Veltroni va blindato, ma non passa da lui il futuro della sinistra.

Piazza Navona, due giorni dopo.

Una persona che si dedica da così tanto tempo alla politica e si propone come “uomo della svolta” per il futuro del Paese, non può commettere errori manco fosse il primo arrivato.
Veltroni invece ha peccato di ingenuità, se gli vogliamo bene; altrimenti dovremmo dire che ha peccato in presuntuosità, pensando di avere la forza necessaria a domare il Tonino che ben poteva aspettarsi.

Alzi la mano chi, sentendo prima delle elezioni, dell’apparentamento del PD con l’Italia dei Valori di Di Pietro non ha sgranato gli occhi pensando a quella come ad una pura e semplice operazione buona per le urne, ma deleteria per il dopo-voto.
O davvero Veltroni voleva farci credere che con Di Pietro c’erano veri interessi programmatici comuni?

Andiamo: l’unico motivo per cui Walter ha scelto Antonio è stato solo per trattenere i consensi che altrimenti gli sarebbero sfuggiti di mano, usando perciò l’IdV come diga al flusso di voti che poteva scivolare di nuovo verso le sinistre più antagoniste, dopo che tanto si era speso per convincere gli italiani della necessità di un “voto utile”.
Al resto, ci avrebbe pensato Tonino; avrebbe raccolto lui gli elettori antiberlusconiani (che sono più duri a morire dei comunisti a quanto pare).

Che oggi, quindi, Walter si stupisca e caschi dalle nuvole per essersi tirato la zappa sui piedi imbarcando Di Pietro e riportando in auge l’antagonismo di cui gli italiani felicemente si erano sbarazzati è il segno più tangibile della sua pochezza politica.
Ovvero: non ha capacità di immaginazione per il futuro. E quello che immagina lo “canna” di brutto.

Certo, per ora non si può fare a meno di Veltroni, che almeno sta provando a tenere il PD unito, ma è molto poco probabile che sia lui a poter rappresentare il vero nuovo futuro per l’Italia.

Chissà comunque che non abbia imparato la lezione.

Speriamo…

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Comments
9 Responses to “Veltroni va blindato, ma non passa da lui il futuro della sinistra.”
  1. wine and depression ha detto:

    bhe dai io sono daccordo sul fatto che veltroni sia un invertebrato,
    capace (come tutti gli altri leader del centro “sinistra”) di riabilitare un Berlusconi dato quasi per spacciato, verso la fine del deludente governo prodi,
    questo spiega in parte la compravendita di senatori-soubrette da parte del vostro premier.
    Cmq Veltroni continua a perdere consensi, con questa cazzata del dialogo(o meglio farsela mettere ne culo) con berlusconi…

    pero dai se devo scegliere tra i parlamentari (idv) con un certificato penale, pulito e parlamentari dal passato quantomeno dubbio, o peggio pregiudicati, io preferisco i primi, in ogni caso mi tranquillizza il fatto di essere a 200 km dalla svizzera, non si sa mai…

  2. Giacomo ha detto:

    Post sbagliato lo rifaccio meglio

    Meglio un magistrato che un mafioso ”
    tra toto riina e l’inquisizione spagnola, scelgo il primo. E anche quelli erano magistrati.

    MI AUGURO TU STIA SCHERZANDO.

  3. Giacomo ha detto:

    MI AUGURO TU STIA SCHERZANDO.

  4. sinistraSTOP ha detto:

    Mah… Abbiamo scoperto l’acqua calda nell’aver capito che Veltroni è un fantoccio, ovvero la mezza cartuccia più mezza cartuccia tra le mezze cartuccie che ci sono in circolazione; la verità è che incarna il peggio di Prodi, soprattutto nel voler galleggiare ad ogni costo, però, a differenza di Prodi, che nel bene e nel male (soprattutto nel male) quantomeno è un profondo conoscitore dell’intero apparato burocratico italiano, Veltroni è invece solamente molto incompetente, e nelle orecchie di chi lo ascolta attentamente e non si lascia ingannare dai suoi girini di parole al miele, ci si rende conto della vuotezza dei suoi discorsi e del suo modestissimo spessore politico, intellettivo nonchè umano.
    Figuratevi… uno che si allea con Di Pietro nel tentativo di creare una sorta di cartello elettorale andato a puttane due mesi dopo le elezioni, non voglio nemmeno immaginare cosa diavolo avrebbe potuto combinare fosse andato al governo (a parte ovviamente galleggiare, sua vera ed unica ambizione).
    Da uomo di destra dico; Se la sinistra si affida ancora a Veltroni ha chiuso.
    Fino ad ora in 30 anni ha fallito tutto il fallibile.

  5. Anonimo ha detto:

    “Meglio un magistrato che un mafioso ”
    tra toto riina e l’inquisizione spagnola, scelgo il primo. E anche quelli erano magistrati.

  6. Meglio un magistrato che un mafioso 😉

  7. Andrea ha detto:

    In un paese normale secondo te mister ctrl+c-ctrl+v Luigi un magistrato autore di un repulisti dell’ 80% della classe politica fa cosa giusta a scendere in campo alleandosi proprio con quel 20% che aveva “graziato”?
    E secondo te è normale che il suddetto magistrato, prosciolto in un procedimento penale a suo carico, una volta arrivato ai vertici della politica e degli incarichi governativi ne affidi uno (di incarico) proprio al giudice che lo assolse? 3 milioncini di euro al giudice Ascione sono più o meno importanti agli occhi di voi senza macchia e senza paura di 600.000 dollari frutto di una compravendita di barche?

  8. nessuno ha detto:

    luigi , “ma che c’azzecca ” con quello che ha scritto pensatore?non sai piu’ dove attaccarti ! siete ormai in preda alla pazzia !!!

  9. Marcello Dell’Utri ricopre la carica istituzionale di Senatore della Repubblica, eletto nelle file del Popolo della Libertà.

    False fatture e frode fiscale: Condannato in Cassazione per false fatture e frode fiscale (nell’ambito della gestione di Publitalia ’80) a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) a Torino.

    Tentata estorsione: È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d’appello di Milano conferma la condanna a due anni.

    « (…). È significativo che Dell’Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell’indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo) »

    Calunnia pluriaggravata: Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l’accusa avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l’arresto (per un’azione, come giudicò poi il tribunale d’appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell’Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò. Il giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto Marcello Dell’Utri, «per non avere commesso il fatto» in base all’art. 530, secondo comma del codice di procedura penale, dall’accusa di calunnia aggravata, era stato accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, per screditare tre collaboratori di giustizia che lo accusavano nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.

    Concorso esterno in associazione mafiosa: Le indagini iniziano nel 1994 con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo. Il 9 maggio 1997 il gip di Palermo rinvia a giudizio Dell’Utri, e il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno. In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. Nel testo che motiva la sentenza si legge:

    « La pluralità dell’attività posta in essere da Dell’Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l’altro offerta l’opportunità, sempre con la mediazione di Dell’Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell’economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »

    In un paese normale un partito politico con dentro un uomo così verrebbe linciato dalla rabbia popolare. In Italia invece diventa il primo partito della nazione. Grazie Italia.

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