Per un pugno di euro…e nove sedie. I Radicali nel PD. Non un alleanza programmatica, ma d’interesse.

Sono arrivati all’ultimo tuffo. O quasi.
Ma il programma ormai era già stato scritto. Da Veltroni e Di Pietro.
Emma ha solo dovuto ratificare. Mettere una firma in calce e via.
Ideali, valori, battaglie, cultura…tutto messo da parte.
L’importante non è mai stato il progetto. Ma la poltrona.
Tant’è che lo scontro tra le truppe pannellate e Veltroni è occorso non sui nodi politici del PD, bensì sul numero di candidature “blindate” pretese dai Radicali e non rispettate da Walter.
Di più: a domanda specifica, i vari Cappato o Pannella non fanno altro che rispondere che loro con quel programma non hanno niente a che vedere, anzi…lo vorrebbero parecchio diverso, molto più liberale, direi quasi liberista.
Come spiegare allora non solo l’apparentamente, ma anche e soprattutto lo scioglimento del partito Radicale in quello Democratico?! Hanno poco in comune, tranne una comune base laicista, che però Veltroni deve contemperare con la necessità di essere amico anche del mondo cattolico; hanno poco da spartire anche col giustizialista per eccellenza in Italia, quell’Antonio Di Pietro per cui tanto Walter si è speso.
Resta giusto il motivo d’interesse economico e di potere.
Pur di entrare in parlamento e raccattare qualche spicciolo dai rimborsi, i Radicali sono stati disposti a cedere su tutti i fronti alla loro Storia.
Una vergogna dietro l’altra.
Fino all’ultima perla di ieri made in Marco Giacinto Pannella: visto che è stato escluso (perchè a tutto c’è un limite e Pannella è ormai impresentabile anche per il buon Veltroni) dalle liste del PD, ha provato la carta Boselli, del partito Socialista, quallo con cui stava fino a ieri nella Rosa nel Pugno. Picche. Giustamente. Ma si capisce bene la disperazione di un uomo incapace di intendere e di volere. Che ha letteralmente distrutto i Radicali e la loro Storia.
Oggi sono gli zimbelli della politica italiana. Tutti (o quasi) li evitano. Creano più grane che altro.
Ecco perchè da quando sono entrati nel PD Veltroni non cresce più e anzi va a perdere nei sondaggi.
Ma non era meglio, caro Walter, correre davvero da solo?

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Comments
4 Responses to “Per un pugno di euro…e nove sedie. I Radicali nel PD. Non un alleanza programmatica, ma d’interesse.”
  1. ilpensatore ha detto:

    Pannella fa sempre il furbetto: indice inutili scioperi della fame e della sete e poi finisce col rimettersi ai più miti consigli dei medici. Che valore volete abbiano le sue battaglie se finiscono tutte con una sconfitta?!
    mah…
    politicamente parlando, poi…l’alleanza coi radicali non potrà che portar via voti al PD! e già tutti i sondaggi lo dicono! Veltroni in caduta libera!

  2. arwen_h ha detto:

    QUOTO
    e l’ennesima delusione per il duo bonino-mastella. tanto radicali, tanto interessati al rinnovamento, alla rivoluzione, al laicismo, ai referenddum. sisi , la bonino le frega solo della poltrona, e mastella solo di scioperare e sbraitare.. ma sono politici questi???

  3. Emile ha detto:

    Quoto in pieno ogni parola di questo post. Complimenti :))

  4. angelmclove ha detto:

    La vicenda Pannella ha messo in risalto tutte le contraddizioni ed il finto rinnovamento veltroniano.
    Il PD implodera’ alla stessa misura del governo Prodi.

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