Siamo tutti uguali di fronte alla legge. Ma a anche no. Dipende.

Immagino che qualcuno ci sarà rimasto male quando ha saputo che non saranno pubblicate le fantomatiche intercettazioni piccanti del Cavaliere.
Probabilmente, costui non ha capito invece i vantaggi di questa operazione.
I giornali e le riviste del gruppo De Benedetti (guarda un po’) hanno prima lanciato il sasso e poi ritratto il braccio, godendosi lo spettacolo della magia dei rumors.
Parlamento in fibrillazione, stampa e media impazziti che ricamano su questa pseudo notizia, politici che si affannano a strumentalizzarla.
Opinione pubblica confusa.
Ma come al solito (siamo in Italia, non dimentichiamolo, siamo la patria di Travaglio, di Grillo e di Di Pietro – e relativi peones) ciò che rimane è il sospetto. Che non può esser confermato, ma (siamo in Italia, ribadiamolo, terra dei Travaglio e dei Di Pietro) nemmeno smentito e questo, per molti, significa che è tutto reale e che questo basta per giudicare una persona.

Passatemi la volgarità, ma…più ricopri di merda una persona e più a quella gli resterà addosso un cattivo odore che nemmeno dopo essersi lavata accuratamente lo abbandonerà.

Ecco perchè chi ha in odio il Cav non deve dispiacersi del mancato sputtanamento: così è molto peggio (o meglio, fate vobis)…

Di più: l’arma di questo ricatto sarà sempre carica.
Finora, infatti, nessuno ci ha fatto sapere se esistono davvero queste intercettazioni, chi le avrebbe lette e perchè o da chi gli sarebbero state fornite.
L’incertezza è tale che di sicuro Berlusconi non può dormire sonni troppi tranquilli.
Lo tengono per le palle.
Che sia vera o no, ormai questa storia è stata accettata da tutti e tutti ne parlano come se fosse la realtà dei fatti: non ci vuol niente a ritirarla fuori spacciandola ancora una volta per inconfutabile (anche se per confutarla basterebbe – ad oggi – chieder conto della fonte). Il che significa poter in qualunque momento riscatenare il brusio, il ciarlame, il gossip che alla fine può distogliere l’attenzione da altre questioni e nel frattempo erodere consenso e deteriorare la stabilità politica della maggioranza di governo.

E questo è il “potere” dei nostri media. Questo è il livello della nostra informazione. Che si sente sotto regime, ma che decide arbitrariamente cosa fare delle notizie (contro il regime stesso – ironia della sorte); le usa col contagocce, ad orologeria, ben sapendo gli effetti deflagranti che possono provocare.
Questa si che è informazione libera…guai a chi oggi sospetti trame politiche addietro a simili comportamenti.

Si dirà: probabilmente quelle intercettazioni ci sono, ma sono in via di distruzione perchè penalmente irrilevanti.
Ma si dovrà così obiettare che, secondo lo schema logico di quelli che mettono l’informazione al di sopra di ogni diritto, che se si è a conoscenza di una notizia, questa non può rimanere in un cassetto; soprattutto se trattasi di un sexgate di questa portata.
Dicono: gli italiani hanno il diritto di sapere.
E allora perchè ancora oggi non sanno?
Perchè qualcuno millanta di aver letto, ma non si è preoccupato di informare?

Dubbi amletici per noi che invece ingenuamente pensiamo che un limite ci voglia in tutto (o quasi) e che questo sia dato da un altro diritto contrastante.

Per esempio, noi garantisti, ingenuamente pensiamo che il diritto all’informazione dovrebbe incontrare un limite insormontabile nel diritto alla riservatezza: laddove si venga a conoscenza di fatti che non hanno alcuna valenza penale, perciò, non si dovrebbe nemmeno discutere sul da farsi: non si dovrebbero pubblicare.
Questo dovrebbe valere per tutti, ma per qualcuno (a volte) alcuni sono più uguali di altri. A loro comodo ovviamente.
Mi spiego: nel caso in questione, nessuno si preoccupa di citare l’articolo 3 della Costituzione. E non si capisce perchè, dunque, un presidente del consiglio debba esser trattato diversamente da un cittadino comune.
Dicono sia per il fatto che è proprio perchè trattasi del presidente del consiglio che c’è una bella differenza.
Insomma: siamo tutti uguali davanti alla legge, ma alcuni sono diversi e bisogna trattarli diversamente.

Domanda: perchè allora non riconoscere la stessa differenza quando si parla di creare un sistema di tutela rafforzata per questa stessa persona?
Non si può pretendere un diritto allo sputtanamento perchè è un cittadino “diverso” da tutti gli altri e poi non concepire una forma ulteriore di protezione dello stesso proprio in virtù della sua diversità di posizione rispetto a tutti gli altri.

Mettiamola così: un presidente del consiglio dovrebbe essere il più esposto di tutti proprio per la qualità dell’incarico che svolge; vero questo, credo sarebbe necessario allora concepire una sorta di contrappeso a questa sovraesposizione, altrimenti sarebbe come mandare un agnello in mezzo ai lupi (e non parlo di Berlusconi, ma di un generalissimo pres del cons del futuro), alla mercè di chiunque, con qualche rumors e qualche gossip, ne può in qualunque momento intaccare la credibilità giocando sporco sulla sua vita privata od usando la magistratura (in parte di sinistra, ribaltando il Mancino-pensiero) per colpirlo giudiziariamente.

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Comments
84 Responses to “Siamo tutti uguali di fronte alla legge. Ma a anche no. Dipende.”
  1. Anonimo ha detto:

    mA CAZZO DICI???

  2. Giacomo ha detto:

    Sulla legittimità non mi pronuncio, almeno per il momento.

    “ma non costituisce danno alcuno per la società”

    Uhmm opinabile quanto meno. Un ministro nominato in cambio di favori sessuali può essere molto dannoso.
    Può anche non esserlo, magari Mara Carafagna si rivelerà PER PURO CASO un eccellente ministro, ma un rischio c’è comunque.
    Ed il pubblico ha diritto di sapere che corre un rischio ingiustificato.

    Mettiamola così: il premier è un medico, la sua squadra di ministri parte integrante della terapia che prescrive.
    Ora io credo che chiunque di noi vorrebbe sapere con quale criterio il proprio medico gli somministra una certa terapia.
    Mi romperebbe le le scatole non poco sapere che uno dei farmaci che il medico mi ha prescritto è praticamente un placebo, e che il medico glielo ha prescritto solo perchè la ditta farmaceutica gli ha pagato una settimana al mare. Mi romperebbe anche se sapessi che tanto gli altri farmaci sono più che sufficenti a portare avanti la terapia.
    Mi romperebbe perchè il corpo è il MIO, ed il dottore non ha diritto a farmi correre dei rischi, a fari ingerire della roba per il SUO comodo. E anche se il farmaco in questione non facesse assolutamente niente, fosse innocuo, beh sono io che assumo il farmaco e non vedo perchè devo mettermi nella pancia qualcosa per farsi che il mio medico vada in ferie gratis.

    Credo che chiunque lo dovrebbe sapere, in modo da potersi fare un idea sul medico che ha davanti.
    Poi sarà libero di scegliere, magari anche di scegliere di continuare a curarsi da lui.
    “Il dottor Berlusconi mi prescrive un sacco di farmaci inutili, così si paga le vacanze alle maldive, però, tutto sommato la terapia nel suo insieme funziona, e tanto tutti i medici fanno così, quindi io continuo ad andare da lui.”

    Una scelta consapevole. Non la mia, sia chiaro. Per me un medico che mi prescrive un farmaco inutile non è un buon medico, e mi viene da mettere in dubbio la validità di TUTTA la terapia, e pure la sua competenza professionale. Però una scelta legittima, nel momento che è una scelta consapevole. Ma per questo ci vuole l’informazione.

  3. equilibrismi ha detto:

    una premessa:
    lo stato è composto dagli uomini che ne fanno parte
    il potere dello stato è stato attribuito ad esso da quegli stessi uomini
    le leggi sono state promulgate dallo stato e quindi dagli uomini che allo stato hanno dato il potere

    lo Stato e le Leggi non sono qualcosa di astratto estreneo a noi ed immutabile.

    se ci sono leggi ingiuste, queste possono e vanno cambiate
    se non ci sono leggi giuste queste possono e vanno promulgate

    a decidere quali leggi sono giuste o ingiuste e quali leggi devono essere promulgate è lo Stato.

    lo Stato come insieme di uomini che viene rappresentato da una minoranza eletta per volere della maggioranza.

    Quindi:
    >il fine giustifica i mezzi? “a volte”. e chi decide quando si e quando no? <

    lo Stato, cosi come fa per un sacco di cose. Perche lo Stato puo decidere che farsi le canne è reato e ubriacarsi no? Perchè lo Stato puo decidere che uno scippo sia piu grave del falso in bilancio? Perchè uno Stato può decidere se la mia relazione con la mia compagna sia meno valida e vera e duratura di un matrimonio? Perchè uno Stato può ammettere l’aborto ma praticare la pena di morte?

    Perchè a monte sono state prese delle decisioni, che possono poi rivelarsi utili o dannose, giuste o ingiuste e per questo possono essere modificate, ma è nel potere conferito allo stato e ai politici la facoltà di discriminazione.

    Quindi lo stato puo eccome decidere cosa è giusto e cosa non lo è e quando. E gia lo fa!

    Siccome il potere dello stato, da noi tutti conferito ad esso, è gestito ed amministrato da una minoranza. Noi tutti dobbiamo essere consapevoli delle persone a cui diamo mandato. Quindi io devo sapere assolutamente tutto ciò che è rilevante ai fini professionali etici e morali, della persona alla quale affido il compito di decidere della mia vita.
    No, un politico non può avere una vita privata che rimanga tale, se questa si discosta da quanto afferma nella sua vita pubblica.

    Io della mia compagna, voglio sapere tutto, e pretendo che tutto ciò sia veritiero. NOn mi basta credere a quello che mi dice al primo appuntamento. Voglio conoscerla e se conoscendola, nel privato, scopro cose di lei che non mi vanno giu, tanti saluti e baci.

    Quindi se un politico mi dice che crede nella famiglia, e poi va a mignotte, io devo saperlo, e voglio saperlo.
    Questo non vuol dire che io metto le microspie alla mia compagna, non lo farei perchè il mio rapporto deve essere sincero e trasparente. Ma questo non puo avvenire con un politico cosi distante da me.

    E comunque, nel libero mercato, esistone e sono del tutto legali, gli investigatori privati, il cui principale mestiere è quello con vari metodi invasivi della privacy di scovare tradimenti e contraddizioni nella vita di coppia.

    A me gli investigatori privati fanno schifo, lo trovo un lavoro meschino e ripugnante. Allo stesso modo odio le intercettazioni e schifo le telecamere che sono ovunque. In linea di principio sono daccordo con te. Meccanismi da Grande Fratello vanno evitati, ma non puoi mettere sullo stesso piano un politico e un cittadino qualunque.

    Non lo sono in termini di potere, di informazioni e di mezzi. e il possesso di informazioni, private, da parte di uno o dell’altro, sarebbe comunque sbilanciato. Quindi non puoi paragonare l’intercettazione della vita privata di un politico all’intercettazione di un cittadino.

    E cmq noi abbiamo gia abbondantemente sacrificato la nostra privacy in nome della sicurezza. Le telecamere ovunque. Ovunque vado, so che c’è qualcuno che mi sta guardando, se tocco il culo alla mia compagna al centro commerciale o se mi metto le dita nel naso al bancomat.
    E non dirmi che questo serve a noi. A parte reati gravi in cui interviene la polizia a sequestrare i nastri, le telecamere sono li a scrutarci, contro la nostra volontà e senza che noi ne abbiamo un guadagno.
    Per ben due volte ho trovato la mia macchina danneggiata da vandali o automobilisti e tutte due le volte la macchina era davanti a telecamere “private” (di una azienda, e di una banca”) che inevitabilmente erano puntate sulla mia macchina.
    Entrambe le volte non c’è stato verso di ottnere i nastri..

    Quindi? Rinuncio alla mia privacy ma non ottengo nulla. E anche se i nastri vengono distrutti entro 48 ore o meno, c’è sempre qualcuno che li vede e io non sono piu libero di comportarmi come vorrei..

    Mi spiace ma nei confronti dei politici, non me ne frega un fico secco della loro vita privata, loro rappresentano me, lavorano per me e nel momento in cui ottengono il mandato a me dovrebbero rispondere. Se non ho altri modi per essere certo della loro onosta ben vengano intercettazioni o quantaltro. A mali estremi, estremi rimedi (cosi come a volte il ricorso ad un investigatore privato in crisi di coppia…)

    X quanto riguarda la tortura, che in italia non venga praticata non ci giurerei – Genoa Social Forum ti dice nulla? e cmq come ti ho gia detto, non basta esportare il sospettato in libia o guantanamo e farlo torturare li x dirsi contrari alla tortura

  4. ilpensatore ha detto:

    molto interessante, è vero.

    ma anche l’avvocato Tomanelli trascura un fatto: la provenienza della notizia.

    nel caso delle intercettazioni, la provenienza è ILLECITA.

    ecco perchè non si può accettare che queste vengano pubblicate, anche se avessero sullo sfondo un interesse pubblico tutto da verificare.

    dice bene l’avvocato: quella dei ministri è una scelta discrezionale.

    può essere scorretto nominare sulla base di criteri “non convenzionali”, ma non costituisce danno alcuno per la società che può benissimo valutare l’operato del ministro sulla base di criteri molto più convenzionali.

    oltretutto, un ministro non agisce mai da solo, ma sempre di concerto con altri ministri e sempre all’interno del consiglio dei ministri…

  5. ilpensatore ha detto:

    @ Giacomo: il diritto, che ti piaccia o no, serve ad ordinare le società; altrimenti vige l’anarchia e nell’anarchia non ci sono doveri, ma nemmeno diritti e nessuno più può essere tutelato.

    insomma: la legge disciplina il nostro vivere.
    a volte suggerendo modelli di comportamento positivi, altre volte disincentivando modelli di comportamento dannosi per la società.

    senza quelle leggi saremmo alla completa mercè di uno Stato autoreferenziale, col rischio di essere esposti agli abusi che esso può attuare nei confronti di chiunque.

    ed è proprio in quel “chiunque” così astratto e generico, che risiede il contenuto del concetto di Garantismo.

    poi non confondere le cose: meglio UN criminale fuori che UN innocente privato della propria libertà è relativo ad una stessa persona sottoposta a giudizio dallo Stato.
    non possono esserci quindi 100 delinquenti fuori al costo di una persona onesta dentro.

    ma è un dettaglio, diciamo una precisazione.

    andiamo avanti: dici, giustamente, che la legge deve essere un punto di equilibrio tra costi/benefici.
    il problema, sulla questione, come dicevo a Stefano, è: quei costi li devono pagare tutti o solo alcuni e accidentalmente (facciamo i più sfortunati)?
    e come farli pagare a tutti alla stessa maniera per ottenere benefici generalizzati?

  6. ilpensatore ha detto:

    @ Precario (o Stefano…posso chiamarti Stefano? mi piace di più):

    hai perfettamente ragione.
    è giusto che di chi governa si sappia tutto.

    personalmente sono più propenso a intendere quel “tutto” come “quasi tutto” perchè sono convinto che una sfera di privatissima libertà debba essere concessa a tutti al di là dei privilegi di cui quelli godono.

    ammettiamo comunque che si voglia e si debba sapere tutto.
    dunque dovremmo organizzare la cosa in modo da mettere tutti sullo stesso piano e da non rendere la conoscenza, diciamo così, estemporanea…altrimenti capisci bene che basta (di nuovo) che la magistratura si accanisca su uno e tutti gli altri intanto fanno baldoria…

    dunque: o tutti o nessuno.

    ancora: come venire a conoscenza di questi fatti privati, ma indicativi delle proprie scelte pubbliche?
    tramite intercettazioni? tramite una sorta di Grande Fratello?
    insomma, tramite qualcosa che tutti possono fruire o continuare ad ottenerle per caso grazie a delle intercettazioni che niente hanno a che vedere con la vita privata delle persone?

    soprattutto: penultima domanda: i politici possono avere una vita privata?
    ultimissima domanda: i privilegi di cui godono i politici credi siano sbagliati tout court (quindi non ne condividi nemmeno il principio) o che siano solo abusati?

  7. Giacomo ha detto:

    per me vale la regola del: meglio un delinquente fuori che un innocente dentro.
    non conta tanto il fine, ma conta come amministri il mezzo.

    il diritto serve a questo: ad ordinare una società ponendo regole che la tutelino dagli abusi del sovrano/governatore.
    accettare che il fine giustifichi ogni mezzo…

    Non sono assolutamente d’accordo. (Non è una novità)

    Meglio un delinquente fuori che un innocente dentro? Ok, giusto e ragionevole. Il problema è che non è UN delinquente di cui stiamo parlando, stiamo aprlando di qualcuno in più.

    Meglio CENTO delinquenti fuori che un innocente dentro? Se permetti inizio ad avere dei dubbi.

    La legge è uno strumento, e come tale deve rispondere ad una logica di costi/benefici. Compreresti un automobile carroarmato, con una carrozzeria così solida che se anche ti schianti contro un muro di cemento non ti fai niente, ma che non va oltre i venti chilometri orari? Io no.

    Allo stesso modo io non accetto un diritto carroarmato, che offre quasi infinite garanzie agli imputati, che rende intere tipologie di crimini di fatto non punibili, perchè un siffatto diritto non compie la sua funzione fondamentale: NON ORDINA LA SOCIETA’.

    Non ho mai detto che il fine giustifica ogni mezzo: dico che ci dev’essere un razionale equilibrio tra fine e mezzo, tra beneficio e costo.

    La riservatezza è un valore fondamentale, e sono d’accordo. Ma lo è anche la libertà di scegliere da chi farmi governare. E come posso essere libero di scegliere se non so chi ho di fronte?

  8. precario ha detto:

    esatto, un bilanciamento tra diritti e doveri: tu hai il potere e tutti i benefit possibili ma se sbagli o li usi per scopi personali devi essere perlomeno sputtanabile.
    visto che la vita di molte persone dipendono dalle tue decisioni.

    altrimenti il giusto equilibrio dov’è?

  9. ilpensatore ha detto:

    io non lo cito l’articolo 3; so bene in cosa consista e non sono così ingenuo da pensare che siamo tutti uguali.
    il fatto è che invece voi altri lo citate ogni 2 per 3 ma siete pronti a rinnegarlo all’occorrenza…

    Stefano…DIRITTI e doveri…DIRITTI e doveri…

    come vedi, la cosa è biunivoca.
    tutto sta a trovare il giusto equilibrio…

  10. precario ha detto:

    ero io

  11. demichelis ha detto:

    citare l’articolo tre per difendere chi di privilegi e doveri verso il paese ne ha a josa è quantomeno discutibile, pensatò.

    perchè anche l’immunità per le alte cariche lo infrange di brutto.

    diritti e DOVERI, pensatò

  12. ilpensatore ha detto:

    eheh…Precario, essere il malissimo dell’ANTIdemocraticità, significa essere il bene della democraticità… 😉

    ma ho capito cosa vuoi dire…

    io comunque non voglio essere ipergarantista…

    …però non capisco come mai, alla fin fine, per voi l’articolo 3 della costituzione a volte vale e a volte può soccombere per un fine superiore…

  13. precario ha detto:

    e poi un garantismo a senso unico è il massimodell’antidemocraticità

  14. precario ha detto:

    libertà di fare quello che cazzo gli pare coi soldi nostri?

    e rimane questa tua eccezione nei riguardi di fassino che con tutto quello che hai scritto sulla difesa della privacy stona parecchio.

  15. ilpensatore ha detto:

    @ Equilibrismi:

    il fine giustifica i mezzi?
    dici tu: “a volte”.
    e chi decide quando si e quando no?

    e se un giorno ti dicessero che per quel determinato fine il mezzo è esteso a tutti e non fosse poi così simpatico? lo accetteresti? e se non condividessi il fine? lo subiresti passivamente? non vorresti essere più tutelato?

    e come la mettiamo con la costituzione? lì, la riservatezza ha dignità come legge fondamentale dello stato.
    la libertà è legge fondamentale dello stato ed è contenuta nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
    che ce ne facciamo? la lasciamo in balia di uno Stato che vuol fare il poliziotto?

    sfoglia un codice penale o un codice di procedura penale; sfoglia un libro di diritto e capirai quanto la libertà sia la qualità più importante e superiore a qualsiasi altra nel nostro ordinamento (ma anche in quasi tutti gli altri).

    per me vale la regola del: meglio un delinquente fuori che un innocente dentro.
    non conta tanto il fine, ma conta come amministri il mezzo.

    il diritto serve a questo: ad ordinare una società ponendo regole che la tutelino dagli abusi del sovrano/governatore.
    accettare che il fine giustifichi ogni mezzo…

    sulla tortura: io sono contrarissimo. e non mi pare che in italia sia praticata…

  16. ilpensatore ha detto:

    @ Precario:

    > rimane il capire perchè si vuole impedire le intercettazioni se il reato previsto ha una condanna con meno di dieci anni.

    coda di paglia? <

    no, nessuna coda di paglia.

    anche perchè ci sono altri reati, inseriti nella legge, per cui saranno concesse le intercettazioni e non contano una pena superiore ai 10 anni.
    la lega poi ha messo in riga il cav e ora son presenti anche i reati contro la pubblica amministrazione, compresi la corruzione.

    non si tratta di coda di paglia, ma di garantismo e quindi di una scelta frutto di un bilanciamento tra due interessi entrambi costituzionalmente garantiti: la riservatezza e il perseguimento della giustizia.
    ora, anche in passato era stata operata una scelta e le intercettazioni erano vietate per i reati sotto i 5 anni.
    la soglia è raddoppiata, ma i reati più gravi son rimasti inclusi (anche se sotto i 10 anni); per tutti gli altri, le intercettazioni sono solo uno strumento in più ma non LO strumento indispensabile.
    nel frattempo, si sarà tutelata maggiormente la privacy delle persone.

    il fatto è questo: se tu ti metti a spiare qualcuno, il rischio è che da lì non ne esci più, ramifichi la cosa e ti ritrovi sommerso di verbali.
    il mondo dello spettacolo e della politica sono da sempre molto vicini, forse troppo (non lo so) ed è parecchio facile beccare conversazioni penalmente IRRILEVANTI, ma GOSSIPPARAMENTE rilevantissime.
    limitare le intercettazioni ai soli reati più gravi diminuisce i rischi di cogliere comunicazioni irrilevanti o per lo meno ne restringe il campo…
    ecco il perchè…

    non si tratta di avere la coda di paglia…

  17. precario ha detto:

    rimane il capire perchè si vuole impedire le intercettazioni se il reato previsto ha una condanna con meno di dieci anni.

    coda di paglia?

  18. equilibrismi ha detto:

    > se vieni a sapere che Casini si risposa da Novella 2000 non mi frega un cazzo, bene così; ma se devi sapere che quello si scopa quell’altra USANDO MICROSPIE allora non sono d’accordo. <

    dici che il metodo è illecito. io ti rispondo che (a volte) il fine giustifica i mezzi.

    il tuo discriminare tra intercettazione legittima e illegita può essere esteso alla tortura. tu che difendi la dignita umana e la vita, accetti la tortura solamente perchè permette di scoprire un eventuale reato? Io no, molti dei tuoi paladini si ( e non venirmi a dire che in italia non viene praticata – genova a parte – troppo comodo esportare temporaneamente il sospettato in altri stati dove la pratica è legale…)

    o sei contro le intercettazioni xè sono una pratica invasiva, e lesiva della privacy o sei a favore tuo malgrado xè permettono di conoscere una realtà che per sua stessa natura, in quanto privata, non potresti conoscere.
    E se questa realtà privata è di interessa nazionale perchè da essa dipende la serietà e la validità della proposte di un politico, indipendentemente dal mezzo con cui è saltata fuori deve essere resa pubblica.

    ti ripeto, se a me non frega niente che si tradisca o ci si faccia le canne, non me ne frega nulla di sapere se lo fanno i politici. Se i politici però vietano che io lo faccia o mi discriminano moralmente se lo faccio allora pretendo che siano loro i primi a dare il buon esempio.

    e riguardo al politico comunista ben vestito e con villa. Se ritengo che la ricchezza sia uno scempio, nonostante emetta leggi che approvo, lo schifo e non lo voto. o lo voto mio malgrado xè cmq le leggi che emette potrebbero farmi comodo. Di certo non lo difendo a spada tratta come fai tu. e di certo le leggi del berlusca non aiutano la gente come noi.

    l’esempio portato da precario è cmq piu calzante riguardo alla moralita delle azioni dei nostri rappresentanti (indipendentemente che queste azioni siano private o meno, o siano legali o meno).

    io cmq ho un etica fin troppo rigida è mi allontano da chiunque non presenti coerenza – quindi (a parte il fatto che non sono comunista) se fai politica x difendere chi prende 900 euro al mese e poi ne spendi 10mila per un orologio ti schifo eccome e non ti contesto ad ogni pie sospinto.

  19. ilpensatore ha detto:

    Ste, ogni legge ha una sua ratio.
    io sono garantista e comprendo la ratio di una legge che punisce chi sputtana quando non dovrebbe perchè lo fa illecitamente!

    tutto qui.

    e comunque …ti perdono, se sei a lavoro ti perdono per tutto…eheheh

  20. ilpensatore ha detto:

    @ Stefano: no, scusa, forse non ci capiamo.

    io ti ho solo detto:

    sono d’accordo con te che bisognerebbe poter conoscere tutto dei nostri politici.
    l’unico limite che pongo è quello legale.
    se una notizia si ottiene legalmente (vedi paparazzata o inchiesta giornalistica) nessuno scandalo.
    se la stessa notizia è di fonte illecita allora non sono d’accordo.

    ho detto: le intercettazioni sono di per sè un atto illecito (illegale; sono un reato), che vengono tollerate e giustificate dall’ordinamento (quindi dalla legge stessa) se preordinate ad un interesse superiore come può essere quello del miglior perseguimento della giustizia.
    le intercettazioni sono RESE lecite dalla legge a determinate condizioni.
    la legge dice che non è lecita la pubblicazione di stralci di intercettazioni che non hanno alcuna rilevanza penale (visto che è solo per essa che sono preordinate e non per altro).
    se un giornalista ottiene quelle notizie IRRILEVANTI dal punto di vista penale, secondo me NON DEVE PUBBLICARLE perchè ILLECITE e ILLECITE perchè invadono uno spazio personalissimo e individualissimo della persona, qualunque persona.

    ricapitolando: se vieni a sapere che Casini si risposa da Novella 2000 non mi frega un cazzo, bene così; ma se devi sapere che quello si scopa quell’altra USANDO MICROSPIE allora non sono d’accordo.

    ci vuole un limite.

    dopodichè, discutiamo di ciò che esce dalle conversazioni intercettate…

    PS: sulla legge 30. I contratti vengono registrati e sono resi pubblici per essere validi verso i terzi.
    ora, è così difficile capire che non serve rubare niente a nessuno per sapere come un comunista imprenditore tratta i suoi operai/dipendenti?

    eccheccacchio!

  21. precario ha detto:

    ooops, ho capito cosa intendi sul contratto reperibile. sto a lavorà ancora e sto rincojonito.

    ma la legalità o meno del reperire informazioni viene stabilita dallo stesso parlamento.
    e se stavamo parlando in via teorica io ti rispondo che si, se salta fuori non dve essere tacitata la cosa.
    soprattutto non deve essere colpito il giornalista.

  22. precario ha detto:

    ma che c’entra il riferimento pubblico della legge 30?????

    non lo hai capito che se fai un contratto ogni sei mesi (e sto scialando) alla fine del contratto questo può o non può essere rinnovato per qualsiasi motivo?

    ed è tutto perfettamente legale!

    ora comincio a capire…Marco, quando entrerai in questo fantastico mondo del lavoro te ne accorgerai chi stai difendendo a spada tratta.

    “se credi che un parlamentare non meriti quell’incarico, la volta dopo non lo voti o voti qualcun’altro…”

    e certo, liste bloccate senza preferenze, qualsiasi inchiesta tacitata da una legge bavaglio.

    comincio a capire che tu non abbia idea di cosa tu stia parlando e mi dispiace, sarà un brusco risveglio.

    in bocca al lupo, sul serio

    Stefano

  23. ilpensatore ha detto:

    @ Precario: ma quale tifo cieco.

    ho solo riportato la notizia commentandola nel senso di smascherare la presunta superiorità morale che non esiste affatto…non c’erano affatto due pesi e due misure.

    e poi guarda: i parlamentari hanno moltissimi privilegi, ma ognuno di quelli ha un suo perchè.
    puoi dire che siano abusati o meglio che siano mal-ripagati, ma è un altro paio di maniche.

    se credi che un parlamentare non meriti quell’incarico, la volta dopo non lo voti o voti qualcun’altro…

    è ovvio che interessa sapere chi si vota, ma insisti con l’accettare che si possano fare dossieraggi anche illegali sulla vita privata di un politico…
    io no: mi limito a dire che se una cosa è facilmente riconoscibile…che si sappia; se questa cosa si può sapere con un’inchiesta, che si faccia; ma se questa cosa va estorta entrando nel privato della persona (non del politico, ma della persona) allora no…

    ovvio che se esce fuori la valuto per quello che è, ma se posso prevengo e dico che delle intercettazioni illegali non si dovrebbe far parola!

    non mi sento un servo, Precario…tutt’altro…

    PS: legge 30 o meno, sono tutti riferimenti pubblici: i contratti sono pubblici, non devi andarli a rubare da nessuna parte per venirne a conoscenza…

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