Un governo reale e uno virtuale. Facciamo che Prodi va a governare in Second Life e qualcun’altro si occupa dell’Italia reale!

Ecco come si spiega la schizzofrenia dell’esecutivo prodiano.

Un giorno dicono una cosa, il giorno dopo un’altra. Prima parlano, poi smentiscono. Fanno, e disfano. Insomma avete capito.
Poi, ho letto questa notizia e m’è venuto il dubbio: sarà che siamo di fronte ad un governo reale che crede di vivere nella realtà virtuale?
Possibile.
Forse, una volta usciti da Second Life, ministri e vice si sentono ancora nella loro bella casetta fatta tutta di pixel e non si preoccupano di gettare la faccia nel cesso con le loro uscite contraddittorie e deleterie, convinti come sono di poter modificare e abbellire il proprio avatar in qualunque momento.
Sta di fatto che, come si sa, questo è uno degli effetti collaterali di chi sta troppo al computer. Si finisce per perdere il senso, il confine della realtà per ritrovarsi in un mondo tutto proprio…ovviamente inesistente.

Ecco! Probabilmente in Second Life non c’è bisogno di abbattere lo scalone, i conti sono in ordine, quelle di Bersani vengono acclamate come liberalizzazioni, nei sondaggi il governo vola, alla riconta dei voti delle ultime elezioni politiche l’Unione ha vinto col 10% in più dell’odiato Berlusconi, che, sempre in Second Life, non ha ancora molto da campare; e il Libano è una terra dove si gusta tutti i giorni tutto il giorno una succulenta cedrata sdraiati all’ombra di una foglia di cedro (appunto), e tutti sono più felici…proprio come voleva lui, il professore.
Solo che ogni tanto è giusto tornare nel mondo reale. Ci credo che poi la delusione è tanta!

Allora, il mio consiglio non può che essere questo: facciamo così: Prodi e compagni vanno a governare l’Italia su Second Life. Chè pure che la sfasciano si può sempre pagare qualcuno che la rifaccia più bella. Qui, invece, facciamo che alla guida del Paese ci si mette qualcun’altro.

Non importa chi, l’importante è che abbia due requisiti: che non sia Prodi e, soprattutto, abbia le palle per lasciarsi alle spalle il comunismo e i comunisti.
A quelli gli lasciamo volentieri “l’altro mondo possibile”…quello di Second Life!

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