Drrrrrrriiiiiiiiiin. Prima sveglia per Prodi & Co.

E uno si aspetta che il professore e tutta l’Unione dimostri che c’è una differenza. Ma non lo fa! Tale e quale a Berlusconi: negare negare negare la sconfitta.
Eppure gli errori, anche altrui, commessi in passato dovrebbero servire, sempre, per muoversi meglio in futuro…e invece…!
E invece il centrosinistra gode per aver vinto ad Erice (in Sicilia), ma non sembra particolarmente sconvolto per essere uscito colle ossa rotte da tutto il nord d’Italia! Genova, provincia, è andata addirittura al ballottaggio quando era data per certa con settimane d’anticipo. L’Unione brinda per la conquista di Agrigento, pur sapendo di aver vinto la partita giocando sulle divisioni interne alla CdL, sostenendo un candidato transfuga UDC e ritrovandosi con un consiglio comunale talmente trasversale che la sua maggioranza sarà di centrodestra.

Finirà così, come sempre…come sempre fanno i politici (o i presuntuosi – si, Silvio è un presuntuoso, ma non è una novità che lo si dica, pur volendogli bene…): negare negare negare. Che più o meno significa: non capire non capire e capire ancora meno che la gente, il Paese, non ne può già più. Il dissenso è diffuso (e si diffonderà ancora) e la sfiducia è marcata in particolar modo nelle aree produttive (cioè il vero motore) dell’Italia.
Al nord il centrosinistra esce a pezzi.
Negarlo o minimizzarlo vuol dire accontentarsi di governare senza il consenso (fondamentale) di larga parte della popolazione nazionale; vuol dire continuare a pensare di poter ancora sfruttare il populismo e la demagogia nei confronti dei meno abbienti, delle fasce più in difficoltà della popolazione, senza però avere molto di più da dire nè da proporre per il loro bene, in concreto.
Anche al sud, però non si scherza: Civitavecchia e Reggio Calabria non sono due cittadine con economie di sussistenza, bensì centri di primaria importanza per quel che riguarda commercio e infrastrutture marittime…ed entrambe stanno col centrodestra.

Insomma, l’errore più grave che potesse esser fatto è stato fatto: negare e minimizzare questo segnale, che è forte e deciso.
Si chiede un cambio di marcia. Una prova per i politici di vincere su quel tipo di politica che hanno perseguito, ma che gli è franata sotto i piedi.

Più fatti e meno chiacchiere, nel bene e nel male.
Più coerenza e unità d’intenti, nel bene e nel male.
Più chiarezza e vicinanza alla gente, nel bene e nel male.

Non capire che questo è soltanto il primo dei campanelli d’allarme che un governo può ricevere prima di venire messo alla porta è un po’ come suicidarsi (politicamente parlando, ovviamente).
Lo fece Berlusconi, ma chi ci aveva promesso una “differenza” inequivocabile rispetto al passato, si sta comportando esattamente allo stesso modo. Forse peggio…perchè non imparare niente dopo che altri ci son già passati vuol dire esser proprio c…, va bè…diciamo stolti!

Leggi questo post anche su TheRightNation.

UPDATE: per chi si stesse chiedendo i perchè di questa sconfitta a “macchia di leopardo” (di cui riportiamo una descrizione visiva… ), vi segnalo di leggere qui qui qui e infine qui. (grazie ad AtrocePensiero)

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