Caro Vescovo di Viterbo vergognati. Ecco perchè quel matrimonio negato poteva invece essere celebrato!

Premetto che non sono un esperto di diritto canonico.
Ma…quanto successo a Viterbo ha il sapore amaro dell’ingiustizia oltre che della vergogna.
Andiamo per ordine.
I fatti: il Vescovo della cittadina laziale ha negato ad una giovane coppia di potersi sposare con rito cattolico, perchè lo sposo non sarebbe in grado di procreare, essendo egli diventato paraplegico a seguito di un incidente automobilistico.
Le reazioni: ovviamente non sono mancate. E aggiungo: giustamente.
Nonostante le mie posizioni solitamente e risaputamente vicine a quelle vaticane, stavolta non posso che associarmi a coloro i quali, seppure esagerando, attaccano la Curia (e colgono l’occasione per travolgervi anche la Chiesa nel suo insieme) giudicandola arcaica ed insensibile.
E’ vergognoso che il matrimonio sia ancora così geneticamente collegato alla capacità di procreazione dei coniugi e non invece al semplice Amore tra due persone.
Il che non esclude tout court la rilevanza del sesso con fini procreativi.
Tant’è che si può benissimo chiedere l’annullamento del matrimonio quando questo, seppur “rato” non sia anche stato “consumato”.
Ma da qui a impedire che due persone traducano il loro affetto in una promessa solenne d’Amore e reciproca assistenza davanti a Dio mi pare troppo.
Su questo non si può transigere: la Chiesa deve rideterminarsi, anche a livello di diritto canonico!

Ed è oltretutto sul piano giuridico che non è nemmeno condivisibile la scelta del Vescovo.

E’ vero che al titolo VII (dedicato al matrimonio), capitolo III, rubricato come “impedimenti dirimenti in specie“, si trova il canone 1084 che sancisce la nullità del matrimonio in presenza di una incapacità copulativa antecedente e perpetua, MA…è pur vero che lo stesso codice di diritto canonico prevede, al capitolo X, la possibilità che il matrimonio nullo venga convalidato: e lo fa in più canoni:

Can. 1156 – §1. Per la convalidazione di un matrimonio nullo a causa di un impedimento dirimente, si richiede che l’impedimento cessi o che si dispensi da esso, e che rinnovi il consenso almeno la parte che è consapevole dell’impedimento.

§2. Questa rinnovazione del consenso per diritto ecclesiastico è richiesta per la validità della convalidazione, anche se entrambe le parti hanno dato il consenso all’inizio e non lo hanno revocato in seguito.

Can. 1157 – La rinnovazione del consenso deve essere un nuovo atto di volontà per il matrimonio, che la parte che rinnova sa o suppone essere stato nullo dall’inizio.

Ora, seppur premessa la mia (quasi totale) ignoranza per quel che riguarda l’ordinamento canonico, la domanda sorge spontanea: perchè non ci si è adoperati per sanare un “vizio genetico” che poteva benissimo essere superato? Perchè non si è potuto realizzare il sogno di una coppia già avversata da una sfortuna così grande che è un miracolo si siano nonostante tutto rivolti a chi suggerisce di “affidarsi sempre in Dio” (anche quando a volte può capitare di pensare sia un po’ distratto)? Perchè questa inutile pignoleria giuridica, per giunta infondata?

Tutte domande a cui è giusto venga data una risposta.

Non la chiedo per me, ma per la Chiesa stessa che così facendo si espone ai giudizi e ai commenti maligni di chi non aspetta che il movente per poterne attaccare l’intero magistero.

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Comments
17 Responses to “Caro Vescovo di Viterbo vergognati. Ecco perchè quel matrimonio negato poteva invece essere celebrato!”
  1. giovanni ha detto:

    sì, ma un prete cattolico di fatto aderisce e rappresenta proprio quella istituzione. una persona che fa del bene (imbevendo comunque tutto di religione) ma rappresenta un sistema ottuso, falso e perverso come quello non è credibile. per questo disprezzo tutti i preti indiscriminatamente, e anche qualsiasi organizzazione che si ispiri alla religione cattolica, che corrompe di fatto le buone azioni che possono compiere.

  2. equilibrismi ha detto:

    beh mi fa piacere che almeno in questo caso non ci sia stata una cieca adesione ai diktat della Chiesa ma che anche tu abbia messo in discussione e criticato il comportamento del vescovo.
    Per quanto io non creda in Dio, non credo nemmeno che non esista, semplicemente non lo so e non mi interessa, penso che il messaggio evangelico sia valido ed importante se applicato con logica, ragionevolezza e amore per il prossimo.
    Purtroppo la Chiesa da quando esiste fa tutto il contrario e va avanti imperterrita con i suoi integralismi che non fanno altro che allontanare tutti coloro che sentono il bisogno di credere ma non vogliono smettere di pensare con la propria testa.
    Il problema non è il pretaccio in questione, il problema è l’istituzione ecclesiastica. Di preti buoni e validissimi che fanno del bene, e spesso sorvolano su certi aspetti assurdi e contraddittori della dottrina, ce ne sono tanti, ma purtroppo loro sono l’eccezione e non la regola, loro stanno andando contro l’istituzione che rappresentano.
    Quando un prete è buono e bravo, è un uomo di fede e di buon cuore.
    Quando un prete è cattivo, è semplicemente un prete che sta facendo il suo mestiere.

  3. giovanni ha detto:

    ciao, sono di viterbo e conosco le persone coinvolte nella vicenda. la notizia è stata distorta dai mass media e in malafede anche dalla curia che ha rilasciato le dichiarazioni. la curia e il vescovo hanno ripetutamente dichiarato il falso.

    1) non è vero che il ragazzo non può procreare!!! i dottori che lo seguono non l’hanno mai detto. non si sa, punto e basta. quindi il vescovo ne sa meno di tutti.

    2) secondo lo stesso codice canonico, art 1084 secondo comma, se l’impossibilità a procreare è in dubbio, il matrimonio non può essere impedito.

    è evidente che il vescovo o non conosce il codice canonico oppure ha voluto coscientemente impedire il matrimonio in ogni caso, affidandosi ingenuamente alla presunta ignoranza in materia di tutti. quindi la difesa ad oltranza della sua decisione è quantomeno grottesca e ingiusta. ma quello che interessa mettere in luce è che non si tratta tanto di regole formali religiose non rispettate, quanto piuttosto di mancanza di umanità del vescovo, che, ripeto, con cinismo e disumanità ha negato un momento di felicità a due ragazzi che si amano. ma che ne capisce un vescovo di amore?

    in settimana io mi sbattezzerò,come potete leggere sul mio blog. fatelo anche voi!!

    http://giovannidamiani.blogspot.com

  4. ilpensatore ha detto:

    Ciao IM…
    sicuramente c’è stato un cortocircuito…e il commento di Spirit la dice lunga in merito…

    @ Dopobarba: esatto. Basta farsi un giro in rete e si capisce perfettamente ciò di cui parli.

  5. dopobarba ha detto:

    Coloro che innescano la polemica sono del tutto indifferenti al paraplegico di viterbo, colgono l’occasione (usano) del disagio per mettere in difficotà i preti davanti all’opinione pubblica. La prima cosa da fare in questi casi è diffidare a priori di quanto questi sostengono perchè non non è mai costruttivo ma esclusivamente strumentale ciò che dicono (a loro non interessa dialogare con i preti, interessa togliere loro la credibilità davanti all’opinione pubblica). Cadere nella rete è un’ingenuità e, usando una immagine poco adatta al tema ma credo efficace, equivale a pisciare contro vento, non farlo li faresti solo ridere.

  6. lm ha detto:

    in effetti non si capisce.

    ci stanno tante dispense…

    ma è possibile che questo vescovo non si sia consultato con qualcuno più su? o con Qualcuno più su di tutti? bisognerebbe appurare…

  7. ilpensatore ha detto:

    ciao Spirit…
    credo proprio che il sacerdote a cui ti sei rivolto abbia perfettamente ragione.

  8. spiritofstluis ha detto:

    ho parlato con mio amico, è un prete, che mi ha spiegato l’errore del vescovo. Questi ha dimenticato uno dei principi basilari della dottrina cattolica: “Tutto è possibile a Dio” quindi Dio volendo tutti possono procreare anche quando la scienza scuote il capo.

  9. nessuno ha detto:

    l’insegnamento piu’ importante che la chiesa ci da e’ l’AMORE ………questi due giovani consapevoli di dover affrontare 100.000 difficolta’ in piu’ rispetto ad una coppia “normale” ,decidono di volersi unire in matrimonio rendendo cosi indissolubile la loro unione ,e proprio un rappresentante della chiesa li ostacola solo perche’ non possono procreare ? E’ ASSURDO !i rigidi atteggiamenti di molti rappresentanti della chiesa e’ uno dei motivi per cui molte persone diventano cattolici non praticanti !

  10. ilpensatore ha detto:

    è vero…a volte si fa in fretta a fare di tutta un’erba un fascio…purtroppo.

    e non sempre può bastare la più vera, ma inflazionata delle risposte: la Chiesa è fatta di uomini.
    beh, anche quegli uomini hanno da esser controllati…meglio!

  11. rigelbetaorionis ha detto:

    Provo schifo, nervoso, rabbia. Bigotti!! (non voi) Ma in che mondo balordo viviamo?!? Chi glielo spiega a quel tizio che non è il volere di Dio ma quello di quel pretaccio da quattro soldi???
    Il potere decisionale ed esecutivo dovrebbe essere dato solo a gente indiscutibilmente equilibrata!
    Spesso la gente si alontana dalla chiesa e dalla fede proprio a causa di ‘sti personaggi.
    Che schifo!

  12. ilpensatore ha detto:

    quei canoni arrivano dal medioevo. Dubito che non li cambierebbero per i motivi che dici tu.
    il disegno della Chiesa non è affatto integralista.
    nemmeno la norma sul matrimonio lo è.
    il cambiamento dei tempi non giustifica lo stravolgimento di un ideale, semplicemente perchè non è detto che i tempi in cui viviamo siano migliori di quelli vissuti in passato.

    la “sfida” con l’islam non è solo della Chiesa, ma di tutto l’Occidente…

  13. alice ha detto:

    Con la sfida islamica e la conseguente perdita di fedeli, se credi che la Chiesa ridiscuta il suo disegno sempre più integralista… Questo papa, che io personalmente stimo, non è stato scelto a caso.

  14. ilpensatore ha detto:

    @ K: ciao Francè…io son qui che attendo notizie…perchè la sento una questione molto vicina, essendo io cattolico, credente e praticante…e non vorrei che poi si potesse fare facili generalizzazioni per colpa di pochi!

    @ Il Senatore: sei stato a dir poco didascalico…eheh 😉

    @ alice: certo che non si è obbligati. Ma una cosa è la dottrina cattolica coi suoi dogmi di fede; altra è invece la dottrina CANONICA…quello è un ordinamento che è parificabile ad una qualsiasi legge e come tale può essere criticato e ridiscusso senza dover necessariamente portare ad una uscita dalla Chiesa…

  15. alice ha detto:

    Per la dottrina cattolica il matrimonio è un sacramento che unisce indissolubilmente (come Cristo e la Chiesa) un uomo e una donna allo scopo di formare una famiglia ed è finalizzato alla procreazione.
    Anche se uno è stato battezzato “da grande”, se le regole della Chiesa non piacciono, può scegliere di uscirne come ho fatto io.
    Non si è obbligati ad essere cattolici.

  16. ilsenatore ha detto:

    su questo tema sai già come la penso 😉

  17. Kagliostro ha detto:

    UAUAAUAUAUUA
    Grande Marco!!!
    Sinceramente la storia è surreale: tendo a pensare che ci sia dell’altro. Del resto come fa il Vescovo a sapere con esattezza che quel tizio non procrea? mah… cmq ogni giorno ha le sue strambezze!

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