TAV: governo bugiardo. Ennesimo rischio di scollamento con la base.

                           

Dietro alle dichiarazioni entusiastiche, sulla presunta soluzione di tutti i problemi circa la costruzione della sezione Italiana del Corridoio 5, che i giornali oggi ci riportano, si nascondono delle ombre e anche dei rischi.
Le zone oscure riguardano la parte tecnica del progetto; i pericoli invece sono tutti squisitamente politici.

Mentre gli amministratori si pavoneggiano di aver trovato un accordo con le popolazioni locali, seppure ammettendo (Enrico Letta dixit) di non aver ancora deciso quale tracciato presentare alla UE, le organizzazioni NO-TAV della Val Susa non si sono arrese e addirittura passano al contrattacco.
Se, infatti, dal governo parlano con soddisfazione di aver compiuto passi in avanti mettendo tutte le parti attorno a un tavolo, dai comitati antagonisti arriva un netto “non è cambiato nulla!”.

Niente è risolto dunque. Niente, soprattutto è stato chiarito.
Non si conosce quale sia/sarà il progetto finale, ma solo che quello ipotizzato è/sarà prettamente politico: aggirerà cioè i paletti imposti dai no-tav, producendo una specie di tracciato-serpente. Ovvero l’esatto contrario di ciò che sarebbe utile per perseguire efficacemente l’obiettivo principale dell’opera: sveltire i movimenti, per trasferire il più possibile il movimento delle merci dalla gomma al ferro dei binari. Un percorso che, invece, si insinua sfiorando la Valle (che si ha addirittura timore a citare – oggi parlano di “destra e sinistra della Dora”) coinvolgendo in parte anche le vecchie ed obsolete strutture, che si allunga (rispetto al disegno originario) e che di conseguenza costerà di più e dilaterà i tempi di percorrenza, non ha niente a che vedere con il concetto stesso di TAV! Di più: se erano stati stimati 16 miliardi di euro per la vecchia tratta, è facile immaginare che questa cifra possa salire per venire incontro alle nuove esigenze delle società vincitrici l’appalto, costrette ad uno slalom sopra e sotto terra!

Politicamente, poi, non si può che definire questa scelta un clamoroso fallimento.
Il governo si è praticamente dimostrato codardo di fronte ai movimenti; che però ha finito per prendere in giro. Già che come quegli stessi dichiarano “non è mica finita”; perchè alla base di tutta la protesta sta il principio per cui la Tav stessa è inutile. E questo significa una sola cosa: che difficilmente i Verdi e i Comunisti al governo potranno cavalcare ancora le proteste dei No-Tav…perchè stavolta saranno proprio loro il bersaglio degli ambientalisti-antagonisti del Piemonte.

Niente è finito insomma…perchè niente è ancora cominciato.
Ma questo è l’esatto comportamento che il governo ha tenuto nel corso di questo primo anno di legislatura: accontentare tutti scontentando un po’ tutti e senza mai prendere una posizione unica che sia unica sul serio!

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Comments
4 Responses to “TAV: governo bugiardo. Ennesimo rischio di scollamento con la base.”
  1. ilpensatore ha detto:

    onestamente non credo d’esser caduto in contraddizione, Omero…
    mi pare, al contrario, che tanta confusione la stia facendo il governo…l’attuale! intimorito dai no-tav cui non sa imporsi e al tempo stesso spaventato di perdere i fondi ue con relativa figura de merda…

  2. Omero ha detto:

    Va bhe… meno male che ciò che è scritto è scritto.

  3. ilpensatore ha detto:

    Innanzitutto, Omero, io non sono Emilio Fede e tutto sommato non mi ritengo “organo di partito”…e men che meno ne faccio parte insieme al direttore…

    detto questo…il fatto che si possano perdere i fondi non discorda in niente da quello che ho scritto io!
    il probelma è: – al “tavolo” sulla Tav non hanno prodotto niente, se non la decisione di decidere entro il 23 luglio.
    che significa che c’è anche il rischio che un accordo non si trovi entro quella data e che si vadano a perdere i fondi UE.
    – nello stesso tempo, perdere i soldi UE (non tantissimi a dire il vero) non inficia mica il dato dei costi…che col nuovo progetto (solo ipotizzato e a quanto pare solo dai giornali) aumenteranno a dismisura. E se non ci saranno nemmeno quelli UE a coprirli in parte…sarà un bagno di sangue. Previsto in parte e in parte sostenibile, ma di sicuro superiore a quello precedentemente stimato.

    dove stanno le differenze?

    altra cosa: usi ancora il Programma come testo per capire l’azione di governo? in quel tutto e il suo contrario sfido a dare un’interpretazione certa delle questioni.
    mettici poi che dalle 281 pagine sono poi arrivati ai 12 “comandamenti” del dopo-crisi…e lì si che c’era indicata la TAV.

    quindi, che dire…val susini di sinistra cornuti e mazziati…

  4. Omero ha detto:

    Non scolla nulla ciò che è scritto sul programma.
    In tutti i casi Emilio Fede criticava il governo per i motivi esattamente opposti al tuo, perchè non facendo la tratta il governo avrebbe perso milioni di euro di fondi europei! Bha… mettetevi un pò d’accordo!

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