Politica vs Economia.

Oggi, sul Corrierone l’autorevole professor Giavazzi ha accusato, neanche troppo velatamente, il governo di incoerenza.
Si chiede: come si fa a promuovere il federalismo fiscale e poi cadere in contraddizione decidendo di abolire per prima una tassa che più federalista non c’è, l’ICI?
Dice: è un’imposta comunale, che resta ai comuni, con cui gli enti locali provvedono a realizzare opere infrastrutturali e roba simile. Questo comporterà quindi un aumento della pressione fiscale a livello territoriale per colmare le minori entrate.

Questo, se vogliamo discutere di economia è più che giusto.
Ma politicamente?
Onestamente, compito della politica è fare delle scelte. E decidendo si possono anche lanciare messaggi importanti alla collettività.
In questo caso, la cosa più importante non è il peso economico del taglio dell’imposta comunale sugli immobili, quanto piuttosto il valore politico che in essa si realizza.
Il principio è chiarissimo: lo Stato elimina una tassa odiosa che colpiva una proprietà, quella della prima casa, che non produce alcuna ricchezza, ma che sta alla base di una crescita della famiglia che la abita.

Lo Stato, per dirla breve, libera il cittadino di un peso ingiusto.
E questo, al di là di ogni valutazione di tipo economico è l’indicazione precisa di un percorso che si vuole avviare ed esaurire.

In un bilanciamento di interessi, da una parte quello all’esazione delle imposte, dall’altra la piena libertà sulle proprietà del cittadino, può benissimo prevalere il secondo! Anzi, deve prevalere il secondo!

Le tasse, d’altronde, sono concepibili se legate a servizi efficienti.
Non sarà un problema pagare qualche spicciolo in più per finanziare i lavori di ripianamento del manto stradale…quello si può anche accettare.
Ma intanto la nostra proprietà sarà davvero libera!

E questo vale molto di più!

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Comments
3 Responses to “Politica vs Economia.”
  1. Teste Pensanti ha detto:

    L’abolizione dell’ICI ha avuto anche il pregio di ridurre l’ìimpatto ambientale legato alla tassa. Per dettagli, leggere il mio post qui:
    http://testepensanti.wordpress.com

  2. paraffo ha detto:

    Ho letto anch’ io Giavazzi, stamattina ma non l’ ho ritenuto… “degno” di un mio post, esattamente per le ragioni che hai addotto tu, amico Pensatore.

    Qualche giorno fa ho fatto un post sugli editoriali “inutili” che il Corriere sta sfornando ultimamente. Evidentemente la nuova linea politica che ha imposto Mieli sta un po’ spiazzando i suoi opinionisti.

    Ammetterai che il “contrordine compagni” lanciato da Mieli dopo il risultato delle elezioni è stato piuttosto repentino: dopo 15 anni passati a demonizzare Berlusconi, non poterlo fare più deve essere un bel trauma, per loro, poveretti.

    L’ unico che resiste impavido è Sartori, ma lui è toscano, cioè sanguigno e bastian contrario per natura, quindi tocca sopportarlo ….

  3. Dio ha detto:

    d’altronde basterebbe riservare una maggiore percentuale dell’irpef ai comuni, responsabilizzandoli anche al controllo dell’evasione fiscale (soprattutto nei comuni piccoli non ci vuole molto a beccare l’evasore, se solo si volesse)

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