L’Italia è divisa, ma non in parti uguali!

DEFINITIVO CAMERA

DEFINITIVO SENATO

Il dato definitivo parla chiaro: Berlusconi ha stravinto. Anzi: ha trionfato! Ha lasciato Walter e il suo PD dieci punti indietro. Si, quei famigerati dieci punti percentuali per cui veniva sbeffeggiato da molti, in primis proprio da quel Veltroni che di giorno in giorno annunciava una rimonta che non c’era.
Poi si è scoperto che in realtà, Walter, parlava di rimonta riferendosi ai 20 punti percentuali che aveva di distacco non appena si è candidato alla guida del “nuovo” partito della sinistra riformista(?). Beh…ne ha recuperati giusto una decina, riportando l’asticella del consenso, come era prevedibile al momento della scelta elettorale, sopra il 30% da cui Prodi e compagni erano stati disarcionati nel perodo di governo.

Per la Camera i numeri non lasciano campo a sofismi: 46,8 a 37,5; 17 milioni di voti per Berlusconi, 13 e mezzo per Veltroni.
Un distacco di oltre 3 milioni di voti. Si, TRE MILIONI E MEZZO DI VOTI in più per il Cavaliere.
Che, se letti alla luce dei soli 24 mila, ripeto, 24 MILA, lo 0,06%, con cui se l’era cavata Prodi due anni fa, suonano terribilmente meglio. Terribilmente male per il PD e Veltroni e terribilmente bene per il PdL e la Lega!
Al Senato, la musica non cambia: 47,3 a 38; 15 milioni e mezzo di voti per Berlusconi, 12 e mezzo per Veltroni.
Anche qui il distacco è di 3 milioni di voti.

Insomma: una vittoria impressionante per il Cavaliere ed una debacle pazzesca per l’ex sindaco di Roma.

Disaggregando il voto, partito per partito, poi, si intuisce ancora meglio la dimensione tanto della vittoria quanto della sconfitta.
Il Popolo della Libertà si attesta in entrambi i rami del Parlamento al 38%. Con la Lega arriva ai numeri poco sopra elencati.
Il Partito Democratico, invece, in entrambi i rami del Parlamento si accuccia ben al di sotto della fatidica soglia del 35% in cui speravano, attestandosi al 33%!
Comparato al precedente risultato, quello dell’Ulivo del 2006, che riproponeva più o meno la solita formazione, appare lampante che l’effetto Veltroni si quantifica in uno scarso 1,7%.
Dal 31,3% prodiano di due anni fa al 33% veltroniano di oggi c’è però in mezzo la scomparsa dell’elettorato comunista. La Sinistra l’Arcobaleno, infatti, non eleggerà nè deputati nè senatori, per la prima volta nella storia repubblicana.
Il che significa che tra l’elettorato più “radicale” scontento ha prevalso la teoria del “voto utile” e la paura di vedere il Paese in mano a Berlusconi.
E’ perciò molto probabile che vi sia stato un certo travaso di voti dalla sinistra massimalista al PD di Veltroni.
Che si siano turati il naso o meno non ci interessa. Fatto sta che oggi Veltroni raggiunge quel misero 33% giusto grazie ai comunisti fuoriusciti dal bacino bertinottiano ed entrati in quello “riformista” di governo.
Tutto sommato, quindi, non sarebbe scorretto parlare di “tonfo” elettorale per Veltroni.

Boom invece della Lega.
La quale comunque viene favorita dal “voto utile”, nel senso che è si un voto di protesta, ma facilitato, alla Camera, dove il risultato è davvero sorprendente, dalla consapevolezza che un voto a Bossi non metteva in bilico la vittoria del Cavaliere. Al Senato, infatti, la quota leghista scende e il PdL dilaga.

Casini: beh, Casini richiederebbe un discorso a parte, ma per ora mi limito a guardare all’UDC con un sorriso.
Meno voti, meno seggi alla Camera, solo 3 seggi al Senato. Ininfluente sia alla Camera che al Senato.
No comment…perchè si commenta da solo.

Ricapitolando:
in Italia, ad oggi le forze moderate che guardano a destra sono ben oltre il 50%, sfiorando il 55%!
Un Paese, capirete, che non è per niente diviso in parti eguali, come invece era emerso dalle elezioni di soli due anni fa!

Berlusconi è ancora il “più amato” dagli italiani, nonostante tutto…il voto popolare gli condona in maniera tombale ogni gaffe, ogni questione “aperta” con giudici e istituzioni, e perfino il conflitto d’interessi.
Come si suol dire, ha in mano la “pancia del Paese”!
Carisma e qualità che invece non sono appannaggio di Veltroni, il grande sconfitto!
Anche per lui una cocente Waterloo: meno voti di Prodi, meno voti addirittura di Rutelli, meno deputati e meno senatori che in passato.
E quel 35% ben lontano dalla realtà.
Caro Walter…se vuoi ti aiutiamo tutti a preparare la valigia…l’Africa è sempre lì che ti aspetta, anche se non sa cosa l’attende…!

Che bellissima giornata!

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Comments
5 Responses to “L’Italia è divisa, ma non in parti uguali!”
  1. Alfredo ha detto:

    Potrei utilizzare le immagini che hai inserito su Giovani per la Libertà?.

  2. ilpensatore ha detto:

    ecco, appunto…l’hai detto! 😉

  3. stranocristiano ha detto:

    Se i terroristi sono incazzati preferivano i comunisti ci sarà una ragione. Noi gli manderemo Borghezio e intanto sconsacriamo quella sala per piacere 😉

  4. ilpensatore ha detto:

    Al Qaeda ci minaccia?
    beh…motivo in più per gioire della nostra vittoria.
    evidentemente, i terroristi si sentivano più al sicuro quando c’erano i vari caruso e bertinotti al governo!

    la comunità internazionale ci deride?
    a me non pare.
    semmai si stanno tutti stupendo dell’iperbolico successo del Cavaliere…che nonostante tutti ha stracciato Veltroni manco fosse la prima volta che si affacciava sulla scena politica!

    andiamo, Pericle…

    …dignità, per favore…

    perdere non vuol dire impazzire.

    datti un tono…

  5. Pericle ha detto:

    Il Pensatore??? Tu pensi molto poco….ti conviene cambiare nome al blog.
    La comunità internazionale ci sta ridendo in faccia da ieri, AL Qaeda ci minaccia, non sapendo se bombardarci o darci degli aiuti umanitari, dopo aver dato il potere allo Psiconano, e tu dici “che bella giornata”?! Ti auguro di vivere sulla tua pelle tutto quello che hanno passato gli Italiani dal 2001 al 2006…tutto concentrato su di te. Poi vediamo se sorriderai di nuovo.

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