Verso l’assoluzione nel processo Mills.

La procura, con le sue “carte segrete” e i suoi “assi nella manica” sembra andare davvero da poche parti.
Ieri, il perito dell’avvocato Mills ha ricostruito il giro dei famigerati 600mila dollari che, secondo l’accusa, sarebbero stati girati al suo assistito da uomini della Finivest per comprarsi la sua reticenza in altri processi (passati): sorpresa, Berlusconi non c’entra niente e, come aveva sempre sostenuto la difesa del Cav, il nome cui si arriva alla fine di queste motagne russe di conti bancari è quello dell’armatore napoletano Attanasio.

Un vero colpo per il Cavaliere che potrebbe trasformarsi in una assoluta debacle per quelli che fino ad oggi hanno aizzato le folle contro di lui diffamandolo e calunniandolo per fatti che potrebbero non essere mai accaduti, ma strumentalizzati per meri fini politici.
Cadrebbero così anche le accuse secondo cui il Premier vorrebbe varare alcune leggi ad personam per tutelarsi da una sempre meno plausibile sentenza di condanna (per un reato che comunque cadrebbe in prescrizione ben prima dell’Appello).

Questa, comunque, la ricostruzione fatta dall’inviato del Corsera.
MILANO – I 600 mila dollari monetizzati nel 2000 sul Torrey Global Fund dall’ avvocato inglese David Mills (ideatore del comparto estero occulto Fininvest), e «figli» dei 2 milioni e 50 mila dollari che non si sapeva da dove fossero affluiti alle Bahamas nel luglio 1997 sul conto gestito da Mills presso la Mees Pierson Bank, non arrivarono da imprecisati fondi di Berlusconi tramite lo scomparso manager Fininvest Carlo Bernasconi, come la Procura asserisce sulla scia della lettera autoincriminatoria di Mills nel 2004 ai propri commercialisti inglesi: non può essere questa la provenienza perché è invece documentato che quei soldi ne hanno tutt’ altra, e hanno cioè come origine il guadagno nella compravendita 1992-1997 della motonave Ocean Installer realizzato dall’ armatore napoletano Diego Attanasio, un cliente di Mills che gli aveva affidato istruzioni in bianco perché mettesse il suo patrimonio al riparo dai magistrati di Salerno che nel 1997 lo avevano arrestato. E’ quanto ieri il consulente contabile di Mills (Andrea Perini) ha mostrato al processo a Berlusconi per l’ ipotizzata corruzione di Mills, che dal premier con quei 600 mila dollari sarebbe stato «ringraziato» per le sue deposizioni reticenti in due processi nel ‘ 97 e ‘ 98. La difesa taglia così la strada alla ricostruzione del giro dei soldi che l’ accusa ha ipotizzato nell’ iniziale capo d’ imputazione. Resta in teoria la possibilità accusatoria che Mills abbia mescolato i soldi di asserita provenienza berlusconiana con quelli dei suoi clienti non nel circuito-Bahamas ma nella galassia-Gibilterra dove Mills si appoggiava ai fratelli avvocati Marrache. Ma qui Perini, docente di diritto penale commerciale a Torino, passa il testimone alla moglie commercialista Claudia Tavernari, che da consulente di Berlusconi promette di dimostrare, in tre enormi tomi nell’ udienza del 18 luglio, che anche nel mondo-Marrache non sarebbe rintracciabile alcun flusso inspiegato e dunque di possibile matrice berlusconiana. Rispetto agli atti noti sino a ieri, la novità è che il consulente di Mills è stato in grado di risalire a ritroso fino al 1992 alla provvista di denaro di Attanasio. Nel dicembre 1992 una società liberiana dell’ armatore, Boy Shipping, presta a una società domiciliata a Guernsey sempre di Attanasio, la Dendor, 2 milioni e 50 mila dollari, con i quali Dendor acquista dalla Diamar (ancora di Attanasio) quote dell’ immobiliare Due Lune spa. Che dopo due anni e mezzo è rivenduta alla finanziaria Mesa srl di Attanasio per 5,2 miliardi di lire pagati in tre tranches sull’ Hadrian Trust costituito da Mills sempre per Attanasio. Con questi soldi l’ armatore finanzia altre sue due società, la Investment Development Holding e la Ocean Support Services, con le quali nel 1997 rileva per 3,7 milioni di dollari dalla Saipem la nave Ragno Due, la riattrezza, la ribattezza Ocean Installer e la vende per 11,5 milioni, anche se ne guadagna solo 9,3 perché la differenza resta incagliata in un contenzioso. Sono questi 9 milioni ad affluire alle Bahamas su Mees Pierson Bank, ed è da essi che 2 milioni e 50 mila dollari approdano sul conto di Mills alla Cim di Ginevra, dove Mills ne intasca direttamente 439 mila e smista il resto su una società (la ex Iss) che ribattezza Struie e fa gestire all’ amministratrice dei soldi di Flavio Briatore. Dietro questa targa Briatore, che il consulente di Mills ammette di «non avere alcuna reticenza a riconoscere come un tentativo di Mills di confondere le acque», la Struie (in realtà Mills) investe 600 mila dollari nel 1998 nel fondo Giano Capital e nel 1999 nel Torrey Global, le cui quote trasferisce a sé il 29 febbraio 2000 e incamera in ottobre. Fine del giro dei soldi. Che dunque, argomenta il perito, non è quello descritto dal pm nell’ imputazione. E che, al contrario, disegna un filo diretto (per quanto complicatissimo) dal 1992 di Attanasio al 2000 di Mills. Senza mai Berlusconi in mezzo.

Anche su La Stampa ormai si da quasi per scontata l’assoluzione.

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Comments
37 Responses to “Verso l’assoluzione nel processo Mills.”
  1. donfrengo ha detto:

    si era scontata

  2. Maury ha detto:

    Mi dispiace,non so cosa sia successo ma il mio e-mail era errato.Quello esatto e’ questo: maugon@libero.it
    Saluti Maury

  3. Maury ha detto:

    Nessuno chi sei? Il Giudice Mastrangelo?

  4. nessuno ha detto:

    Berlusconi per il processo Mills verrà prescritto … è abbastanza chiaro ormai dato lo stralcio e il conseguente allungamento ..

    la cosa bella sarà sentire parlare di assoluzione

  5. Maury ha detto:

    A proposito Pensatore,si sa niente della causa intentata da Travaglio a D’avanzo?
    Maury

  6. Maury ha detto:

    Pensatore lo devo proprio dire: “Sei uno con i controc….!”Rimasti orfani del grande Enrix,meno male che ci sei tu!Un paio di considerazioni,la prima e’ che gli affezionati di Travaglio continuano a credere che’ il fenomeno, siccome ha vinto molte cause, quello che dice e’sempre vero.L’articolo 21 della costituzione ci permette di esprimere quello che pensiamo e diciamo,ma non e’ detto che sia la verita’,altrimenti a quest’ora Travaglio,come dice lui ,se fossimo in un paese normale,sarebbe gia’ condannato almeno un centinaio di volte.Un’altra cosa,e spero che tu mi risponda Pensatore,come facciamo a togliersi dalle palle questo personaggio,e come mai la gente ancora crede alle sue panzane!
    In attesa di una tua risposta ti saluto caramente
    Maury

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