Il 25 Aprile è un inganno.

Mio Dio, quanti “resistenti”.

A vederli tutti in piazza viene ancora il sospetto che il fascismo non sia stato consegnato alla Storia o che non sia stato ucciso e sepolto più o meno 70 anni fa.
Mussolini è morto, la RSI è caduta, le elezioni del ’46 hanno visto trionfare la Repubblica (no, non il giornale dell’accoppiata Scalfari – Mauro), dal ’48 abbiamo una Costituzione che richiama tutti i valori e i diritti che durante il Ventennio erano stati banditi; insomma, il fascismo non c’è più: eppure in Italia ci sono ancora gli antifascisti.

Sono tutti antifascisti.
Perfino quelli che quando c’erano ancora i Partigiani che si arrampicavano su per le montagne stavano col Duce e solo dopo hanno fatto il salto sul carro dei vincitori, e che oggi hanno la faccia di tolla di puntare il dito sui vinti di cui avrebbero dovuto far parte.

E oggi ci raccomandano di non dimenticare.

Si, ma cosa? Di cosa dovremmo ricordarci? Cos’è che non dovremmo scordarci?

Guardo le sfilate, ascolto i predicozzi dai pulpiti ben imbandierati al centro delle piazze e capisco tutto.

Neanche “loro” hanno più paura del fascismo.
Ma hanno perfettamente intuito che senza la continua affermazione della mitologia della Resistenza non potranno mantenere inalterato il dominio ideologico-culturale che vi gira attorno.

Ed ecco spiegati anche i molteplici attacchi a tutti quelli che si avventurano in quello che dispregiativamente definiscono “revisionismo storico”, che altro però non è se non un’indagine sui fatti relativi proprio alla Resistenza e a quelli successivi ad essa, che hanno visto come protagonisti negativi i partigiani di lunga data nonchè i novelli liberatori, quelli, per capirci, alla Eugenio Scalfari, ieri fascista del GUF, e il giorno appresso in prima linea contro le camicie nere. Indagine che infastidisce perchè condotta da un altro punto di vista, quello dei vinti, che spesso furono oggetto di rappresaglie, rastrellamenti e vergogne simili a fascismo ormai decaduto.

Qui comunque non mi interessa riproporre discussioni storiche senza fine, ma solo esprimere il mio più totale sdegno circa l’atteggiamento dei nuovi sedicenti partigiani; quelli che si comportano da fascisti andando a caccia di un fascismo immaginario, ma che loro stessi paventano per giustificare la loro presenza!
Mi riferisco ai vari Grillo e comunisti di sorta, cui non importa niente della Storia, ma che hanno ben più a cuore imporsi all’attenzione della gente come gli antichi capipopolo di un tempo: e così facendo si creano un seguito importante di persone che poi possono “comandare” come meglio credono nelle loro battaglie ideologiche “contro” chiunque!

Ecco perchè non riesco mai ad apprezzare il 25 Aprile!
Dovremmo festeggiare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma ci ritroviamo tutti gli anni a fare una inutile apologia della Resistenza da cui viene emarginato il sacrificio delle migliaia di soldati Alleati cui nessuno si preoccupa di dedicare neanche un pensiero.

Fateci caso…tante bandiere Rosse e nemmeno una inglese o americana…

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Comments
12 Responses to “Il 25 Aprile è un inganno.”
  1. Pioneer Skies ha detto:

    Grazie delle risposte ragazzi. ^_^ Molto civili ed interessanti…

  2. ilpensatore ha detto:

    PS:

    già a quei tempi comunque c’erano diversi schieramenti, tant’è che non c’era un unico fronte resistente, ma più fronti e profondamente ideologicizzati.
    il più forte era quello comunista, da cui, vista la violenza e la visione strategica delle cose, fu abbandonato dagli altri, come quello cattolico che certo non voleva un’invasione di Mosca dopo quella di Berlino!

    eh!

  3. ilpensatore ha detto:

    @ PIONEER:

    Ciao Pioneer,
    leggo la tua risposta e sento il bisogno di chiarire il mio pensiero, senza con questo ritrattarlo:
    come il tuo, anche il mio è uno sfogo!
    di cosa sono stufo?
    alla tua stessa maniera, di sentirmi appiccicare addosso un bollino sol perchè faccio o non faccio qualcosa.
    di qui la domanda: chi decide cos’è giusto e cosa non è giusto fare?
    E chi decide come è giusto farlo?
    sul 25 aprile, la risposta è talmente semplice da scadere quasi nella banalità: a dire chi sono i buoni e chi i cattivi e come si fa ad esse buoni son quelli che scendono in piazza, che sparano Contessa a tutto volume, che sputano sulle bandiere americane e innalzano quelle con la falce e il martello.
    Ecco: ricordare così il giorno della Liberazione (che per l’Italia è un po’come il giorno della sconfitta, avendo noi perso il secondo conflitto mondiale) per me è un furto! Un furto di una parte della memoria.
    Se non ti scagli contro Berlusconi o quello che dai piazzaioli viene indicato come il nuovo Mussolini, sei uno di “loro”, un fascistello. Se non scandisci “Bella Ciao”, sei uno di “loro”, un fascistello. Se riprendi le pagine di Pansa, sei uno di “loro”, un fascistello. Se provi a dire che molte volte sono stati i partigiani ad arrivare dopo gli alleati, a cose fatte, diventi uno di “loro”, un fascistello. Uno da combattere!
    E io a tutto questo non ci sto.
    Così come non posso condividere questa prosopopea della memoria partigiana.
    Sono eroi? Forse. Ma non è quello di cui dovremmo ricordarci!
    Dovremmo ricordarci di cos’è stato il Fascismo e non di come si combatteva sulle montagne. Dovremmo ricordarci i mali del Fascismo e di come poi grazie al mito della Resistenza quelle prepotenze ideologiche e culturali hanno solo cambiato casacca, piuttosto che limitarci ad osannare i partigiani rossi.
    L’ANPI, oltretutto, non rappresenta tutti i partigiani, ma solo la “fazione” rossa…quella che poi si è scoperto ben avrebbe voluto spianare la strada all’Armata Rossa.
    Ed è a questo mito che io mi oppongo.
    Si festeggi onestamente la liberazione: ma che a farlo non siano solo coloro che avrebbero voluto vederci solo cambiare casacca e che nel tempo si son comportati con tutti gli altri come i fascisti facevano con i dissenzienti.

    ecco perchè non festeggio; ecco perchè non scendo in piazza Pioneer…

  4. Gwath ha detto:

    CHIARIMENTI DOVUTI: tralescerò vari punti credo che ci siamo equivocati. E chiedo scusa per il tono concitato.

    SULLA STORIA: sul concetto di storia sono abbastanza daccordo, infatti la Storia -se non sbaglio- la filosofia liberale crociana dice che non bisognerebbe giudicarla….

    DATI POLITICI RILEVATI: Ma il punto del 25 aprile, senza tirare fuori i concetti di storia, questi sono solo dei dati politici, dal mio punto di vista:

    1) la memoria individuale e memoria collettiva:
    – pensiamo se noi individualmente dovessimo ricordare tutto, fin dalla nascita, fino ad ora, con le stesse sensazioni di allora: tutti i nostri dispiaceri, tutti i nostri astii, tutte le nostre tristezze; con la stessa intensità…. Fisiologicamente sarebbe una vita d’inferno.
    – Similmente se individualmente non dovessimo ricordare niente, essere senza memoria, saremo dei vegetali.
    – A livello collettivo (o sociale), la cosa non è diversa. Abbiamo bisogno del ricordo e della dimenticanza. Che però non è un dimenticare, ma un “velare”. In questa dimensione non c’è ambiguità, ma bensì equilibrio.

    2) L’onestà intellettuale è una gran bella cosa. Vedi non c’è culturalmente un egemonia di destra, ma c’è al contrario un “egemonia gramsciana”.
    Se il caro Veltroni che si dice dispiaciuto che una persona come Fini vada alla camera, io sono ancora più dispiaciuto di avere come Presidente della Repubblica (mica bau bau micio micio) che approvò l’invasione dell’Ungheria, che da mico di Togliatti, sapeva probabilmente cosa succedeva agli italiani in URSS. Che a detta del caro Togliatti per rinfocolare l’odio contro il fascismo bisognava che quegli italiani morissero.

    3) Quello che sarebbe stato davvero un atto di pacificazione, sarebbe un “mea culpa” della sinistra che cercò di rinfocolare l’ODIO contro la destra, accusandola di essere fascista, quando sanno bene che non è vero (una causa conseguente di questa politica di odio sono le Brigate Rosse).
    Ma sappiamo bene che questa pacificazione non è accaduta.
    A destra non c’è una politica di odio, la politica di odio c’è solo a sinistra.

    CONCLUSIONE: quindi non chiedete a noi una pacificazione. Quando non vedrò più su RAI Tre programmi faziosi da nostalgici sessantottini se ne ri-parlerà. Ma la strada è ancora lunga….

    Questi sono i dati politici che rilevo. Ovviamente i sinistri ne riveleranno altri.
    Altro dirvi non so….

  5. Pioneer Skies ha detto:

    “Poi parli a noi di ignoranza?”
    Vorrei mettere in chiaro soprattutto questo punto, perché non mi sono mai permesso di venire qui a dare dell’ignorante a qualcuno e nemmeno questa volta mi sono preso questa libertà. L’unica volta che ho usato il termine ignoranza è stato per dire che sarebbe ignorante da parte di chi festeggia il 25 Aprile non ricordare anche le vittime ed i meriti degli Alleati.

    “Tanta gente è arrabbiata (io compreso), ma nessuno è particolarmente speciale…”
    Mmm…quindi? Smettiamo di confrontarci subito, tanto non siamo speciali? Bah.

    “E io invece sono stufo di essere preso per fascista, guarda un po’…”
    Ecco, allora non capisco perché non citi questa citazione come una – che sia una – vicinanza tra il mio pensiero ed il tuo. Tanto fervore nel dirmi che non so di cosa parlo, ma non hai lo stesso fervore nell’evincere le cose su cui siamo d’accordo. Ovvero la moderazione e la riappropriazione debita di una ricorrenza da parte di tutti.

    “che fra l’altro non sono nemmeno conservatore…”
    Chiedo dunque scusa. Con conservatore volevo solo indicare nel modo più civile possibile l’elettore moderato e democratico di centrodestra. Non volevo generalizzare od etichettare nessuno.

    Dicevo prima che la moderazione è, forse, uno dei punti su cui siamo vicini. Siccome non sei riuscito – ancora – a convincermi che non so di cosa stia parlando, credo che il punto sia invece la diversa modalità di memoria che intendiamo. Secondo te ricordare tutto è deleterio e lascerebbe ancorati ad un passato senza slancio verso il futuro (ed in effetti qui evinco che non sei così conservatore). Posso capire la posizione, ma, secondo me, se tu dici:

    “Se dovessimo ricordare sempre tutto, ci inserirebbe in una continua guerra dove l’astio non finirebbe mai.”

    parti da un punto di vista secondo il quale non esiste pace attorno alla Storia. Io questo non lo riesco a credere. Nel mio intervento ho specificato la differenza che corre tra la Storia, la storiografia e l’uso pubblico della storia. Dei secondi due non se ne potrà mai fare a meno e continueranno ad essere elementi discriminanti di diverse culture politiche e non solo. E’ la prima però – la Storia con la “s” maiuscola – la chiave per un approccio riconciliato ad alcuni fatti accaduti, dopo decenni di cazzate dette solo perché si cercava di salvaguardare delle scappatoie culturali-giustificatorie per eventuali revenant ideologici. Ma oggi, e più che mai dopo queste elezioni che rivoluzionano la politica italiana nella sua struttura e che quindi la rivoluzioneranno presto anche nella sua sostanza, è veramente ora di abbandonare certe strade; dedicandosi dunque alla Storia quando è necessario e giusto trovare un punto d’incontro.
    Questa la strada per avere il piacere di ricordare ciò che è importante per un popolo senza incorrere “in una continua guerra dove l’astio non finirebbe mai”. Questa per lo meno è la mia ipotetica soluzione.

    Considero chiuso il contenzioso sull’inutilità della memoria, sottolineando che comunque non ho messo in bocca parole a nessuno: semplicemente era ciò che mi risultava leggendo l’articolo; e non potevo certo immaginare la tua posizione sulla velatura della memoria come mezzo di moderazione e rimozione di zavorre varie, sul quale ho già detto più su.

    Infine, quando hai citato il mio “mi avete fatto arrabbiare” hai dimenticato questo: ^_-. Che invece ripropongo, in quanto voleva dare sostenibilità al dialogo e sdrammatizzare i toni un po’ irruenti che ho avuto e che non ho voluto rimaneggiare per una sorta di onestà intellettuale senza filtri nei vostri confronti e per lasciare un fianco scoperto per stimolare il dibattito.

    Ciao e grazie della risposta.

  6. Gwath ha detto:

    “L’ipocrisia, per quanto mi riguarda, è il conservatorismo intermittente. Quando fa comodo, è tutto da dimenticare. Quando fa comodo, le radici sono fondamentali. E sembra di intravedere nessuno qui che voglia intraprendere un qualche primo passo verso la de-ideologizzazione di una festa repubblicana. State a casa e lamentatevi delle invettive anacronistiche contro il fascismo. Lasciate fare agli altri e le cose non vi piacciono; in più date a tutti dei comunisti, dei parassiti dei movimenti sessantottini, dei paraculi surfisti dell’onda dell’egemonia culturale comunista su alcuni eventi.”

    Caro il mio Pioneer Skies, con tutto il rispetto questa primo concetto è del tutto gratuito. Tu non sai di cosa stai parlando.
    Tu non sei forse a conoscenza che il meccanismo di memoria politica che tu hai descritto come ipocrita in realtà è la garanzia della moderazione.
    Tu non sai di cosa parli.
    Se dovessimo ricordare sempre tutto, ci inserirebbe in una continua guerra dove l’astio non finirebbe mai.
    Mentre se non si ricordasse niente si ricadrebbe continuamente nei soliti errori.
    Cosa c’è di comodo nel moderare la memoria?
    Per questo quello che tu chiami “conservatorismo intermittente” è in realtà quello che sia chiama comunemente “moderazione”.
    Dove non si dimentica il passato, ma si vela per andare avanti (senza scordarselo). Che cosa c’è in questo di ipocrita?
    Solo agli occhi della sinistra vedono la moderazione come ipocrisia.
    Poi parli a noi di ignoranza? Tu non sai di cosa parli.

    E inoltre io mi lamento di ciò che mi pare e quanto voglio: si chiama “libertà di parola”.
    E se voglio denunciare e urlare che c’è “l’egemonia gramsciana” sono libero di dirlo quanto voglio, anche per la festa del 25 aprile….

    “Vorrei poi scoprire quanto il tuo primo argomento sull’inutilità della memoria terrebbe se applicato ad altri ambiti.”

    E io vorrei sapere invece chi ha mai detto una cosa del genere. Metti per caso in bocca le parole agli altri, per poi criticarli?

    “Io sono comunque stufo di essere preso per comunista per gesti che faccio in onore alla Repubblica ed alla Democrazia.”

    E io invece sono stufo di essere preso per fascista, guarda un po’…, soprattutto per il 25 aprile, guarda un po’… (che fra l’altro non sono nemmeno conservatore…)….

    “Scusate lo sfogo, ma mi avete fatto arrabbiare!”

    Tanta gente è arrabbiata (io compreso), ma nessuno è particolarmente speciale….

  7. Pioneer Skies ha detto:

    L’ipocrisia, per quanto mi riguarda, è il conservatorismo intermittente. Quando fa comodo, è tutto da dimenticare. Quando fa comodo, le radici sono fondamentali. E sembra di intravedere nessuno qui che voglia intraprendere un qualche primo passo verso la de-ideologizzazione di una festa repubblicana. State a casa e lamentatevi delle invettive anacronistiche contro il fascismo. Lasciate fare agli altri e le cose non vi piacciono; in più date a tutti dei comunisti, dei parassiti dei movimenti sessantottini, dei paraculi surfisti dell’onda dell’egemonia culturale comunista su alcuni eventi.

    Mi spiace, ma questo è irrispettoso. Ho sentito parlare il vicepresidente nazionale dell’ANPI: lui gli alleati li ricordava, anche se a Torino sono arrivati a città liberata. Cosa credi? Che un povero vecchio che ha fatto una o due guerre abbia problemi a fare giusti panegirici alle forze alleate? Quanta ingenuità ci vorrebbe? Quanta ignoranza?

    Vorrei poi scoprire quanto il tuo primo argomento sull’inutilità della memoria terrebbe se applicato ad altri ambiti. Io, per me, ritengo fondamentale la memoria e gli insegnamenti della storia. Scindendo la Storia dalla storiografia e dall’uso pubblico della storia, che sono tre cose differenti tra loro. Mi spiace che la prima – la Storia – possa essere tradita solo perché ci si trova da una parte o dall’altra, in schieramenti che NON ESISTEVANO nel dato momento storico di cui parliamo. Riusciamo a fare ideologismo retroattivo! Magnifico…

    Io sono comunque stufo di essere preso per comunista per gesti che faccio in onore alla Repubblica ed alla Democrazia. Io che ringrazio i padri costituzionali perché tra qualche giorno Berlusconi possa tornare al governo votato dai cittadini, io che m’incazzo con gli organizzatori della manifestazione del 25 aprile perché qualche coglione ha infilato Contessa a tutto volume durante il corteo. Ieri ho voluto solo ricordare l’inizio della Libertà e della Democrazia. L’hanno portata i partigiani, i disertori fascisti, gli alleati? Bene. L’hanno portata avanti persone che erano fasciste e che, dopo l’amnistia, hanno accettato di stare dentro ad un sistema democratico? Bene. Per le critiche faziose ho tutto il resto dell’anno.

    Scusate lo sfogo, ma mi avete fatto arrabbiare! ^_-

    Saluti!

  8. Elly ha detto:

    Dal sito dell’Anpi: “A sessant’anni dal primo gennaio 1948, da quando la Costituzione entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema democratico. Per questo motivo, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 aprile assume il valore di una ricorrenza non formale. Ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese”.

    Finchè si va avanti con questa mentalità, avremo bandiere rosse nelle piazze e invettive contro un fascismo che non esiste più. E ogni 25 aprile è il solito carosello orrido creato dal solito odio di classe. Non è così che si unisce l’italia ma evidentemente quei quattro gatti rimasti dell’anpi sono troppo vecchi per poterlo capire. E finchè ci saranno loro a tenere aperte quelle sezioni (coi nostri soldi), niente cambia.

  9. Gwath ha detto:

    Mi ricorda quello che Orwell diceva. Cercano i “goldestinisti”.

    Cercano dei nemici da attaccare: “ci sarà sempre un Emmanuel Goldstein”….

    E ci sarà sempre un cattivo da perseguitare: oggi Berlusconi, domani il Papa, ecc….

    E guarda caso il cattivo è quasi sempre a Destra….

    Finchè non riusciremo a scalzare questa “Egemonia Gramsciana” che impera in Italia dal sessantotto, che portò a casi tragici come l’omicidio del commissario Calabresi, in Italia non ci sarà mai pace….

    Ci sarà ancora che seguirà demagoghi populisti come Beppe Grillo o Caruso.

  10. ilpensatore ha detto:

    è solo una giornata imbevuta di ipocrisia…

  11. Ermes ha detto:

    dio mio dio mio
    che intervento!

    ma un minimo di vergogna non la provi?
    “Si, ma cosa? Di cosa dovremmo ricordarci? Cos’è che non dovremmo scordarci?”..come se fosse stata una giornata storta…

    http://ilpopolosovrano.splinder.com/

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