Prodi è diventato un peso per l’Italia…tutta.

                                    

(fonte immagine: Libero quotidiano, autore Benny)

Per tenere insieme una coalizione brancaleonesca come quella dell’Unione ci voleva solo il tipico “homm’e’nient” (uomo di niente), di tale inutilità politica da poter essere tratto un po’ a sinistra, un po’ al centro, un po’ persino a destra a seconda delle convenienze. L’altra cosa che rendeva il nome di Prodi più appetibile di qualunque altro era la sua capacità di ramificazione del potere, inteso in senso economico. Per dirla breve: le banche e con esse parecchi capitali da smistare agli amici.

Oggi, questa sinistra, pavida, che non ha avuto il coraggio di rischiare un volto politico su cui puntare decisa da subito, si ritrova in alto mare proprio a causa di questa scelta mancata.
Il professore, per chi non lo sapesse, è l’unico leader senza partito, e forse manco è iscritto a nessun partito…non essendo “l’Unione” un partito bensì un cartello elettorale. La cosa peggiore è che non lo sarà nemmeno del futuro (?) partito democratico (già nato morto, diciamo così): di qui la difficoltà ad immaginarsi il più grande partito di maggioranza che non può esprimere un “capo” per non mettere in crisi l’altro “capo”, quello del governo!

Una situazione che ha dell’assurdo. Anzi, dello stupido! Perchè così blocca un processo interessante di rinnovamento della politica dal suo interno.

Prodi, oggi, è un peso per l’Italia…tutta, quella di destra che ne chiede la destituzione e quella di sinistra che se lo ritrova come una palla di piombo legata a doppia mandata al piede e le impedisce di correre verso il futuro.

In questo stallo, ovvio, ci rimettono tutti. E ci guadagnano solo loro: partiti e partitini dediti alla conservazione di ideologie vecchie quanto il “cucco” (come si dice a Firenze…credo in riferimento al “monte Cucco”) e deprimenti per il benessere dell’Italia. Ex e post comunisti possono ben avanzare pretese di importanza sempre maggiore sapendo di essere l’ago della bilancia di governo. Con un partito moderato che non c’è e che non può nascere (a causa di Prodi) e una coalizione che non può fare a meno delle ali per rimanere in sella a palazzo Chigi, il futuro del Paese sembra messo nelle mani di chi lo sta letteralmente paralizzando. Lo dimostrano i numeri dell’attività del governo e del Parlamento in questo primo anno di attività unionista: solo 10 i disegni di legge discussi e approvati (ma è solo un esempio).
Evidente che vi sia una paura strisciante di far torto a qualcuno. E come si suol dire “chi non fa non falla”…perciò, l’Unione di Prodi, non facendo non rischia nulla; ma fa perdere grandi occasioni all’Italia.

Non c’è una crisi della politica in generale…bensì una crisi politica della sinistra, di questo sinistra-centro.
Non vengano, per carità, a raccontarci frottole.
Nel bene e nel male il governo Berlusconi faceva.
Ma questi, proprio…nulla. Tutti sotterfugi, ricatti, veti, peti…

Vada a casa professore…e ci lasci liberi, una volta per tutte…

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