Quelli che…le sentenze non si discutono. Tranne alcune. Quelle di assoluzione.

Dipende da quali sentenze.
Quella sul G8, di assoluzione (peraltro) di 30 su 45 degli imputati, si può discutere eccome.
E La Repubblica non ci pensa due volte:
prima giudicandola una “sentenza dimezzata“, poi mantenendo in prima pagina le sole richieste e ricostruzioni dell’accusa.

Domanda: ma è la difesa che non si presenta mai in tribunale o sono i cronisti giudiziari che si dimenticano di citarla?
Com’è possibile lamentarsi per delle sentenze di assoluzione senza nemmeno parlare dei contenuti usati dalla difesa per scagionare i propri assistiti?
Come ci si può sentire infastiditi perchè delle persone sono state dichiarate innocenti per non aver commesso il fatto?
Ma soprattutto: perchè dispiacersi che il corpo di Polizia sia uscito tutto sommato bene da questa inchiesta mentre sono state accertate responsabilità individuali peraltro non esageratamente cruente come le voleva descrivere l’accusa?

Sono sbigottito e allarmato…

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Comments
40 Responses to “Quelli che…le sentenze non si discutono. Tranne alcune. Quelle di assoluzione.”
  1. jan ha detto:

    ha ragione mio padre: il g8 va fatto su di una nave al largo

  2. tequilero ha detto:

    Caposkaw, non ho capito molto del suo pensiero.
    Sicuramente colpa mia.
    Non vedo dove ha letto che io non mi sono indignato per le violenze dei manifestanti o che le ho giustificate.
    Penso che siano due cose differenti, e che nessuno, a maggior ragione se ha una divisa indosso, può permettersi di picchiare e di abusare di qualcuno.
    Anche se quel qualcuno è un delinquente.
    Questo è il mio pensiero.
    Il Suo, invece, è per la punizione fisica anche dei presunti colpevoli o dei sospettati o di chi si trova li come giornalista?
    Basta saperlo.
    Un saluto.

  3. Caposkaw ha detto:

    la cosa che più mi fa ridere di questo discorso è che i manifestanti hanno semplicemente lavorato per d’alema & Co….
    quello che è successo a Genova nel 2000 era la riedizione di quello che era successo nel 1960 che portò alla caduta del governo tambroni…
    voi che tanto frignate di diritti umani violati (senza vedere le violenze dei manifestanti) e vi sognate di poliziotti infiltrati, non avete ancora capito che si trattò di un miserabile atto politico dei comunisti trombati alle elezioni…

  4. ilpensatore ha detto:

    @ Antonio: non capisco perchè devi offendere…

    lascia che ognuno esprima la sua idea. Contesta l’idea, non la persona…

    ci sono altre persone che commentano senza offendere…perchè ti devi distinguere in questo modo così meschino?

  5. Antonio dipaola ha detto:

    IlPensatore —- Sono sbigottito e allarmato… —-

    hai dimenticato , ignorante, cialtrone, in malafede e viscido … non ti sminuire

  6. tequilero ha detto:

    Luigi (Byte Liberi),
    mi sorprende il tuo impegno a spiegare le cose ad un nessuno qualsiasi che considera le basi dello stato di diritto delle “frignacce”.
    Secondo il ragionamento di questo campione del garantismo di comodo, il giornalista Mark Covell è comunque colpevole.
    Era lì.
    Le costole rotte e i polmoni perforati se li è ampiamente meritati.
    Vedi secondo il nostro futuro ministro dell’interno se ci sono incidenti allo Stadio, la polizia può andare in uno dei club dei tifosi coinvolti, prendere a manganellati i presenti e se per caso Nessuno si trova a passare di lì, si becca una bella bastonata anche lui.
    Poi, con la testa spaccata, si alza e ci dice, è giusto, visto il clima che si era creato.
    Mi viene in mente il caso di Federico Aldovrandi.
    Secondo il ragionamento di Nessuno anche in quel caso i poliziotti hanno fatto bene.
    Per fortuna che è nessuno.
    Saluti.

  7. Nessuno come accertano anche le 15 condanne i poliziotti che si divertivano a picchiare c’erano e come.
    Anche considerando il clima non puoi entrare in una scuola LEGALMENTE CONCESSA DAL COMUNE dove dentro c’è gente che con i black block non c’entra un cazzo e sfasciare teste. Non si può giustificare una cosa del genere al nostro corpo di polizia.

    Tiè informati un po’:

    http://it.youtube.com/watch?v=3BrpINHD22E

    Il giornalista inglese Mark Covell si trovava nella scuola Diaz Parodi di Genova il 21/7/2001, poco prima di mezzanotte. Credeva di essere in un Paese democratico. Sbagliava. E’ uno dei 66 stranieri massacrati dalle forze di Polizia. Ai quali vanno aggiunti i 27 macellati nostrani. E’ stata infatti “Un’operazione di macelleria messicana», come ha ammesso il vice questore Michelangelo Fournier. Che ha aggiunto: «Quando sono arrivato nella scuola ho visto quattro poliziotti, due in divisa, due in borghese che al primo piano infierivano su una decina di persone a terra, non erano miei uomini”.
    Mark Covell se l’è cavata con poco:
    – un’accusa di terrorismo
    – otto costole rotte
    – entrambi i polmoni perforati
    – stato di arresto per tre giorni.

  8. nessuno ha detto:

    i fatti della diaz e quelli della piazza secondo me non sono due cose separate se si considera il clima che si era creato e non di certo ad opera dei polizziotti…il corrotto sei tu perche’ continui a pensare a polizziotti che si divertono a picchiare !!!inquanto all’informazione dimmi dove la fai tu cosi io ne sto alla larga !!!

  9. Pensato’ tu quando si fanno certi tipi di errori non intervieni eh? Fanno comodo? Quando si mescolano eventi che non c’entrano un cazzo e si fanno passare i manifestanti pacifici della scuola Diaz (AUTORIZZATI A STARE Lì DAL COMUNE) per vandali non apri bocca eh? Bravo il nostro Pensatore. Continua così. Che schifo.

  10. Nessuno. Hai il nick perfetto. Perché sei un ignorante. Un nessuno appunto.
    Non puoi mischiare due eventi che non c’entrano niente. Nella scuola Diaz c’erano MANIFESTANTI PACIFICI ACCERTATI. Non puoi solo per convenienza mescolarli con i black block di Genova. La polizia nel caso di Bolzaneto e da condannare. E tu se non lo fai o sei un disinformato ignorante oppure sei un corrotto. Informati e rivaluta il tuo pensiero. Non sto difendendo i vandali di Genova. Sto accusando i macellai della scuola Diaz. Fatti una cultura e un nick. Ciao

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