Quanto puzzano le bugie di Travaglio!

L’odore dei soldi.
In odore di mafia.
Travaglio non guarda in faccia le persone. Le annusa. E poi le giudica.
Non c’è che dire: ha scelto sicuramente il senso più incerto di tutti per farsi guidare nel suo mestiere di giornalista.
Dicono ci voglia “naso” per farlo, certo, ma intendono intuito, non altro.
Travaglio invece ha preso in parola il motto ed eccolo lì a sniffare l’aurea delle persone su cui indaga.
E alla fine sentenzia: puzza; o non puzza.

Non so se avete letto il libro più famoso di Patrick Suskind, Il Profumo, ma il “megafono delle procure” (come lo chiama Facci) mi ricorda tanto l’inquietante protagonista del romanzo, quel Jean-Baptiste Grenouille in grado col suo olfatto micidiale di distinguere anche il più piccolo componente della più sofisticata delle essenze.
Travaglio ne è la brutta copia, l’imitazione snaturata del “dono”.

Il fatto è che il regno dei profumi è particolarmente etereo. Il rischio di sbagliarsi è altissimo. E se si confondono le dosi…viene fuori una schifezza che sa di rancido.

Marco Travaglio sbaglia continuamente le dosi. E tutto ciò che scrive sa di rancido.
Non a tutti, ovvio. Ha un discreto audience. Ma sta tutto da una parte. E si nutre dell’antiberlusconismo di cui è intriso ogni lavoro del nostro. Un cane che si morde la coda insomma.
Ha individuato il pubblico (quello di sinistra che odia il Cavaliere); scrive per quello e lo fa cercando di accattivarselo col suo piglio da giustiziere del regime che ha egli stesso (insieme ad altri) paventato.
Un capolavoro. Non di giornalismo, ma di machiavellica strategia commerciale. E forse anche un po’ politica.

Il risultato è una serie indicibile di calunnie e diffamazioni che a stargli dietro sarebbe da dedicargli un giornale quotidiano tutto per lui.

L’ultimo “caso Schifani” è il prodotto di questo “metodo” investigativo: selezioni il prescelto tra le fila dell’odiato, copi-incolli stralci scollegati di verbali che manco lo riguardano, reimpacchetti il tutto, gli appiccichi dietro il prezzo…e il libro è fatto. Ora non resta che pubblicizzarlo. Mega sintesi del libro e subdola diffamazione del protagonista di quel racconto parziale. Polemiche, ovazioni, chi sta di qua, chi di là e il gioco è fatto: migliaia di copie in vendita; migliaia di euro in arrivo. E le dichiarazioni dei redditi lievitano!

In realtà però le cose stanno diversamente.
Poichè si parla di Schifani, presentato da Travaglio come uomo delle istituzioni “in odore di mafia”, chiariamo i fatti di cui si (s)parla.
L’accusa travaglina è: nel 1979 il presidente del senato era amico di certi tizi che vent’anni dopo (ma lui questo non lo dice) sono stati processati per mafia.
La ricostruzione completa dei fatti però è un’altra.
Vediamo.
Tratto da Il Giornale.

[…] Render noto che nella società di brokeraggio di cui fece parte, c’erano anche Nino Mandalà e Benny D’Agostino che anni dopo sono stati riconosciuti come mafiosi, poteva anche starci. Ma a patto che si rendesse noto pure che nella società, messa su grazie ad accordi con autorevoli broker assicurativi del Nord, Schifani era entrato nel ’79 su richiesta dell’avvocato ed onorevole dc, La Loggia, uno che con la mafia non aveva assolutamente nulla a che fare. Aveva anzi cercato di tirarsi indietro dall’invito a partecipare, accampando scuse economiche da giovane di studio qual era. Ma poi fu convinto a farvi ingresso, versando i 3 decimi di quel 3 per cento di cui risultò proprietario: 1 milione e mezzo o poco più. Non solo: appena un anno e mezzo dopo, liquidò la sua quota (dicembre ’80). E all’epoca Mandalà era rispettato e noto concessionario delle benzine Fina, mentre D’Agostino faceva parte di una famiglia ben conosciuta che costruiva porti e banchine in tutta la Sicilia. Entrambi incensurati e senza macchia alcuna.
«Potevo sapere io, che 18 anni dopo, i due sarebbero risultati collusi? Avevo forse una sfera di cristallo?» s’è lamentato ieri Schifani con chi – come la Finocchiaro o il suo predecessore Marini – ha voluto fargli pervenire un chiaro segnale di solidarietà.
Ma questo Travaglio non l’ha raccontato. E si sa che lui è uomo d’onore. Come non ha specificato, il grimaldello dipietrista (come sempre di più si sostiene a Montecitorio e a Palazzo Madama) che lasciato lo studio La Loggia, Schifani era divenuto un brillante urbanista. Tanto da essere nominato dagli avvocati palermitani (e non dai politici) come loro rappresentante nella speciale commissione urbanistica del capoluogo siciliano. Cominciarono a chiamarlo un po’ ovunque, Schifani, per collaborare alla stesura dei piani regolatori di comuni piccoli e grandi, di centrodestra e centrosinistra. Il sindaco di Lercara Friddi, Biagio Favaro, esponente della Rete di Orlando, se ne servì spesso. Ma Travaglio questo non l’ha ricordato, lui è uomo d’onore. Si è soffermato invece, l’ospite di Fazio, su presunte rivelazioni del pentito Francesco Campanella (già Udeur) secondo il quale Schifani avrebbe avuto una consulenza urbanistica dal comune di Villabate il cui consiglio sarebbe stato sciolto d’autorità più tardi. Corretto, come no! Peccato Travaglio non abbia però fatto notare come non solo esistano relazioni scritte e firmate da Schifani nel corso della sua consulenza di 12 mesi. E che non abbia ricordato come lo stesso Schifani, eletto in Senato nel ’96, lasciò l’incarico. E non è ancora tutto: nel piccolo comune si rivotò nel ’98, ma solo nel ’99 il ministero dell’Interno decise di intervenire e di sciogliere il consiglio comunale in odore di mafia. […]

Insomma, ora dovrebbe essere tutto almeno un po’ più chiaro o, quantomeno, più esauriente che pria.

Ma capiamo bene quanto Travaglio possa sentirsi angosciato: lui, che s’ispira a Lirio Abbate e che aspira ad un posto nell’olimpo dei martiri con tanto di scorta, deve sopportare l’idea che un certo Schifani, l’altro ieri in odore di mafia, oggi presidente del Senato, solo ieri fosse stato minacciato sul serio dalla mafia stessa per essersi così tanto e così ben profuso nella battaglia per la stabilizzazione del carcere duro per i boss, ex 41bis…e lui la scorta la ottenne davvero.

Ahilui (Travaglio)…l’invidia gioca brutti scherzi!

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Comments
42 Responses to “Quanto puzzano le bugie di Travaglio!”
  1. Jasmine ha detto:

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  2. Thanks for sharing your thoughts about dyson canister vacuum.
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  3. Andrea ha detto:

    Solo per curiosità ma se Travaglio è un giustizialista allora loro che cosa sono

    ???????????

  4. Andrea ha detto:

    VIVA TRAVAGLIO, VIVA “IL FATTO QUOTIDIANO”

  5. Mirko ha detto:

    A seguito della vicenda Schifani Travaglio è stato condannato dal giudice a risarcire € 19000 esclusivamente per le battute sulla muffa e sul lombrico, che sono state giudicate (giustamente) lesive della dignità dell’individuo. Per il resto, la sentenza recita chiaramente che non ci sono affermazioni che non corrispondono al vero, tanto che per quelle non c’è condanna. Non capisco cos’altro si debba dire o commentare.

  6. ifarabutti ha detto:

    prima di parlare a vanvera sarebbe meglio documentarsi,ma il giornale di feltri,non importa,l’unica cosa che fa’ è calunniare le persone per difendere il proprio padrone mafioso e piduista

  7. Antonoi ha detto:

    @Marco: Ecco un esempio del pluralismo di sinistra che accetta i pensieri altrui. Io sono del centro-destra e ho molti amici di sinistra con cui parlo tranquillamente di politica ma devo dire che loro sono delle eccezioni. Con la maggioranza degli altri si rischia di essere insultati… nel migliore dei casi. Insomma secondo chi vota sinistra quelli come me sono degli stupidi… Ma quali sono i fondamenti di tale convinzione? Forse quello che scrive gente come Travaglio? Se è così si tratta di persone plagiate. Occorre informarsi sui fatti non farsi plagiare da gente che non dice ma “allude” al solo scopo di non poter essere accusato di dire il falso. Se infatti smettesse di alludere e fosse più diretto sarebbe già dietro le sbarre. Mi spiace che siamo un paese così diverso dagli USA dove destra e sinistra si rispettano e quindi rispettano il paese e danno sempre il buon esempio… Non ci sono parole che possano cambiare l’idea di coloro che votano a Sinistra così come tifano per la loro squadra del cuore. Li la ragione non c’entra si tratta di una scelta a priori spesso contro i propri interessi e contro gli interessi dell’Italia e degli italiani.

  8. marco ha detto:

    …casomai puzzi te che non ti lavi…

  9. marco ha detto:

    Vai a farti fottere te ed il tuo blog da 4 soldi, Travaglio è anni luce davanti a tutti, le bugie vere sono tutte quelle che dice il tuo caro mafioso doc che stà a potere…
    povero imbecille…

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