Guardare il dito e non la luna. I contenuti del comizio di Piazza Navona #1. Sabina Guzzanti show.

I media hanno guardato il dito piuttosto che la luna. Non avrebbero potuto fare altrimenti ne’ loro, ne’ i loro mandanti perchè i contenuti sarebbero stati inconfutabili.

Scrive così Antonio Di Pietro sul suo blog.
Allora proviamo a guardare la luna e non il dito.

Sabina Guzzanti interviene così dal palco di Piazza Navona:

sappiamo che questo governo è caduto anche grazie a Ratzinger, con quella porcheria dell’apertura negata all’università della Sapienza. E sappiamo che la menzogna della censura a Ratzinger è stata sostenuta da tutti i media e da tutti i politici salvo le solite irrilevanti eccezioni.
i poveri professori sono stati massacrati financo Cacciari ha dichiarato “sono dei cretini che non dovrebbero parlare per i prossimi vent’anni”.
questo significa avere il controllo dei media.
significa inventare una polemica che non sta nè in cielo nè in terra, perchè non c’è motivo al mondo per cui Ratzinger debba inaugurare l’anno accademico delle nostre università. (applausi)
è vero, a onor del vero, grazie alla legge Moratti il 30% degli insegnanti, fra vent’anni, saranno scelti dal Vaticano.
ma devono ancora passare vent’anni e fra vent’anni Ratzinger sarà dove deve stare: all’inferno, tormentato da dei diavoloni, frocioni, attivissimi e non passivissimi.

A questo punto non ci resta che badare al contenuto di una simile “scudisciata”.
Escludiamo gli epiteti e i toni coloriti, arriviamo al dunque.
E il “dunque”, inconfutabile come sostiene Antonio Di Pietro è che: per Sabina Guzzanti…

non c’è motivo al mondo per cui Ratzinger debba inaugurare l’anno accademico delle nostre università.

ovvero, non c’è motivo al mondo per cui una persona di cui non si condividono le opinioni possa esprimersi liberamente dopo esservi stato invitato a farlo.

Questo, a casa mia, si chiama FASCISMO! O peggio: COMUNISMO.
Con annesso menefreghismo del tanto amato, amatissimo, articolo 3 della Costituzione che i nostri padri della Repubblica fecero così perfetta e intoccabile.

Visto, caro Tonino?! Siamo andati dritto al dunque e abbiamo lasciato perdere il dito…ma forse per lei era meglio se continuavamo a guardare da tutt’altra parte.

To be continued…

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Comments
53 Responses to “Guardare il dito e non la luna. I contenuti del comizio di Piazza Navona #1. Sabina Guzzanti show.”
  1. faber ha detto:

    Il ‘No Cav Day’ di piazza Navona potrebbe rappresentare l’alba
    dell’ennesima magia del maggioritario: la nascita di un altro ‘partito’ per i tanti disperati orfani della sinistra. La voce è più che attendibile: il Papà della Comica… Una famiglia tanto unita!!!

    Leggere per credere: http://www.spigoli.info

  2. markorradin ha detto:

    Pensatore, apprezzo il tuo blog in quanto è un’ottima occasione per confrontarsi quotidianamente su temi politici attuali ed interessanti ed apprezzo ancor di più i tuoi toni moderati e la tua apertura al dibattito con chi non la pensa come te.
    Fatte queste dovute precisazioni,vorrei esprimerti il mio disappunto riguardo al tuo post.
    Al Papa non è stato impedito di parlare in pubblico alla Sapienza, in quanto è stato lui stesso a decidere di non tenere il discorso.
    Inoltre i professori hanno scritto quella lettera perchè il Papa non aveva intenzione di tenere un”discorso in pubblico”ma una “lectio magistralis”, una lezione quindi.
    Ammetterai che, se il diritto di esprimere le proprie opinioni va riconosciuto a tutti, quello di tenere LEZIONI all’ Università la Sapienza è riservato solamente a chi ha i requisiti adatti. Benedetto XVI possiede sicuramente la cultura e l’esperienza necessarie per assolvere tale compito, ma vista la carica che ricopre questa libertà non può essergli concessa.
    Se dal Vaticano partisse la proposta di un “DIBATTITO” ( ben diverso da “lezione”) da tenersi alla sapienza con sua Santità, i professori che avevano firmato la discussa petizione accoglierebbero la proposta con entusiasmo.
    Spero di ricevere una risposta riguardo al mio commento.
    Marco

  3. “Dunque abbiamo assodato che, quando Al Tappone definisce “metastasi” la magistratura, è una battuta. Quando definisce “coglioni” gli elettori che non votano per lui e “spazzatura” 50 mila persone che manifestano contro di lui, è una battuta. Quando il ministro Bossi preannuncia “300 mila fucili” pronti a sparare in Padania, è una battuta. Gli unici che non possono fare battute sono i comici: quelli “insultano”, “vilipendono”, minacciano la democrazia. Invece chi sfigura la Costituzione a propria immagine e somiglianza “dialoga”, anche se parla da solo.”

    http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1968988.html

  4. Filippo Tacchini ha detto:

    l’articolo non merita commenti

  5. “Il Lodo Alfano, diretto ad assicurare una copertura immunitaria alle quattro più alte cariche dello Stato mediante la sospensione dei processi nei quali esse dovessero risultare imputati, è stato approvato a tempo di record dalla Camera. Ora si attende che venga approvato con uguale velocità dal Senato. E’ una oggettiva forzatura della tempistica parlamentare. Alle spalle c’è l’ansia irrefrenabile di salvaguardare a tutti i costi la figura del Presidente del Consiglio, sottoposto a Milano a un processo per corruzione in atti giudiziari che rischia di chiudersi con una condanna infamante”.
    Carlo Federico Grosso (La Stampa, 11 luglio)

  6. pippo ha detto:

    inaugurazione

  7. giusto ha detto:

    C’è una sostanziale differenza tra innaugurazione e dibattito..
    L’innaugurazione è un augurio per un buon lavoro..e fatta da una persona che non crede nel lavoro della scienza mi sembra un pò strana..la chiesa ma sopratutto questo papa attaccano duramente la scienza..basta fare qualche ricerca su internet..poi la contestazione fatta dall’università la sapienza è stata prima sul rettore che sul papa..un rettore che invita qualcuno senza consultarsi col senato accademico..è un po strano..è stata una mossa propagandistica per la sua facoltà..sono pienamente convinto che se il papa fosse stato invitato (come è stato dichiarato dai prof che hanno protestato) per un qualunque dibattito sarebbe stato accolto senza problemi..ma l’innaugurazione spetta a qualcuno che crede in cio che si fa..!

  8. Fela Winkelmolen ha detto:

    “I media hanno guardato il dito piuttosto che la luna.”

    Non é per dire, ma intendeva dire proprio che si parla solo delle critiche al Papa e al Presidenti della Repubblica fatte da alcuni singoli, piuttosto che del vero scopo della menifestazione, che era dare visibilità alle leggi vergogna che sta varando il governo (quella sulle intercettazioni, la blocca-proccessi e il lodo Alfano).

  9. Pianeta Parlamento

    Vi confesso che oggi mi sembrava di essere su un altro pianeta. Tutti i titoli dei giornali in prima pagina erano dedicati all’immunità di Silvio Berlusconi, mentre il Paese si trova di fronte ad una crisi economica e sociale che, forse, non ha eguali nel dopoguerra. Una situazione che mi ricorda la battuta di Maria Antonietta che, a chi le diceva che il popolo aveva fame, rispondeva: “dategli delle brioches!”. In due mesi, in due soli mesi, marzo e aprile, l’Italia ha incrementato di circa quaranta miliardi il suo debito pubblico.

    Le grandi imprese, Alitalia, Telecom, Fiat si preparano a licenziare o a avviare la cassa integrazione.
    Il costo degli alimentari aumenta secondo la percezione dei consumatori del 19%.
    La produzione industriale è rallentata vistosamente.
    Centinaia di migliaia di imprese sono indebitate e a rischio fallimento.

    E noi, noi parlamentari, eletti per dare una risposta ai problemi del Paese. Noi che siamo mille, come i Mille di Garibaldi, mille persone molto ben pagate, a tre mesi dalle elezioni non ci siamo occupati dell’economia e delle famiglie, ma soltanto dell’impunità del Presidente del Consiglio e delle impronte ai bambini rom.
    Tre mesi sprecati per interessi privati mentre il Paese va a rotoli. Se il Governo non si occuperà dell’economia, sarà ben presto l’economia a occuparsi del Governo

    http://www.antoniodipietro.com/2008/07/pianeta_parlamento.html

  10. Ma guarda che ti ripeto che non puoi sintetizzare quella piazza nelle sole parole della Guzzanti. In ogni caso il pdc (Puttaniere del Consiglio) non dovrebbe mai azzardarsi a chiamare immondizia i suoi cittadini.

    Cmq non ti arrabbiare nessuno :* fatti una camomilla.

  11. nessuno ha detto:

    ma guarda un po’ adesso ti scandaLIzzi, solo voi potete buttare fango e merda sugli altri ….e si dovrebbe anche subire in silenzio…!!!!!! siete letteralmente impazziti !!!!! E NEANCHE DEGNI DI ULTERIORI RISPOSTE……….

  12. Ma che bello da parte del nostro pdc (Puttaniere del consiglio) chiamare immondizia i suoi stessi cittadini. Sisi proprio un comportamento degno di nota. La piazza non si può riassumere solo nelle parole forti della Guzzanti… sarebbe troppo comodo.

  13. nessuno ha detto:

    anche nanni moretti si dissocia ma loro continuano a difendere l’indifendibile !….. “non c’e’ niente di male”..dicono ……quando incomincia ,secondo loro, il male ?qual’e’ il limite che non deve essere oltrepassato per non violare la liberta’ di un altro? hai ragione tu pensatore,questa e’ la dittatura di un manipolo di persone che non si rassegna ad essere governato da coloro che LA MAGGIORANZA del popolo italiano ha scelto DEMOCRATICAMENTE . l’unico commento degno di essere riportato e’ quello di berlusconi :occupiamoci solo dell’immondizia di napoli……….voi vi state spazzando via da soli !!!!!!!

  14. wine and depression ha detto:

    l’ennesima perla di un Idiota!
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275361#1
    sono disgustato!

  15. Da settembre dirige BOSSI. Con il Cav. se si può, sennò col Pd

    Roma. Da settembre dirige Umberto Bossi. I leghisti tendono a spiegarsi così, in un modo più chiaro che diplomatico. La sostanza è però questa: il capobranco padano ha trattenuto il nervosismo quando Silvio Berlusconi gli ha dato dell’uomo che ama scherzare, a proposito della sua frase sul “bordello” Italia e sul bisogno conseguente di mettere ordine e riaccendere il canale di dialogo con l’opposizione. Ma la dissimulazione di Bossi finisce qui, finisce di fronte alla mancata calendarizzazione del federalismo fiscale. Nel maxidocumento che comprende il Dpef, il ministro del Tesoro Giulio Tremonti aveva promesso di dedicare da settembre un’intera sessione parlamentare al federalismo. Sicché – ragionano i dirigenti del Carroccio – se il Cav. non esaurisce entro agosto la propria titanomachia giudiziaria, sarà peggio per lui.

    Malgrado i sondaggi luminosi di cui dispone, Bossi si è convinto d’aver perso un poco di faccia davanti agli elettori che aspettavano entro la pausa estiva la compilazione dell’agenda federale 2008-2009. Non c’è ancora nulla di scritto né di certo, se non il corteggiamento plateale praticato dal Pd nei confronti della Lega. Ieri la vicecapogruppo democrat a Montecitorio, Marina Sereni, ha fatto di queste avance un esercizio retorico rivolto alla maggioranza per colpire il lodo Alfano: “Se volete intavolare con noi in Parlamento un serio confronto sulle regole e sulle riforme, il modo c’è ed è molto semplice. Ricominciamo dalla riforma del bicameralismo, dalla riduzione dei parlamentari, dal federalismo solidale”.

    Sempre ieri, sul quotidiano leghista la Padania, è apparsa un’intera pagina dedicata al Partito democratico che “apre gli occhi?”. Notevole l’intervento di Maurizio Martina, segretario del Pd lombardo, nel quale si dice: “Già in queste settimane, con l’impegno diretto di Veltroni, Chiamparino e altri dirigenti nazionali, il Pd ha iniziato a mettere a punto un’ipotesi di lavoro percorribile”. Questa: “L’investimento nel federalismo differenziato è la scelta di fondo che vogliamo sia compiuta dalla riforma senza con ciò dimenticare il rispetto del principio costituzionale di solidarietà nei confronti dei più deboli del paese”. Traduzione: se la Lega accetta di scantonare un poco dal modello lombardo che estenderebbe in tutta Italia alcuni tetti di spesa (soprattutto sanitaria) da sempre sforati nelle regioni rosse – Emilia, Toscana, Umbria – l’accordo si potrà fare subito. Si farà sulla base di una contrattazione bilaterale tra stato e singole regioni calibrata sui rispettivi capitoli di bilancio. Ci perderebbero qualcosa le poco virtuose regioni del sud, ma alla fine sarebbe questa la via di mezzo tra l’attuazione completa dell’articolo 119 della Costituzione (concede agli enti locali larghissima autonomia nella gestione delle finanze) e la cristallizzazione del modello lombardo.

    I sette giorni dalemiani della Lega. Il punto politico di caduta non dovrebbe lasciare indifferente il Cav. Il Pd cerca di utilizzare la Lega per condizionare le decisioni berlusconiane in materia di giustizia. E’ uno schema dalemiano ricalcato dall’indebolito Walter Veltroni e si può attuare soltanto tenendo distinti e lontani il dossier sicurezza (con la coda incendiaria sulle impronte dei rom) e quello relativo alle riforme istituzionali. Proprio quel che viene negato a Berlusconi quando gli si nega la disponibilità al dialogo come punizione per la sua legislazione giudiziaria. La Lega ci sta e, dalla prossima settimana, prenderà a intensificare il negoziato pubblico con il Pd. Lunedì tra Bossi e D’Alema, giovedì tra D’Alema e Maroni. Obiettivo: costringere il Cav. a cedere lo scettro dell’iniziativa politica, se necessario con la minaccia di pronunciare a settembre le parole “crisi di governo” (in realtà nessuno la vuole). Giulio Tremonti sa tutto, non disapprova e per questo se ne sta acquartierato.
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/675

    COESI …SI SI ..COESI!!!!

  16. SALVA PREMIER COMPLETAMENTE MODIFICATA.
    Ora che c’è il lodo Alfano, Berlusconi non ne ha più bisogno.
    Ecco l’ennesima conferma che era una legge ad silvium.
    Ma tu Pensatore… continua pure a fare l’ipocrita. 😉

  17. pius ha detto:

    La libertà di essere volgari.
    La libertà di essere livorose.
    La libertà di dire cazzate incredibili.
    La libertà essere pure un po’ stronza e contenta di esserlo.
    Chi mai avrà tolto questa libertà alla Guzzanti? Nessuno, pare. Beh, se non altro finalmente a sinistra cominciano a capire che il loro modo di far politica e la comicità sono intercambiabili.
    Ah, grazie per averci copiincollato tutte ‘ste belle fregnacce. Se ne hai delle altre nella tua collezione faccelo sapere, però magari linkale solamente con un tuo commentino originale, giusto per non fare sempre la figura del golem.

  18. La lettera / sabina guzzanti
    «Critico chi voglio. E la gente applaude»

    Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell’eliminazione del dissenso l’unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa, Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l’ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un’esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l’8 luglio.

    Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell’insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare. Alcune ovvie piccole verità: — A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l’unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.

    Quello che dice potrebbe non essere vero. — L’intenzione di espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca Casini. Non è una battuta. — Le parlamentari che hanno difeso la Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un’altra donna, insultando me sono cadute in contraddizione. — Pari opportunità e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia. — È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano. — È falso che non si possa criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per farlo. Ho letto un po’ dappertutto che il Papa sarebbe una figura super partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato. — La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di Pietro.

    E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente. — C’è un partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall’altra parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse. Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel momento in cui si cerca di costruire un’alternativa, ha la sua porca importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente interessanti dall’opinione pubblica. Per quanto riguarda l’annosa questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D’altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene.

    Sabina Guzzanti
    11 luglio 2008

    http://www.corriere.it/politica/08_luglio_11/critico_chi_voglio_la_gente_applaude_2c148936-4efa-11dd-932f-00144f02aabc.shtml

  19. pius ha detto:

    Byte Liberi, hai davvero molto tempo a disposizione per mollare un commento ogni 5 minuti. Quanto ti pagano a Repubblica?
    Potresti poi linkarci anche gli articoli dell’Unità, Liberazione e Manifesto (solo linkarli, per carità, non importa che ce li copiincolli), così dopo Micromega e Repubblica avremo finalmente il quadro completo della verità vera, senza le nostre false sovrastrutture ideologiche a zavorra.
    Il Clarin cita proprio Repubblica, che bisogna darne atto, non parla di pompini, e più precisamente cita una ormai arcinota intevista alla Boniver in cui non si parla di Carfagna o di pompini. Ma dov’è che si parla di pompini? Ah, nelle intecettazioni. Che nessuno ha visto. Che forse non ci sono nemmeno. Che forse anzi qualcuno questa storia dei pompini se l’è proprio inventata. Che però se ne parla lo stesso, è così carina la Carfagna, vuoi che non l’abbia mai fatto un pompino per diventare ministro? D’altronde anche la Marianna Madia ha sicuramente fatto un pompino a Walter per diventare parlamentare, è così carina. Grande, grande, giornalismo, e una grande, grande politica, finalmente!
    Alessio in Asia, a te non è venuto il dubbio di aver frainteso, quando dici che la Carfagna promuove l’incesto? No? Ah, vabbè.

  20. @Pippo: La libertà d’espressione ce l’ha tutte le domeniche in diretta alla Rai per un’oretta circa, gratis e senza contraddittorio.

    -Senza contare i servizi giornalieri di telegiornali destinati sempre alla sua opinione. Poi c’è il TG2 che sembra un telegiornale asservito al vaticano:

    Guardate e schifatevi: http://it.youtube.com/watch?v=6GpWd7nnSko 😦

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