Lezione capitale.

(il titolo, lo ammetto, è ripreso dall’editoriale di oggi che Ezio Mauro ha scritto su Repubblica)

L’ITALIA HA SCELTO: STA TUTTA CON BERLUSCONI.

(immagine presa dalla prima pagina di Libero: disegno di Benny)

Ma non erano a un’incollatura?
Ma non era Roma il “modello” che si voleva e doveva applicare al Paese per rifondarlo e rilanciarlo?

Evidentemente, no.

Veltroni è stato rovinosamente sconfitto da Berlusconi due settimane fa e ieri Rutelli ha patito la stessa sorte contro Alemanno.

Eppure, a sentirli parlare, quelli del PD non facevano altro che dirci che erano lì lì per pareggiare i conti e magari chissà, fare pure il miracolo.
A Roma, poi, nessuno si aspettava che si spezzassero così fragorosamente i solidi lacci che legavano la città al potere clientelare dei progressisti.

“Si può fare”.
Lo diceva Walter, ma ci hanno creduto davvero solo Silvio e Gianni.
E loro infatti ce l’hanno fatta.

Oggi, dopo due anni e quindici giorni dall’elezione di Prodi e compagni sul filo di lana, assistiamo ad una Italia che non è più divisa a metà, ma che ha fatto una scelta di parte e l’ha fatta senza lasciare spazio ad alibi o pretesti per lenirne il risultato.

Per dare un’idea della misura della vittoria del Popolo della Libertà e della sconfitta del Partito Democratico nonchè della sua intellighenzia, basti ricordare che nel 2006, quando il Cavaliere parlava di pareggio nonostante da sinistra gli dessero tutti addosso descrivendolo come “finito”, andò a finire che al Senato la CdL prese meno seggi ma una valanga di voti in più; e alla Camera il distacco fu dello 0,06%, 24mila voti.
La riprova che il vento, rispetto al 2001 non fosse poi tanto cambiato arrivò dall’analisi di quel voto e da quello delle amministrative.
Nel complesso, il Polo aveva ribaltato i risultati delle regionali dell’anno prima riconquistando una ad una tutte le regioni perse e andando a vincere in alcune di quelle rosse; ma soprattutto, riuscì a tenere la città simbolo, la roccaforte del centrodestra: Milano.

Roma è stata un po’ la prova del 9 della consistenza della vittoria del PdL.
Il capitombolo della capitale oggi è la conferma che stavolta ci troviamo davvero di fronte ad un cambiamento importante nel Paese e nella politica italiana.
Sono stati premiati due uomini, Silvio Berlusconi e Gianni Alemanno, e ne sono stati bocciati altri due, Walter Veltroni e Francesco Rutelli.
E stavolta la Lega non c’entra. Non le si può attribuire alcun merito eccessivo che nasconda o edulcori o mimetizzi la sconfitta del Partito Democratico.
Il risultato è molto più esplicito di quanto si potesse immaginare: sono stati messi a confronto due modelli politici decisamente differenti ed uno ha prevalso sull’altro.

Credibilità!
Credo sia questa la parola d’ordine per spiegare questo momento: nonostante tutto, il PdL si è dimostrato più credibile e quindi più adatto a governare che non gli scopiazzatori che stanno nel PD.

Di qui deriva però anche una grande responsabilità per la neoeletta maggioranza e l’esecutivo che la guiderà: non sarà fatto nessuno sconto, perchè nessuno sconto è più possibile.
La gente vuol vedere un governo che decide e che decide in fretta andando al nocciolo delle questioni.

In 14 anni di vita politica Berlusconi non aveva mai goduto di un consenso così ampio.
Il vento del Nord è sceso al sud e smosso l’aria perfino al centro.
C’è una grande aspettativa.
Guai a tradirla!

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Comments
5 Responses to “Lezione capitale.”
  1. ilpensatore ha detto:

    Anasemanini volevo risponderti, ma Gwath ha già detto tutto.

    Comunque sai, non c’è un conservatorismo uguale per tutti.

    in Italia abbiamo questo modello: conservatori nei valori e riformisti in politica e in economia.

    o almeno ci proviamo…

    che vuoi farci…

  2. Gwath ha detto:

    Caro Anasemanini, queste concezioni sono solo di chi in Europa invidia l’Italia.

    Forse tu non sai che il caro Sarkò per il suo programma elettorale prese spunto dal programma di Berlusconi….

    Non mi sembra che questo sia così anti-europeo….

    La Destra italiana è una destra liberal-conservatrice. Attaccata ai propri valori, ma allo stesso tempo proiettata tecnologicamente ed economicamente verso il futuro.

    La Destra italiana è il giusto connubio tra tradizione e innovazione, che rappresenta il vero spirito dell’Italia e degli italiani!

    E consentitemi una critica:

    chi parla ancora di fascismo non è la destra, ma i nostalgici sessantottini che non riescono ancora a capire che il muro di Berlino è caduto.
    Sono sempre gli stessi che, proprio come era nelle intenzioni di Togliatti, vogliono rinfocolare l’odio contro i fascisti (che non ci sono più. Nemmeno Storace ne parla più).
    E’ una tattica stancante, stantia, e pure ridicola.

    Qualcuno questo a sinistra l’ha capito, qualcun’altro (qualche nostalgico sessantottino) a quanto pare no.

  3. anasemanini ha detto:

    Salvo che la destra italiana non ha niente in commune con la destra europea. La destra tradizionale, filoeuropea è crollato nel vostro paese e avete una destra con un partito gestito come una ditta, un altro con tradizione neofasciste e un terzo che vuole l’Italia a pezzi al piu presto. In somma e una destra antieuropea che si riconosce meglio nello stato-affari di un Vladimir Putin (Gazprom = Mediaset) o del petrolopresidente Hugo Chavez e per niente nella tradizione di un De Gaulle, Churchill opurre Gasparri. Fra Churchill e Mussolini Berlusconi e Alemanno sempre avrebbero scelto Mussolini.

  4. ilpensatore ha detto:

    eh, Pioneer…quando parlo di credibilità effettivamente farei meglio a metterla in negativo.
    Perchè una cosa è non averne proprio altra invece è non riuscire a realizzare le proposte fatte in campagna elettorale.
    Diciamo quindi che il centrodestra è meno contraddittorio del centrosinistra.
    Non a caso a Berlusconi e compari viene rimproverato di essere sempre gli stessi da 15 anni.
    E salvo due brevi parentesi da intendersi come tentativi per vedere un po’ se in giro c’è qualcosa di meglio, beh…gli italiani in larga maggioranza tornano sempre al sicuro…a destra.
    Può darsi siamo un popolo di conservatori…

  5. Pioneer Skies ha detto:

    La tua è un’analisi quasi del tutto oggettiva; perciò la condivide anche un sinistro come me! 😉 Sconfitta pesante della sinistra, la democrazia ha fatto il suo corso e, per fortuna, senza puzza di brogli. Sono sereno e tento di avere delle buone speranze. Mantengo una certa positività per rispetto di tutti gli italiani che si sono scelti un governo, nonostante alcuni fatti ed alcune persone non siano per me degne di occupare un posto in una delle camere. Nonostante io soffra per quella settantina di persone tra pregiudicati, condannati ed in via di giudizio (ma questa amarezza è bipartisan!).
    Una cosa però me la chiedo comunque con un broncio incredulo sul viso: “Credibilità?”. Io non riesco a capire da cosa derivi la parola credibilità. Se solo dalla campagna elettorale o dalle alchimie sociali che tentano di fare i giornali.
    Io, per me, non vedo credibilità; perché sono stato “tradito” da certi politici più volte e, anche volendo per una volta affidarmi ai valori cristiani, ho dunque terminato le guance da porgere. La mia ingenuità sta esaurendosi, giovane età nonostante.

    MA! Ma spero che non servano guance e spero che tutti questi miei concittadini abbiano avuto dei validi motivi per scegliere ciò che non ho scelto io. Mica potete essere una percentuale così alta di scemi, in Italia! no? (Spero sia chiara la battuta eh…voglio solo scherzare, non offendere ;)).

    Ciao!

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