Con Berlusconi al governo diciamo addio all’equidistanza in politica estera: l’Italia si schiera!

Ottimo articoletto sui canali di Libero.it!

Lo riprendo in parte, perchè tratta un argomento su cui per tutta la campagna elettorale sia Veltroni che il Cavaliere hanno preferito glissare, lasciando che lo scontro rimanesse sui problemi di casa nostra.

La politica estera, però, non è una questione di secondo piano. E a molti sarebbe piaciuto se ne fosse parlato di più negli scorsi mesi, quelli del confronto tra le forze in campo, tra PdL e PD!

Non scordiamoci che soli due anni fa, l’atteggiamento dell’Italia all’estero fu uno dei temi dominanti dello scontro tra Prodi e Berlusconi.
Da una parte il professore, accerchiato dalle spinte pacifiste che chiedevano il pagamento di 5 anni di piazzate e girotondi contro Berlusconi; dall’altra, appunto, il Cavaliere, forte della SUA politica estera per la quale chiedeva agli italiani la possibilità di darne continuità: accanto all’America, a difesa dell’Occidente, contro ogni regime e il terrorismo.

Vinse l’Unione.
E in brevissimo tempo la realpolitik ulivista portò l’Italia nelle sabbie mobili dell’equidistanza.
Così ci siam dovuti sorbire Massimo d’Alema che, da ministro degli esteri, un giorno se ne andava in sinagoga e l’altro portava a braccetto uno dei colonnelli di Hezbollah.
Siamo scappati dall’Iraq prima dei tempi precedentemente concordati dal governo Berlusconi con americani e inglesi; siamo invece andati in Libano per fermare…gli israeliani contro cui si stava muovendo la longa manus siriana ed iraniana.

Insomma: una politica estera tiepida, che non si riconosceva in nessun principio forte, poichè tutti erano assieme cattivi, ma giustificabili o buoni, ma anche un po’ birbanti!

Da domani, con la vittoria del Cavaliere, potremmo tornare a vedere l’Italia coraggiosamente schierata sullo scacchiere internazionale.

Già annunciati alcuni provvedimenti: revisione delle regole d’ingaggio per i nostri soldati in Libano. Ormai ci siamo, rimaniamo con l’Onu, ma che almeno non ci si faccia trovare sprovveduti di fronte ai criminali islamici.
Probabilmente ci sarà un rinforzo, come chiesto dagli USA, delle nostre truppe in Afghanistan, dove stiamo assistendo ad una recrudescenza del terrorismo qaedista.

Intanto, a dispetto delle ridicolizzazioni che furono fatte ai tempi dello scorso governo del Cavaliere, da parte dei suoi oppositori (non solo politici ma anche mediatici), seppure ancora non insediato, Berlusconi ha visto correre a casa sua l’amico Putin (cioè il premier in pectore della Russia che ci vende gas e acquista made in italy) e si prepara ad andare a cena da Bush…onore mai concesso al noiosissimo Romano Prodi!

Questa è la politica estera che ci aspettiamo da un Paese che non vuole restare ai margini!

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Comments
6 Responses to “Con Berlusconi al governo diciamo addio all’equidistanza in politica estera: l’Italia si schiera!”
  1. ilpensatore ha detto:

    @ Anonimo: scusa, ammetto l’ignoranza! sono comunque andato a cercare qualche info sulla Scuola Normale e…non mi pare d’aver sbagliato nel dire che Max si sarà pure laureato in filosofia, ma non certo finendo di seguire i corsi prescritti dalla Normale.
    Chi si laurea in istituti di così alto prestigio lo dice…

    peraltro, il suo ritiro dalla Scuola è citato dalla stessa Wikipedia.

    non mi pare quindi che il mio giudizio sia infondato!

  2. Anonimo ha detto:

    ma sul sito di Max, la sua biografia cita la laurea in filosofia all’università di Pisa! non so poi se alla Normale o ad altra…

    Da questa frase si capisce che non sai cosa sia e come funzioni la Normale.

  3. ilpensatore ha detto:

    Gwath, leggevo proprio ora Wikipedia e…sorpresa…parla proprio di ritiro! e non cita più nessuna laurea.

    ma sul sito di Max, la sua biografia cita la laurea in filosofia all’università di Pisa! non so poi se alla Normale o ad altra…

  4. ilpensatore ha detto:

    esatto Massimo!
    al di là di destra e sinistra ci vuole una posizione chiara!

    il mio è un augurio: spero infatti che Berlusconi non delude queste aspettative…

  5. Gwath ha detto:

    Una piccola chicca (almeno io sapevo così): è vero che D’Alema ha fatto la Normale di Pisa, ma non si è mai laureato…. Forse per i suoi trascorsi da sessantottino comunista….

  6. massimo ha detto:

    Non sono così preparato in politica estera, di certo, ed è comprovato, chi vuole comandare deve avere idee chiare e portarle avanti con determinazione e capacità. D’Alema che pensavo molto più capace, ha fatto la NORMALE di Pisa, scusate se è poco, ci ha fatto fare varie figure barbine, una per tutti in sede ONU con Putin. Ha criticato in maniera diretta santa madre Russia e la sua politica e Putin, al posto di far parlare il diplomatico deputato a rispondere ha preso la parola e senza nemmeno alzarsi ha detto più o meno così (comunque il senso è questo): strano che un paese che credevamo amico, a cui vendiamo il gas per scaldarsi d’inverno, un paese che è comandato dalla mafia al cinquanta percento faccia simili asserzioni. Ed ha terminato, due minuti per farci fare una figura da idioti. Il Berlusconi non lo amo e non l’ho votato, di certo sembra avere dei contatti ed un modo di porsi tutt’altro che stupido. Lo ha dimostrato la visita di Putin. Speriamo bene. Comunque dobbiamo imparare ad essere razionali, seri e mantenere glki accordi. La parola data dev’essere mantenuta. Dobbiamo imparare a fare le cose, non a criticare senza dare soluzione ai problemi, la politica del NO deve essere archiviata e mai più ripresa.

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