Prodi in preda al panico insegue i sindacati per salvarsi la cadrega.

Funziona così. Che il governo, da giorni, sta stando dietro ai capricci dei sindacati. Il fatto è che non può mollarli dove sono. Altrimenti manderebbero a farsi benedire, in maniera definitiva, un’alleanza storica e redditizia per la sinistra.
Logica vorrebbe che a questo punto si chiedessero informazioni su come trovare i “riformisti” dell’Unione. Perduti. In mezzo al mare di prese di posizione e di ordini e contrordini tra associazioni dei lavoratori e governo. Una cosa però è certa: comunque vada è una sconfitta.
Prodi e TPS avrebbero dovuto certificare la bontà della riforma Maroni e portarla avanti assieme a quella Dini (come peraltro aveva chiesto anche l’Europa e uno sparuto/sparito drappello di gente con ancora un po’ di sale in zucca anche a sinistra) e invece stiamo assistendo ad un vero inseguimento. Quello dell’innamorato (il governo) nei confronti dell’amata (la Cgil). Col primo talmente disperato, talmeno desideroso di non perdere l’amore di Epifani che non fa altro che tentare di convincerlo a non abbandonarlo, con proposte che definiremmo (tra amici) “da zerbino”.

Tant’è.
I sindacati stanno difendendo la posizione di 130mila lavoratori che dovrebbero restare a lavorare fino a 60 anni invece che a 57. E mentre in tutta Europa si va verso un’età pensionabile vicina se non addirittura dei 65 anni, in Italia il governo, per amore di quei 130mila, si cala le braghe davanti al massimalismo e giura che si può ancora stare insieme parlando di 58 anni! Peccato che così, sfasciando la riforma Maroni l’Italia si ritroverà sul groppone una spesa pubblica ingigantita di 63 miliardi di euro da qui fino a prima della metà di questo secolo d’inizio millennio!
In pratica, una valanga di miliardi ogni anno da coprire con tasse e tagli da macelleria sociale.
Per parare il culo a 130mila persone.

Ma l’interesse nazionale? Un tempo lo si richiamava sempre! Oggi invece…comandano i pochi: che siano 130mila lavoratori su 20milioni di pensionati che vorrebbero anche una pensione migliore; o che siano gli ultimi reduci del comunismo…cui però la sinistra, anche quella sedicente riformista, non può proprio fare a meno!

Vil denaro…vil cadrega!

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