Le ecoballe che rovinano il mondo e tolgono soldi alla lotta contro fame e malattie!

Repubbilca, oggi, fa da grancassa all’ennesimo pippone ambientalista targato Al Gore. L’ex vice presidente USA torna a puntare il dito contro l’Uomo reo di stare ammazzando la Terra. E chiede di sostituire Kyoto con un altro accordo. Ancora peggiore.

Di qui, la mia riflessione quotidiana.
Ne avevo già parlato giorni fa, ma è giusto tornarci sopra, perchè l’argomento è di una attualità disarmante. Siamo, quotidianamente, ossessionati da attacchi di una parte del genere umano contro altra parte del genere umano. E ci sentiamo continuamente indicati come la principale causa della rovina del mondo in cui viviamo.
Ma è vero? O è solo un espediente per raccogliere consenso attorno ad un tema che facilmente eccita le coscienze delle persone semplici e che è in grado di convogliate quantità enormi di soldi sfruttando, appunto, la facile impressionabilità della gente?

Personalmente, più passa il tempo e più mi convinco che la seconda domanda sia quella che porta alla risposta più giusta.
D’altra parte si tratta di scienza: causa ed effetto. Spiegare l’effetto riferendolo ad una causa. Ma quando quell’effetto lo si può spiegare in più maniere, ecco che la certezza di una teoria crolla, perchè più certa non è.
Non si spiega allora come mai una sola di queste teorie di spiegazione dell’effetto stia raccogliendo tutto questo favore. Manco fossero tutti contenti di sapere che il mondo sta morendo a causa dell’Uomo. O meglio, la soluzione del dilemma è più semplice di quanto si pensi. E corrisponde esattamente alla risposta alla seconda domanda da me poco sopra formulata: ci sono interessi politici ed economici dietro al global warming.
La dimostrazione? Lobby di potere politico che spingono affinchè lobby di potere economico trovino soddisfazione nel mercato ecologico!
In una puntata di AnnoZero di qualche settimana fa, fu lo stesso Rutelli a pronunciarsi a riguardo: l’industria ambientalista fattura almeno UN MILIARDO DI EURO L’ANNO!

Ora, la scienza non è democratica. E’ più che scorretto, quindi, usare come criterio di giustezza di una teoria rispetto ad un’altra il fatto che in 99 si esprimano a favore di una e solo UNO si esprima a favore dell’altra. Eppure è quello che ci sentiamo ripetere da troppo tempo ormai. Se lo dicono 99 scienziati su 100 ci sarà un motivo?! Ebbene, quei 99 contano come UNO solo se dicono la stessa cosa rispetto all’altro UNICO scienziato su 100 che ne dice un’altra.
Funziona così.
Si dovrebbe portare a conoscenza entrambe le teorie, ma…niente.
Ci si ostina a spender soldi per sostenerne una sola, trascurando pervicacemente l’altra.
Il che si spiega solo con la paura degli ecoambientalisti di vedersi privati di popolarità e denaro nel momento in cui venisse presa maggiormente in considerazione l’altra teoria, quella di chi non vede una causa antropogenica del riscaldamento della Terra, che lega, invece, ad attività del tutto naturali come quelle solari (da qui, anche la teoria di un prossimo futuro global cooling).

Dovremmo saperlo che non tutti i nobel si esprimono favorevolmente circa il global warming, ma non lo sappiamo. Dovremmo saperlo che in realtà non è solo UNO lo scienziato che si oppone alle teorie catastrofiste dei seguaci di Al Gore, ma centinaia, eppure non lo sappiamo.
Ma dovremmo saperlo.
Dovremmo sapere, ad esempio, che coi soldi spesi e preventivati per dar corso all’inutile trattato di Kyoto saremmo in grado di porre fine, PER SEMPRE, alla fame nel mondo e alle vere piaghe dell’umanità come l’AIDS e la MALARIA; dovremmo sapere che per dar ragione ai redattori del protocollo di Kyoto milioni di persone si ritroverebbero per strada alla ricerca di un lavoro che non potranno più ottenere perchè le industrie non potranno più produrre come fanno oggi proprio per limitare le loro emissioni di anidride carbonica; dovremmo sapere, soprattutto, che dar seguito agli allarmi sul global warming, rischierebbe di ridurre il benessere che nei secoli ci siamo costruiti.
Dovremmo sapere che Kyoto è inutile.
Le cosiddette fonti di energia alternativa sono una vera e propria bufala. Tutti si guardano bene, infatti, dal far sapere alla gente che la loro presenza non garantisce il distacco dalle comuni fonti di energia. Nessuno poi fa sapere alla gente che in realtà le fonti di energia alternativa non rappresentano il futuro, ma anzi, un ritorno al passato: il solare, l’eolico e cavolate varie sono limitate proprio dai fattori naturali cui si avvarrebbero (il sole non c’è sempre e non ovunque con la stessa intensità; il vento idem) e sarebbero comunque legate ai vecchi sistemi di produzione d’energia per il loro sviluppo e trasporto.
Dovremmo sapere che l’unica vera fonte di energia utile a limitare le emissioni di CO2 è quella però più osteggiata dagli stessi che vorrebbero un mondo più pulito: il NUCLEARE! Che ci libererebbe oltretutto dalla dipendenza col medioriente e la Russia per petrolio e gas.

Dovremmo sapere tutte queste cose, ma niente! Chi potrebbe parlarne viene relegato in un angolo con un sistema di censura di stampo sovietico. A cui si accompagna la finzione ideologica della superiorità morale: si! parlate pure con chi vi pare, che sostenga i timori del golab warming e otterrete sempre lo stesso trattamento: sarete guardati come abietti, come inferiori, come degli stronzi (passatemi il termine) che, a differenza loro, non hanno a cuore il bene del mondo! E non ci sarà verso provare a spiegargli che ci sono anche altri modi per spiegare il riscaldamento globale: ti continueranno a guardare male, incazzati per come tu possa dar credito a teorie che non finiscono nemmeno sui giornali.
E siamo al punto di partenza.
All’errore, cioè, per cui una teoria è più giusta di un’altra solo perchè in più persone ne parlano.

Balle!

Oggi, Al Gore vorrebbe un nuovo accordo. Folle quanto e più del primo. Deleterio come ogni soluzione adottata dagli ecoterroristi mediatici del nostro tempo.
Che si preoccupano di impaurire, ma non si occupano sul piano scientifico di spiegare le tante lacune dei loro ragionamenti.
Quali siano posso solo darvi un assaggio, ma vi rimando dove ne potrete leggere a sufficienza per farvi un’idea più completa e quindi corretta. QUI!!!

Intanto, sarebbe giusto sapere che (per brevità, cito e quoto il mio amico SALO):

– il riscaldamento globale in atto è iniziato a partire dal 1700, quando le industrie e le automobili ancora non esistevano;
– i dati dei rilevamenti registrano una assoluta NON CORRISPONDENZA tra i livelli di gas serra nell’aria e la temperatura dell’atmosfera (ciò significa che gas come CO2, emessi dall’uomo, influiscono ben poco sull’atmosfera terrestre, che riceve influssi ben più “negativi” dalle stagioni solari, con le quali noi non c’entriamo nulla!);
– i rilevamenti degli ultimi secoli provano che l’aumento del gas CO2 nell’aria è una conseguenza, non una causa dell’aumento della temperatura (!);
– la Groenlandia è una regione attualmente coperta da ghiacci perenni, ma il significato del nome è letteralmente “terra verde”, poiché fino al 1300 circa era terra temperata e rigogliosa; le fonti storiche testimoniano che in Inghilterra, fino al 1200 circa, si coltivava la vite con ottimi risultati; questi due dati storici confermano che in passato la Terra ha vissuto stagioni con temperature ben più alte rispetto a quelle attuali…eppure l’umanità sembra essersela cavata bene (forse Al Gore e Pecoraio Scanio non sanno che nel 1300, quando la temperatura era ben più alta di ora, le industrie…non esistevano);
– negli anni ’70 quegli stessi scienziati “interessati”, gli apocalittici per pagnotta, avevano dato l’allarme per una possibile glaciazione imminente (!!), organizzando convegni e sensibilizzando i vari stati (che ovviamente finanziarono ancor più lautamente per vederci chiaro): questo per capire quanto sono attendibili codesti allarmisti di professione.

Più altri e altri ancora. Ma mi fermo qui per non tediarvi troppo sciorinandovi dati inutili alla discussione sostanziale.

Ovvero, che l’importante è che si possa venire a conoscenza dell’alternativa.
Così che si possa mettere un freno a quel mostro mangia-soldi che si chiama ambientalismo e che fondandosi su basi fallate sperpera enormi quantità di denaro che sarebbe invece più utile se usato per combattere e sconfiggere i mali che oggi affliggono sul serio l’umanità: malattie, fame, mancanza di acqua nei paesi del terzo mondo!

Saluti.

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Comments
5 Responses to “Le ecoballe che rovinano il mondo e tolgono soldi alla lotta contro fame e malattie!”
  1. SiMy ha detto:

    Grazie a Dio non sono tutti così ignoranti come te in merito altrimenti a quest’ora manco starei qua a scrivere. VERGOGNATI

  2. Anonimo ha detto:

    mi sto documentando sul riscaldamento globale… e sto leggendo tutte le teorie in proposito….potresti perfavore darmi delle fonti internet in italiano nelle quali io possa leggere le teorie diciamo “contro”…..

    quelle di cui tu parli e che nessuno sa….

    potresti darmi i link…????

    te ne sarei grato…

  3. ilpensatore ha detto:

    aspetta un attimo F!
    un conto è risparmiare volontariamente. Altra cosa è essere obbligati a spendere.
    Spendere per attuare Kyoto è profondamente inutile e dannoso. Anche perchè sono spese che ricadono tutte sulle nostre tasche!
    sarebbe più utile, credo, investire quei soldi in altre parti!
    ovvio che poi si potrebbero rastrellare oboli in mille maniere, ma quando leggo di obblighi in capo ai paesi che comportano esborsi planetari e per giunta inutili, allora mi indigno un pochino!

    vogliamo investire? bene!
    di più: nè il prof Battaglia, nè il mio post dicono che sia inutile andare in cerca di fonti alternative.
    semmai è inutile farlo come priorità assoluta, dandogli un significato che non ha ma che al tempo stesso ci depista.

    ben venga la ricerca e l’integrazione delle fonti alternative, ma si capisca che non è con esse che si risolve il problema.
    non si tratta di semplici ipotesi…e comunque, quelle espresse non solo dal prof Battaglia, sono da tenere in considerazione tanto quanto tutte le altre! ma non succede…come mai?

    nessuno, per chiudere ribadendo, vorrebbe la sepoltura degli investimenti, ma una migliore razionalizzazione!
    ti dirò di più: per quanto tu possa fare ricerche è improbabile trovare una modificazione incisiva ai pannelli solari, ad esempio: perchè sono specchi e a questi serve spazio (immutabile) per procacciarsi un tot di luce solare.
    per quanto investi non li trasformerai mai in qualcos’altro. E come quelli anche le pale dei generatori eolici.

    investire sull’idrogeno potrebbe essere una soluzione.
    ma il vero problema è che si tralascia la ricerca sul nucleare…che è l’unica soluzione attuale…

    tutto il resto, si…è fuffa…e pure orba…

  4. F ha detto:

    L’articolo è assolutamente basato su ipotesi (i cambiamenti non dipendono dall’uomo)… non su verità scientifiche!

    L’articolo un pò scopiazzando le idee del professor Battaglia collegandolo alla fame del mondo pone male la questione.

    Perchè non risparmiare sulle pellicce, sugli optional nelle auto di lusso, su… si possono fare miliardi di esempi… per salvare il mondo? Sarebbe più giusto che ciò che è obbiettivamente voluttuario e superficiale è più etico tagliere in spese che in ricerca!

    Una similitudine certamente più calzante (ma egualmente mal posta) sarebbe quella di mettere a confronto le spese delle aziende farmaceturice nella ricerca e sviluppo e la distribuzione gratuita (o simil gratuita) dei medicinali alle popolazioni del terzo mondo! i danari le aziende li devono ricevere… potrebbero essere dirottati quelli di spese in armi!

    In tutti i casi la questione che ne l’articolo, ne Battaglia tiene presente è che la RICERCA (con lettere maiuscole) è SEMPRE un investimento a PRIORI… indipendente dai risultati che si possono ottenere.

    Al prof. Battaglia, o all’articolista ci si oppone con una semplice considerazione… l’invenzione e la scoperta di qualcosa che migliora la tecnologia esistente può essere fatta solo se qualcuno si applica nel farla, ovvero se qualcuno ha denari per farla, ovvero se si fanno investimenti.

    Quindi qualunque teoria cade se si vede, come è giusto, la ricerca un investimento a rischio che potenzialmente può dare benefici colossali.

    Quindi quello che l’articolista un pò orbo direi è che nessuna tecnologia è immutabile, quello che oggi sembra sconveniete potrebbe domani essere conveniete con una semplice scoperta di un qualsiasi ricercatore o gruppo di ricerca!

    Quindi da semplici “ipotesi” non si può dedurre una chiusura in investimenti e in possibili scoperte tecnologiche… queste cecità ci hanno portato troppo indietro rispetto alla fama dell’Italia paese di geni e artisti.

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