I primi passi della “Cosa Rossa”. Che potrebbero essere gli ultimi del governo Prodi.

Ancora non sappiamo bene se sia giusto chiamarla così o se hanno già pensato ad un nome diverso per citarla senza imbarazzi.
Di sicuro, sappiamo solo che qualunque “cosa” sia, questo agglomerato di sinistra-punto-e-basta è in grado di mettere in difficoltà il governo e l’altro aggregatore, quello dei moderati, il futuro Partito Democratico.
Non molti giorni fa fu il presidente Bertinotti ad augurare alla Casa dei Rossi maggiore coraggio, di sbrigarsi ad agire…vedere di cosa son capaci. Una settimana dopo scopriamo che il leader oggi a meno di mezzo servizio causa incarichi istituzionali che ne prediligono l’imparzialità, ha ancora il suo peso politico attivo. E la Cosa ha mosso i suoi primi passi. Che potrebbero anche essere quelli che porteranno il governo Prodi verso ed oltre il baratro. Più in là c’è solo il suono sordo del tonfo.

Riformisti (sedicenti) e massimalisti (questi invece anche di fatto) erano già da qualche giorno ai ferri corti. I conti non tornano e dal ministero dell’economia si fa sapere che lo scalone alle pensioni è intoccabile, che la spesa pubblica è fuori controllo e che i soldi che ci sono sono pochi per dar corso alle richieste dell’ala comunista. Per tutta risposta, quattro ministri dello stesso governo, Scanio, Mussi, Ferrero e Bianchi, hanno intimato a Padoa Schioppa quali devono rimanere le priorità per l’esecutivo e per la maggioranza.
In soldoni, il rispetto del programma, quello da 281 pagine, in cui si parla di superamento della legge Biagi, del precariato, dell’abbattimento della legge Maroni e maggiore attenzione per la sicurezza. Tutte cose su cui è stata imbastita la campagna elettorale che ha preceduto la vittoria del 2006 e che invece finora sono rimaste disattese dagli stessi che se ne erano riempita la bocca. Oltre a tante altre belle cose contornate da altrettante belle parole.
Parole, appunto. Di fatto, però, tutti hanno ragione. Perchè in quel programma c’era scritto tutto e il contrario di tutto; tanto che ognuno può interpretarlo a modo suo.

Mettiamoci poi che la realtà è sempre tremenda quando appare in tutta la sua durezza in faccia a chi ha voluto pervicacemente trascurarla e il cerchio si chiude.
Questo governo si accorge oggi di come stanno le cose: che la legge Biagi non è da buttare; che lo scalone non è da buttare; che la riforma della giustizia non è da buttare; che la riforma della Costituzione non è da dimenticare del tutto; che le leggi ad personam valgono anche per tutti gli altri e quindi non sono da buttare. E così via.
Insomma, una contraddizione dietro l’altra rispetto alle migliaia di parole recitate dai pulpiti di tutta Italia.

Ancora adesso, che sono al governo, le sinistre si credono all’opposizione. E propongono, rimproverano il non-fatto, protestano. Ma è buffo, poco serio, perchè dopo un anno dovrebbero anche riconoscere le proprie responsabilità!
E la gente se n’è accorta.
Così diventa ridicolo ogni tentativo di recupero in zona Cesarini.
Perchè se nessuno se ne fosse reso conto, Prodi e compagni sono già in zona Cesarini.

Delle 281 pagine non v’è traccia nell’azione di governo. E nemmeno dei 12 punti del dopo-crisi. Avremmo dovuto infatti vedere il portavoce unico, Sircana, parlare a nome di tutti. E invece…

Fallimento su tutta la linea.

Se questa linea però dovesse continuare ad essere tratteggiata…finirà tutto prestissimo.
Bontà nostra!

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Comments
2 Responses to “I primi passi della “Cosa Rossa”. Che potrebbero essere gli ultimi del governo Prodi.”
  1. ilpensatore ha detto:

    fantastico Ephrem…. 😀

  2. ephrem ha detto:

    O.T.: Ho aggiunto nel post “Timeline” il video di YouTube con le perentorie afferamazioni di Vartere… 😉

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