Tonino va alla guerra (civile e strisciante).

A costo di risultare monotematico è bene tenere alta la guardia.
Paradossalmente, chi si lamenta dell’informazione asservita ai poteri è poi il primo a fare disinformazione, anzi, disinformatja usando toni e parole assolutamente fuori luogo.

E’ il caso (l’ennesimo) del dottor onorevole Di Pietro.
Leggo e riporto dal suo blog:

con l’annullamento del regime speciale 41 bis per 37 padrini della mafia, effetto di una norma-regalo che nel 2002 fece il III governo Berlusconi, la maggioranza si appresta a mantenere le promesse elettorali fatte alla criminalità organizzata. Le parole pronunciate ad un passo dalle elezioni, che non dimentichiamo, “Mangano è stato un eroe” null’altro erano che un messaggio per rassicurare la malavita organizzata sul fatto che avrebbero avuto vita facile votando Berlusconi, garantendosi così il pacchetto di voti da loro controllato.

Mi domando come si possa arrivare a tanto…

Fatto sta che da un personaggio come il leader dell’Italia dei Valori ormai ci si può aspettare di tutto.
Perfino che dimentichi la storia.

E’ convinto, l’onorevole Di Pietro, che gli annullamenti del carcere duro a diversi mafiosi di un certo livello che negli ultimi tempi hanno scandalizzato l’opinione pubblica, siano da imputare ad una “norma regalo” del 2002.
Qual è la norma in questione?
Questa: legge 23/12/2002 numero 279.
La rubrica recita: MODIFICA DEGLI ARTICOLI 4-BIS E 41-BIS DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, IN MATERIA DI TRATTAMENTO PENITENZIARIO.

In cosa consiste?
Lo facciamo dire a Wikipedia, un “must” per i dipietristi travaglini quando c’è da recuperare stralci del curriculum giudiziario di Silvio Berlusconi.

In occasione del decennale della strage di Capaci il 24 maggio 2002 il Consiglio dei Ministri approvò un disegno di legge che prevedeva:

  1. la proroga per ulteriori quattro anni dell’art. 41 bis (secondo comma), scadente al 31/12/2002;
  2. l’applicazione anche ai reati di terrorismo ed eversione dei regimi speciali previsti dagli art. 4 bis e 41 bis.

Ora, spieghi per favore, l’onorevole Di Pietro, come può una norma del genere esser considerata un “regalo ai malavitosi”?!

Ecco due interessanti articoli del 2002:
Repubblica del 27 settembre

In quell’occasione è il procuratore nazionale antimafia Luigi Vigna a dirsi soddisfatto di quel provvedimento del governo Berlusconi:

E’ un passo avanti nella lotta alla criminalità, le continue proroghe erano motivo di tensioni carcerarie e di messaggi inviati

Ancora.
Repubblica 22 dicembre

A norma ormai approvata, il suo carattere di “dono” ai mafiosi appare decisamente sfocato.
A protestare contro la severità della legge sono addirittura i penalisti, che si appellano al capo dello Stato.

Questo è quanto dice la Storia, che come spesso accade, smentisce Di Pietro.

Al di là delle puntualizzazioni possibili, sarebbe anche il caso di ricordare a Tonino che le sentenze di annullamento del carcere duro ai mafiosi sono opera dei magistrati e della loro discrezionalità nell’interpretare la legge al singolo caso concreto.
Il governo quindi non c’entra niente.

Altro passaggio terrificante è quello secondo cui parlare di Mangano come di un eroe sarebbe stato un messaggio alla malavita organizzata: votate per me e avrete vita facile, avrebbe lasciato intendere Berlusconi.

Mettiamo da parte quella che potrebbe risultare una inutile polemica proprio sul fatto, cioè sul senso di quelle affermazioni fatte prima da Dell’Utri e poi da Berlusconi.
La gravità delle parole usate da Di Pietro dovrebbe far riflettere anche gli intellettualoni che solitamente, guardando alle azioni di Berlusconi, parlano di “guerra civile strisciante”.

Di questo passo, l’onorevole (?) Di Pietro finirà con l’accenderla davvero la miccia…
Non si può parlare di “regime” o di “dittature dolci” e di “regali alla mafia” (inventati) e sperare che nessuno ti prenda sul serio…

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Comments
17 Responses to “Tonino va alla guerra (civile e strisciante).”
  1. tequilero ha detto:

    PiccoloKin,
    quella frase Travaglio non l’ha mai detta.
    E una produzione propria del pensatore.
    Tanto vero che mi ha detto che posso pure toglierle le virgolette che aveva messo lui.
    La sua difesa nella comparsa di costituzione nel procedimento di Torino ha scritto:
    “rubrica di evidente contenuto satirico”.
    Il problema è che quelli corretti ed informati hanno esteso la frase a tutta la produzione di Travaglio e mettono tra virgolette una cosa che lo stesso non ha mai detto, poi alla fine qualcuno ci crede…
    Niente di male.
    Basta poi non criticare il metodo Travaglio oppure non incazzarsi se uno dice che magari era meglio stare zitti anziché dare dell’eroe ad uno spacciatore di droga mafioso.

  2. PiccoloKin ha detto:

    @tequilero, la frase “con i miei articoli faccio satira”, Travaglio l’ha scritta, anche se non sono sicuro sia letteralmente quella, ha scritto per certo che la sua rubrica sull’Unita’, e’ una rubrica satirica. Ma siamo li’.
    Cio’ non toglie nulla al contenuto informativo delle stessa ovviamente, ed anzi per me il fatto che faccia anceh ridere quando scrive certe cose e’ una cosa di cui vantarsi.

    @Pensatore, penso che si riferisca a questa parte dell’articolo 2 del comma 2 bis:
    “I provvedimenti medesimi hanno durata non inferiore ad un anno e non superiore a due e sono prorogabili nelle stesse forme per periodi successivi, ciascuno pari ad un anno, purchè non risulti che la capacità del detenuto o dell’internato di mantenere contatti con associazioni criminali, terroristiche o eversive sia venuta meno. ”

    E’ con questo cavillo che i mafiosi stanno uscendo. L’impossibilita’ di dimostrare che i contatti continuano. Come se tra l’altro non li potessero riallacciare…
    Comunqu,e non so se sia stata scritta in quel modo in malafede. Se decideranno a cambiarla, ed in fretta, e riparare al danno (le dichiarazioni di Alfano vanno in questo senso ma finora sono solo parole) allora sara’ la prima cosa intelligente che fa questo governo. Altrimenti significhera’ che non si vuole combattere la mafia, e che probabilmente non era un caso neanche quel cavillo…
    (^o^)

  3. Pensato’… rispondimi solo ad una cosa: Dopo le affermazioni del mafionano che suonavano più o meno così: “Se mi date il lodo Alfano la blocca processi può essere distrutta” pensi ancora che la salva-premier non fosse una legge ad personam?

    “Sei talmente ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso andrai all’Inferno ma ti dirai in Paradiso” (Pier Paolo Pasolini)

  4. lm ha detto:

    Il Collegio del Nazareno è ed è stato per l’ultimo secolo scuola media e liceo. in biblioteca c’erano i manoscritti del Campanella che colà fu rifugiato da un cardinale amico.

  5. lm ha detto:

    ma io non ho ben capito il senso dell’affermazione di Di Pietro.

    secondo il sacro verbo di wikipedia, è stata la sinistra ed i radicali ad opporsi all’introduzione del 41 bis salvo poi lamentarsi della mancata applicazione.

    la sospensione e la revoca del provvedimento sono peraltro decise dal tribunale di sorveglianza, che cavolo c’entra il ministro.

    poi, la solita polemica: siccome Alfano fa parte del governo di quel Berlusca che, perseguitato a sangue dai giudici, dice che Mangano è un eroe quando, malato terminale, rifiuta di andare a casa pur di non cedere alle pressioni dei requirenti che gli chiedono di attribuire a Berlusca e Dell’Utri misfatti inesistenti , allora,

    siccome è così, non starebbe bene lasciare al ministro la decisione di autorizzare ilo 41bis.

    ma questo è un ragionare da ipocriti beceri.

    come è da beceri questa: “Non bisogna guardarsi da chi vuole svendere la scuola pubblica, per far proliferare le scuole private confessionali, dove vengono allevati con la menzogna i futuri rampolli della classe dirigente. Vabbé”

    … con la menzogna (!)… Vabbé un cazzo. Al Collegio del Nazareno a Roma, oltre a Verdone ed al figlio di De Sica, sono stati notoriamente affidati nelle mani dei “preti” figli e figli di senatori del PCI

  6. Yudhisthira ha detto:

    Che simpatico questo blog di destra che inneggia all’antimafia. Finalmente!
    Chissà come spiega la candidatura di Dell’Utri e la candidatura di tanti altri personaggi (da sindaci a deputati regionali siciliani) toccati da inchieste di Mafia.
    Non bisogna abbassare la guardia, vero?
    Perché è l’opposizione, quella che ha perso le elezioni, che è divisa e indecisa, che stupidamente tenta il dialogo, il vero pericolo da cui guardarsi, per cui non bisogna abbassare la guardia.
    Non bisogna guardarsi da un presidente del consiglio, padrone della più grande concentrazione di media dell’informazione, che ha al suo arco orde di giornalisti leccaculo, da lui stipendiati, che dai teleschermi e dalle colonne dei giornali incitano le folle a genuflettersi. Non bisogna guardarsi da chi, pur di azzerare le inchieste che ha sul groppone è disposto a azzerare migliaia e muigliaia di processi. Non bisogna guardarsi da chi vuole svendere la scuola pubblica, per far proliferare le scuole private confessionali, dove vengono allevati con la menzogna i futuri rampolli della classe dirigente.
    Vabbé

  7. Jo ha detto:

    ciao,
    su travaglio, sul mio blog, a chi interessa
    Il Costituzionalista Marco Travaglio ci spiega la Costituzione

    http://imitidicthulhu.blogspot.com/2008/07/il-costituzionalista-marco-travaglio-ci.html

  8. Marco Breveglieri ha detto:

    **********
    Marco, apputno, la sua applicazione è subordinata alla decisione del Ministro della Giustizia, non la sua sospensione…
    **********

    Se l’applicazione di qualcosa è subordinata alla mia decisione, significa che se io decido di non applicarla, è di fatto sospesa. Non vedo differenza.

    **********
    per tua informazione, Marco, la frase su Mangano non suona affatto come la intendi tu o dovrei dire VOI
    **********

    Non è una questione di intendimenti: quella frase è stata detta in un contesto specifico, e per un motivo specifico, con riferimento ad un’azione specifica (il silenzio del famoso “stalliere”).

    Mi piacerebbe sapere, altrimenti, cosa starebbe a significare…

    Diciamo che, in questo contesto specifico, non volevo porre l’attenzione su questo solo per non parlare di qualcosa di diverso rispetto all’articolo a cui sono diretti questi commenti.

    Ciao,
    Marco.

  9. Filippo Tacchini ha detto:

    senza tanti giri di parole il fatto:

    l’annullamento del regime speciale 41 bis per 37 padrini

    forse qualcuno riesce a capire e mettersi nei panni delle madri e figli dei morti ammazzati che magari dopo un paio di anni vedono che il boss sta tranquillamente continuando a gestire il tutto dal carcere(non mi invento storie è cosa risaputa) Permettimi di porti delle domande per capire in specifico cosa critichi a Di Pietro:

    Sei d’accordo di usare specifici metodi per evitare che i boss continuino a gestire il traffico dentro la prigione ? ( si sa ma non si fa niente e parliamo di gente che ha ammazzato eh! )

    .Cosa rappresenta questo cedimento contro chi non si fà scrupoli, mi razionalizzi il fatto che 37 boss ora possono tranquillamente gestire i loro traffici non essendo più sotto la 41 bis ( supponendo che prima non lo facessero già) ?

    Chi ha permesso tutto ciò?
    Io per esempio approvo la 41bis e non approvo questa maggior libertà data ai boss come me anche di Pietro..

    Siamo cosi matti da pensare che tutto ciò non rappresenti altro che un regalo e non per esempio un premio di buona condotta ? (non penso che i boss abbiano chiuso baracca e burattini)

    Vai su youtube scrivi intercettazioni berlusconi-dell’utri parlano di mangano ti ricordo processato per via definitiva per droga,omicidio e mafia che gli aveva messo una bomba nel cancello della villa di arcore te lo spiega berlusconi sostenendo l’atto molto elegante.E dopo un po mi rivedo berlusconi in tv che afferma che mangano è un eroe. UN EROE . ora in qualsiasi modo l’abbia detto io se uno mi mette un chilo di polvere nera sulla porta non lo definisco un eroe lo denuncio.

    cmq:

    repubblica.it
    Con l’ art.4bis dell’ordinamento penitenziario già oggi sono esclusi dalle misure alternative previste dalla legge Simeone e Gozzini la quasi totalità dei detenuti condannati per reati di natura associativa; l’elenco di tali esclusioni è stato aggiornato cinque anni fa con ulteriori restrizioni inserite nella legge n°279 del dicembre 2002 comprendendo tutti i reati di natura eversiva, anche nella assenza di responsabilità concrete in atti di qualsivoglia natura (parliamo cioè di idee). In pratica, sarà forse per una svista, si salvano solo i politici accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

    giustizia.it
    La legge 19 dicembre 2002 n. 277 che ha previsto la “liberazione anticipata”, come effetto della riduzione della pena, attribuendo la competenza al magistrato di sorveglianza, se ha il merito di aver snellito il procedimento, adottato con ordinanza in camera di consiglio e senza la presenza delle parti, ha, però, finito con l’appesantire i carichi di lavoro del Tribunale, investito oltre misura, delle impugnazioni avverso i provvedimenti dell’organo monocratico.

    ristretti.it
    Tale disposizione riguarda l’analisi delle restrizioni rese esplicite con la citata legge 23/12/2002, n.279. Si noti che tali restrizioni, con carattere standardizzato, erano fino ad oggi introdotte con il decreto ministeriale applicativo. La indicazione delle stesse nella legge, le rafforza, ma non ne evita il giudizio di costituzionalità (nda un ricorso in più nn fa mai male)

    se vuoi posso elencarti altri motivi per cui la 279 è stata proclamata come una mazzata per la mafia ma sotto sotto non fa che aiutarla.

    aime continui a cadere nella trama della disinformazione ..

    distinti saluti

  10. Filippo Tacchini ha detto:

    senza tanti giri di parole il fatto:

    l’annullamento del regime speciale 41 bis per 37 padrini

    forse qualcuno riesce a capire e mettersi nei panni delle madri e figli dei morti ammazzati che magari dopo un paio di anni vedono che il boss sta tranquillamente continuando a gestire il tutto dal carcere(non mi invento storie è cosa risaputa) Permettimi di porti delle domande per capire in specifico cosa critichi a Di Pietro:

    Sei d’accordo di usare specifici metodi per evitare che i boss continuino a gestire il traffico dentro la prigione ? ( si sa ma non si fa niente e parliamo di gente che ha ammazzato eh! )

    .Cosa rappresenta questo cedimento contro chi non si fà scrupoli, mi razionalizzi il fatto che 37 boss ora possono tranquillamente gestire i loro traffici non essendo più sotto la 41 bis ( supponendo che prima non lo facessero già) ?

    Chi ha permesso tutto ciò?
    Io per esempio approvo la 41bis e non approvo questa maggior libertà data ai boss come me anche di Pietro..

    Siamo cosi matti da pensare che tutto ciò non rappresenti altro che un regalo e non per esempio un premio di buona condotta ? (non penso che i boss abbiano chiuso baracca e burattini)

    Vai su youtube scrivi intercettazioni berlusconi-dell’utri parlano di mangano ti ricordo processato per via definitiva per droga,omicidio e mafia che gli aveva messo una bomba nel cancello della villa di arcore te lo spiega berlusconi sostenendo l’atto molto elegante.E dopo un po mi rivedo berlusconi in tv che afferma che mangano è un eroe. UN EROE . ora in qualsiasi modo l’abbia detto io se uno mi mette un chilo di polvere nera sulla porta non lo definisco un eroe lo denuncio.

    cmq:

    repubblica.it
    Con l’ art.4bis dell’ordinamento penitenziario già oggi sono esclusi dalle misure alternative previste dalla legge Simeone e Gozzini la quasi totalità dei detenuti condannati per reati di natura associativa; l’elenco di tali esclusioni è stato aggiornato cinque anni fa con ulteriori restrizioni inserite nella legge n°279 del dicembre 2002 comprendendo tutti i reati di natura eversiva, anche nella assenza di responsabilità concrete in atti di qualsivoglia natura (parliamo cioè di idee). In pratica, sarà forse per una svista, si salvano solo i politici accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

    giustizia.it
    La legge 19 dicembre 2002 n. 277 che ha previsto la “liberazione anticipata”, come effetto della riduzione della pena, attribuendo la competenza al magistrato di sorveglianza, se ha il merito di aver snellito il procedimento, adottato con ordinanza in camera di consiglio e senza la presenza delle parti, ha, però, finito con l’appesantire i carichi di lavoro del Tribunale, investito oltre misura, delle impugnazioni avverso i provvedimenti dell’organo monocratico.

    ristretti.it
    Tale disposizione riguarda l’analisi delle restrizioni rese esplicite con la citata legge 23/12/2002, n.279. Si noti che tali restrizioni, con carattere standardizzato, erano fino ad oggi introdotte con il decreto ministeriale applicativo. La indicazione delle stesse nella legge, le rafforza, ma non ne evita il giudizio di costituzionalità (nda un ricorso in più)

    se vuoi posso elencarti altri motivi per cui la 279 è stata proclamata come una mazzata per la mafia ma sotto sotto non fa che aiutarla.

    aime continui a cadere nella trama della disinformazione ..

    distinti saluti

  11. chi me lo traduce? ha detto:

    mara devi prendertela anche con el clarin giornale di buenos aires

  12. chi me lo traduce? ha detto:

    El primer ministro Silvio Berlusconi y una ministra de su gabinete han quedado en el centro del escenario de un vasto escándalo ya bautizado “sexygate”, como el que hace diez años casi le cuesta la presidencia de los Estados Unidos a Bill Clinton, a raíz de sus comprobados juegos de sexo oral en la sala oval de la Casa Blanca con la becaria Mónica Lewinsky. Desde hace varios días, tanto en la prensa como en los ganglios del poder político italiano, especialmente las Cámaras de Diputados y Senadores, crece el se dice . Se dice que en la Caja de Pandora de las 8.400 intercepciones telefónicas realizadas por la justicia de Nápoles en una causa de corrupción que podría terminar en un proceso penal contra Silvio Berlusconi, hay algunas llamadas que no tienen relevancia penal pero son un cóctel explosivo por su fuerte contenido erótico y las referencias al sexo oral, que los italianos llaman il pompino. Hasta ahora esas intercepciones no han terminado en las páginas de algún diario o revista, como es usual en este país, ni en la línea de los sitios de Internet, donde brotan como manantial los chismes de todo tipo.

    Pero el diario La Repubblica cita a la ex viceministro de Relaciones Exteriores y dirigente socialista Margarita Boniver, devota partidaria de Berlusconi, que reconoce la existencia de los mensajes a luces rojas .

    Según la prensa, en los diálogos telefónicos Berlusconi y su actual ministra de Igualdad de Oportunidades, Mara Carfagna, de 37 años, intercambiarían frases de tono más que subido con alusiones a il pompino . En la época en que fueron realizadas las intercepciones judiciales, il Cavaliere era el jefe de la oposición y Carfagna, una soubrette de fama creciente en la televisión.

    De una gran belleza, Mara (María del Rosario), había sido ya la causa de un escándalo que estalló en enero del año pasado, cuando en la consigna de premios de sus canales de televisión (Berlusconi es propietario de las tres grandes redes comerciales de la televisión), el entonces jefe de la oposición conservadora le dijo públicamente: Si no fuera casado, me casaría contigo .

    La segunda esposa de Berlusconi, Verónica Lario, otra gran belleza y madre de tres hijos (il Cavaliere tiene otros dos de su primer matrimonio), hizo explotar su ira en una carta abierta al marido que publicó el diario La Repubblica, exigiéndole que pidiera perdón. Berlusconi se apresuró a satisfacer el pedido.

    Mara es de Salerno y su biografía comprende las actividades en televisión, el mundo del espectáculo y la vida mundana. Pero Carfagna también estudió danza clásica, canto y es licenciada en Derecho.

    Qué pasaría si Clinton hubiera nombrado a Mónica Lewinsky ministro , se preguntó el diputado opositor Massimo Donadi. El ex fiscal del proceso Manos Limpias de Milán, Antonio Di Pietro, duro opositor parlamentario de Berlusconi, señaló que no se puede refugiar en el privado quien nombra una ministra de la República por razones ajenas a sus funciones institucionales .

    Di Pietro había acusado hace poco de magnaccia (cafischo diría un argentino, o sea explotador de mujeres) al primer ministro, después que el semanario L Espresso reveló hace dos semanas intercepciones telefónicas con diálogos entre Berlusconi y el ex director de la RAI, la televisión privada, Antonino Saccá, en la que el entonces jefe de la oposición y dueño de la compañía de TV rival, le pidió a su amigo que diera trabajo a cinco soubrettes y actrices de poco relieve. En particular, Berlusconi señaló a Antonella Troíse. Es una loca que dice que yo la perjudico y se está haciendo peligrosa , le dijo. Para todos el pedido lucía como una forma eficaz de hacer callar a la Troíse, vaya a saber por qué.

    Para parar el aluvión que se le venía encima, Berlusconi anunció un decreto de su gobierno prohibiendo la difusión de las interceptaciones telefónicas. Luego dijo que no necesitaba nuevas normas , tras que sus amigos lo calmaran y los magistrados napolitanos que lo investigan afirmaran que destruirán las llamadas telefónicas sin relieve penal . Pero en Italia es muy difícil que esto ocurra al cien por ciento.

    En una conferencia de prensa, ayer Berlusconi anunció que no presentará un decreto de ejecución inmediata sino un proyecto de ley que discutirá el Parlamento.

    Pese a todo el fango que me echan encima los sondeos demuestran que los italianos siguen apoyándome , aseguró el primer ministro conservador

    Berlusconi y su alianza de centroderecha con la Liga Norte ganaron en abril pasado ampliamente al Partido Democrático, la nueva fuerza de centroizquierda que gobernaba hasta entonces y luego hasta perdió la alcaldía de Roma. Así, Silvio Berlusconi volvió a ser primer ministro por tercera vez en su vida.

    Lo que aparece en la prensa -dijo ayer- se concentra en los hechos que nada tienen que ver con el programa del ejecutivo y llevan al primer plano el ataque constante de cierta magistratura a quien debe gobernar, elegido por el país, mientras se quiere subvertir el voto de los italianos.

  13. tequilero ha detto:

    Pensatore,
    quindi si può scrivere “coi miei articoli io faccio satira” anche seTravaglio questa frase non l’ha mai detta, e non che Berlusoni ha detto che Mangano è un eroe, perchè “la frase non suona affatto così”?
    Interessante.
    Usa sempre due pesi e due misure nei suoi commenti o solo nei confronti di chi se lo merita?

  14. Lele ha detto:

    a pensatore hai sentito che pure quei comunisti americani hanno sbagliato e nella biografia sulla vita di silvio hanno scritto che governa l’italia anche grazie al suo potere mediatico..
    E’ una vergogna!!

  15. ilpensatore ha detto:

    per tua informazione, Marco, la frase su Mangano non suona affatto come la intendi tu o dovrei dire VOI…ma hai ragione, che ne parliamo a fare?

  16. ilpensatore ha detto:

    Marco, apputno, la sua applicazione è subordinata alla decisione del Ministro della Giustizia, non la sua sospensione…

  17. Marco Breveglieri ha detto:

    **********
    Ora, spieghi per favore, l’onorevole Di Pietro, come può una norma del genere esser considerata un “regalo ai malavitosi”?!
    **********
    Se non erro, l’applicazione della norma è subordinata alla decisione del Ministro della Giustizia. Io non sono per niente d’accordo nel lasciare al ministro di un Governo che definisce “Mangano un eroe” la possibilità di decidere se e quando applicare un regime ad un certo tipo di detenuti, quando verso alcuni parlamentari e altre persone di influenza in quest’ambito, in generale, è stata rivolta una “lamentela di dimenticanza”.

    Siccome i politici risultano spesso i maggiori invischiati e intrecciati con la malavita, che NON siano loro a decidere se applicare o meno il carcere duro al malavitoso.

    **********
    Mettiamo da parte quella che potrebbe risultare una inutile polemica proprio sul fatto, cioè sul senso di quelle affermazioni fatte prima da Dell’Utri e poi da Berlusconi.
    **********
    Diventa inutile polemica perché è ovviamente tempo perso discutere con la dialettica una affermazione così limpida il cui significato, se diverso da quello che è stato sempre inteso, è ben difficile da individuare.

    Ciao,
    Marco.

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