La Repubblica delle bucce di banana.

Sulla questione rifiuti si possono evidenziare tre fronti:

  1. c’è chi sa benissimo quale potrebbe essere la soluzione, ma quale che sia non la vuole vicino casa sua.
  2. c’è poi chi sa benissimo qual è la soluzione e, considerando l’emergenza, l’accetta come tutti i suoi concittadini d’Italia.
  3. c’è infine chi si batte contro ogni soluzione proposta.
  • come “sotto-fronte” del numero 3, se vogliamo, possiamo ancora distinguere tra:
  1. a) chi non propone nessuna alternativa opponendo solo e soltanto un decisivo “NO”.
  2. a) chi invece si sforza di pensare a qualche altra soluzione.

Ora, a Napoli e in Campania è evidente che spopolano quelli del fronte numero 1. Egoisticamente comprendono la gravità della situazione, ma non sopportano l’idea che gli “altri” si siano stancati di gestirla inutilmente.
Puntualmente, dopo i primi provvedimenti tampone (che di solito consistono nel pagare salassi a paesi come la Germania che trasformano i rifiuti campani in oro colato; oppure smistare quei rifiuti nei centri di stoccaggio delle altre regioni), basta lasciar passare qualche mese che le strade si ri-riempiono di monnezza.
Con grande intelligenza, poi, c’è chi si scorna contro discariche ed inceneritori, ma poi fa della sua città una discarica e un inceneritore (senza filtri) a cielo aperto, mollando sacchi e sacchetti a coprire i marciapiedi e dandogli pure fuoco.
Raccolta differenziata, manco a parlarne; termovalorizzatori, manco a parlarne; discariche, non se ne vogliono manco a parlarne altrimenti scateniamo una guerriglia.
Il risultato è che si avvicina l’estate e tonnellate di monnezza se ne stanno placide a decomporsi vicino scuole, palazzi di straordinario interesse artistico (oggi evidentemente deturpato), case di poveri-cristi che si trincerano dietro le finestre chiuse…col fortissimo rischio di un aumento della tossicità e degli olezzi che il calore umido e afoso dei mesi di vacanza sicuramente scateneranno.

La soluzione? Quella scelta dal governo.
Apertura di nuove discariche (perchè i rifiuti dei campani devono rimanere in campania come quelli dei toscani rimangono in toscana); costruzione di termovalorizzatori (per il loro incenerimento affiancato dalla produzione di energia e calore da riutilizzare); bonifica di vecchi siti per riqualificarli o renderli nuovamente funzionanti e funzionali; serrata incentivazione alla raccolta differenziata.
Son sacrifici, ma si possono accettare. Anche perchè è così ovunque in Italia; è così ovunque nel mondo.
Questi erano quelli del fronte numero 2!

Rimangono ora quelli del fronte numero 3!
I categorici del NO assoluto.
Per questi (fronte numero 1 a) ) gli inceneritori ammazzano, le discariche non possono da sole risolvere il problema e, sobillati dai soliti noti colorati di verde, si limitano a parlare di raccolta differenziata.
Bene! Anzi, male.
Intanto perchè gli inceneritori non c’entrano niente, perchè si parla di termovalorizzatori di ultima generazione; ma poi perchè oltre la differenziata deve pure esserci qualcosa. Non tutti i rifiuti si possono riciclare.

E qui entrano in gioco quelli del fronte numero 2 a)!
Quelli che stanno a leggere il blog di Beppe Grillo, per capirci.

Sfoglio in rete per cercare qualche informazione in proposito e, dopo le solite giaculatorie contro i termovalorizzatori leggo le possibili alternative.
Cito:
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
(su cui pure si sono aperti due fronti)
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
– il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
– il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
– il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari.

Tutte cose mirabili, certo. Va anche apprezzato lo sforzo.
Quello che però non dicono (non dice, il Grillo) è che comunque non si può prescindere dai termovalorizzatori, dal momento che gli impianti di bioessiccazione non fanno altro che ridurre il peso dei rifiuti non riciclabili (perchè gli sottraggono l’acqua), ma non li possono distruggere, rendendo così necessari ulteriori siti di stoccaggio per queste nuove “eco-balle” che andrebbero perciò a riempire le nuove discariche che si dovrebbero perciò costruire.
Il resto dei punti che rappresenterebbero la soluzione alternativa sono già adottati.

Si può chiedere un incremento dello sforzo nel seguirli con maggiore incisività, ma ci sono soluzioni non rimandabili, perchè non hanno grandi alternative.
Ma anche perchè non sono così pericolose come vengono definite.

Sempre sul blog del Grillo appare una ricerca di oltre 400 istituti che constaterebbe l’aumento dei tumori nei centri abitati nei pressi dei termovalorizzatori.

A parte che appare un po’ la stessa solfa di quando ci volevano far credere all’elettrosmog, ma soprattutto non tengono conto che vi sono paesi e città che potrebbero benissimo esser prese a modello.
Vienna è una di queste: si accinge a costruire il suo quarto termovalorizzatore.
Uno di questi poi è famosissimo.
Sta in centro città e non ha mai sollevato alcuna protesta.

Le pregiudiziali ambientaliste ed ecologiste, quindi, sono, come volevasi dimostrare, il vero freno alla soluzione di tanti dei problemi italiani.

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Comments
24 Responses to “La Repubblica delle bucce di banana.”
  1. lm ha detto:

    ma tu hai letto quello che ho scritto io? non vorrei che facessi finta di non capire.

    i motivi di scontento della magistratura che derivano dal decreto legge sono un po’ più ampi della differenza tra rifiuti urbani e altri rifiuti.

    Se c’è la necessità di far prevalere la causa dei rifiuti non urbani sullo stato di emergenza, vuoi vedere che la discussione in parlamento per la conversione potrà contribuire?

    i forconi, io aspetto i forconi dei campani sotto il sedere dei magistrati.

  2. Luigi ha detto:

    Ma leggi ciò che scrivo?
    La crisi riguarda i rifiuti solido urbani.
    Nel decreto legge hanno inserito di tutto di più.
    Ora è possibile mettere nelle discariche campane anche rifiuti tossici vietati in tutta Europa. Rileggi meglio e tutto il mio commento precedente.

  3. lm ha detto:

    malpensa, hub inutile??? ma chi lo dice, i giornali che sostenevano la svendita di Alitalia ai francesi? allora, è un giudizio sensible ed inappellabile…

  4. lm ha detto:

    ma c’è st’emergenza, oppure no?

    e allora dove si mettono i rifiuti “in eccesso” e le ecoballe? Le ecoballe in Germania le trattano con il principio del riciclo e ne traggono fuori le materie prime “seconde” (la terminologia di Ruffolo”) che si rivendono all’industria.

    In una situazione in cui a Napoli c’è da smaltire 1.400 tonn al giorno (mi sembra, non vorrei peccare per difetto) abbiamo delle strutture pronte a fare il riciclo sull’unghia? no. ed allora non c’è altra soluzione a breve. Ha detto bene qualche magistrato di Napoli: se ad agosto non abbiamo tolto la mmonnezza, i campani ci vengono sotto palazzo giustizia con i forconi.

    Il rodimento dei magistrati è perchè gli si leva la sete col prosciutto: tutto al Tribunale di Napoli e se c’è di mezzo la mafia, tutto all’antimafia. e come faranno quei quattro stronzi di sostituti procuratori a farsi belli per mettere sotto i politici di turno?

    E’ emergenza, cavolo. E perchè Veltroni non fiata? strilla Cento, quello del desviluppo.

    eppoi il decreto prevede anche dei bei livelli di raccolta differenziata a carico dei comuni campani con tanto di scadenze e di sanzioni.

  5. Luigi ha detto:

    Cerco, con quante meno parole possibile, di fare capire cosa sta per accadere alla Campania. Troppi ancora si chiedono “ma perchè vi agitate tanto?” ed è giusto avere punti facili ma fermi di cui parlare.

    1) discariche
    le discariche che Berlusconi ha previsto NON sono nate per risolvere l’emergenza rifiuti. Riporto il comma2 dell’art.9 del DL:
    2. Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e? inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche? 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all?articolo 18.

    Tradotto (i codici sono sempre utili per celare le informazione ai più) si prevede di mettere in discarica:

    19.12.12; altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 191211

    19.05.01; parte di rifiuti urbani e simili non compostata
    19.05.03; compost fuori specifica
    20.03.01; rifiuti dei mercati

    19.01.12; ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 190111
    19.01.14; ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 190113
    19.02.06; fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 190205

    19.01.11*; ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose
    19.01.13*; ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose
    19.02.05*; fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
    19.12.11*; altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose

    Il primo codice è l’unico a norma europea (residuo di rifiuti post differenziata);
    i seguenti 3 sono “munnezza” non trattata e/o non a norma. Inquinano creando i “percolati”; il DL avrebbe potuto, a voler essere serio, fermarsi qui.
    i successivi 3 sono prodotti industriali e/o residui di fondo degli inceneritori. Vanno trattati come materiale speciale. Mai come rifiuto
    gli ultimi 4 prevedono materiali tossici, radiattivi… quelli che finora solo la camorra smaltiva in “discarica” (chi ha letto/visto Gomorra sa di che si parla). ora per legge diventono per magia rifiuto da sversare. alla faccia del “rispetto delle normative” tanto sbandierato nei media!

    2) termovalorizzatori
    a parte essere contrario ai “termovalorizzatori” per tanti validi motivi, questo DL ha inserito una modalità di loro utilizzo che blocca qualsiasi discussione: L’incenerimento delle “ecoballe” realizzate dalla Fibe-Impregilo in questi anni. (Impregilo sempre presente)
    a. Queste ecoballe sono state realizzate senza fare differenziazione umido-secco. Già questo le rende non a norma. Ma sarebbe un sofismo, nel dramma campano.
    b. Sono state realizzate mischiando materiali di “dubbia” provenienza. La cronaca riporta il caso dell’inceneritore di Terni, chiuso ad inizio 2008: 9 indagati, incubo diossina, 32 operai sottoposti, nelle 48 ore successive all’ordinanza, a esami medici e radiologici perché hanno lavorato in un inceneritore contaminato da rifiuti tossici e radioattivi (laRepubblica). Cosa fu bruciato di così terribile là dentro? Poche ecoballe campane (si stava studiando se erano utilizzabili, pensando che ci fosse dentro solo frazione umida in più al dovuto).

    Diamo a Cesare quel che è di Cesare: la decisione di bruciar le balle parte da Romano Prodi che, a governo sfiduciato, ha firmato una deroga al sequestro giudiziario dei siti di stoccaggio e un’autorizzazione al loro incenerimento.
    Il perchè? forse perchè senza tutto quel “bendiddio” gli inceneritori non avrebbero avuto senso e le società interessate, legate alla sinistra (HERA) e alle destre (A2A) avrebbero perso soldi. Così invece tutto ha di nuovo senso (finanziario, ovviamente). Inoltre si salva dal processo Bassolino e la Fibe-Impregilo. Che si vuole si più? Crimini bipartizan = tutti d’accordo e con i media a tacere e disinformare.

    Ecco, credo che ci siano i motivi NON teorici per cui quel Decreto Legge vada considerato sciagurato, ad essere 10 volte buoni; criminale, ad essere un minimo obiettivi. Genocida ad essere realisti.
    Per chi ancora, nonostante quanto riportato, avesse ancora voglia di dire “e vabbè, e allora che volete? in qualche modo bisognava smaltire tutti quei rifiuti!” due piccole considerazioni.
    1a) leviamo i codici rifiuti “in eccesso” (tutto ciò che non proviene dai rifuti urbani), leviamo le ecoballe e si potrebbe anche iniziare a discutere, premesso che altri sistemi sarebbero più rapidi dei 30 mesi governativi, più economici, altrettanto (anche più) efficaci e decisamente meno pericolosi. ma così non c’è ragionamento che regga!
    2a) io continuo a chiedermi: “se il dramma campano va risolto senza disturbare le altre regioni della mia patria (eppure lo hanno paragonato ad un terremoto/eruzione, dove immagino che aiuti dovrebbero coinvolgere l’italia intera), perchè la crsi di malpensa, hub inutile e carrozzone fallimentare, non debba essere salvato con i soldi della sola regione Lombardia?” Qualcuno riesce a dare una risposta sensata a questo dubbio?

    Tutto questo è quantomeno dubbio?

  6. aXx ha detto:

    Il tempismo dei magistrati è quantomeno dubbio.

  7. Luigi ha detto:

    E lo sapevo 🙂

    “Cattivi giudici! In Campania ora si possono stoccare nelle discariche rifiuti di tutti i tipi anche quelli tossici vietati in tutta europa ma il male sono i PM! Cattivi comunisti mangia bambini! Maledette toghe rosse!”

    15 anni di tv Berlusconiana vi hanno azzerato il senso critico 😉

  8. lm ha detto:

    certo che a sentire sti giudici, il decreto svilirebbe l’azione di contrasto della criminalità organizzata che opera….

    ma porca miserria, ma chi vogliono prendere per il culo sti magistrati. ma che hanno fatto fino ad oggi…

    e c’è pure chi gli dà retta… e fa il sarcasmo. una volta si diceva: e ridi su casa.

  9. Luigi ha detto:

    Anticipo la risposta del pensatore:

    “Toghe Rosse! Comunisti Brutti e Cattivi! Mangia Bambini! Povero Angioletto Berlusconi lo volete lasciare in pace?”

    :asd: 😉 ;P

  10. Luigi ha detto:

    Sembra proprio che Mr. B. non voglia andare d’accordo con la legalità e la giustizia nemmeno sul caso rifiuti… che furbone:

    —————————–fonte corriere———————–
    Pm contro governo: legalizzati i veleni
    Attacco al decreto da 75 magistrati: norme incostituzionali, indeboliscono la lotta alla camorra

    Il documento, sottoscritto da 72 pm e tre aggiunti (su 110 magistrati della Procura) e indirizzato al Csm, solleva dubbi di costituzionalità sul decreto. La prima parte è dedicata alla scelta di affidare la competenza al procuratore capo di Napoli per tutti i reati sui rifiuti della Campania, che secondo il documento avrebbe la conseguenza di ingolfare le indagini provocandone «minore efficacia» e svilire così anche l’«azione di contrasto della criminalità organizzata camorristica che opera illegalmente in questo settore».

    Il passaggio centrale entra nello specifico delle nuove norme che regolano lo smaltimento dei rifiuti. «Non possono non evidenziarsi disposizioni che assicurano una deroga (…) ai parametri comunitari», è scritto nel documento. E più avanti: «Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo».

    fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_29/pm_napoli_attacco_governo_legalizzati_rifiuti_553bcb10-2d41-11dd-913b-00144f02aabc.shtml
    ————————————————————————-

    Che schifo.

  11. Teste Pensanti ha detto:

    @Im Siamo pazzi? buona domanda: tieni presente che l’altra classica fonte di emissione di diossina nell’ambiente è il traffico automobilistico. E – a corto raggio – anche il fumo di sigaretta. I controlli del livello di contaminazione da diossina sul foraggio animale vengono in Italia condotti da anni e ovunque, non solo nei pascoli in prossimità di inceneritori. Questo perchè la diossina – volendo o nolenti – ce la mangiamo (soprattutto nelle carni) e respiriamo in continuazione, ahimè.
    Ma questo non è un buon motivo per non cercare di contenerne le diffusione in atmosfera il più possibile. Perchè la diossina fa male, questo lo sanno anche i bambini….

  12. lm ha detto:

    … 2) secondo alcuni studi, gli inceneritori sono responsabili di più del 50% della diossina presente nell’ambiente, secondo alcuni studi – non so quanto affidabili – addirittura raggiungono l’80-90%…

    ma è per caso un’opinione… come quella di Veronesi?

    Se fosse vero, siamo pazzi ad avere il centinaio di inceneritori.

    Io non ho fatto piani provinciali, ma mi sembra, per buon senso, che non c’è altra soluzione: il problema da affronare è di ridurre con la RD la roba da incenerire. Invece, quando si parla di queste cose si ragiona per iperboli.

    Niente impianto nel Chianti, andiamo al limite delle acque territoriali, lo avevo già detto. D’altra parte, la Francia ha fatto una discreta quantità di impianti nucleari a ridosso di noi e non gli si può dire di smantellare.

  13. Teste Pensanti ha detto:

    nella fretta… offro una piccola traduzione del mio precedente scritto:

    ha accertati effetti teratogeni e mutageni = fa venire il cancro

  14. Teste Pensanti ha detto:

    concludendo: le soluzioni al problema rifiuti esistono e l’incenerimento deve arrivare solo alla fine del processo e qualora altri impianti di trattamento a freddo non siano ritenuti validi; prima si fa la RD e POI si costruisce l’inceneritoore, dimensionato adeguatamente, fare il contrario equivale a costruire una casa a partire dal tetto.

  15. Teste Pensanti ha detto:

    nel mio precedente lungo post, inviato la prima volta per sbaglio in forma incompleta (sarebbe possibile cancellarlo?), alla fine volevo ovviamente dire:

    – quindi non ci sono motivi per cui la RD NON POSSA ESSERE portata – a livello nazionale – dall’attuale 24% al 40-50% nel giro di breve tempo

  16. Teste Pensanti ha detto:

    Non esistono filtri in grado di trattenere la diossina. neanche quelli elttrostatici. La diossina – che viene prodotta in qualsiasi processo di combustione in presenza di elementi precursori contenenti almeno un atomo di cloro – viene prevenuta tramite temperatura di combustione, post-combustione della massa di rifiuti, geometria della camera di combustione, ecc.

    L’inceneritore di Amburgo emette (dicono) 0,001 nanogrammi di diossina per normalmetrocubo, contro un limite di legge italiano (in altri inceneritori rispettato a fatica o superato anche di 6 volte, come a Montale) che è pari a 0,1 nanogrammi. Quindi contenere le emissioni di diossina è possibile, ma tenete presente che:

    – ciò non è ottenuto tramite filtri
    – un po’ di diossina viene comunque emessa
    – chi dice che gli inceneritori non emettono inquinanti e non fanno male alla salute è un disonesto

  17. Teste Pensanti ha detto:

    come ex consulente autore di una dozzina di piani provinciali di smaltimento rifiuti che hanno localizzato quasi una decina di inceneritori (ma era l’epoca in cui immaginare la RD in Italia sopra al 50% era fantascienza) vporrei precisare alcuni punti:

    – per piacere smettete di usare il termine termovalorizzatori, che è assolutamente ipocrita: in tutto il mondo si chiamano inceneritori e inceneritori sono

    – non esiste alcun impianto di terza generazione, con maggiori sofisticazioni tecnologiche, ma gli inceneritori sempre gli stessi sono: temperatura tra 110 e 1300 gradi, camera di post-cambustione, letto a griglia, ecc.; non confondiamo quindi con il nucleare di terza generazione: gli inceneritori sono un’altra cosa

    – a Vienna l’inceneritore fu costruito decenni fa, da un architetto che lo decorò con maiolichine e inserti metallici alla Klimt; rimane dov’è perchè ormai è un landmark; sta a un inceneritore come la Sagrada Familia sta a una chiesa; ma se gli austriaci dovessero costruirlo ora, lo piazzerebbero da tutt’altra parte

    – gli inceneritori sono impianti industriali e vanno costruiti in ZONE INDUSTRIALI, non all’interno di centri urbani o nel cuore del Chianti

    – gli inceneritori emettono diossine e inquinano: chi dice il contrario o è ignorante o mente sapendo di mentire

    – per dimostrarlo faccio un ragionamento semplicissimo:

    1) secondo molti studi eseguiti in diversi paesi europei, gli inceneritori sono una delle principali fonti di emissione di diossina nell’ambiente

    2) secondo alcuni studi, gli inceneritori sono responsabili di più del 50% della diossina presente nell’ambiente, secondo alcuni studi – non so quanto affidabili – addirittura raggiungono l’80-90%

    3) a questo punto il sillogismo è chiaro: o la diossina è innocua e non fa nulla di male alla salute, oppure è evidente che gli inceneritori coi danni da diossina alla salute c’entrano qualcosa…

    – ricordo che la diossina è la sostanza più tossica che esiste e ha accertati effetti teratogeni e mutageni; inoltre danneggia le funzioni epatiche e renali

    – di inceneritori attivi in Italia ce ne sono più di un centinaio e nella maggior parte delle regioni (a partire dalla Toscana) gli inceneritori attivi sono più che sufficienti per il fabbisogno di smaltimento (dopo che la RD avrà raggiunti gli obiettivi posti dalla legge nazionale sui rifiuti)

    – la RD quando supera il 40% dei rifiuti FA RISPARMIARE SOLDI, è dimostrato, checchè ne dicano gli appartenenti alla lobby dello smaltimento indifferenziato

    – a Calenzano (comune immeditamente a nord di Firenze) la RD è passata da quasi niente al 61% NEL GIRO DI UN ANNO

    – molte regioni, a partire dalla toscana, sono ancora sotto questa percentuale e ancora lontanissime da una buona gestione dei rifiuti (per la quale è essenziale riuscire a differenziare e recuperare almeno l’80% della sostanza organica presente nei rifiuti)

    – quindi: prima sviluppiamo SERIAMENTE la RD, poi cominciamo a parlare di inceneritori per il residuo; ma sarà difficile che sia necessaria la costruzione di più di una mezza dozzina di inceneritori su tutto il territorio nazionale

    – il migliore modello di gestione rifiuti in Italia: http://www.consorziopriula.it/

    – chi scrive è riuscito a ottenere una partecipazione A LIVELLO TEUTONICO nell’ambito di un nuovo progetto di RD in PUGLIA. Sottolineo: in PUGLIA

    – quindi non ci sono motivi per cui la RD sia portata – a livello nazionale – dall’attuale 24% al 40-50% nel giro di breve tempo

  18. ilpensatore ha detto:

    okkey TP, chiamiamoli pure inceneritori (li chiamo termovalorizzatori perchè in fin dei conti usano il calore prodotto per trasformarlo in energia), ma non penso ci siano molte alternative.

    va bene, producono diossina. Ma filtri non ve ne sono?
    inquinano molto meno le balle di monnezza scaricate in discariche a contatto con le falde acquifere che vanno poi ad irrigare i campi da cui crescono le cose che ci danno da mangiare?
    a Vienna, a parte l’inceneritore di Hunderwasser, ve ne sono altri 2 e un altro è in costruizione: masochisti?

    insomma: l’alternativa qual è?

    a parte la differenziata; a parte una migliore educazione ai consumi…?

  19. Teste Pensanti ha detto:

    come ex consulente autore di una dozzina di piani provinciali di smaltimento rifiuti che hanno localizzato quasi una decina di inceneritori (ma era l’epoca in cui immaginare la RD in Italia sopra al 50% era fantascienza) vporrei precisare alcuni punti:

    – per piacere smettete di usare il termine termovalorizzatori, che è assolutamente ipocrita: in tutto il mondo si chiamano inceneritori e inceneritori sono

    – non esiste alcun impianto di terza generazione, con maggiori sofisticazioni tecnologiche, ma gli inceneritori sempre gli stessi sono: temperatura tra 110 e 1300 gradi, camera di post-cambustione, letto a griglia, ecc.; non confondiamo quindi con il nucleare di terza generazione: gli inceneritori sono un’altra cosa

    – a Vienna l’inceneritore fu costruito decenni fa, da un architetto che lo decorò con maiolichine e inserti metallici alla Klimt; rimane dov’è perchè ormai è un landmark; sta a un inceneritore come la Sagrada Familia sta a una chiesa; ma se gli austriaci dovessero costruirlo ora, lo piazzerebbero da tutt’altra parte

    – gli inceneritori sono impianti industriali e vanno costruiti in ZONE INDUSTRIALI, non all’interno di centri urbani o nel cuore del Chianti

    – gli inceneritori emettono diossine e inquinano: chi dice il contrario o è ignorante o mente sapendo di mentire

    – per dimostrarlo faccio un ragionamento semplicissimo:

    1) secondo molti studi eseguiti in diversi paesi europei, gli inceneritori sono una delle principali fonti di emissione di diossina nell’ambiente

    – secondo alcuni studi, gli inceneritori sono responsabili di più del 50% della diossina presente nell’ambiente, secondo alcuni studi – non so quanto affidabili – addirittura raggiungono l’80-90%

    – a questo punto il sillogismo è chiaro: o la diossina è innocua e non fa nulla di male alla salute, oppure è evidente che gli inceneritori coi danni da diossina alla salute c’entrano qualcosa…

    ricordo che la diossina è la sostanza più tossica che esiste e ha accertati effetti teratogeni e mutageni; inoltre danneggia le funzioni epatiche e renali

    – di inceneritori attivi in Italia ce ne sono più di un centinaio e nella maggior parte delle regioni (a partire dalla Toscana) gli inceneritori attivi sono più che sufficienti per il fabbisogno di smaltimento (dopo che la RD avrà raggiunti gli obiettivi posti dalla legge nazionale sui rifiuti)

  20. lm ha detto:

    preciso: la Saffa aveva regolari sistemi di depurazione delle acque di scarico ma qualche piccola parte della cellulosa non poteva non refluire.

    fu un accanimento stupido perchè poi al Ministero dovettero modificare il provvedimento di fermo.

  21. lm ha detto:

    shadang, si è vero ma è tutto riconducibile ai politici alla Bassolino, alla Pecoraro, ai verdi, al sole che ride, a tutti quelli che della politica fanno un sistema di arrembaggio.

    adesso ti dico questo: fermarono la Saffa (non c’è più perchè è stata assorbita da altra impresa) perchè, lavando gli impianti scaricava un po’ (ma proprio un po’) di fibra e cellulosa nelle acque del Ticino. Fu al tempo del ministro Ruffolo. trecento persone a casa per un po’ di tempo.

    Motivo: rifiuti speciali in acqua. Ora non c’è una cartiera che non usi l’acqua. la carta e il cartone non si possono fare a secco.

    Dove cazzo stavano gli uomini del Ministero Ambiente quando si portavano i rifiuti tossici in Campania? tutti gli uomini di buona volontà lo sapevano, ma ci fosse stato un campano, privato o funzionario pubblico, che andasse dai carabinieri o dai giornali.

    Invece a Magenta gli ispettori del Minambiente andavano in giro presso le fabbriche a controllare.

    I campani si lamentano e vorrebbero che qualcun altro risolvesse il problema, magari mettendo i termovalorizzatori da qualche altra parte: si, vabbé, ma sono disposti a ridare indietro i soldi che hanno incassato per buttare glù gli alberi da frutta e far infossare i rifiuti del nord nei loro campi?

    Morale: chi ha avuto, ha avuto, ma ora non possiamo prendere esempio da Vienna?

  22. shadang ha detto:

    X Im

    ci aggiungerei imprese del nord, come la Impregilo, imprenditori del nord, colussi con la camorra, per scaricare in campania rifiuti tossici. In pratica il problema rifiuti, non è solo un affare campano, perchè se lo fosse sarebbe giù stato risolto, ma bensi un affare nazionale, per questo diventa di difficile risoluzione.

  23. ilpensatore ha detto:

    salvo poi prenderli ad esempio quando fa più comodo…

  24. lm ha detto:

    a leggere le ose su Vienna, solo una cosa si può dire: non si vuole risolvere il problema della mmonnezza.

    ci stanno dentro tutti: magistrati, camorra, napoletani e politici alla Bassolino.

    ci fa schifo copiare dagli altri.

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