Travaglio contro tutti. Ecco come si fa la libera informazione. Qui, però, si continua a dubitarne…

Travaglio non ci sta.

A una settimana dalla puntata di Che Tempo Che Fa in cui è stato intervistato da Fabio Fazio circa il ruolo e lo stato dell’informazione italiana, puntata da cui si è scatenato il caso Schifani, ma anche il caso Travaglio, il buon Marco non ci sta a sentirsi prendere a pesci in faccia dalla selva di giornalisti che nei giorni scorsi lo hanno attaccato somministrandogli in dosi dolorosissime lezioni gratuite di giornalismo.

L’accusa nei confronti del giornalista scrittore (comico) amico di Grillo e “culo” della “camicia” Di Pietro è stata sempre la stessa: racconti fatti (amicizie “pericolose”) per sollevare sospetti su altri fatti (collusione coi mafiosi) che furbescamente non citi, ma cui alludendo lasci in sospeso un giudizio senz’appello. E questo è pericoloso. Sintomo di una deriva giustizialista.
C’è addirittura chi gli consiglia di non esagerare con queste mezze inchieste perchè ciò che oggi capita ad altri potrebbe poi capitare a Travaglio stesso.

La replica di Travaglio: tutti mi criticano ma nessuno si è preso la briga di verificare la veridicità di quei fatti. Al contrario, si sono scagliati tutti contro di lui. Cosa che non accade in nessun’altra parte del globo terracqueo.
Poi, l’affondo: se ho detto il falso mi portino in tribunale.

Tant’è che pure circola in rete un appello, sponsorizzato dallo stesso Travaglio nel suo blog, in cui si legge: “Tocca al giudice appurare se il giornalista dice il falso. Ora la domanda di attualità: il giornalista Marco
Travaglio ha raccontato un fatto vero che riguarda Renato Schifani o un fatto falso?”
.

Insomma, avete inteso?
Tutte ste pippe per dirvi che: secondo me, Travaglio non c’ha capito niente!

Il problema non sta nel raccontare un fatto, che è intangibile diritto di cronaca (anche se suona strano che si faccia “cronaca” trent’anni dopo…), quanto piuttosto nell’interpretazione che di quel fatto si da.

Schifani è stato accusato, velatamente, di essere amico di mafiosi.
Non con queste parole, ma i casi sono due: o Travaglio è convinto che il presidente del Senato sia tuttora un mafioso (o che lo sia stato almeno in gioventù e che ad oggi si adoperi avvantaggiando quei suoi “amici”) e allora non si limiti a lanciare il sasso ritraendo subito dopo il braccio.
Oppure non ne è poi tanto convinto, ma a quel punto cosa racconti a fare una vicenda lontana più di vent’anni succeduta peraltro da altri fatti ed eventi (non raccontati – qui il dovere di cronaca non c’è…) [come la battaglia che lo stesso presunto amico dei mafiosi condusse per l’inasprimento dell’articolo 41bis del codice penitenziario sul carcere duro ai mafiosi che gli valse minacce e scorta] in grado di contraddire l’intero impianto accusatorio?

Domande irrisolte.

Chiedono a questo punto che sia il giudice a decidere se ciò ch’è stato detto è vero o falso.
Il magistrato dirà ch’è tutto vero. Che Schifani conosceva Mandalà e tutta la banda di cui parla Travaglio.
E da lì comincierà la beatificazione del martire che sovvertiva la realtà.

Vedrete, dirà che il giudice ha confermato tutto (le amicizie di Schifani), e poi calerà il carico da novanta arrivando a dire che QUINDI ciò cui alludeva era vero.

Ma non lo era. O per lo meno non è quel giudice a poterlo dire.
Non si esprimerà sui rapporti di Schifani, ma proverà a ricostruire la veridicità di un fatto storico, cui però non darà alcuna altra valutazione. Non potrà mai dire: dunque Schifani è un mafioso, cosa cui allude li Travaglio.

Eppure, vedrete, per quello e gli amici suoi sarà comunque la dimostrazione che Schifani sia uno che, come dicono loro, se lo conosci lo devi evitare.

E questa sarebbe la libera informazione, secondo il Nuovo Vangelo di Marco!

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Comments
8 Responses to “Travaglio contro tutti. Ecco come si fa la libera informazione. Qui, però, si continua a dubitarne…”
  1. Miguel ha detto:

    Proviamo però un attimo a seguire il ragionamento di Travaglio, senza per forza fare gli estremisti .. Quello che ha detto di Schifani è vero oppure no? .. Quello che ormai dicono tutti di Berlusconi su Mangano è vero o no? .. E di tutti gli altri di Destra e di Sinistra ..

    Allora lasciamo perdere per un momento che questo abbia rilevanza penale o no. Io ti chiedo: tu daresti mai il tuo voto a persone che hanno avuto questo tipo di contatti? .. Io naturalmente ti rispondo di no e tu mi risponderai di sì .. Ora se io ti chiedessi quanti elettori medi del centro-destra sanno queste cose, sei proprio sicuro che siano la maggioranza? .. E allora non ti viene il dubbio che forse queste persone abbiano il diritto di essere informate? .. Poi lascia pure che prendano le loro decisioni, ma almeno che siano informate! ..

    Ultimo appunto: mi guardo benissimo in casa anche io; quindi mi stanno molto su anche i vari Fassino, D’Alema, Rutelli, ecc .. E infatti voto Italia dei Valori: ora nel cui partito ci sarà sicuramente qualche mela marcia, ma un conto è che ce ne siano il 90% di marci (e tutti con cariche di responsabilità) e un conto è che ce ne sia un 1-2%. Permittimi che, facendo un discorso statistico, il secondo è “fisiologico”, il primo è quantomeno sospetto!

  2. Alessio in Asia ha detto:

    Il nuovo sottodegretario al controllo dell’informazione di Berlusconi ha detto in un’intervista che Travaglio deve essere censurato dalla Rai, i telespettatori italiani non devono sapere certe cose.

  3. Teste Pensanti ha detto:

    Un tempo ci fu la polemica sui “professionisti dell’Antimafia”. Adesso Travaglio mi sembra calato nel personaggio della povera vittima dei poteri forti, ma mi sembra un “professionista dell’Italia in emergenza democratica”.

    Emergenza democratica che si inventa lui, ovviamente, perchè il problema dell’Italia a me sembra invece che sia il fatto che è TROPPO democratica, mentre si vorrebbe che la classe politica fosse un pochino migliore del popolo che l’ha eletta. E sto parlando della classe politica sia di destra che di sinistra. Per i presuppposti del mio ragionamento rimando a post intitolato “Guida dell’automobile e democrazia”, che per un imperdonabile errore ho scritto ma mi sono finora dimenticato di pubblicare su http://testepensanti.wordpress.com

  4. nicknamemadero ha detto:

    Condivido il ragionamento e le tue considerazioni sul caso, tuttavia ritengo che Travaglio sarà condannato: veridicità a parte di quanto da lui affermato sui fatti specifici, resta il fatto che paragonare una persona a “muffa” e “lombrico” in prima serata sulla televisione pubblica, a maggior ragione se quella persona è la seconda carica dello stato, mi sembra non possa non essere riconosciuto da qualsiasi giudice come offesa gratuita, ingiusta e illecita. Secondo me, tra l’altro, siccome Travaglio è tutto fuorché stupido o sprovveduto, l’ha fatto volontariamente e per calcolo: voleva il caso e voleva il processo. Voleva il “martirio”. Non per santità, evidentemente, ma perché ha ritenuto che potesse tornargli utile in questo momento.

  5. ilpensatore ha detto:

    non sono d’accordo Neuro.
    o meglio: sono d’accordo sul fatto che si leggano pochi libri e ci si bruci davanti alla tivù, ma la questione è un’altra.

    dunque: secondo te il problema è che a dire quelle cose è stato Travaglio.
    e ci sta.
    ma non puoi negare che la televisione è un mezzo di comunicazione decisamente più potente di qualsiasi libro.
    la platea è più vasta.
    l’impatto sull’opinione pubblica è più vasto.

    ed è ovvio che faccia più scalpore.

    quando Travaglio si presenta in tv per presentare il suo libro e diffama il presidente del senato sa bene che ad ascoltarlo non ci sono poche migliaia di lettori, ma milioni di italiani ancora appesantiti dalla cena.

    e già questo ti dovrebbe render l’idea della dimensione del fatto.

    a ciò aggiungi pure che questo tipo di allusioni, fatte in tv, sono ancora più vergognose, perchè usate ad hoc per attirarsi il massimo della pubblicità.

    detto questo, dimmi, se puoi, come mai Travaglio ha dovuto riprendere un’intera parte di un libro altrui e riproporla parecchi anni dopo.
    che bisogno c’era se non un preciso scopo commerciale?

    e poi, dai…è proprio il metodo giornalistico usato da Travaglio, così come pure da Abbate (a quanto pare) che è sbagliato.

  6. Neuro ha detto:

    Permettimi. ma credo sia tu a non aver capito molto.
    Il problema è che, a dire quello che ha detto Travaglio, lo ha detto Lirio Abbate nel suo libro “i complici” (che già dal titolo è tutto un programma), ma il problema è che lo ha detto proprio Travaglio addirittura in televisione! Ma Abbate, è stato minacciato di morte dalla mafia, vive sotto scorta, pluripremiato e viene considerato un eroe dall’opinione pubblica. Non so se hai capito…

    Sai forse il problema di tutto questo polverone qual è? Che in Italia si leggono pochi libri e si guarda troppa tv 😉

  7. ilpensatore ha detto:

    quanto mi piacciono sti commenti…così carichi di pathos…

    vuoi mettere con quegli stupidi messaggi in cui si argomenta senza offendere scambiandosi le rispettive opinioni?

    vaccate…

    Ah, Ermes: già che il popolo è sovrano, ricordati allora che in piena sovranità hanno scelto Berlusconi 17 milioni di elettori…e non c’è commento che tenga!

  8. Ermes ha detto:

    menomale che sei un pensatore

    namo bene…

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