Mao tse Dux.

E’ incredibile. Da Verona al Pigneto passando per Ponticelli, la convinzione è rimasta tale e quale, seppure smentita dalla realtà dei fatti. Per le intellighentie progressiste e democratiche(?) sono comunque tutti episodi di stampo fascista, commessi da violenti spinti dall’odio razziale e dal clima xenofobo rinfocolati dal nuovo governo di centrodestra.
Non gli importa che la politica non c’entri niente. Tengono il ditino puntato e non lo abbassano nemmeno se gli fai vedere che addirittura c’erano di mezzo ferventi comunisti e ragazzi di colore. Nemmeno se gli fai vedere che al posto della celtica sta il Che Guevara. Niente. Inflessibili.
Per loro, sono comunque fascisti.

E i ragazzi dei Collettivi che predono in ostaggio il rettore per obbligarlo a rinunciare alla serie di incontri programmati sulle Foibe?
Silenzio.
Ma qualcuno azzarda: fascisti pure quelli.

Siamo al paradosso.
Il “fascismo” trasformato da idea politica e movimento a sinonimo unico di “violenza”.
I comunisti, invece, in realtà non sono fascisti, perchè non sono violenti: loro protestano “vibratamente” o “in maniera accesa”, ma non farebbero male nemanco a una mosca.

Ecco come siamo ridotti in Italia: per taluni (sempre gli stessi) il rosso diventa nero e il nero…beh, il nero rimane nero.
Chiamasi sovversione della realtà.
Tant’è. Perchè solo secondo questo schema di deresponsabilizzazione e di riaddebitamento costante ad altri è possibile che un fedele di Marx o un appassionato di Castro diventi di colpo, e per associazione, una camicia nera dell’ultimora.

Il sillogismo che certa sinistra pericolosamente usa, senza alcun ritegno è: sei violento? usi certi metodi per imporre a qualcuno il silenzio o di rispettare solo e soltanto la tua opinione? beh, allora il tuo cuore batte sicuramente a destra.
E da questo non si scappa. Il resto è travestimento.
(Ricordate cosa dicevano dei Black Blok???)

Ma non sarebbe molto più educativo eliminare la distinzione destra/sinistra di fronte ai violenti e ai prepotenti?
SI!
Ma se proprio non riusciamo a farne a meno, sarebbe il caso di ricordare a taluni che la Storia ha insegnato qualcosa in più del fatto che dal 1919 al 1943 in Italia imperversavano le squadre di Mussolini.
O forse davvero Mao, per alcuni (forse troppi) all’occorrenza si chiamava Tse DUX ?!

Sinistra in totale confusione mentale post-sconfitta-elettorale…

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Comments
10 Responses to “Mao tse Dux.”
  1. ilpensatore ha detto:

    a presto, Blog a progetto…

    torna pure quando vuoi…

  2. BlogAprogetto ha detto:

    Secondo me, chi invita a vivere a Roma ha ragione.
    A Roma si capisce bene come è gestita la cosa pubblica. Meglio ancora se la si vive nella sua interezza. Vivere a Roma da “trasferiti”, ovvero non da nativi, mette in luce una realtà sconcertante.
    Dipende dal punto di osservazione dal quale si guarda.

    Il problema che il pensatore evidenzia, sta nel fatto di credere ancora arditamente all’ideologia. E questo ci divide ferocemente, specie nel web.
    Perchè poi, a parlare con la gente che quotidianamente fa i conti con la sopravvivenza, tutta quest’ideologia non la sente.

    L’ideologia, almeno nei Paesi occidentali, è al termine del suo compito.
    Una cosa era nel XIX e XX secolo, altra cosa è la realtà del terzo millennio.
    Il nostro problema è il tifo (accesso di febbre alta)
    Il tifo caloroso, che accomuna il calcio alle prese di posizione di carattere politico, può solo far danno.

    Finchè ci saranno tifosi politici, e non osservatori e critici (propositivi), continueremo a scannarci senza addivenire ad un’intesa.

    Ordunque, il tifo fa vedere o rosso o nero. E soprattuto enfatizza i nervi scoperti dell’uno e dell’altro. Il tifo toglie lucidità, perchè muove dal pregiudizio, da sentimenti troppo consolidati per un’analisi razionale.

    Alla fine, però, alla classe politica, fanno comodo i tifosi, perchè nella bagarre che si crea – grazie ad esso – loro agiscono senza troppi ostacoli.

    La storia
    La storia, io l’ho studiata in una facoltà rossa per eccellenza, ma con docenti di profilo eccelso, che hanno permesso ai discenti analisi comparative su documenti storici inediti e che – temo – saranno osteggiati ancora per molti anni.

    Per avere una lucida e non accorata analisi, forse dovranno passare ancora una trentina d’anni. Quando i padri dell’ostruzionismo saranno morti e i loro pronipoti sdoganati dall’astio pregiudizievole.

    Mi rendo conto che non è facile essere liberi pensatori.
    Molto più rapido è seguire i brevi e predigeriti video trasmessi da blogger più o meno famosi in cerca di gloria.
    Andare alla fonte è troppo faticoso. Nevvero?

    Ringrazio Il pensatore per questo articolo che mi ha dato l’opportunità di fare questa riflessione.
    Ti ho conosciuto oggi…
    A presto ;.)

  3. valentinagiannicchi ha detto:

    “I documentari partigiani lasciano il tempo che trovano, amico mio…”

    vabbè ma questa è una bestemmia!

  4. valentinagiannicchi ha detto:

    Per raser:
    che l’università serve al cazzeggio mi sembra un insulto gratuito per tutte le persone che non fanno altro che studiare.

    E io ne conosco tante.

    Fatti un giretto anche tu in qualche facoltà seria.

  5. valentinagiannicchi ha detto:

    Concordo pienamente con Magetrony.

    Tu parli così perchè abiti nella rossa Firenze.

    Io ad esempio a Firenze non ci abiterei mai… come neanche a Bologna, città che dell’Italia rappresentano soltanto una piccola parte.

    Vieni a farti un giretto a Roma e poi magari riniziamo a scrivere seriamente e con cognizione di causa.

  6. ilpensatore ha detto:

    @ Raser: sono d’accordo con te.

  7. ilpensatore ha detto:

    @ Magetrony: Roma non so, anche se ne ho sentite parecchie su La Sapienza da poter immaginare il clima che vi regna.
    E se tanto mi da tanto non dev’esser molto diverso dall’aria che si respira a Firenze.

    I documentari partigiani lasciano il tempo che trovano, amico mio…

  8. Raser ha detto:

    “Ma non sarebbe molto più educativo eliminare la distinzione destra/sinistra di fronte ai violenti e ai prepotenti?…sarebbe il caso di ricordare a taluni che la Storia ha insegnato qualcosa in più del fatto che dal 1919 al 1943 in Italia imperversavano le squadre di Mussolini.”

    il problema è che i pirletti che vanno in giro definendosi fascisti o leninisti la storia non la conoscono, perchè studiare costa fatica e l’università serve al cazzeggio

  9. magetrony ha detto:

    Vieni a vivere a Roma e frequenta le università. Oppure guardati il documentario “Nazirock”. Poi riparli dei neofascisti con cognizione di causa.

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