Parola del Financial Times.

Sono quasi commosso…

“L’Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici”. E’ il titolo di un editoriale pubblicato oggi dal Financial Times sulla ‘guerra’ scoppiata di nuovo tra Silvio Berlusconi e parte della magistratura italiana dopo le ultime affermazioni del premier e le leggi messe in cantiere dalla maggioranza sulla giustizia. Nel commento dell’Ft, firmato da Cristopher Caldeweill, si prende in esame il lodo Schifani (che garantirebbe l’immunità per le cinque più alte cariche dello Stato) e si sottolinea come Spagna, Francia, Germania e la stessa Unione europea abbiano già “una qualche forma di immunità” in questo senso. Così come l’Italia aveva l’immunità parlamentare prima che fosse spazzata via dal ciclone di Tangentopoli: un periodo, scrive il quotidiano britannico, che ha aperto un quindicennio dove in Italia “i giudici hanno raggiunto un livello di potere unico in Occidente”, esercitando una sorta di “reggenza giudiziaria” sugli eletti dal popolo. Un potere che, secondo l’Ft, è “a lungo andare, dannoso per la democrazia” e che costituisce tra l’altro “uno dei motivi per i quali gli italiani non hanno più fiducia nella magistratura”.
Insomma, a volte si può “abusare” delle leggi sull’immunità, ma “lo scopo dell’immunità non è dare ‘mano libera’ agli eletti, bensì proteggere il diritto degli elettori di essere governati dalle persone che scelgono democraticamente”. E poi, si chiede il quotidiano, “le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia, oppure dal desiderio di una certa parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non gli piace?”. In questo senso, “l’immunità potrebbe essere il modo migliore per proteggere gli elementi democratici di un governo democraticamente eletto, specialmente in un Paese dove la magistratura è altamente politicizzata” come l’Italia. Con l’effetto di rendere i politici “meno litigiosi e più democratici”. Ed anche per quanto riguarda l’emendamento ‘blocca-processi’, ribattezzato dall’opposizione ‘salva-premier’, il Financial Times osserva che potrebbe essere un modo per velocizzare i tempi lunghissimi della giustizia italiana, così “dilatori” che “contrastano con l’articolo sei della Convenzione europea sui diritti umani”. Insomma, “le acrobazie giudiziarie di Berlusconi sono invariabilmente a suo vantaggio, ma nello stesso tempo non sono solo a suo vantaggio”, perché riescono a cogliere “problemi veri”, “gravi abbastanza” da intercettare il consenso degli elettori. E qui, conclude l’Ft, sta “il genio politico” del Cavaliere.

QUI l’articolo in lingua originale.

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Comments
30 Responses to “Parola del Financial Times.”
  1. Alessio in Asia ha detto:

    altro articolo interessante di un autorevolo giornale estero (se “pensatore” non fosse fazioso potrebbe farci un belo post):

    The Guardian, 24.6.08

    “Dei Delitti e delle Pene” alla berlusconiana

    La democrazia é in pericolo quando un premier – egli stesso coinvolto in un processo per corruzione – inizia una guerra contro la magistratura

    Il celebre saggio del XVIII secolo del filosofo illuminista italiano Cesare Beccaria, “Dei Delitti e delle Pene”, che ha posto le fondamenta del moderno pensiero su detenzione, tortura e pena di morte, inizia con lo sviluppare la nozione che le sentenze di incarcerazione dovrebbero servire a stimolare l’integrazione sociale dei criminali, piú che considerare la punizione come una sorta di mera vendetta sociale.

    Il governo Berlusconi, che é salito al potere due mesi fa sulla scia di un’ondata di panico pompata dai media su una presunta impennata dei tassi di criminalitá, sta al momento srotolando leggi che inaspriranno le sentenze per un certo numero di reati minori e assicureranno che l’accesso dei detenuti a programmi di servizio sociale come alternativa al tempo di detenzione sia drasticamente ristretto. Gli immigrati in Italia – e quelli irregolari in particolare – sconteranno la pena di questi provvedimenti, nonostante la stragrande maggioranza dei criminali nel paese sia costituita da cittadini italiani.

    Berlusconi, per quanto i media stranieri possano dilettarsi nel descrivere le sue stramberie, non é soltanto un giullare permanentemente abbronzato con l’ossessione dei trapianti di capelli e della chirurgia plastica ed un debole per le barzellette di cattivo gusto su tedeschi, donne, omosessuali e sua moglie. L’ex-cantante di crociera ha dimostrato quanto sia pericoloso per la democrazia nei suoi precedenti 5 anni al potere, quando ha portato avanti cambi nella legislazione per evitare i processi o per bloccare investigazioni nei suoi oscuri interessi, consolidato il suo impero mediatico, esercitato controllo assoluto sulla televisione pubblica, lanciato attacchi alla magistratura, incoraggiato i servizi segreti a spiare e raccogliere dati su decine di migliaia di presunti giornalisti, imprenditori e intellettuali di sinistra, e presidiato un summit del G8 nel 2001 dove, secondo Amnesty International, le autoritá italiane hanno violato i diritti umani dei dimostranti su vasta scala.

    Questa volta, gli alleati di Berlusconi nel parlamento hanno giá intavolato proposte per bloccare un decreto dell’UE che trasformerebbe una delle stazioni TV terrestri del premier in un canale su satellite. La settimana scorsa, i suoi avvocati/parlamentari hanno inserito un nuovo, all’apparenza contraddittorio emendamento nel “pacchetto sicurezza”, un insieme di regole che induriranno la legislazione riguardo immigrazione e asilo, peresguiranno i reati minori e sguinzaglieranno l’esercito nelle maggiori cittá. L’emendamento “blocca-processi”, com’é conosciuto adesso, bloccherá tutti i processi in corso per reati che prevedono una pena massima di 10 anni di carcere e che sono stati commessi prima del 30 Giugno 2002 – una data apparentemente arbitraria, che per coincidenza assicurerá che il piú recente processo per corruzione di Berlusconi – che coinvolge David Mills, marito adesso alienato di Tessa Jowell – si blocchi.

    In un summit tenuto venerdí scorso a Bruxelles, un insolitamente cupo Berlusconi ha sfogato la sua rabbia contro i magistrati che, a suo dire, vogliono “sovvertire la democrazia”. Il premier italiano ha promesso che avrebbe “denunciato le iniziative di giudici e pm che si sono infiltrati nel sistema giudiziario [e] vogliono sovvertire il voto”. I sondaggi mostrano che gli italiani, che sono stati soggetti ad un’intensa campagna dei media lunga 14 anni atta a provare che i magistrati “rossi” hanno un risentimento personale contro Berlusconi, appoggiano le proposte del governo per restringere l’indipendenza della magistratura. La “opposizione fantasma” italiana, come the Economist ha recentemente ribattezzato il Partito Democratico (vedi nostro precedente post, ndr), ha a malapena segnalato che potrebbero votare un’altra proposta di legge per garantire l’immunitá ai presidenti della Repubblica, del Consiglio, del Senato e della Camera se l’emendamento “blocca-processi” fosse ritirato.

    Il marchese di Beccaria faceva sagacemente notare che “la piú grande felicitá della collettivitá é il fondamento della morale e della legislazione” (frase che in veritá é di Jeremy Bentham ma ripresa dalle tesi di Beccaria, ndr). Nell’Italia di Silvio Berlusconi, la piú grande felicitá di un particolare individuo sembra essere modellare la morale e la legislazione – sovvertendo la democrazia in uno stato membro fondatore dell’Unione Europea.

  2. Luigi ha detto:

    Perché si possono rimettere le cose in ordine senza approfittarsi del ruolo che si ricopre per riservarsi trattamenti diversi davanti alla legge. Lo so che la tua schiena è un po’ curva e sei propense ad accettare queste ingiustizie da parte del potente di turno… si sente a pelle il tuo amore incondizionato per il grande leader. Già ti vedo con la magliettina “Menomale che Silvio c’è” su uno di quei palchi a cantare in coro quella canzone vergognosa. Però sappi che ci sono moltissimi cittadini che credono ancora che davanti alla legge siamo tutti uguali. E il primo corruttore che passa non può stravolgere la nostra costituzione a suo piacimento.

    Art. 3 co. 1 Costituzione Italiana

    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI”.

    E magari tu ti ritieni pure un uomo di destra.

    Montanelli: “Questa non è la destra. Questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello”

    Tu ne sei la prova vivente.
    La tua dedizione per un singolo uomo. La tua indifferenza davanti ai palesi abusi della legalità da parte di quest’ultimo. La tua incapacità di critica per le sue azioni negative. Il tuo amore per il tuo grande leader sono tutte cose che portano a fare della politica una merdata da tifo da stadio. E sono molto pericolose perché ci offuscano il pensiero e non ci fanno rendere conto degli scempi che piano piano questi potenti fanno alla nostra povera patria.

  3. ilpensatore ha detto:

    non c’è solo la giustizia comunque.
    il problema è che è la stampa a dettare l’agenda all’opinione pubblica.
    oggi si parla di questo, domani di quello.

    nel mentre si straparlava di questo finto emendamento ad personam, veniva approvato tutto un decreto con misure per la sicurezza che i cittadini apprezzano, ma delle quali non hanno più sentito parlare.

    ora: perchè povera italia?

    se berlucsoni riesce a mettere un po’ le cose in ordine perchè accanirsi solo per i suoi guai giudiziari?

  4. Alessio in Asia ha detto:

    da Marco Milioni (blog http://www.lasberla.net/?p=1092 )

    «Il solito vecchio Berlusconi». Titola così ieri la tedesca Suddeutsche Zeitung in un lungo articolo firmato da Stefan Ulrich. Il quotidiano di Monaco di Baviera è uno dei più prestigiosi in Europa e non credo si possa tacciare di condotta giustizialista o comunista (è pur sempre il giornale della città della Bmw). Ma si occupa del nostro premier con un titolo che letto in Tedesco ci gela: «Ganz der alte Berlusconi». Facile indovinare che Ulrich si occupa delle ultime novità della politica italiana che in Tedesco fanno rima con le grane giudiziare del premier Silvio Berlusconi, guarda caso. Cito letteralmente alcuni passaggi del pezzo «… mentre Berlusconi si rende responsabile di una nuova era glaciale della politica, egli ingaggia nuovamente la sua battaglia contro la giustizia… In parlamento egli vuole fare approvare una norma che lo libera dai suoi personali guai giudiziari». Sempre Ulrich poi descrive Berlusconi impegnato a strigliare i magistrati definiti dallo stesso cavaliere «di estrema sinistra» accusati di istruire processi «fittizi». Ma non è finita. Per la Suddeutsche Berlusconi ha messo in piedi una iniziativa «contro la giustizia» tesa a fornirgli quella «immunità che mai sarebbe ben accetta in qualsiasi democrazia occidentale». Ecco, abitando a Vicenza io faccio prima ad andare a Monaco di Baviera che a Roma o a Napoli. Forse sono un po’ più fortunato di altri perché abito un po’ più vicino all’Europa. Ma perché una volta lì io devo correre il rischio di venire additato come il cittadino di una repubblica delle banane? Perché è questo il senso, e a ragione, del pezzo di Ulrich. Ovviamente non so quanto questo articolo pubblicato dalla stampa tedesca farà parlare in Italia. Mi aspetterei lo stesso clamore che ha suscitato il servizio pubblicato dal Financial Times e che i media italiani, specie quelli di Berlusconi hanno ripreso con grande risalto. Se ciò non avvenisse, paradossalmente, significherebbe che le conclusioni di Ulrich sono scontate, che il pezzo non fa notizia perché è il cane che ha morso l’uomo e non il contrario. E allora significa che veramente l’Italia è avviata sul viale delle banane e del tramonto. Faccio solo notare il tenore dell’articolo della Suddeutsche per confrontarlo con quello dei maggiori quotidiani nostrani. Ancora meglio sarebbe raffrontare il servizio di Ulrich con il corsivo di Bruno Vespa, decano del giornalismo all’italiana. Amen.

  5. Alessio in Asia ha detto:

    “le valutazioni fatte all’estero sono spesso produzioni di fonte italiana…insomma dei copiaincolla dei giornali e delle ansa di casa nostra.”

    in questo hai ragione

    “il mio era un post solo provocatorio ”

    ok, ora capisco.

    “e…CVD…ora il FT non è abbastanza autorevole oppure”

    il FT e’ autorevole come e quanto l’altra mezza dozzina di giornali internazionali da me analizzati.
    il che significa che la stragrande maggioranza degli osservatori esteri, oggi come sempre, guarda in modo estremamente sfavorevole le mosse di B.
    Poor Italy, scrisse The Economist qualche mese fa.

  6. ilpensatore ha detto:

    Alelssio, scusa, mi ero praticamente dimenticato…

    comunque posso dirti una cosa: le valutazioni fatte all’estero sono spesso produzioni di fonte italiana…insomma dei copiaincolla dei giornali e delle ansa di casa nostra.

    il problema è che poi ci mettono dell’altro e nei commenti ci trovi castronerie del tipo “è la prima volta”, o “senza precedenti”….tutte imprecisioni che si giustificano solo perchè sono elaborate all’estero da chi non ha piena conoscenza delle faccende del nostro Paese.

    comunque: è interessante quello che riporti.

    è pur vero però che il mio era un post solo provocatorio per verificare la reazione di chi di solito pende dalle labbra di quelli che criticano Berlusconi da fuori…

    e…CVD…ora il FT non è abbastanza autorevole oppure: ce ne sono tanti altri che parlano male di B, mentre in passato nessuno verificava gli editoriali favorevoli allo stesso B!

  7. Alessio in Asia ha detto:

    Speravo in una qualche risposta… e invece nulla…

  8. connemara ha detto:

    Continui con sta storia del lodo schifani!!!!

    Lo scempio è la norma salvaprocessi!!!!inserita nel pacchetto sicurezza!!!

    http://giudichiamolo.blogspot.com/

  9. Alessio in Asia ha detto:

    E qui una vignetta svedese: http://ansard.wordpress.com/2008/06/22/botta-e-risposta/

    Magari il Pensatore nel prossimo post riportera’ TUTTI i giudizi dei principali giornali esteri. Potremmo vedere, indicativamente, quanti considerano le mosse di Berlusconi giuste o giustificabili, e quanti invece pensano il contrario, cioe’ che:
    – ” Berlusconi si è già mosso per punire i pubblici ministeri che parlano con la stampa e per fermare l’uso generalizzato delle intercettazioni telefoniche per far sì che i casi giudiziari non siano più divulgati sui media.”
    – “Berlusconi aspira all’immunità.”
    – “Per poter sottrarsi ad una possibile condanna per corruzione Silvio Berlusconi, capo di governo Italiano, mette mano, ancora una volta, al processo legislativo del suo paese.”
    – “La legge imbavagliera’ anche i magistrati e la stampa, minacciando l’arresto per magistrati […] e giornalisti […]”
    – “sembrerebbe essere una cortina fumogena per il reale approccio del Governo al crimine: duro per alcuni crimini, leggero su altri. Dietro alla cortina fumogena, Berlusconi sta raccogliendo i frutti del suo governo, ancora una volta.”

    [Ho solo citato alcuni passi dei giornali sopracitati: http://ale1980italy.wordpress.com/2008/06/20/come-giudicare-loperato-di-berlusconi/
    ]

  10. Alessio in Asia ha detto:

    Non condivido molti giudizi espressi dal giornalista del FT.
    Ad ogni modo, se vi interessa sapere invece cosa ne pensano Le Soir, IHT, The Tepegraph, Der Tagesspiegel e The Economist (tutti giornali NON DI SINISTRA, semmai la cosa conti), leggete qui: http://ale1980italy.wordpress.com/2008/06/20/come-giudicare-loperato-di-berlusconi/

  11. mazapegul ha detto:

    @ilpensatore: quello che credo e’ molto semplice, ed e’ quello che ho gia’ scritto: su uno e’ inquisito per reati di tipo finanziario o corruzione, ed esistono elementi concreti alla base delle indagini, non lo vorrei mettere ad amministrare il denaro pubblico, fino a quando non ha risolto i suoi problemi con la giustizia. se poi, risolti i problemi con la giustizia, rimangono tuttavia accertati fatti indiscutibili che mettono in dubbio la moralita’ della persona, io non lo accetto comunque. non mi interessa se e’ di destra/centro/sinistra (categorie per me prive di senso). tu dirai che l’accusa contro Berlusconi e’ campata in aria, ma li hai letti i capi d’accusa? ti aspetti forse di leggerli sugli organi stampa della famiglia Berlusconi? 🙂

    pero’ non mi hai ancora risposto alla mia prima domanda: saresti d’accordo o no a bloccare il processo anche in caso si trattasse di Prodi o Scalfaro? li accetteresti comunque purche’ eletti dal popolo (ignaro)?

  12. Luigi ha detto:

    Pensato’ non capisci proprio che il mio problema non è solo Berlusconi. Farei gli stessi discorso con Prodi o Veltroni GIURO. Però per te sembra essere un AMORE senza alcuna logica. Qualsiasi cosa la rigiri in suo favore… ma davvero lo ami così tanto? Povera patria.

    Prima paragoni l’Italia alle altre nazioni perché ti fa comodo, te la paragono io per tutte le altre motivazioni ben più importanti e te ne esci con frasi come: “Si ma qui è diverso siamo in Italia”

    … boh… con te c’è poco da fare mi sa. Sei un caso davvero perso. Ami il tuo dio Berlusconi, ti prenderesti una pallottola per lui… pure che ammazzasse qualcuno in diretta nazionale tu troveresti il modo per difenderlo.

    “Era il pugnale che aveva una sua volontà interna COMUNISTA”

    “Era la vittima che era ROSSO e si è lanciato sul pugnale del mio leader”

    L’affidarsi così perdutamente ad un leader ha qualcosa di terrificante.

    bah…. tempo perso qui dentro….

  13. ilpensatore ha detto:

    @ Hugo, Diego:

    > Che bisogno ho, io, S.B, attuale capo del governo eletto da pochi mesi, di andare a interrompere il processo in corso che mi vede imputato protagonista, con un emendamento ad un decreto legge sulla sicurezza, cioè con atto normativo avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo? <

    ma infatti…non ne approfitterà.

    siete voi che ancora andate dicendo che tutta roba per sè quando in realtà lui non la utilizzerà e, soprattutto, analizzando le leggi nel merito si può capire perchè siano ragionevoli e non ad personam…

    su tutte le altre parole usate da Diego mi viene solo da dire questo: parlare di giustizia è delicato già quando lo si fa nei principi; scendere nei dettagli è praticametne pericoloso, perchè ci si espone ad imprecisioni dettate dall’ignoranza o da una conoscenza scorretta o formatasi in modo fazioso e da fonti sbagliate.

    parlare per esempio, e come sempre, di prescrizione come una forma di COLPEVOLEZZA è sbagliato.
    parlare di leggi ad personam che hanno bloccato i processi è altrettanto falso.
    quella sul falso in bilancio è una norma sacrosanta (secondo me e non solo secondo me) che ha favorito Berlusconi solo nel caso della prescrizione, ma non nel caso dell’assoluzione, perchè altrimenti anche quel processo si sarebbe concluso con una prescrizione.

    per inciso: quando un reato è prescritto significa che è passato tantissimo tempo dalla sua commissione e che la magistratura non è stata in grado di portare prove a sufficienza per condannare l’imputato in maniera definitiva.

    la legge deve perseguire la giustizia e non perseguitare le persone.

    ecco come si spiega che in realtà un fatto non del tutto accertato non può portare alla condanna di una persona.
    può lasciare il dubbio, ma…a quel punto, come si suol dire: in dubbio pro reo.
    e soprattutto, rileggendo la costituzione: presunzione di non colpevolezza fino a che non sia stato risolto ogni ragionevole dubbio.

    tutto è resto è fuffa…pura fuffa politica!

  14. ilpensatore ha detto:

    @ Mazapegul:

    dici:

    > infatti io sono sono per far si che chi e’ indagato si tolga dalle palle e non si candidi neppure, fino a quando non ha chiarito la sua posizione con la giustizia <

    beh, non credi che se così fosse basterebbe che un magistrato si accordasse con la parte avversaria per istruire un’inchiesta che intanto impedisca la candidatura dell’altro politico e che poi magari, ad elezioni passate, finisca pure in una prescrizione?

    non capisci che così dai licenza alla magistratura di inserirsi nel gioco democratico del Paese.

    e poi: toglimi una curiosità: mi diresti, ad oggi, quali sono i limiti, i contrappessi che operano nei confronti del potere giudiziario?
    così…è una curiosità…

  15. ilpensatore ha detto:

    @ Luigi:

    > In Spagna Francia Germania e UE uno come Berlusconi non poteva manco arrivarci al potere. Non solo per i suoi trascorsi giudiziari PRIMA di scendere in politica ma anche per il suo MEGA CONFLITTO DI INTERESSE <

    ma noi siamo in Italia Luigi e la legge fino ad oggi, ma anche prima che scendesse in campo Berlusconi, non poneva limiti all’accesso alle cariche pubbliche.
    tra le altre cose, il conflitto d’interessi non è una buona esclusiva ragione per impedire a chicchessia di candidarsi, perchè c’è sempre la possibilità che l’elettorato autonomamente bocci o prima o dopo quel candidato.
    un po’ come succede in America.
    e lo stesso Al Gore lo ribadì quando venne in Italia: negli USA uno come Berlusconi (ma anche uno come Bloomberg) non avrebbe avuto limiti alla candidatura alla Casa Bianca.

    e comunque, guarda: io ho riportato l’articolo del FT giusto per vedere la reazione di chi, quando oltreconfini si criticava Berlusconi, lo ha sempre proposto come monito per tutti sul modo in cui venivamo percepiti dall’estero.

    come volevasi dimostrare, il vostro problema si chiama Berlusconi…la ragione (la vostra) per ora e finche ci sarà lui in politica, rimarrà in vacanza!

    PS: parli di questione morale all’estero? intanto che ne sai di cosa succede veramente all’estero, nei partiti degli altri paesi e nei governi che si succedono negli altri Stati; ma poi: per valutare la questione morale c’è l’elettorato…non servono leggi penali nè la magistratura dovrebbe porsi di questi problemi.

    PPS: avete sentito cos’ha detto il vicepresidente del Csm? tutte cazzate quelle riportate ieri dai quotidiani sulla stoppa-processi…
    eppure, voi, che non provate nemmeno a ragionare un secondo, vi ci siete tuffati senza paracadute…

    vabbè…staremo a vedere…

  16. Luigi ha detto:

    Pensatore: anche in Spagna, Francia, Germania e UE sono degli illiberali che cercano di proteggersi dalle inchieste giudiziarie?

    ————–

    In Spagna Francia Germania e UE uno come Berlusconi non poteva manco arrivarci al potere. Non solo per i suoi trascorsi giudiziari PRIMA di scendere in politica ma anche per il suo MEGA CONFLITTO DI INTERESSE. E soprattuto in paesi come quelli vige una certa cosa chiamata MORALITA’ se un politico viene colto con le mani nella marmellata si dimette. Qui da noi non ti dimetti nemmeno se te la facevi con i boss mafiosi. Pensato’ cambiamo prima l’intero sistema e allineiamoci agli altri paesi. NO-CONFLITTO DI INTERESSE – INFORMAZIONE E TV LIBERE – LIMITE AI MANDATI e PARTITI POLITICI CHE SEGUONO LA QUESTIONE MORALE.
    E forse dopo tutto questo potremo parlare di immunità.

    Mi fate ridere che vi ricollegato solo quando vi conviene agli altri paese esteri.

    Sveglia… abbiamo la peggiore classe politica del mondo civilizzato. Un intero battaglione di delinquenti, mafiosi, corruttori e ladri… e voi ancora riuscite a schierarvi ad occhi chiusi e in piena fiducia a difenderli a spada tratta? e a credere ad ogni loro parola.

  17. mazapegul ha detto:

    @TheB: infatti io sono sono per far si che chi e’ indagato si tolga dalle palle e non si candidi neppure, fino a quando non ha chiarito la sua posizione con la giustizia. sia che si trattasse di Prodi che di Berlusconi. io non guardo in faccia a nessuno. tu invece non hai risposto alla domanda: saresti d’accordo a bloccare il processo anche in caso si trattasse di Prodi o Scalfaro, si o no?

  18. lm ha detto:

    …Altra cosa è poi che il capo di un governo convochi una conferenza stampa per dichiarare i risultati di indagini difensive personali, sostenendo che i magistrati di Milano si sono rifiutati di svolgere tali indagini come sarebbe loro compito…Ma scherziamo? In uno scenario del genere il processo sarebbe immediatamente viziato e non ci sarebbero più gli estremi per procedere…

    Ghedini lo ha detto davanti a tutti, c’è stata qualche sconfessione?

    risulta, poi, che i PM siano immuni da tali comportamenti?

  19. ilpensatore ha detto:

    @ Luigi: quanto mi riporti è l’ennesima dimostrazione di quanto la magistratura sia eccessivamente politicizzata.

    cazzo…la Giustizia deve essere invisibile, altrimenti apparirà sempre Parziale!

    no, questo proprio non lo volete capire…

    così come amabilmente glissate sul riferimento alle leggi “schifani” negli altri paesi europei financo nell’istituzione europea…niente, per voi è scivolato come acqua sulle tegole di un tetto…

    anche in Spagna, Francia, Germania e UE sono degli illiberali che cercano di proteggersi dalle inchieste giudiziarie?

    per un attimo, per una volta, potreste valutare la cosa eliminando dai vostri schemi di pensiero il signor Berlusconi?

  20. TheB ha detto:

    Ma Prodi era indagato quando e’ salito al potere la prima volta, e si e’ fatto la sua salva-premier.

    Ah, non lo sapevi?

    Non ci credo dai… informati come siete su ogni sputo di Berlusconi, pensavo sapeste di tutto su Prodi e soci…

    C’e’ una lettera di oggi, sul Corserva, spedita dall’ex Procuragore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione al riguardo.

    Fa riferimento all’Art. 227 del DL 19/02/1988 n. 51 (Se volessi avere un riferimento)

    E sai una cosa? E’ *attualmente* attiva questa legge… e son 10 anni che la magistratura la ignora bellamente… e i faldoni si accumulano… ma tanto c’e’ da processare Berlusconi, gli altri… chissene se torna in liberta’ un mafioso perche’ qualcuno ci mette 8 anni a depositare una sentenza, o se torna libero uno stupratore per trascorsi termini di detenzione preventiva… Berlusconi, Berlusconi! Colpa sua!

  21. mazapegul ha detto:

    mettiamo per assurdo che l’odiato Prodi, o peggio l’innominabile Scalfaro, vinca le elezioni e (ri)diventi capo del governo. poi si scopre che e’ indagato dalla magistratura per corruzione e reati finanziari (fatti di cui l’ettorato era prevalentemente ignaro o disinformato). ma il grande statista in questione si appresta ad amministrare la nazione.
    secondo il geniale editorialista del FT, e immagino anche secondo “il pensatore”, bisognerebbe bloccare il processo al premier e farlo governare in santa pace. solo in seguito si potranno continuare le indagini. dico bene?

  22. Hugo ha detto:

    DIEGO scrisse qualche post piu’ in là:

    Piccola nota riguardante il video di Matrix:
    viene nominato il processo All Iberian “dal quale S.B. uscì assolto”. Piccola nota aggiuntiva: i processi All Iberian (in realtà 2 processi denominati All Iberian 1 e All Iberian 2) nel primo l’imputato S.B. era accusato di aver pagato 23 miliardi di Lire di tangenti al PSI di Craxi ed il processo si è concluso con “Prescrizione del reato dovuta alla concessione di attenuanti” quindi non una assoluzione, che è ben diverso. Per quanto riguarda All Iberian 2, qui la posizione è un po’ più delicata, poiché il reato contestato all’imputato è di falso in bilancio. Egli viene si assolto, ma perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II. Un po’ come da piccoli si giocava a pallone e si cambiavano le regole a metà partita per evitare di subire troppi gol, o semplicemente perché “il pallone è il mio”.
    Anziché parlare di “guerra contro Berlusconi” da parte dei magistrati, vedo piuttosto lo svolgersi di un normale lavoro della magistratura su fatti che appaiono poco chiari e di difficile chiarimento. In diverse occasioni l’imputato S.B. non ha voluto poi chiarire questioni dubbie, di probabile e alle volte accertata illegalità. Cosa che non fa altro se non aumentare il dubbio circa le attività in oggetto di investigazione. Servono a ben poco “i giuramenti sui miei figli”…
    Altra cosa è poi che il capo di un governo convochi una conferenza stampa per dichiarare i risultati di indagini difensive personali, sostenendo che i magistrati di Milano si sono rifiutati di svolgere tali indagini come sarebbe loro compito! Ma scherziamo? In uno scenario del genere il processo sarebbe immediatamente viziato e non ci sarebbero più gli estremi per procedere! Ecco allora io, capo del governo, convoco una conferenza stampa per parlare delle indagini in corso sulla mia persona, fin qui… nulla da dire. Ma durante tale conferenza stampa, accuso i giudici di essersi rifiutati di svolgere correttamente il loro compito ai fini dello svolgimento di un corretto ed equo processo, inoltre dichiaro che “secondo mie indagini” l’azione illegale contestatami (il versamento di 600mila dollari all’avvocato inglese) non l’ho compiuta io, o persone da me incaricate, ma un terzo personaggio che non conosco. E c’era bisogno di andare a indagare fino alle Bahamas per dire che “Io non ho commesso il fatto”?
    Concludo dicendo, presumiamo per un attimo che io, S.B., non ho compiuto quel fatto, non ho mai pagato l’avv. Mills per aver taciuto su argomenti riguardo attività svolte dal mio gruppo. Presumiamo che io, S.B., non ho commesso nulla, sono innocente e il processo mi assolverà con formula piena. Che bisogno ho, io, S.B, attuale capo del governo eletto da pochi mesi, di andare a interrompere il processo in corso che mi vede imputato protagonista, con un emendamento ad un decreto legge sulla sicurezza, cioè con atto normativo avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo?
    Ecco se un attimo fa potevo presumere che S.B. potesse essere innocente, ora presumo un po’ meno.

    PENSACI SU
    pescatrote
    PENSACI SU

  23. lm ha detto:

    E intanto Mancino fa marcia indietro. Fosse stato Napolitano a dirgli di stare calmi???

  24. lm ha detto:

    …ad APRIRE un consesso… beg you pardon

  25. lm ha detto:

    e sulla base di questi concetti, trahh, 90 processi al Berlusca, per giunta attivati quando si trova ad aprile un consesso internazionale sul crimine, quando si avvicina il tempo delle elezioni, quando si percepisce che vuole togliere la sete col prosciutto a quella parte della magistratura che vede in lui il pericolo di un freno alle loro prerogative….

    ma come si fa a credere alla buona fede de sti mascalzoni…

    ha ragione il giornalista inglese: “Do the charges against Mr Berlusconi arise from a disinterested quest for justice or from a desire on the part of a certain branch of the Italian elite to overturn a popular choice they do not like? Such questions can almost never be answered to the public’s satisfaction”

    e quindi: “As La Repubblica put it, Italians “think that justice is working poorly. And if the price [for fixing it] is some kind of judiciary ‘immunity’ for Silvio Berlusconi, they are willing to pay it.”

    E’ sillogismo di democrazia… altro che poesia…

  26. Luigi ha detto:

    ———-

    La mancanza di quell’istituto, o di analogo accorgimento, spinge oggi l’indagato – e non già il magistrato – a cercare il giudizio e il consenso della piazza, potendo orientarne a piacimento gli umori grazie al completo controllo del sistema informativo e neutralizzando in tal modo il danno politico generato dallo stesso sistema mediatico.

    ———–

    Poesia.

  27. Luigi ha detto:

    fonte: http://toghe.blogspot.com/2008/06/sul-conflitto-istituzionale.html

    Che la legittimazione democratica discenda dal voto popolare è principio radicato nella nostra cultura; si nota, però, avanzare l’idea che il voto polare rappresenti l’unica fonte legittimante l’esercizio di poteri cd “sovrani”, in essi inclusa la giurisdizione.

    La carica elettiva latu sensu “politica” autorizza il titolare all’esercizio di poteri pubblici in nome della collettività e nell’interesse generale.

    Il tradimento di quel mandato è sanzionato dalla legge e la magistratura è obbligata ad intervenire.

    La magistratura non trova legittimazione nel voto popolare e questo per precisa scelta del Costituente che ha evitato l’inefficacia del controllo a causa dell’omologa estrazione elettiva di controllori e controllati.

    L’“irresponsabilità” politica della magistratura, quindi, è uno strumento di garanzia dell’effettività dell’applicazione della legge nei confronti di tutti coloro che vi sono soggetti.

    La responsabilità dei magistrati interviene su piani diversi da quello politico, essendo essi “soggetti soltanto alla legge” e rispondendo dei reati e degli alti illeciti astrattamente ipotizzabili al pari di tutti gli altri cittadini, senza alcuno sconto, com’è giusto.

    Nessuno pensa di essere infallibile, anzi; credo che l’azione di ogni collega sia sorretta dalla speranza di commettere il minor numero di errori possibile, nella consapevolezza che non è umano ipotizzare di non incorrervi mai.

    La delicatezza e la complessità dei compiti assegnati alla magistratura hanno imposto di attribuire valore di verità giudiziaria soltanto alle decisioni irrevocabili, prima delle quali vige la presunzione di non colpevolezza.

    L’erronea abitudine, purtroppo invalsa nel Paese, di conferire incondizionato credito alle ipotesi accusatorie quando ancora esse non sono state oggetto di alcuna verifica nel giudizio, neppure di primo grado, ha aperto il “conflitto” tra la politica e la magistratura, poiché anche le iniziative preliminari con le quali si avvia un’attività di verifica dell’operato di un uomo politico sono capaci di determinare conseguenze molto rilevanti per la vita pubblica, ripercuotendosi direttamente sulle istituzioni.

    Infatti le reazioni, spesso scomposte, dei soggetti di volta in volta toccati da queste attività risultano del tutto inappropriate se poste in relazione al carattere doveroso dell’intervento giudiziario subito, ma si spiegano ove correlate al danno immediato che tali iniziative cagionano e che il politico cerca di evitare.

    Il costo di questo “scontro” è tutto istituzionale, giacché non può pretendersi che i cittadini nutrano fiducia e rispetto nell’operato di una istituzione se l’altra dimostra un atteggiamento contrario.

    Per evitare che questo accadesse il sistema era equilibrato dall’istituto dell’autorizzazione a procedere che proteggeva – si scopre oggi – valori superiori e non serviva certo a garantire l’impunità a delinquenti: l’eventuale diniego ricadeva nella esclusiva responsabilità politica del Parlamento, mentre la sua concessione sgombrava il campo da ogni ipotizzabile sospetto di persecuzione nei riguardi del politico inquisito e lo obbligava ad affrontare il processo nelle aule giudiziarie.

    La mancanza di quell’istituto, o di analogo accorgimento, spinge oggi l’indagato – e non già il magistrato – a cercare il giudizio e il consenso della piazza, potendo orientarne a piacimento gli umori grazie al completo controllo del sistema informativo e neutralizzando in tal modo il danno politico generato dallo stesso sistema mediatico.

  28. Leppie ha detto:

    il FT dice anche che l’unica (a parer loro) ragione per opporsi alla legge è proprio il fatto che Berlusconi potrebbe (could) schivare (dodge) il processo…

    Non mi mare un gran complimento al presidente del consiglio, come non lo è in generale tutto l’articolo…

  29. lm ha detto:

    …When Mr Berlusconi’s foes warn that 100,000 untried cases would be frozen because they are more than six years old, they are unwittingly making the case for the law, not against it…

    AHAHAHA, che goduria… e che tristezza. Ecco spiegato perchè qualcuno ci chiama la Repubblica delle banane.

    chi lo sa se la nostra magistratura sa leggere l’inglese: “A Bleak House-style backlog of cases is the weak spot in the Italian judiciary’s legitimacy. Italian law is so dilatory that it butts up against article six of the European Convention on Human Rights”

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