Tutti contro Bush, ma anche contro Prodi, tranne pochi…ipocriti.

Curioso.

In piazza del popolo, dove si svolgeva la manifestazione contro Bush, MA NON contro Prodi c’erano quattro gatti (con Diliberto peraltro che si giustificava così: “sono comunista ma mica tanto coglione da protestare contro il governo che rappresento” – rimane da chiedersi, a questo punto, come farà domani a stringere la mano a quel Romano Prodi che ha invitato e accarezzato il grondante sangue guerrafondaio texano…ma lui mica è coglione…no, è solo incoerente!); l’altro corteo, quello degli scontri con la polizia, quello degli sfregi alla lapide di via Fani dedicata ad Aldo Moro, quello dei cori Bush = Bin Laden, quello CONTRO Bush ma anche CONTRO Prodi, reo di sostenere in qualche modo la politica interventista del presidente americano, era gremita di delusi attivisti; che pure hanno denunciato un tentativo, fallito a quanto pare, da parte dell’esecutivo, di impedirgli di raggiungere Roma.

Detto tra noi, mi sembrano molto meno coglioni quelli al seguito di Casarini (che almeno si dimostrano “coerenti”…) piuttosto che i vari Giordano, Rizzo e Diliberto che non hanno trovato niente di meglio da fare oggi che rendersi ridicoli provando a scindere l’indivisibile: non si può stare con Prodi e contro Bush quando poi si votano assieme a Prodi i rifinanziamenti delle missioni cominciate da Bush!

Post Scriptum: non se ne può più di vedere ogni santa manifestazione di sedicenti pacifisti (come pure quelle dei sindacati) trasformarsi in un pretesto per scendere in piazza e sfasciare vetrine, imbrattare muri, bruciare bandiere di stati democratici sventolandone altre di stati illiberali con effigi di sanguinari dal volto mediaticamente accattivante come il Che, accanirsi contro le forze dell’ordine e offendere chiunque non la pensi come Agnoletto o d’Erme!

Post Post Scriptum: ormai dovrebbe essere evidente a tutti lo scollamento più totale tra la “base” e la sinistra di governo. L’esperienza di potere unionista sembra al capolinea: delusione totale da parte di tutti e completo capovolgimento delle promesse e delle attese elettorali.
Dicesi “crisi della politica”, leggasi “crisi del governo Prodi”.
Perchè a furia di dire cazzate, prima o poi ci si scontra con la realtà…e questa fa sempre male!

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