Alitalia: le mosse di Berlusconi.

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Le strategie del Cavaliere per

salvare la compagnia di bandiera.

Di Augusto Minzolini su La Stampa.

Paradossi italiani. Tutti chiedono a Silvio Berlusconi di assumersi le sue responsabilità per Alitalia, ma se il prossimo premier non parla l’opposizione ironizza sulla “cordata che non c’è”; se, invece, dicesse qualcosa di più magari la Consob sarebbe capace di aprire un procedimento per insider trading. Eppure, nel silenzio, l’operazione a difesa dell’italianità della compagnia di bandiera va avanti. Basta usare la memoria: il primo passo richiesto dal Cavaliere per tirare Alitalia fuori dai guai era quello di un prestito-ponte per dare tempo a chi potrebbe essere interessato ad impegnarsi nel salvataggio di farsi un’idea delle reali condizioni dell’azienda. E ieri, alla fine, dopo il tradizionale tira e molla, quel prestito è arrivato con Walter Veltroni che si è dato da fare facendo da sponda all’emissario del Cavaliere, Gianni Letta, per convincere un Prodi arrabbiatissimo: il leader del Pd, è l’unico tra i suoi, a non escludere, infatti, che la cordata “fantasma” del Cavaliere possa materializzarsi da un momento all’altro e collaborare insieme ad altre compagnie aeree come Air One, Lufthansa e Aereoflot per dar vita ad «un consorzio internazionale».

Insomma, per non cadere indietro Veltroni ha messo le mani avanti. E alla fine è riuscito a convincere il Professore che era di tutt’altro avviso, tanto che nella giornata tra Palazzo Chigi ed Arcore sono volate parole grosse riportate a Prodi e a Berlusconi dai soliti intermediari. «Dato che ha portato l’Alitalia sull’orlo del fallimento – si è sfogato il Professore – se ne occupi lui». «Hanno dato all’Air France sei mesi per studiare i libri di Alitalia – è stata la replica del Cavaliere – è giusto che chi vuole intervenire ora abbia almeno 3-4 settimane per studiarsi i bilanci dell’azienda in cui deve impegnare dei soldi: basterebbero trecento milioni di euro».

Sarà un caso, ma alla fine la cifra del prestito destinato dal governo ad Alitalia, nella forma legulea di “intervento di salvaguardia dell’ordine pubblico” per non incorrere in qualche sanzione dell’Unione Euroepa, è stato proprio quello ipotizzato dal Cavaliere. Di fatto, con ieri il governo Prodi ha seguito a ruota l’Air France e ha chiuso il fascicolo Alitalia per consegnarlo Berlusconi. Il futuro Premier ha intenzione di giocarsi la partita da solo, avvalendosi di Gianni Letta e dell’uomo che si sta dando da fare per mettere insieme la cordata italiana, Bruno Ermolli. «Sarò io a condurre il gioco su questo argomento – ha spiegato a molti dei futuri ministri, a cominciare da quello dell’Economia Giulio Tremonti – perchè è una sfida su cui ho speso il mio nome e me ne occuperò personalmente».

Il piano del Cavaliere è semplice: mettere insieme una cordata italiana in cui ci saranno banche (Banche Intesa è la più probabile); privati come il gruppo Ligresti e magari qualche Fondo americano; e, ancora, grandi gruppi a partecipazione pubblica in cui il governo può dire la sua come Fintecna, Finmeccanica, Eni («ma bisogna studiarsi bene lo statuto», spiega uno degli uomini di spicco vicini al Cavaliere),e in ultima analisi anche la Cassa depositi e prestiti. «Questi sono i soggetti – confida l’ex-presidente della Bnl e consigliere finanziario di Berlusconi, Giampiero Cantoni – su cui sta lavorando il capo». Naturalemnte rimessa in piedi Alitalia sul piano finanziario è possibile immaginare il suo inserimento in un consorzio internazionale e per questa operazione, per ora, gli interlocutori principali sono Lufthansa e Aeroflot semprechè attraverso Sarkozy il Cavaliere non possa spingere Air France a tornare al tavolo della trattativa su basi diverse, più paritarie. E’ evidente, quindi, che nel salvataggio potrebbero rendersi necessarie delle risorse pubbliche che potrebbero essere contestate dalla Ue. E proprio per questo – secondo un grand commis di stato che potrebbe nel prossimo governo arrivare a palazzo Chigi nel ruolo di sottosegretario – il Cavaliere ha cominciato a muoversi in Europa. Ha promesso la riconferma della presidenza della Commissione a Barroso, in cambio di una diversa delega per il commissario italiano che succederà a Franco Frattini, cioè Antonio Tajani. L’ex-portavoce del Cavaliere, infatti, non si occuperà di Giustizia ma di Trasporti, e quindi sarà quello che dovrà ravvisare possibili procedure d’infrazione se lo Stato italiano garantirà in un modo o nell’altro risorse finanziarie ad Alitalia. Un’operazione così abile non poteva sfuggire all’occhio attento di Prodi che non per nulla ieri ha ingaggiato una lite furiosa con Barroso: «Sono io a decidere il nuovo commissario italiano e, comunque, il passare dalla delega alla giustizia a quella dei trasporti la giudico una diminuito».

Non solo per avere le mani più libere Berlusconi attende con trepidazione il verdetto della Corte d’appello europea che potrebbe dare allo Stato italiano la possibilità di intervenire su Alitalia con risorse più cospicue. La questione è complessa: l’ultima ricapitalizzazione di Alitalia da parte dello Stato fu fatta nel ‘96 dal governo Prodi; secondo le norme europee il governo di un paese può intervenire solo una volta in favore di un’azienda “attraverso un aiuto di Stato compatibile”; il governo ha chiesto alla Corte Europea di non considerare tale l’intervento del ‘96; ha avuto ragione, ma c’è stato un ricorso in appello e la nuova sentenza dovrebbe essere emessa in queste settimane; se la Corte darà di nuovo ragione all’Italia Berlusconi sarà nelle condizioni di intervenire con un finanziamento pubblico in aiuto della compagnia di bandiera. In questo modo tra la cordata italiana, la collaborazione di altre compagnie internazionali garantita da capi di Stato amici, la possibilità di intervenire con risorse dello Stato, un piano industriale che riduca gli esuberi a cominciare da quelli del personale (ieri Fini ha lanciato un segnale ai sindacati) il Cavaliere avrebbe più di una carta per vincere quella che giudica, appunto, alla stregua di «una sfida personale, di una promessa fatta agli elettori».

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Comments
18 Responses to “Alitalia: le mosse di Berlusconi.”
  1. precario ha detto:

    “…anche Malpensa, con grave danno al turismo italiano.”

    i nuguli di giapponesi nella campagna brianzola come faranno?

  2. Last K's Voice ha detto:

    A me l’accordo con Air France sembrava corretto.
    Non si puo’ pretendere che una societa’ ne acquisti un’altra mantenendo le stesse caratteristiche che ci hanno portato a venderla prima che fallisca.

    Per quanto riguarda le colpe (poi colpe, bisogna decidersi se l’accordo con Air France andava bene o no, perche’ di certo non era migliorabile neppure da Berlusconi al Governo, ve lo assicuro), sono di:
    – Governo Prodi che non e’ stato abbastanza forte (anche perche’ stava cadendo da un anno) da obbligare i sindacati ad accettare le proposte di Air France;
    – sindacati troppo pretenziosi che hanno paura di perdere il loro potere su Alitalia;
    – Klm che aveva paura di perdere qualche affare con Air France dovendoseli dividere con Alitalia;
    – Il Governo entrante che poteva sopperire alle debolezze del Governo uscente ma non l’ha fatto perche’ non voleva vendere ad Air France per non creare una superpotenza aerea francese in Europa con tutto cio’ che questo avrebbe comportato per le societa’ italiane.

    Non e’ detto che Berlusconi e la Lega ritengano ci sia un modo piu’ conveniente di vendere Alitalia, il punto e’ Malpensa.

    La storia del turismo e’ una bufala, Alitalia la usano quasi solo i managers, i turisti usano altre compagnie.

  3. Gwath ha detto:

    Caro Ermes, non è che voi siate diversi….

    Dal mio punto di vista, Berlusconi ha voluto evitare un patto scellerato che avrebbe distrutto oltre ad Alitalia anche Malpensa, con grave danno al turismo italiano.
    Sempre dal mio punto di vista, il fatto che Air France se ne sia andata non è che un bene….

  4. Ermes ha detto:

    se non ci sarà la cordata darete la colpa al vecchio governo…sempre così fate…
    berlusconi ha fatto sparire l’unica compagnia e voi darete colpa al vecchio governo
    mah

    http://ilpopolosovrano.splinder.com/

  5. Pioneer Skies ha detto:

    Un commento a parte – me ne scuso – perché una domanda importante l’ho dimenticata: tutti sappiamo chi è – soprattutto chi è stato – Salvatore Ligresti? E saremmo contenti di dare Alitalia in mano sua?

  6. Pioneer Skies ha detto:

    ilPensatore said:”il governo chiuse la trattativa ad un face to face con air france escludendo chiunque altro…”
    Beh, mi pare ci fossero scadenze da rispettare ben chiare per tutti; tant’è vero che Air France-KLM, Air One ed un’altra compagnia che ora mi scordo – mi pare nata dalla fusione di due compagnie americane – arrivarono per tempo con le loro proposte di OPA. Dov’erano gli altri? Abbiamo la lentezza tipica mediterranea? Mah…mi spiace, ma adesso come adesso quel dubbio resta per me un rammarico.

    ilPensatore said:”Ligresti, presidente onorario Fondiaria Sai, esce allo scoperto: la cordata c’è, ma le cose si fanno in silenzio.”
    Mi è sfuggita l’agenzia?! La puoi linkare?

    Last K’s Voice said:”Credo che nel giro di 2-3 mesi si sapra’ tutto.”
    Se così fosse dovrebbero non essere sufficienti i soldi extra stanziati 1/2 giorni fa dal governo… Mi auguro facciano prima!

    Saluti! ^_^

  7. ilpensatore ha detto:

    la cordata italia c’è, Kirone…mettiti calmo.

    e se non arriverà, la colpa sarà comunque del vecchio governo che non è riuscito a chiudere la trattativa prima che finissero i soldi in cassa.

  8. kirone ha detto:

    “Toglimi una curiosità: quando la cordata comparirà e Alitalia sarà salva dal fallimento, che scusa inventerai per attaccare Berlusconi?”

    E se la cordara non comparirà è Alitalia sarà fallita e noi nel frattempo avremo buttato altri soldi, tu cosa dirai?

  9. Gwath ha detto:

    “la sua mossa è farla fallire…
    ancora non l’avete capito?”

    “ma ragazzi, credete ancora alla cordata italiana?”

    Toglimi una curiosità: quando la cordata comparirà e Alitalia sarà salva dal fallimento, che scusa inventerai per attaccare Berlusconi?

  10. Ermes ha detto:

    ma ragazzi, credete ancora alla cordata italiana?
    berlusconi ha fatto sparire l’unica compagnia che voleva acquistare alitalia..

    e intanto paghiamo quasi 1 milione di euro al giorno per alitalia…

    grazie silvio, grazie

    http://ilpopolosovrano.splinder.com

  11. Gwath ha detto:

    Non ho capito cosa fai Ermes: fai dis-informazione o pubblicità al suo blog?

  12. Last K's Voice ha detto:

    A, avevo messo anche io qualche nome della cordata che comincia a palesarsi, non sapevo avessi fatto un altro post sull’argomento. E’ ancora troppo presto pero’, aspetto che compaia anche una grossa compagnia aerea, perche’ senno’ si risolvono solo i problemi economici di Alitalia, ma non quelli organizzativi e strategici. Credo che nel giro di 2-3 mesi si sapra’ tutto.

  13. ilpensatore ha detto:

    e intanto qualcuno comincia ad esporsi: Ligresti, presidente onorario Fondiaria Sai, esce allo scoperto: la cordata c’è, ma le cose si fanno in silenzio.

    ora attendo le ansa dei vari d’alema e compagni!

  14. ilpensatore ha detto:

    Pioneer, il problema è che nessuno si è fatto avanti quando era ora perchè non c’è stato manco il tempo: il governo chiuse la trattativa ad un face to face con air france escludendo chiunque altro…

    aspettiamo, guardiamo e speriamo…

  15. Pioneer Skies ha detto:

    Concordo sul fatto che Ermes abbia fatto una boutade; credo l’abbia fatto apposta e non me ne vorrà.
    Credo sia anche una boutade affermare che qualcosa si stia concretamente avverando solo perché ne parlano i giornali.
    Anch’io trovo giusto che gli ipotetici nuovi acquirenti abbiano il loro tempo, tanto più che per ora la situazione è in stallo e che PRETENDO che i prossimi a farsi avanti abbiano un piano pronto promettente e preparato.
    Certo che viene da chiedersi come mai nessuno sia saltato fuori quand’era ora; ma probabilmente uno dei pregi del nuovo Presidente del Consiglio è quello di smuovere le pance di una certa fetta di potenziali investitori. Quando questa probabilità si paleserà saremo tutti contenti – a patto che, come dicevo, si facciano le cose per bene…

  16. ilpensatore ha detto:

    ciò che mi fa ridere è che quelli che danno retta ai vari Veltroni o Rutelli o d’Alema o Franceschini non si chiedono mai come mai se airfrance ha avuto 6 mesi per studiarsi tutte le carte, i nuovi acquirenti non possono avere nemmeno tre settimane di tempo!!!!!!????

    oltretutto, la cordata italiana è concretamente in divenire. ne parlano tutti i giornali…

    ancora, comunque, Berlusconi non è capo del governo…

    il tuo è un gioco sporco…fai disinformazione!

  17. Ermes ha detto:

    la sua mossa è farla fallire…
    ancora non l’avete capito?

    http://ilpopolosovrano.splinder.com/

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