Suicidio Schioppa.

Trattasi di demenza logica: a sentire le valutazioni del ministro dell’Economia sul generale Roberto Speciale sembra decisamente assurda la decisione di promuoverlo alla Corte dei Conti; assurdo almeno quanto mostrare tanta fiducia nei confronti del viceministro Visco e poi chiedergli di rimettere la delega sulla guardia di finanza.
Così come, sempre secondo logica, dar credito alle affermazioni giornalistiche di Repubblica sul ritorno della P2 e del collegato intrigo oscuro di subdoli poteri che si insinuerebbero tra le maglie di una politica debole, dovrebbe scatenare un’ondata di preoccupazione in tutte le persone che hanno a cuore la Repubblica Italiana e la sua democrazia, minacciata, a questo punto, da un governo che non solo coprirebbe questo “sistema” massonico, ma lo sosterrebbe in questa scalata ai piani alti a partire da una delle istituzioni di maggior prestigio del Paese, quella Corte dei Conti cui sarebbe stato destinato il generale Speciale.

Insomma, un gran bel casino, gestito ancora peggio di quanto ci si potesse immaginare.
Ha ragione d’Alema: la politica è in crisi. Ma forse avrebbe fatto bene ad aggiungere che si stava riferendo alla classe dirigente che sta attualmente guidando la maggioranza parlamentare.
Sto per questi motivi maturando il sospetto che, anche a fini di recupero di credito verso l’opinione pubblica (che oggi si è espressa sulle odierne vicende attraverso sondaggi inequivocabili), che la testa di Visco potrebbe anche rotolare dai banchi dell’esecutivo: di fatto, oltre a questa faccenda, sono non pochi i motivi di contrasto incarnati dal viceministro “vampiro”, che potrebbero spingere ad una “soluzione” della questione provando, soprattutto in vista dei prossimi ballottaggi, a restituire al governo un minimo di credibilità, che onestamente pare dispersa tra i meandri delle cappellate compiute fino a qui in un anno di lavoro.

Ma da questa sgangherata coalizione, prigioniera di se stessa e dei suoi intrighi di potere non ci si può aspettare mai niente di certo, a parte una cosa: che comunque vada, con Visco ancora in sella o meno, basterà sempre troppo poco per riaprire crisi mai chiuse e malumari mai del tutto sopiti…e la partita si giocherà ancora al Senato, dove tutto è destinato a diventare più difficile.

Il “peccato originale” da cui parte tutto? La mancata vittoria elettorale dell’aprile dell’anno passato.
Battere Berlusconi senza nemmeno raggiungere la maggioranza del 50%+1 dei voti (bensì il 49,7% contro il 49,6%), quando invece si pensava ad una passeggiata, e doversi poi affidare ai senatori a vita per superare la soglia della sufficienza politica (quei fatidici 158 voti) ha permeato la vita politica di inutili tensioni che sarebbero state ben risolvibili ed evitabili se solo la presunzione di un finto capo (Prodi) e la bramosia di potere dei partiti dell’Unione (unito all’odio verso il Cavaliere) avessero lasciato spazio alla vera politica: quella che avrebbe condotto tutti alla ragionevolezza, creato un governo provvisorio, emendato la legge elettorale e riportato tutti alle urne dopo aver rafforzata la crescita e il recupero di competitività già avviato dal 2005.

E’ andata così…e oggi ne paghiamo le conseguenze.

Staremo a vedere…in fondo mancano pochi minuti…
In ogni caso…mega-figura-di-merda (l’ennesima) del governo e di Prodi in particolare.
Complimentoni…

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