Il clima culturale e politico in Italia.

Piccolo esempio di sillogismo progressista.

A Verona, un ragazzo viene pestato e lasciato esangue a terra, in fin di vita, percosso da un branco di “figli di buona famiglia” con le svastiche nel cuore e nella (o sulla) testa.
Per Veltroni è il sensore di un clima culturale e politico nel quale si vanno affermando principi di odio e di violenza verso i più deboli.
Sui giornali “collusi” con l’intellighenzia “democratica” si parla già di neofascismo, di leghismo.
Insomma: tutto sarebbe conseguenza della vittoria di Berlusconi e dei suoi sodali fascisti alle ultime elezioni.
Anzi, si potrebbe arrivare ad insinuare malignamente che il PdL abbia vinto proprio grazie al risveglio di quei sentimenti di intolleranza, ben coltivati (secondo loro) dalle truppe padane in camicia verde.

Per sintetizzare: un fatto di cronaca, neanche tanto inusuale e più che altro, solitamente incolore, si trasforma in pretesto politico con cui paventare il ritorno degli squadristi, per puntare il dito contro quelli da cui ci si deve distinguere: tutta colpa dei “neri”, perchè noi “rossi” queste cose non le facciamo.

Bene! Cioè, male, ma andiamo avanti.

Qualche giorno fa, a Torino, c’è stata una manifestazione di protesta, organizzata dai centrisociali del capoluogo piemontese, contro l’ospite d’onore della Fiera del Libro, Israele.

Bandiere bruciate (anche americane), slogan antisemiti; una lunga marcia a sostegno della lotta del popolo palestinese.

Nessun commento in particolare. Le solite frasi di rito. Che è pur giusto vengano pronunciate.

Nessuno però che abbia alzato la voce per dire ciò di cui veramente sono espressione quei gesti: ovvero, di un radicato “credo” ideologico da sempre cavalcato non solo dalle sinistre massimaliste stile Rifondazione o i Comunisti Italiani, ma anche dagli stessi DS.

La piazza è stata spesso il braccio mosso dai cervelloni seduti davanti al “caminetto” nei loro palazzi.

Così, ricapitolando, un gruppo di ragazzi del nord, ma che potevano essere del sud, del centro o di qualunque estrazione territoriale o sociale o politica, si trasforma, seppur per un fatto episodico, nella desolante certezza di un clima neofascista ricostituito dalle forze politiche che hanno appena vinto democratiche elezioni; mentre, al contrario, niente si dice su quei fatti, NON EPISODICI e di stampo prettamente politico, cui da decenni assistiamo e che da sempre fanno parte di un vero e proprio clima culturale e ideologico addentro ad un’area politica che fa riferimento a specifici partiti.

Della serie: a sinistra tutto è concesso, mentre a destra…oddio, tornano i fascisti.

Solo che poi…comunque perdono le elezioni…

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Comments
11 Responses to “Il clima culturale e politico in Italia.”
  1. ilpensatore ha detto:

    @ Luca: scusa, ma devo correggerti subito su un passaggio del tuo commento.
    “Bruciare una bandiera americana o israeliana, e criticare le azioni di uno Stato estero, non costituiscono affatto reato secondo il nostro ordinamento giudiziario.”
    Ebbene, ti sbagli: è un reato. Si tratta di Vilipendio.
    Art 299 codice penale: Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con l’ammenda da euro 100 a euro 1.000.

    detto questo andiamo avanti.
    il problema comunque non è giuridico, perchè neanche Veltroni la mette sul piano legale.
    bensì culturale.

    di conseguenza: un fatto di cronaca che si ripete ad ogni latitudine del globo terracqueo non può esser parificato ad un altro fatto che ha invece come connotato preponderante una matrice politica, figlia di una intolleranza coltivata in ambienti politici, in certi ambienti politici.

    Insomma Luca, è stato lo stesso Fini a parlar chiaro: son due episodi che non possono essere messi sullo stesso piano.
    non si è discusso della gravità giuridica del gesto, ma di quella culturale e politica.
    assimilare i due fatti come entrambi di derivazione politica è stato scorretto.

    tutto qui…

    è ovvio che un omicidio è molto più grave (e punito più gravemente) di una bandiera bruciata.
    ma è pur vero che una bandiera bruciata sottende molti più retropensieri cui la politica deve guardare con circospezione!

    eh!

    altrimenti, cavolo…questa è polemica sterile!

  2. ilpensatore ha detto:

    @ Raser: aspetta. Non è che voglio girare la testa da un’altra parte e far finta che non vi sia un problema tra i giovani che spesso scelgono la violenza dei gruppi politici piuttosto che la tranquillità degli studi o di altre attività più produttive intellettualmente.
    Da qui però a dire che quel fatto ha una matrice politica…per dirla con te…ce ne passa!
    E questo, credo, sia il seso (che io condivido) dell’affermazione di Fini.
    C’è stato un fatto dichiaratamente politico (bruciare le bandiere israeliane e americane) ed uno che ha avuto come propellente soltanto la voglia di violenza, ma non quella politica.
    A Torino è andata di scena l’intolleranza che trova spesso sponda nelle frange “arcobaleno” della sinistra.

  3. Luca ha detto:

    Mi sembra che, sia su questo blog sia nella mente del neo-eletto Presidente della Camera, si stiano confondendo un poco le cose.

    Ovverossia: che un omicidio commesso da dei balordi neo-fascisti, sembra tra l’altro abituati a sbevazzare e quindi compiere “ronde” contro la più diversa gente per i motivi più futili, sia molto ma molto più grave di una manifestazione contestabile, censurabile, compiuta da idioti ma che comunque stavano esprimendo il loro diritto a esprimere un’opinione. E questa non è un’opinione, ma semplicemente la legge.

    Bruciare una bandiera americana o israeliana, e criticare le azioni di uno Stato estero, non costituiscono affatto reato secondo il nostro ordinamento giudiziario. Che io sappia, non sono stati commessi reati violenti durante quella manifestazione. Si è trattata di una piazzata; che io personalmente disapprovo completamente, sia nell’ideologia sottostante (legittima) che nei mezzi in cui si è espressa (censurabili ma, per quanto ne so, legittimi).

    Qualora fossero ravvisabili gli estremi per una denuncia di anti-semitismo, in ogni caso, si tratta comunque e sia di un reato molto meno grave di quello commesso dai giovani veronesi qualche giorno fa. E anche di gran lunga. Una persona, a causa della loro scempiaggine, è MORTA.

    Anche se volessimo ampliare lo sguardo: verissimo che i movimenti di sinistra hanno prodotto grandi violenze, tanto in passato che recentemente. Ma è altrettanto vero che giovani come quelli arrestati a Verona per l’omicidio, facenti parte contemporaneamente di frange dell’estrema destra e di fazioni ultrà calcistiche, ne commettono di altrettanto gravi; giusto per ricordare i più recenti:

    1- da un punto di vista puramente “opinionistico”, i diversi striscioni a sfondo razzista che sono stati esposti negli stadi in questi anni;
    2- omicidio dell’ispettore Raciti, picco di una serie interminabile di guerriglie urbane ingiustificabili e non represse, da parte di frange di ultrà scatenati e spesso legati a ordini neo-fascisti o neo-nazisti;
    3- assalto violento all’edificio della Presidenza della regione Sardegna per protestare per la decisione di accogliere una frazione dei rifiuti campani, protesta legittima se vogliamo da un punto di vista politico ma inqualificabile e criminale nei mezzi in cui si è espressa;
    4- assalto alle caserme romane alcuni mesi fa, effettuato sempre da ultrà organizzati come corpi di guerriglia.

    E sono solo fatti recenti, avvenuti negli ultimi due, tre anni.
    Non mi sembra proprio che si possa stabilire una “graduatoria” in tempi recenti: laddove a sinstra esistono terroristi, per fortuna arrestati, che commettono omicidi, a destra esistono decine di gruppuscoli con vocazioni paramilitari e altrettanto pericolosi per la stabilità sociale.

    Ti voglio quindi rigirare la domanda implicita nel titolo del post: che razza di clima deve esistere in Italia, perché il Presidente di una delle Camere si metta a dire che un omicidio, anzi un pestaggio in stile squadrista, è meno grave di una manifestazione di piazza? Da quando la terza carica dello Stato si può permettere di giudicare in questa maniera?

    Buona notte e scusate il disturbo.

  4. raser ha detto:

    scusa, ma mi sembra una minimizzazione pericolosa quella di considerare il delitto di verona un fatto solo casualmente legato ad appartenenti a gruppi della destra neonazista. certo, da qui a dire che sia conseguenza della vittoria di berlusconi, ce ne passa 😉

  5. ilpensatore ha detto:

    ne passerà anche, Raser, ma sta di fatto che il primo è un fatto estemporaneo, che poteva succedere in qualunque momento e in qualunque posto, del tutto scollegato da qualsiasi retropensiero politico.
    il secondo, seppure realizzato da 4 deficienti (lo dici tu, perchè a me paiono parecchi di più…) è invece più grave per il fatto che porta con sè una forte connotazione politica.
    a Torino si è assistito ad una scena di puro razzismo, anzi, di volgare vilipendio a due stati, USA e Israele, da sempre nel mirino di una certa sinistra.
    ecco perchè, istituzionalmente parlando, è più pericoloso ciò che è accaduto a Torino piuttosto che a Verona.

    mettila così: sembrava un anticipo di ritorno al passato, con tutte le belle e calorosissime manifestazioni di no global, no war, centrisociali, carusi e casarini vari…

  6. raser ha detto:

    quelle di veltroni sono minchiate, nemmeno giustificate dalla campagna elettorale, ormai finita, manco fosse stato aggredito un extracomunitario o un diversamente abile.. che c’entrano i più deboli.

    da qui a paragonare, o addirittura a definire più gravi, delle manifestazioni di 4 deficienti che bruciano bandiere rispetto a una agrressione in cui un ragazzo viene ammazzato di botte per aver rifiutato una sigaretta ce ne passa

  7. ilpensatore ha detto:

    è così bello rispettarsi…

    più che altro, lo trovo così semplice…

    proprio non capisco chi si intestardisce col voler trovare una diversità antropologica tale da poterla giudicare migliore rispetto ad un’altra.
    semplicemente…destra e sinistra sono diverse.

    ma ancor prima dovremmo chiederci cosa sono e dove sono la destra e la sinistra!

  8. Pioneer Skies ha detto:

    Ciò che tu dici, dove realmente sussiste, è testadicazzaggine. E stratagemmi approfittatori come quelli sono il miglior metodo per mettere in secondo piano il reale problema, ovvero che fatti di tale gravità realmente avvengano, per portare in primo quello dello scontro ideologico.
    Apprezzo tutte le persone di destra e di sinistra che si emancipano con forza da taluni atti indegni e da talune reazioni indegne di chi vuole andare oltre.
    Oggi ho cambiato l’occhiello del mio blog in “Dirottiamo verso il futuro”; anche questo rientra in ciò che volevo esprimere con quella fresetta…

    Saluti

  9. ilpensatore ha detto:

    sicuramente.

    ora, l’importante è che la “destra” non si adatti a questo clima intimidatorio e reagisca di fronte a questo fastidioso complesso della sinistra.

  10. Gwath ha detto:

    E’ il solito “complesso di superiorità” della sinistra.

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