Previti e il popolo sovrano.

Ho idea che Cesare Previti farebbe meglio ad assecondare la volontà della giunta delle elezioni e se ne tornasse a casa senza mostrarsi più martire di quanto già non lo sia.
La ritengo una soluzione che incontra sia l’opportunità politica di non essere più bersaglio e pretesto di gazzarre e roghi giustizialisti, sia l’opportunità morale per una persona che la giustizia italiana ha comunque riconosciuto colpevole dei reati ascrittigli e che non può e non deve dar l’idea di essere diversa, perchè più influente e protetta, dalle altre.
Non importa se quelle sentenze siano state il frutto di un accanimento personale e politico della magistratura. E’ sotto gli occhi di tutti ed ognuno si è fatto l’idea che più si avvicina al proprio modo di interpretare la realtà. Ma la giustizia divina, quella che può benissimo scagionare colui che è stato giudicato colpevole in Terra, non è di questo modo. E rispettare la legge e chi la applica è una necessità non solo storica, ma anche morale. Appunto.

Cesare Previti, condannato a 6 anni dalla Corte di Cassazione per la vicenda Imi-Sir, deve accettare e rispettare ciò che nella sentenza è prescritto. Lasciare i suoi pubblici incarichi, perchè da questi interdetto.

L’unico appunto che si può fare sulla questione è semplicemente uno: il senatore Previti ha diritto di opporsi (nonostante tutto) alla volontà della Giunta e di sottrarsi al volere dei giudici?
Secondo me, si.
E per un motivo abbastanza intuitivo, che dovrebbe venir considerato al di là della faziosità politica.
La giustizia è amministrata “in nome del popolo italiano”. Ma è lo stesso “popolo italiano” a decidere da chi farsi rappresentare in Parlamento, l’organo dotato di maggiore democraticità tra le nostre istituzioni. Possibile allora che il popolo voglia due cose palesemente in contrasto tra loro?
Poichè però il giudice agisce come intermediario rispetto al “popolo”, mentre invece il “popolo” agisce direttamente nella scelta dei deputati dell’organo legislativo, credo non sarebbe del tutto assurdo veder prevalere la volontà “diretta” del popolo e soccombere quella “indiretta” dei giudici.

Con questo non voglio dire che Previti debba vedersi scagionato. Ma il suo mandato popolare credo sia da ritenersi più forte di qualunque sentenza. Anche perchè, l’elettore che nell’urna ha votato indicando Forza Italia aveva coscienza della scelta che faceva e anche della possibilità di non operarla. L’hanno fatta in milioni (più di 9) quella scelta. Può una sentenza spazzarla via, scontrandosi col potere/volere del popolo sovrano?

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Comments
34 Responses to “Previti e il popolo sovrano.”
  1. ilpensatore ha detto:

    c’è sempre una possibilità per venirsi incontro!

  2. Pioneer Skies ha detto:

    ilpensatore:”Mettiamoci sullo stesso piano. Io non t’ho mai detto che sei una marionetta di chi ti infila un’idea in testa. Spero sempre si possa far affidamento sulle intelligenze proprie.” “non mi pare che Pioneer escluda a priori l’esistenza di tali lobby!”

    F:”Alla base del ragionamento (che faccio mio) c’è l’assunto di ignoranza della influenza del colore di una ideologia, alla base del tuo c’è l’assunto della molto probabile (quasi certezza) della influenza di certa ideologia.”

    Queste mi sembrano le solide basi per un punto d’incontro su come affrontare la discussione: sono entrambe vere e constatabili e non si smentiscono l’un l’altra! ^_^

    Detto questo e tenendolo a mente: io, in effetti, penso che il dubbio sia all’origine della verità (Cartesio docet), ma solo sul livello dell’opinione. Se invece ci si voglia sbilanciare in una esternazione pubblica sulla realtà concreta, sensibile e conosciuta non si possa che restare fedeli ai nostri sensi (vista e udito). Fuor di metafora filosofica, se una illegittimità non è comprovata è supposta l’innocenza…
    …sperando di non passare per il garantistello di turno!

  3. F ha detto:

    Vuoi dire che i concetti di Pioneer (che sono i miei espressi molto meglio di come avrei fatto io) sono un sottoinsieme dei tuoi?

    Falso. Alla base del ragionamento (che faccio mio) c’è l’assunto di ignoranza della influenza del colore di una ideologia, alla base del tuo c’è l’assunto della molto probabile (quasi certezza) della influenza di certa ideologia.

    Quindi nel mio “ingenuo buio” come dici tu, mi sento più stabile mentalmente (meno mediaticamente deviato) nella mia l’ignoranza vigile sulle storture e sulle deviazioni, di te che ti lanci in estensioni di pensiero non provate.

  4. ilpensatore ha detto:

    plaudo al come dovrebbe essere. Ma nella sostanza non mi pare che Pioneer escluda a priori l’esistenza di tali lobby! poi…non destrutturare il commento. Arriva fino in fondo!

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