Grazie a L’Espresso ora abbiam capito tutto.

Chi l’avrebbe mai detto.

In Rai ci vai o perchè la dai o perchè ci finisci grazie a un calcio in culo, di quelli che contano.

Chi l’avrebbe mai detto.

Grazie a L’Espresso oggi abbiamo la riprova che le nostre intuizioni “da bar” erano giuste e più che fondate.

Mmmmmm….e ora?
Ora che sappiamo che mammaRai è un crogiolo di raccomandati e di amministratori che stanno ore al telefono a prender raccomandazioni, che si fa?
Li denunciamo tutti?
E per cosa?
Per il reato di “raccomandazione”?

Comunque, grazie a L’Espresso sappiamo anche di più: i politici usano il loro “potere” per raccomandare amici e amici degli amici.
E noi, ingenui, che non sospettavamo niente di niente di tutto ciò.

Ragazzi, che scoop: se non ci fossero questi giornalisti davvero liberi e davvero indipendenti saremmo rimasti all’oscuro di tutto questo.

Volete sapere una cosa?
Fossi stato al posto di Berlusconi o di Bordon o di Rutelli o di Fassino o di Barbareschi o di chiunque altro si legga nelle intercettazioni pubblicate da L’Espresso, l’avrei fatto anch’io!
Avrei alzato il telefono e avrei chiamato Saccà.
Gli avrei chiesto se avrebbe potuto far qualcosa per una mia amica o per un mio amico.
Magari perchè credo siano davvero capaci. Magari perchè…ad un amico o ad una amica non si nega un favore.
Un tentativo si può fare.
Poi, vada come vada. Certo, tra amici ci si intende di più…
Così come avrei chiamato anch’io Saccà per farmi pagare di più per un lavoro fatto.
Avrei perfino segnalato la sceneggiatura per una fiction tutta mia, avessi le qualità o la fantasia per scriverla.
Insomma: perchè coprirsi di ridicolo mostrandosi ipocritamente vergini?
Chi arriva ad una posizione di “potere” è normale che lo eserciti.
E non serve andare in Parlamento o in Rai per farlo.
Nel nostro piccolo siamo tutti raccomandati e tutti proviamo a raccomandare.
Dalle piccole alle grandi cose.
All’amico che lavora in comune si chiede il disbrigo di una pratica più in fretta che per altri.
All’amico che sta in ospedale si chiede un appuntamento anche nell’ora di pranzo.
All’amico che ha il babbo imprenditore, che si fa…non si chiede se c’è un posto anche per noi?
E così via…di esempi ce ne sono all’infinito.
Dal meccanico al panettiere…
E pure in Rai ed anche in Parlamento.

Si può pensare sia una pratica scorretta, quella della raccomandazione, ma non si può considerarla tra le più disonorevoli o tra quelle che mettono in crisi il sistema-paese.
Certo, sarebbe meglio si usasse il MERITO come criterio di selezionamento delle capacità di una persona per qualunque lavoro ella voglia fare, ma non si può esser così puritani di fronte al fenomeno più antico del mondo, quasi quanto quello della prostituzione: la raccomandazione spesso nemmeno va a buon fine. Ed anche in Rai, nonostante a chiedere siano pezzi grossi delle istituzioni o del mondo della finanza e nonostante dall’altra parte ci sia il presidente di Rai Fiction, Saccà, non tutte le richieste finiscono per essere accolte.
Basta un capo struttura per dire NO a Fassino o a Rutelli sui nomi da loro indicati.
E non tutte le fiction poi vanno veramente in onda.

Andiamo: sarebbero queste le intercettazioni con cui vorremo moralizzare il nostro Paese? sarebbero queste le intercettazioni da difendere giudicando “tiranno” chi voglia invece limitare l’abuso di questo tipo di inutile sputtanamento mediatico?

Pare che anche l’ANM abbia definito queto episodio un “fenomeno deprecabile”.

E l’informazione come ne esce?
Peggio che pria: in tanti la vorrebbero “libera” ed indipendente, ma alla luce di questo modus operandi essa apparre sempre più legata a poteri forti con cui agisce perseguendo un obiettivo specifico: farsi “quarto potere” in grado di sovvertire o modificare le scelte degli elettori.
L’esempio è lampante: si parla di approvare una legge che limiti l’abuso mediatico delle intercettazioni (che sarebbe un vero colpo per i media che invece spesso si affidano alla magistratura
per ottenerne sempre di più) ed ecco che si scatena questo ennesimo temporale mediatico/giudiziario.

E’ davvero incredibile la puntualità con cui l’orologio mediatico/giudiziario torna a correre quando Berlusconi vince le elezioni…

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Comments
61 Responses to “Grazie a L’Espresso ora abbiam capito tutto.”
  1. l'oste ha detto:

    “Volete sapere una cosa?
    Fossi stato al posto di Berlusconi o di Bordon o di Rutelli o di Fassino o di Barbareschi o di chiunque altro si legga nelle intercettazioni pubblicate da L’Espresso, l’avrei fatto anch’io!
    Avrei alzato il telefono e avrei chiamato Saccà.
    Gli avrei chiesto se avrebbe potuto far qualcosa per una mia amica o per un mio amico.”

    Ma perché i concetti di meritocrazia e legalità ti sono estranei? E perché addirittura lo rivendichi?

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