Governo “per le riforme”: o incostituzionale o una colossale bugia.

Che intende dire Veltroni quando dai suoi pulpiti evoca la necessità di un governo di responsabilità in grado di varare le riforme più importanti nel giro di un anno? Ma, soprattutto…e poi? E poi che si fa? Che ne sarebbe di quel governo “salvatore della Patria”?
Lasciamo per un attimo da parte le considerazioni politiche e puntiamo dritti su quelle più squisitamente tecniche, di diritto.
E cominciamo da qui: questo 2008 si celebra il sessantesimo anniversario della Carta Fondamentale del nostro Paese. Molti si stanno spendendo in effusioni, anche un po’nostalgiche, nei confronti della Costituzione della Repubblica; in troppo pochi ancora la osservano con il dovuto occhio critico e si augurano un suo prossimo rinnovamento. Ma insomma, tutti ne parlano.
Si conviene, però, che quando si discute o ci si riempie la bocca di qualcosa, se ne conoscano al meglio i contenuti, altrimenti è inutile farlo. Capita, ovvio, che al bar ci si azzuffi convinti, ognuno per la sua parte, di poter affermare con sicurezza lapalissiana il sesso degli angeli. Ma sono e rimangono chiacchiere da bar, per le quali non sono richieste grandi conoscenze.
Cosa diversa e più trista è vedere chi guida o vorrebbe guidare le nostre istituzioni parlare a vanvera e senza criterio.
Terminando qui i giri di parole: proporre un governo “a progetto” è quanto di più incostituzionale possa pensarsi. Oppure è una (l’ennesima) presa per i fondelli. Demagogia allo stato puro.

Il perchè è presto detto: l’articolo 67 della suddetta Costituzione parla chiarissimo: i membri del Parlamento esercitano le loro funzioni SENZA vincolo di mandato.
Pensare quindi ad un esecutivo che nasca col preciso scopo di realizzare “a termine” alcune riforme e che poi si sciolga istantaneamente, equivale a porsi un vincolo di mandato e di conseguenza a porsi contro la Costituzione.
Per una soluzione del genere, logica vorrebbe, si sciogliessero le Camere e si indicessero elezioni non per la nomina di parlamentari, bensì di Costituenti che si dedicassero solo ed esclusivamente a quelle riforme. Ma sempre dalle elezioni bisognerebbe passare.

Poichè, però, nonostante tutto, confidiamo ancora in quel briciolo d’intelligenza rimasta nelle fragili cavità celebrali dei nostri politici, viene meglio credere che tutti ‘sti gran bei discorsi sulla necessità di evitare che con le elezioni si precipiti il Paese negli abissi dell’ingovernabilità, celino in realtà soltanto la fame di potere che questa sinistra vorrebbe mantenere (leggasi le circa 600 nomine importantissime che di qui a breve andrebbero fatte proprio dal governo per enti più o meno decisivi della vita economica del Paese). Ve li immaginate voi un Fassino, un Rutelli, un Diliberto che tra un anno, e altri 12 mesi di buchi nell’acqua, si accomodano fuori dalle scatole alzando le chiappe dalle cadreghe parlamentari?
Andiamo…sappiamo di chi stiamo parlando! Di gente che nel ’98, dopo aver visto e fatto cadere il primo governo Prodi, si sono inventati altri 4 governi privi di legittimazione popolare!!!!

Che ci vengano a chiedere di accettare una situazione simile (perchè così sarebbe) è veramente da sciocchi.
Per questo non bisogna cedere al canto di queste sirene, perchè come ogni sirena che si rispetti, porta solo a guai senza fine.

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Comments
4 Responses to “Governo “per le riforme”: o incostituzionale o una colossale bugia.”
  1. ilpensatore ha detto:

    Oste, proprio perchè trattasi di diritto costituzionale e filosofia politica mi sembra azzardato escluderlo dalle vicende della situazione politica attuale.

    forse non capisci: ci sono persone che si sono per anni e anni riempite la bocca di bellissime parole, ma sono ben pronte a tradirle per meri interessi di bottega.

    mi dirai: berlusconi è peggio. Opinione tua. Io qui ti dico giusto questo: fa molto più male quando a tradirti sono gli amici piuttosto che vedere i nemici continuare a fare le loro cagate.

    se non vuoi discutere sul piano tecnico-giuridico, ma preferisci interpretare la cosa su quello meramente politico, allora argomenta…il confronto sta anche in questo.

    figurati poi se me la prendo…chi parla di giurisprudenza manco fosse una scienza esatta…beh…mi fa solo sorridere, perchè mi dimostra quanto sia lontana la realtà dalla percezione che la gente ha delle cose di cui non conosce perfettamente i contorni.

    ti ripeto: una cosa e leggerne su Wikipedia…tuttaltro studiarla e affrontare esami con professori che sicuramente ne sanno ben più di noi. Quando li si supera, insomma…non c’è solo la soddisfazione del voto, ma anche la sicurezza di poter maneggiare l’argomento anche con una propria personalità. Senza “pisciare troppo fuori dal vaso”…

  2. l'oste ha detto:

    Non te la prenndere a male, ma che la giurisprudenza non sia cosa per tutti l’hai già abbondantemente dimostrato.
    Ma non mi voglio perdere in polemiche inutili…la questione del vincolo di mandato ha a che fare con il diritto costituzionale e la filosofia politica (vedi alla voce rappresentanza, Hanna Pitkin su tutti) ed è una delle questioni secondo me più interessanti della teoria democratica.
    A parte tutto questo, non c’entra assolutamente nulla con la situazione politica attuale (di cui si può dire tutto, per carità)

  3. ilpensatore ha detto:

    mamma mia…
    nessun mandato…
    significa (in ogni caso) che non è possibile creare un governo sostenuto da parlamentari che siano vincolati ad un mandato su specifiche materie (perchè deputati e senatori ricevono appunto un mandato GENERALE)!
    Pensare invece che Napolitano conferisca l’incarico al primo nome che gli passa per la testa condannandolo già al principio ad una fine imponendogli uno scopo, non mi pare molto lontano da ciò che giustamente leggi su Wikipedia, ma non sui libri universitari. La giurisprudenza, si sa, non è cosa per tutti.
    Cosa ancora più grave, poi, sarebbe che quel governo e quella maggioranza fossero espressione di una trovata politica piuttosto che del consenso popolare che li dovrebbe legittimare.

    ovviamente questo rilievo di costituzionalità è un po’ardito, ma politicamente parlando non è così evadibile.

  4. l'oste ha detto:

    Mamma mia…guarda che il vincolo di mandato è un’altra cosa!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_italiano
    Ciao

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