Chi ha paura della Lega?

Politologi, sociologi, antropologi: dopo la valanga leghista alle ultime elezioni, sono in tanti a cercare di decifrare i motivi di una simile affermazione del partito del Senatur.
Da par mio ho provato a seguire una strada diversa.
Son partito da un’altra domanda: chi ha paura della Lega? Perchè in molti guardano ad essa con estrema diffidenza e risoluto disprezzo? E perchè allora la Lega è stata la mattatrice di questa tornata elettorale sfondando al centro del bacino elettoralel di quella sinistra che tanto la detesta e che tanto spaventa?

Dunque, procediamo un passo alla volta.

Sicuramente, uno dei motivi per cui si osservano con imbarazzo le idee leghiste è quasi certamente perchè esse sono contestualizzate da una cornice di folklore che definire triviale è un semplice eufemismo.
Parole come “secessione”, “fucili”, “Padania”, “terroni”, “froci” eccetera eccetera, non evocano alcuna buona considerazione.
I riti celtici cui si sottopongono sorridenti i “padani” danno un’idea grottesca del partito e lasciano il campo alla tentazione di pensare a Bossi e sodali come a dei “fuori di testa” da cui non può venir niente di buono.
Facilissimo, quindi, sottostimare e disistimare il movimento leghista.

Questo ad una prima analisi del “fenomeno”, preso in superficie e visto nella sua superficialità.
Ok, oggettivamente…non sono rassicuranti a parole.
Nei fatti però…cambia tutto.
La violenza e la prepotenza verbale lasciano il posto a comportamenti politicamente determinati, ma che non sfociano mai nel razzismo nè vanno ad intaccare i diritti fondamentali della persona.
Di più: al di là dell’ilarità che possono provocare certi esponenti leghisti coi loro goffi atteggiamenti, col tempo i parlamentari padani sono diventati persino degli abili politicanti e dei raffinati strateghi.

E questo, probabilmente, l’elettore non ideologicizzato, deve averlo capito.

Deve aver capito cioè che la Lega non è un partito xenofobo od omofobo; nè (più) secessionista; nè antagonista ai diritti e ai bisogni dei lavoratori.
Per arrivare a queste conclusioni, son passato per un ragionamento molto semplice, sebbene richieda di rompere la scorza del luogo comune.

Brevemente: sono fermamente convinto che la Lega sia l’unico partito ad aver compreso il fenomeno dell’immigrazione, nonchè l’unico partito ad aver capito come si affronta.
A rischio di prendermi delle sonore infamate, arrivo a dire che secondo me la Lega è il partito che più degli altri ha intuito come migliorare, in senso federalista, la struttura del nostro Stato.

Penso che già questo mi costerà caro in termini di offese, ma non mi fermo qui!

Il sospetto che attorno alla Lega vi sia una cortina di pregiudizio (a volte più a volte meno giustificato) mi è venuto pensando a tre cose.
Innanzitutto al numero di immigrati presenti al nord, cioè in padania, ovvero dove la Lega stravince con punte del 30%: ebbene, l’extracomunitario arriva in Italia sbarcando principalmente al sud, ma, poichè là non vi trova lavoro, migra verso il settentrione, dove spesso si integra.
La seconda cosa che mi ha fatto riflettere è che gli operai che ieri votavano a sinistra e che oggi votano Lega sono quelli maggiormente a contatto con quei lavoratori stranieri di cui sono affollatissime le imprese del nord.
Infine, esaurita l’eco dei proclami volgari non si è mai avuta notizia di atti di bullismo o di razzismo nei confronti nè dei terroni italici nè degli immigrati d’oltre confine.

Insomma: il leghista moderno è una persona che spesso vive a stretto contatto con l’immigrazione. E la rispetta. O la tollera, se vogliamo.
Lo scontro allora si catalizza sull’altra immigrazione, quella che più lo spaventa e che spaventa un po’ tutti: quella clandestina, quella incontrollata, quella che non si riesce o non si vuole integrare e che quindi crea problemi di sicurezza rinforzando le fila della microcriminalità.
Chi perciò dà di razzista all’elettore padano mi sa che pecca un attimino d’ignoranza.

Anche circa la Costituzione: la Lega, movimento territoriale, non chiede più la secessione, ma solo un maggiore riconoscimento dei meriti delle zone su cui ha influenza.
Il federalismo fiscale e la devoluzione ordinata di poteri certi sono richieste che oggi vengono apprezzati anche da quelli che fino a due anni fa, quando fecero fallire il referendum sulla riforma della Carta, li facevano passare come tentativi di sovversione dell’ordinamento repubblicano!

Sintetizzando: chi ha paura oggi della Lega?
Semplicemente chi non la conosce. Chi si limita a ripetere le veline con cui viene imbeccato. Chi teme il forte radicamento che quel partito ha sul territorio a scapito delle altre forze politiche che della capillarità hanno fatto il loro punto di forza.

Oggi il fenomeno Lega si è evoluto rispetto ai suoi esordi. Il suo è un elettorato maturo. E affatto razzista.
Cosa che invece non si può sempre dire degli altri movimenti politici. Sinistroidi in primis!

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Comments
14 Responses to “Chi ha paura della Lega?”
  1. Faber ha detto:

    Qualche numero non guasta per leggere gli esiti elettorali. Innanzitutto, non teme smentite l’affermazione che il risultato dei ‘partiti contenitore’ è stato fortemente ed abilmente mistificato ed esaltato. Infatti, nonostante la forza territoriale e l’intensa battaglia mediatica sul ‘voto utile’, i partiti che, volenti o nolenti, hanno rifiutato di diluirsi nel Pdl/Pd non sono stati schiacciati – con l’unica eccezione della Sinistra Arcobaleno – seppure alcuni siano scomparsi o ridimensionati nello scenario parlamentare…

    NEL BLOG http://faber2008.blogspot.com

  2. ilpensatore ha detto:

    non è vero!!!!

    non farà un SIMILE accordo.

    nulla vieta che ne vengano trattati altri con altre condizioni!

    d’altra parte però Berlusconi non ha fatto fuggire nessuno: il destino di Alitalia, se si voleva davvero chiudere con air france si doveva decidere in questi 20 mesi.

    e poi ribadisco: non è stato il mutato cambiamento politico a determinare l’uscita di scena di air france!

    io, onestamente, tutta questa evidenza di cui parli non la vedo…

  3. precario ha detto:

    praticamente dice che è un’offerta irricevibile, come i sindacati, e che se vincerà le elezioni non farà l’accordo.

    l’accordo salta ma per te è solo colpa dei sindacati.

    e ti credo che non hai nulla da aggiungere, hai detto tutto.

    ciao, neh

  4. precario ha detto:

    ecco, in mancanza di alternative ha fatto lo sborone sulla pelle di 18000 lavoratori.

    come? ah, già, la fiorentina…

  5. ilpensatore ha detto:

    “non concluderemo una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto”.

    non ho altro da aggiungere!!!!!

  6. precario ha detto:

    Alitalia, Berlusconi: «No all’accordo con Air France se saremo al Governo»
    dall’archivio de il sole 24ore

    «Non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France e per questo, lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, quando saremo al Governo, non concluderemo una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 di aprile». Silvio Berlusconi, candidato premier per il Pdl, torna a scagliarsi contro la vendita della compagnia aerea di bandiera ad Air France-Klm, dichiarando ancora una volta la propria contrarietà all’operazione messa in atto dall’esecutivo Prodi e lanciando ancora una volta l’idea di una grande cordata di imprenditori italiani per rilevare la compagnia. «Da Air France – ha continuato un Berlusconi più battagliero che mai – sono state presentate condizioni irricevibili e offensive per cui Alitalia sparisce e viene assorbita da loro». Anche per una questione di tempi e di scadenze, Berlusconi ritiene che «questo Governo non vorrà concludere questa trattativa, alle condizioni che abbiamo conosciuto, prima del 13 aprile». «Quando saremo al Governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani e voglio vedere quale sarà l’imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome dell’orgoglio e dell’interesse nazionale», ha detto Berlusconi, intervenuto ad una manifestazione delle donne del Popolo delle Libertà.

    è semplice, alla vendita al governo, azionista principale dell’alitalia, ci sarà lui.
    e un mese con le perdite che ha alitalia al giorno, è il funerale per la compagnia.
    alla faccia dell’analisi faziosa, manco di fronte all’evidenza pensatò?

  7. ilpensatore ha detto:

    due cose:
    innanzitutto, Precario, io aspetterei che almeno si insedii il governo, poi forse parlerei…e comunque lo stesso Berlusconi aveva previsto almeno un mesetto per risolvere la faccenda, nel senso di tirar fuori altri nomi per l’acquisto del vettore.
    in secondo luogo, non aveva mai parlato di escludere airfrance dalla trattativa, ma aveva solo espresso un proprio parere circa l’insufficienza dell’offerta francese che sarebbe equivalsa ad una svendita per l’Alitalia.

    poi, mi spiegherai come si fa a turbare una trattativa cui partecipa il governo e un acquirente. Non c’era praticamente mercato e il veto non è stato posto dal governo, bensì c’è stata una ritirata strategica (il che non esclude un ritorno di fiamma) del compratore.

    la tua mi sembra un’analisi alquanto faziosa…che perlomeno non tiene in conto di tutti i fattori sopraindicati…

  8. precario ha detto:

    pensatò, ma tu sei contento di questo, giusto?
    così l’alitalia farà come la fiorentina e tra quattro anni giocherà la semifinale in coppa uefa.

    i colpevoli sono i sindacati e quel minchione di berlusconi che ha turbato non poco la trattativa, parlando anche di esclusione di air france in caso di vittoria alle elezioni.
    per poi ovviamente fare marcetta indietro una volta vinte.

    ora aveva detto che avrebbe risolto lui la faccenda, o con areoflot o con la cordata coi figli (anzi, no, maledetti giornali comunisti!).

    adesso è il primo banco di prova: o è un presidente del consiglio o è il solito cazzaro.

  9. ilpensatore ha detto:

    @ Precario: se leggi le motivazioni per cui Spinetta ritira AirFrance dalla trattativa troverai tutti i riferimenti che vuoi alle valutazioni economiche e non politiche! anzi: lo dice chiaro e tondo: non c’entra niente il mutato contesto politico.
    semmai, fa riferimento al preaccordo del 24 marzo fallito il 2 aprile a causa dei…sindacati!

    ora, va bene tutto, ma se l’offerta fosse stata irrinunciabile il governo avrebbe già chiuso…anche la bocca ai sindacati.
    i quali invece sono stati interpellati imprescindibilmente dalla stessa AirFrance.
    e s’è visto il risultato.

    leggi comunque il sole24ore di oggi…c’è già una possibilità di cordata italiana.

    e comunque, se al tavolo si sedessero a ridiscutere la vendita in più d’uno non sarebbe male.
    perchè svendere ad arifrance se si può trattare e meglio con altri acquirenti.
    i quali ci sta che aspettassero l’uscita di scena di airfrance…

    dopo aver letto Repubblica, però, fatevi anche un altro giro in rete…e su altri giornali, così per conoscere altri punti di vista.

  10. ilpensatore ha detto:

    @ Prudentissimo: va bene andarci coi piedi di piombo, ma il celodurismo non è religione al pari del comunismo.
    anzi…qui si confrontano due modi di intendere la politca: una è quella del fare (modello leghista), l’altro quello dell’adorazione del dogma (modello post comunista).

    non credo sia solo andar dietro ad uno slogan…o meglio, credo proprio sia andar dietro, cioè oltre, lo slogan.

  11. precario ha detto:

    oh, complimenti per l’affaire alitalia.
    se il buongiorno si vede dal mattino…

    e ora la famosa cordata italiana!!!

    alla faccia della destra competente

  12. ilpensatore ha detto:

    @ Gwath, più o meno come avrebbe dovuto fare nei precedenti 5 anni di governo. Farlo tutto in una volta, alla fine, ha pagato, ma non è bastato!

  13. Gwath ha detto:

    Io penso che si lavori ai fianchi la Lega per far andare in rotta il governo Berlusconi….

    Questa è la parola d’ordine della sinstra….

    Comunque permettetemi di fare un piccolo OT:

    questa legislatura dovrà per tutti questi 5 anni fare campagna elettorale.

    Non gli va mai data tregua, rispondere a tono a tutte le loro insinuazioni.

    Bisogna far capire bene alla gente un semplice concetto:

    la destra ha vinto perchè competente, la sinistra ha perso perchè incompetente.

    Ciao.

  14. prudentissimo ha detto:

    Io. Ho paura della lega come avevo paura dei comunisti “trinariciuti” impermeabili a qualsiasi ragionamento. Pronti però, a seguire chiunque avesse loro profetizzato un mondo migliore, con frasi fatte, slogan e promesse straordinarie.
    Ciao a tutti!
    Prudentissimo

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