Rinnegare il passato, spacciandolo per cambiamento.

Veltroni ha ragione! Bisogna ammetterlo.
Ha ragione quando dice che ” “loro” (riferito al cdx) sono sempre gli stessi, mentre “noi” (del PD) siamo il cambiamento”.
Dice bene. Di fatti, sono quindici anni che Berlusconi sostiene sia impossibile governare coi comunisti, che il massimalismo è un male per il Paese, che per ridare slancio all’Italia servono infrastrutture efficienti e un abbattimento concreto delle tasse per aumentare i salari, che le istituzioni devono essere ammodernate cominciando col cambiare la Costituzione. Lo dice da quando è sceso in campo, il Cavaliere.
E quelli come Veltroni gli hanno dato sempre addosso. Lo hanno schernito. Sfottuto. Perseguito. Perseguitato. Gli hanno dato di buffone. A noi elettori invece hanno detto che il centrosinistra, nella sua composizione unionista (dal PdCI di Diliberto all’Udeur di Mastella) era la Salvezza, che non era un cartello elettorale o un caravanserraglio brancaleonesco unito solo dall’antiberlusconismo, ma che c’era un programma “serio” e puntuale che ci avrebbe resi tutti più felici. Hanno detto che le tasse erano belle, anzi, bellissime, e che solo aumentando quelle si potevano risanare i conti.
Ecco, oggi Veltroni scopre che aveva ragione Berlusconi. Ma non lo ammette esplicitamente. Lo fa a modo suo. Velatamente. Subdolamente. Scappa dai comunisti, dice di voler abbassare le tasse e cambiare le istituzioni, ma poi fa apologia del governo Prodi, quello appena appena miseramente caduto, quello che è imploso a causa dei troppi dissensi interni, quello che NON ha risanato i conti, NON ha spinto il pil, quello che in due anni non ha realizzato nessuna delle cose che aveva promesso in 281 pagine di librone elettorale.

Ha ragione Veltroni. Come dargli torto, a Walter.
“Loro”, cioè il centrodestra, sono sempre gli stessi. Hanno le idee chiare da sempre. (questo non vuol dire chiudere gli occhi e vedere ciò che non esiste, ovvero, non si può dire il falso sostenendo che tutto sia andato come doveva andare e dicevano sarebbe andato)
“Noi”, cioè il messianico Partito Democratico, siamo il cambiamento. Obbligato, dai fallimenti del lontano come del più recente passato. Il cambiamento non è una scelta per Veltroni: è una conseguenza. Quasi morale. Assolutamente vitale. Ma è un cambiamento che passa attraverso anni di ipocrisie e di bugie e di disinformazione. Un cambiamento che però non passa per un rinnovamento della classe politica che dice di volerlo sostenere: sono le facce di sempre. Di quelli che fino a ieri stavano con Prodi, MA ANCHE senza, perchè in fondo…è meglio.

Mi viene quindi in mente un vecchio adagio: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.
In sintesi: meglio affidarsi a chi tenta di rinnovarsi strutturalmente per attuare ciò che da sempre pensa e dice, piuttosto che ad una gang di tassassini che fino ad oggi parlava in un modo e che da domani si ripromette di trasformarsi in qualcosa che non è mai stata!

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Comments
2 Responses to “Rinnegare il passato, spacciandolo per cambiamento.”
  1. ilpensatore ha detto:

    Un’argomentazione notevole…non c’è che dire…

  2. Grigio ha detto:

    Condivido. Prima c’era Dell’Utri, oggi c’è Cuffaro! Tutto uguale.

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