Gli abbagli delle toghe sulla stoppa-processi.

Fino a ieri l’emendamento che prevede la sospensione di alcuni processi per un anno per avvantaggiare il disbrigo dei procedimenti più urgenti e più gravi, era visto come la pietra dello scandalo che avrebbe riattizzato lo scontro istituzionale per il sol fatto che di quella previsione legislativa avrebbe potuto beneficiare anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
Dicevo che solo fino a ieri quell’emendamento era pietra dello scandalo, perchè giusto poche ore fa è stato lo stesso Cav a promettere che non usufruirà della sospensione per il processo che lo vede imputato nel caso Mills (di cui si parla nel post più sotto).

Parole, si dirà: aspettiamo i fatti.
Benissimo.
Intanto però resta da capire una cosa: se davvero Berlusconi mantenesse fede a questa “promessa” cambierebbe il giudizio su questa norma? Insomma: sarebbe da NON considerarsi più ad personam?
Rovesciando la riflessione verrebbe da chiedersi: possibile che in Italia ormai una legge si giudica solo valutando i suoi effetti e considerando se favorisce uno in particolare tra i tanti e non come si dovrebbe invece fare considerandone la portata generale?

Ma vabbè, capisco che il tutto è funzionale allo scontro politico.
Così come funzionale allo scontro politico è l’atteggiamento della Associazione Nazionale Magistrati, aslias il sindacato della magistratura.
Le sue riflessioni pubbliche hanno un peso notevole, anche perchè si prestano alla strumentalizzazione.
Per esempio, hanno aspramente attaccato l’emendamento stoppa-processi abbozzando una polemica che, come si vedrà, ha i contorni della futile e sterile diatriba politica e di autodifesa dei privilegi connessi alla “casta”.

Vediamo.

Il Parlamento ha appena approvato, con il cosiddetto «pacchetto sicurezza» una norma che prevede la sospensione di un anno per i processi relativi ai reati meno gravi. Intento dichiarato del provvedimento è di imprimere una accelerazione ai procedimenti relativi ai fatti che creano maggior allarme sociale o danno alla comunità. L’Associazione Nazionale Magistrati ha sdegnosamente reagito, sottolineando che in questo modo saranno oltre 100.000 i processi sospesi e che qualcuno dovrà rendere conto di questo al Paese.
La scelta effettuata dalle Camere tocca quello che è considerato generalmente un pilastro del nostro sistema democratico e giudiziario, il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale. Obbligatorietà dell’azione penale significa questo: che se un magistrato ha notizia – in qualunque modo – della possibile commissione di un reato, non può dire «questo non è grave», «questo non è importante», «ci penso dopo», «non è opportuno infastidire chi ha commesso il fatto» e via discorrendo, ma deve dare inizio a tutti gli atti necessari per le indagini e per l’eventuale successivo processo.
Ribadiamo: è un principio importantissimo; in democrazia non si vuole che sia il magistrato a decidere chi deve essere perseguito e chi no: solo il popolo, cioè il Parlamento, è legittimato a stabilire quali siano i comportamenti delittuosi e quali, di conseguenza, vadano puniti. Benissimo, in teoria: ma, nella pratica, le cose non stanno affatto così. Quello che accade è che un magistrato dell’accusa (ovvero un Pm) alla mattina, quando entra in ufficio, si trova di fronte a – mettiamo – venti nuove notizie di reato, e lui sa che ha il tempo di occuparsi solamente di due. Quindi è costretto a scegliere, a stabilire precedenze, a rinviare, quando spesso rinviare significa rinunciare a perseguire perché nel frattempo interviene la prescrizione. Allora succede quello che nell’ordinamento democratico non deve succedere e che l’obbligatorietà dell’azione penale era nata per evitare: succede che, appunto, è il magistrato a stabilire contro quali reati procedere e contro quali no. Quando l’Associazione Nazionale Magistrati dichiara che saranno oltre 100.000 i procedimenti sospesi, dimentica che forse sono molto più i procedimenti che non vengono mai conclusi o, addirittura, mai iniziati.

Quando giudica, il magistrato non decide mai, con la sua testa, cosa sia lecito e cosa no, ma solo conclude se un comportamento vada punito o no in base a criteri che non è stato lui a formulare. Ecco allora che, per salvaguardare ciò che è importante del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, bisogna tornare alle origini, e dunque restituire al Parlamento la scelta sui comportamenti da punire o, meglio, sui reati da perseguire con precedenza sugli altri. I magistrati strepitano che si attenta alla loro indipendenza: e fanno male. Il guaio del nostro Paese non è di avere una cattiva magistratura, ma di avere una magistratura che si arroga poteri che non le competono. Personalmente, sono d’accordo con quello che ha detto recentemente alla televisione l’onorevole Ghedini, e cioè che la grande maggioranza dei giudici è competente e coscienziosa: tuttavia è anche vero, purtroppo, che la grande maggioranza dei giudici pretende di fare quel che non spetta loro di fare, spesso appellandosi al principio dell’indipendenza.
Qui vanno spese parole chiare su questa indipendenza che, rettamente intesa, è un valore sacrosanto di qualunque sistema democratico. Il giudice è e deve essere assolutamente indipendente in udienza. Lì, nessun potere al mondo può ingiungergli di assolvere o condannare, la sentenza deve dipendere solo dalla legge e dalle risultanze processuali. Anche in questo caso, sia chiaro, la totale indipendenza del giudice presuppone che non sia lui a decidere quali comportamenti, in astratto, vadano puniti o no. Il che implica che al di là dell’assoluto rispetto del suo libero (da ogni potere) convincimento nel giudizio, il giudice non può pretendere nessun’altra competenza in nome dell’indipendenza.
Aggiungiamo una postilla: dice l’Anm che qualcuno dovrà rendere conto del provvedimento che dispone la sospensione dei processi. Giusto, su questo concordiamo. Ma non mi risulta che i giudici abbiano mai reso conto a qualcuno delle loro scelte. Chi rende sempre conto al sovrano è invece il Parlamento: il quale dal popolo può essere confermato o no nella sua composizione politica attraverso libere elezioni. Perciò è bene che sia il Parlamento a prendere certe decisioni perché il Parlamento potrà e dovrà darne conto al sovrano.
Quanto ai mezzi che garantiscono attualmente l’indipendenza della magistratura bisognerà prima o poi fare un discorso finalmente meditato e non intessuto di slogan. Bisognerà chiedersi se l’attuale organizzazione sindacale dei giudici, insieme all’autonomia e le competenze esclusive del Csm, serva davvero a tutelare l’indipendenza del magistrato, come va intesa in uno stato democratico, o se finisca invece con l’esporre ogni singolo giudice alla più subdola e pericolosa sottomissione: all’ortodossia, alla mentalità, ai criteri, alle scelte politiche del proprio ordine professionale (perennemente a rischio, perciò, di trasformarsi in casta).

Francesco Cavalla
professore di Filosofia del Diritto

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Comments
25 Responses to “Gli abbagli delle toghe sulla stoppa-processi.”
  1. Hue ha detto:

    Ho in programma per oggi proprio un bell’articolo sul Falso in bilancio. Sempre Travaglio m’è testimone. E qualcuno anche su D’alema, sempre di Travaglio, giusto per smentire chi dice che il giornalista non si sbilancia sulla sinistra…

  2. Luigi ha detto:

    Geronzi docet.

  3. Luigi ha detto:

    Anonimo: Pochi sanno che il Falso in bilancio lo commette (inconsciamente o involontariamente) il 99,99% delle società, siano esse quotate in Borsa che non quotate. Errate valutazioni delle rimanenze finali di magazzino, errate valutazioni dei lavori in corso (imprese edili, si servizi e/o lavorazioni c/terzi, errate valutazioni dei titoli, dei crediti, svalutazioni di beni appartenenti agli elementi del capitale immobulizzato. Ce n’è per tutti i gusti. Quante sono le aziende che fanno, materialmente, l’inventario al 31/12 di ogni anno? Nessuna. O lo fanno prima o lo fanno dopo e allorquando dovessero riscontrarsi differenze inventariali, diventa problematico riallineare i valori reali a quelli contabili o viceversa. Una cosa è certa e cioè che è difficile, se non addirittura impossibile, osservare le migliaia di disposizioni normative che si intersecano e ri rinviano tra loro (a volte si contrastano anche) senza commettere INVOLONTARIAMENTE reati.
    Solo i signorotti della Magistratura non capiscono queste cose perchè sono la peggiore razza di burocrati esistenti in Italia (tanto loro non rischiano nulla, nemmeno di pagare di tasca quando sbagliano di testa) senza considerare che, molto spesso, fanno girare i cavalli in senso inverso.
    ——-

    Qui si tocca l’assurdo. Un falso in bilancio erroneo e uno premeditato sono due cose ben distinte da punire assolutamente in modo diverso.

    Ma com’è vi rifate agli USA solo per gli aspetti negativi? Là la criminalità finanziaria è punita e perseguitata 100 volte peggio che in Italia, perché sanno che sono i danni maggiori all’economia, quindi al paese, quindi al singolo cittadino.

    Proprio in questi giorni l’FBI ha arrestato quei due per reati finanziari, sono stati presi e ammanettati e portati fuori come veri criminali. Rischiano 30 anni di galera. Solo in Italia se commetti reati finanziari fai carriera invece di essere giustamente sbattuto dentro.

  4. lm ha detto:

    quoto l’Anonimo.

    vorrei anche sottolineare, per chi fosse digiuno di queste cose, che con la norma sul falso in bilancio introdotta a suo tempo dalla sinistra, anche un errore involontario e formale di esposizione in bilancio poteva essere trattato alla stregua di un reato di falso.

    poteva succedere così: prima il PM ti manda dal giudice e poi sta a te dimostrare che si tratta di un errore formale. E’ la solita storia.

    bene ha fatto la CdL a modificare, per il beneficio di tutti e non soltanto di Fininvest.

  5. Anonimo ha detto:

    Pochi sanno che il Falso in bilancio lo commette (inconsciamente o involontariamente) il 99,99% delle società, siano esse quotate in Borsa che non quotate. Errate valutazioni delle rimanenze finali di magazzino, errate valutazioni dei lavori in corso (imprese edili, si servizi e/o lavorazioni c/terzi, errate valutazioni dei titoli, dei crediti, svalutazioni di beni appartenenti agli elementi del capitale immobulizzato. Ce n’è per tutti i gusti. Quante sono le aziende che fanno, materialmente, l’inventario al 31/12 di ogni anno? Nessuna. O lo fanno prima o lo fanno dopo e allorquando dovessero riscontrarsi differenze inventariali, diventa problematico riallineare i valori reali a quelli contabili o viceversa. Una cosa è certa e cioè che è difficile, se non addirittura impossibile, osservare le migliaia di disposizioni normative che si intersecano e ri rinviano tra loro (a volte si contrastano anche) senza commettere INVOLONTARIAMENTE reati.
    Solo i signorotti della Magistratura non capiscono queste cose perchè sono la peggiore razza di burocrati esistenti in Italia (tanto loro non rischiano nulla, nemmeno di pagare di tasca quando sbagliano di testa) senza considerare che, molto spesso, fanno girare i cavalli in senso inverso.

  6. mazapegul ha detto:

    @ilpensatore: perche’ questo blog non l’hai chiamato “il patetico”??

  7. Luigi ha detto:

    si, vabbè…contenti voi…

    solo voi siete nel giusto, tutti gli altri son dei coglioni col cervello pieno di merda…

    bravissimo…

    ————

    Non dico questo, ma etichettare la magistratura come rossa sulle solo chiacchiere di un politico/imprenditore che va a braccetto con l’illegalità è davvero contro ogni logica. Quella di Berlusconi è una tecnica vecchia come il mondo. Per citarti: “solo tu e pochi altri non lo avete ancora capito.”

  8. ilpensatore ha detto:

    @ lm: ovviamente il commento di cui sopra era per Luigi.

    su Veltroni hai perfettamente ragione.

    a me ha fatto fare grasse risate quando ha risposto a berlusconi sul buco che ha lasciato a roma: “lo ha lasciato lui all’italia…” come a dire che allora non ne deve rispondere in alcun modo…

  9. ilpensatore ha detto:

    si, vabbè…contenti voi…

    solo voi siete nel giusto, tutti gli altri son dei coglioni col cervello pieno di merda…

    bravissimo…

  10. lm ha detto:

    pensatore, …bonifici, mazzette, falsi in bilancio…

    se il discorso è riferito alla vicenda Mills, mi sembra un po’ azzardato già dare per scontata la conclusione del procedimento in danno del Berlusca. Se è così, avrebbe ragione Ghedini. I magistrati “a quo” puzzano.

    Io, il pensiero su come è venuta fuori la stecca di Mills già l’ho dato: ha portato a casa i 10 milioni di dollari di Attanasio per farglieli nascondere prima del gabbio.

    PS. per il falso in bilancio, bisognerebbe andare ad imparare da Veltroni e dal Collegio dei Revisori del Comune di Roma. L’ho messo in postilla, perchè non vorrei che si alzasse il solito troll a dire che sposto l’argomento.

  11. Luigi ha detto:

    Solo io e pochi altri ancora non ci siamo fatti fare il lavaggio del cervello :asd:

  12. ilpensatore ha detto:

    @ Luigi: le toghe sono rosse ben prima di Berlusconi…solo tu e pochi altri ancora non l’hanno capito…

  13. Luigi ha detto:

    Stranamente le toghe sono “rosse” solo quando non assolvono Berlusconi o non gli danno le attenuanti generiche, se invece lo assolvono o si fanno corrompere a suon di bonifici dalla svizzera sono toghe buone, brave e giuste.

    Stranamente si sentivano le accuse “toghe rosse” già al maxiprocesso e pronunciate dai mafiosi e da Totò Riina.

    Stranamente moltissimi imputati invece di difendersi nello specifico sui loro reati attaccano i loro giudici dicendo che sono rossi o neri e che li perseguitano.

    Stranamente, ma anche no, è molto più comodo urlare al gomblotto rosso invece che andare nel particolare, forse perchè davanti a certi bonifici, mazzette, falsi in bilancio, c’è davvero poco da difendere.

    Nel 1994 Toto Riina disse: «C’è uno strumento politico, ed è il partito comunista. Ci sono i Caselli, i Violante, poi questo Arlacchi che scrive libri. Ecco, secondo me, il nuovo governo si deve guardare dagli attacchi di questi comunisti».

    Imbarazzante deja vu.

  14. ilpensatore ha detto:

    eppure, chiacchierano…ma quanto gli piace chiacchierare a questa gente qua?

  15. lm ha detto:

    Comunque, è giusto, per i reati richiamati nel comma 6 de del 2-bis passato in Senato, la sospensione non funziona.

    sono i reati elencati nel tuo post https://ilpensatore.wordpress.com/2008/06/19/tutte-le-balle-sul-salva-premier-2-ecco-in-cosa-consiste/

    e cioè:

    associazione a delinquere diretta a commettere il reato di riduzione in schiavitù
    associazione a delinquere diretta a commettere il reato di tratta di persone
    associazione a delinquere diretta a commettere il reato di acquisto o alienazione di schiavi
    associazione mafiosa
    sequestro di persona a scopo di estorsione
    omicidio
    estorsione
    rapina
    banda armata
    tratta di armi ed esplosivi
    prostituzione minorile
    pornografia minorile
    violenza sessuale (+ aggravanti 609 ter cp)
    violenza sessuale di gruppo
    terrorismo
    reati addebitabili alla criminalità organizzata

  16. ilpensatore ha detto:

    no, non sbagli…non leggono epperò strepitano…

  17. lm ha detto:

    no, volevo dire:

    sono sospesi per un anno quei reati che sono stati commessi prima del giugno 2002, se non sono andati a sentenza fino ad oggi.

    i nuovi reati, quelli commessi dopo il giugno 2002 vanno avanti senza sospensione. così mi sembra di leggere.

    qui veramente, questi strillano ma non leggono. o sbaglio?

  18. ilpensatore ha detto:

    e in ogni caso le inchieste proseguono…

  19. ilpensatore ha detto:

    però aspetta, lm: in realtà si dovrebbe trattare dei reati commessi DOPO il giugno 2002…quindi ancora in fase istruttoria o giù di lì…

    ad ogni modo, salvo i rom (e poi dicono che non è vero) chi sequestra una persona lo fa per avere un riscatto; lo stupro rientra tranquillamente nei casi per cui non vige la sospensione ecc..

  20. ilpensatore ha detto:

    eheheh…lm, no sta magistratura non fa quasi un bel niente.
    certo, se poi concentra interi uffici d’indagine su Berlusconi e Mediaset e Fininvest allora…

    comunque, una cosa è certa: l’ANM non ha manco letto il decreto…

  21. lm ha detto:

    pensatore, ma io non ho ben capito:

    un sequestro di persona, una bancarotta fraudolenta, uno stupro e altri reati “pesanti” compresi nell’elenco di Luigi, commessi prima del 30.6.2002
    non sono ancora, alla data di oggi, usciti dal dibattimento di primo grado?

    Cioè, dico, dopo 6 (sei) ancora non è chiuso il dibattimento di primo grado? non c’è una sentenza?

    Ma allora è vero, sta magistratura non fa un cazzo.

  22. ilpensatore ha detto:

    sembra incredibile, ma non è del tutto esatto quell’elenco ed è facilmente dimostrabile andandosi a leggere la previsione normativa contenuta nel testo dell’emendamento.

    qui:

    http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=84626&idCat=120

    leggilo quel testo e fallo magari con accanto il codice di procedura penale e quello penale e mi raccomando soffermati su tutti i riferimenti normativi che sono indicati.

    se vuoi una sintesi, che puoi benissimo contestare, ma ti sfido a farlo, io ne scrissi qui:

    https://ilpensatore.wordpress.com/2008/06/19/tutte-le-balle-sul-salva-premier-2-ecco-in-cosa-consiste/

  23. Luigi ha detto:

    REATI PER I QUALI SARA’ OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE
    Sequestro di persona art. 605 c.p.
    Estorsione art.629 c.p.
    Rapina art.628 c.p.
    Furto in appartamento art. 624 bis
    Furto con strappo
    Associazione per delinquere art. 416 c.p.
    Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
    Aborto clandestino
    bancarotta fraudolenta
    sfruttamento della prostituzione
    frodi fiscali
    Usura
    Violenza privata
    Falsificazione di documenti pubblici
    Detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio
    Corruzione
    Corruzione in atti giudiziari
    Abuso d’ufficio
    Peculato
    Rivelazione di segreto d’ufficio
    Intercettazioni illecite
    Reati informatici
    Ricettazione
    Vendita di prodotti con marchi contraffatti
    Vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore
    Detenzione di materiale pedo-pornografico
    Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
    immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998)
    calunnia ( 368 c.p.)
    Omicidio colposo per colpa medica
    Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
    Truffa comunitaria
    Maltrattamenti in famiglia
    Incendio e incendio boschivo
    Molestie
    Traffico di rifiuti
    Adulterazione di sostanze alimentari
    Somministrazione di medicinali pericolosi
    Circonvenzione di incapaci

    ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI

    Esempio n.1

    A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.

    B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.

    Quale processo faccio per primo?

    Risposta: B

    Esempio n.2

    A) due zingarelle rapiscono un bambino.

    B) due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e scappando danno una spinta alla guardia.

    Quale processo faccio per primo?

    Risposta: B

    Esempio n.3

    A) un chirurgo durante un’operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.

    B) un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo minacciandolo con un temperino.

    Quale processo faccio per primo?

    Risposta: B)

    Esempio n.4

    A) un assessore riceve una tangente di 5 milioni di euro per favorire una impresa in una gara d’appalto.

    B) il figlio dell’assessore compra un motorino rubato e cambia la targa.

    Quale processo faccio per primo?

    Risposta: B)

    Esempio n.5

    A) uno straniero ubriaco al volante di un auto rubata investe tre pedoni sulle strisce.

    B) due parcheggiatori abusivi chiedono un euro ad un automobilista minacciando di rigargli la portiera dell’auto.

    Quale processo faccio per primo?

    Risposta: B)

    fonte: http://www.associazionemagistrati.it…olo.php?id=183

  24. lm ha detto:

    … Quello che accade è che un magistrato dell’accusa (ovvero un Pm) alla mattina, quando entra in ufficio, si trova di fronte a – mettiamo – venti nuove notizie di reato, e lui sa che ha il tempo di occuparsi solamente di due. Quindi è costretto a scegliere, a stabilire precedenze, a rinviare, quando spesso rinviare significa rinunciare a perseguire perché nel frattempo interviene la prescrizione…

    purtroppo, questa è la pura e cruda verità, provare per credere…

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