Pietro sono…stronzate. Egli disse a Ballarò che se si toglie ai magistrati il gabbio preventivo e le intercettazioni, i giudici non potrebbero fare il loro mestiere.

    E’ tutta questione di equilibrio, e Di Pietro non ne ha.

    Piuttosto, pensatore, occorre cautela: insieme alle mele c’erano i bigliettoni!

  9. camilla ha detto:

    Pronto nel cassetto? Di Pietro potrebbe non gradire.

  10. nessuno ha detto:

    si sta parlando cosi tanto di intercettazioni che adesso chiunque evita di parlare dei propri ca ..si per telefono….o no ?

  11. pippo ha detto:

    sì mi sono scaldato.
    ma messo com’è l’articolo sembra mirare a delegittimare a prescindere le intercettazioni.
    è ovvio che se uno confessa le intercettazioni non servono. Fossero tutti come “il gordo” che confessa non ci sarebbero omicidi impuniti, per esempio.
    nel caso specificio, può darsi che abbiano provato ad intercettare del turco sentendo puzza di bruciato, del turco evidentemente è uno scafato (fino a un certo punto) e non s’è fatto beccare al telefono, ma il sistema s’è rotto quando uno ha vuotato il sacco, che è il sistema migliore per concludere le indagini ma che in italia non funziona evidentemente più tanto.

  12. ilpensatore ha detto:

    secondo me, cara Camilla, ce l’ha già pronto nel cassetto.

  13. camilla ha detto:

    Travaglio si scatenerà o…. meglio di no?

  14. Anonimo ha detto:

    Chissà se Travaglio ci scriverà un libro….

  15. ilpensatore ha detto:

    ma no pippo, che ti scaldi a fare?

    era solo una riflessione: le intercettazioni spesso servono, ma spesso a parità di contesti non sono affatto necessarie.

    ma perchè parlare solo di quelle necessarie a suffragio della tesi della loro inevitabilità e non anche delle situazioni in cui i casi si risolvono benissimo anche senza?

    non è questione di leccare il culo: è questione di provare a proporre un punto di vista alternativo…

  16. pippo ha detto:

    quando uno degli estorti vuota il sacco è facile sì!
    mamma mia, che idiozia,cercare a tutti i costi un pretesto per screditare l’utilizzo delle intercettazioni che hanno messo nei casini chi tra gli altri? corona?…..mmh no. d’alema? mhhhh non più di tanto……BERLUSCONIIIIIII ma guarda un po’.
    Non so, ma a che posizione aneli che lecchi così il culo al vuoto, al nulla?

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