Divorzio e 194: quando una legge dello stato diventa legge morale nelle coscienze.

Possiamo parlare d’aborto, come pure di divorzio.
In entrambi i casi abbiamo assistito ad una trasformazione delle coscienze tale che da eccezioni all’interno contesto sociale sono stati prima elevati a legge dello Stato e infine interiorizzati e pubblicizzati come legge morale agli occhi delle nuove generazioni.
L’ottusità con cui si guarda esclusivamente agli aspetti di tutela egoistica dell’individuo è indicativa di un processo di degenerazione etica della collettività.
Non si vuol tener conto dei danni che da questo processo di assimilazione tra regola giuridica e regola morale scaturiscono.
Eppure assistiamo coi nostri stessi occhi alla continua destabilizzazione del tessuto sociale. Ma lasciamo che nelle nostre valutazioni prevalga l’istinto all’interesse personalissimo e il disinteresse per le conseguenze culturali di cui largamente siamo a conoscenza.

Per questo appoggerei più che volentieri, con forte convinzione, l’iniziativa di Giuliano Ferrara.
Il direttore del Foglio ha annunciato la sua discesa in campo, con una lista “pro life” (a favore della Vita) per sostenere anche in Parlamento la battaglia culturale contro l’aborto di cui si è già fatto portatore e portavoce tra la gente, attraverso le colonne del suo giornale, ma anche con la moratoria contro l’interruzione volontaria di gravidanza che vorrebbe proporre all’Onu oltre che all’opinione pubblica nazionale, come conseguenza diretta delle scelte dello stesso consesso internazionale a tutela della vita opponendosi alla pena di morte.

E’ veramente una battaglia. Ed è da combattere sinceramente sul piano culturale. Passando però necessariamente da quello giuridico, per dare il via ad una importantissima inversione di tendenza.

Oggi, la conseguenza più palese è la connaturata (nonchè subdolamente indotta) mancanza di responsabilità nelle scelte relative ai rapporti interpersonali!
Chi si avvicina al matrimonio lo fa partendo col principio che come andrà andrà tanto c’è la scappatoia nel divorzio.
E nelle relazioni intime è la stessa cosa: si fa sesso e non Amore, consapevoli non delle conseguenze cui si andrebbe incontro, bensì della possibilità che ad ogni modo un rimedio c’è e sta nell’aborto.
Si capisce che stando così le cose nessuno prende più seriamente niente. Nessuno si impegna più per niente. E i matrimoni falliscono a grappolo e le donne usano l’aborto per rimediare alle dimenticanze o alle stravaganze di una serata.

Leggi, dunque, magari giuste sotto certi profili e per quel tempo in cui sono state prodotte, ma che oggi vivono un momento di crisi dovuto al fatto che in troppi ormai le confondono quali leggi morali che in realtà non sono!
Per questo c’è bisogno di una nuova battaglia culturale che si esaurisca in una novazione di quelle regole in modo da restituire ad esse l’efficacia che oggi gli è stata sottratta dall’esser diventate oggetto di scontro ideologico più che rimanere disciplina del viver civile!

Non è una conquista di civiltà, tantomeno di libertà, la tutela del diritto all’aborto (perchè tale è ai nostri tempi!)!
Lo è invece la difesa della vita e l’educazione ad una libertà responsabile.
Uno Stato che non si pone il problema e si fa nichilista come i suoi cittadini è quanto di più deleterio si possa pensare!

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Comments
4 Responses to “Divorzio e 194: quando una legge dello stato diventa legge morale nelle coscienze.”
  1. ilpensatore ha detto:

    ti ringrazio, Digillo, innanzitutto per il tuo linguaggio forbito. Fa sempre bene discutere con qualcuno che usa la pacatezza dovuta all’argomento e la loquela necessaria al confronto.

    per risponderti, comunque, ti dico semplicemente questo: non dico di abolire il divorzio o la 194, ma semplicemente di rivederle, in modo da renderle veramente efficaci, veramente utili e correggerne quegli aspetti che oggi l’hanno rese leggi deleterie non sul piano giuridico ma sicuramente su quello culturale e morale.

    la tua morale, se di essa vogliamo parlare, mi piacerebbe sapere che contorni ha: forse la Libertà? ma cosa intendi tu per libertà? fammi capire…sai…io sono un bigotto che vuole imporre agli altri la mia etica, mentre tu sei un libero che vuole imporre agli altri la sua libertà…immagino che una differenza ci sia…quindi, ti invito…spiegamela…

  2. Digillo ha detto:

    dunque idiota che facciamo togliamo via il divorzio perché così la gente la costringiamo ad andare d’accordo vita natural durante anche contro la loro volontà
    dunque coglione che facciamo, se una donna non vuole avere un figlio la costringiamo a tenerselo, anche se non vuole.

    ma a cagare te e la tua bigotta moralità! Io ho una moralità che non costringe assolutamente altri a far quello che voglio io, invece tu sì, questa è a differenza tra una moralità che si sposta con la libertà e la democrazia di un paese, e quella invece ipocrita che ha bisogno di essere imposta con la legge perché non sentita come tale dalle persone

  3. ilpensatore ha detto:

    in realtà io da sempre sostengo la necessità che la scelta di abortira non sia lasciata solo alla donna: per quanto sia poi ella a dover “patire” le difficoltà della gravidanza, credo sia diritto anche del padre decidere delle sorti del proprio figlio.
    ovviamente in certi casi sarei meno tollerante (come a seguito degli stupri), ma in via generale non credo che le donne ci perderebbero molto se al posto della 194 ci fosse una, chessò…194 bis che restringesse i casi legittimi di aborto e tutelasse di più l’interesse e il diritto alla Vita del concepito.
    e non capisco, in tutta onestà, perchè una donna dovrebbe aborrire la moratoria di ferrara: dov’è che lede le loro libertà? chiede soltanto il riconoscimento del valore della vita sopra ogni altro e di conseguenza una maggiore responsabilità nei rapporti.
    insomma…non è poi così bello equiparare la libertà sessuale alla svendita libera del sesso…

    se vuoi farlo, ok…ma assumitene le responsabilità perchè a quel punto non sei più sola…

  4. - Lethe - ha detto:

    Sono d’accordo che la società di oggi, e gli individui, hanno una grave crisi di valori e di responsabilità. Ma non sono d’accordo col fatto che, dato che la maggior parte delle persone è irresponsabile, i diritti acquisiti vadano cancellati.
    Ma forse ragiono da donna… se fossi tu una donna approveresti la moratoria? Ho seri dubbi. Da questo punto di vista, il comportamento degli uomini di fingere che il figlio sia un problema esclusivo della donna è ipocrita, e togliendo il diritto di aborto si potrebbe avere solo uno sfaldamento ancora peggiore della società.

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