Sulla crisi della politica.

Partiamo da qui: non può essere colpa dell’antipolitica.
Semmai quella ne è una conseguenza.
Di sicuro, quindi, non mi è possibile condividere l’alluvionale requisitoria che ieri Giorgio Bocca ha lanciato dalle colonne de La Repubblica. In cui come al solito non riesce a fare a meno di tirare in ballo Berlusconi (che ancora immagina a “capo del governo“) attaccando, stavolta in maniera preventiva, anche la sua “erede”, Michela Brambilla.
Nel calderone ci finisce poi un po’di tutto: dalla monnezza di Napoli alla mancata realizzazione della Tav in Val di Susa e l’immancabile revisionismo storico, ma quest’ultimo andrebbe trattato a parte.

Per tutto il resto, invece, ragionando da chi si è fidato di Berlusconi proprio per la sua alta carica di antipoliticità, mi viene da sorridere, perchè ogni singolo problema che in Italia ci trasciniamo dietro, irrisolto, da secoli, è la causa diretta (e non potrebbe essere oggettivamente altrimenti) dell’incapacità morale e politica dei politici, rei, a mio modesto modo di vedere, di una completa irresponsabilità.

E quando tante persone si sentono schifate da tanta protervia, tanta presunzione, tanta spocchia, tante vergogne, è del tutto normale che volgano i loro sguardi a chi potrebbe segnare la differenza, a chi si immagina possa agire al di sopra, o al di fuori, degli schemi classici della politica. Dalle piccole alle grandi cose. Dallo stare tra la gente fino al rifiuto netto dell’inciucio.

Perchè allora in sempre più sono stanchi pure degli “antipolitici”? credo che l’unica risposta sia…perchè anch’essi, avendo goduto una volta dei privilegi della casta dei politici si sono adeguati, adattati, snaturati e rilassati.

Il distacco tra politici/politica e paese reale è sempre più netto; come è sempre più marcata la causa: i politici non sanno più cosa voglia dire “fare politica“! Hanno smarrito (se mai l’hanno avuta) l’umiltà di ammettere gli errori, la cavalleria di ammettere le cose buone realizzate dall’avversario, si sono invece incaponiti nella lotta fra bande che ha trasformato il Parlamento e le piazze in un’arena in cui dirsi e farsi di tutto; hanno perso il senso di quel bene comune che dovrebbe essere alla base di qualunque azione di governo.
Al Paese non importa se una cosa sia giusta o sbagliata…quella la valuteranno nel tempo e decideranno se apprezzarla o meno al momento del voto; ma ha bisogno di decisioni, fatti concreti che corrispondano alle parole e alle promesse che hanno ascoltato prima di scegliere.
La crisi della politica nasce anche dal sistema politico e finisce per rendere la decisione degli elettori tra le più tristi che si possano fare: si sceglie “il meno peggio” e in pochi hanno il coraggio di confermare il proprio voto già dopo pochi mesi di attività del governo!

E’ il risultato di una politica (mi si passi il gioco di parole) dell’irresponsabilità.
La gente, prima o poi, si stanca dello scaricabarile, perchè di fronte ad esigenze concrete, il palazzo risponde con parole insufficienti, poco chiare e che mai si realizzeranno. E giù scuse…che hanno tanto il sapore di una presa per i fondelli!

Che dire di più?
Che forse sarebbe meglio finirla di vedere negli altri la causa dei propri fallimenti e esaminarsi la coscienza fino a trovare il coraggio e l’onestà d’animo (se proprio non si può sperare in quella intellettuale) di farsi da parte.
Invece…in Italia i fautori della prima repubblica si lamentano della prima repubblica; i fondatori della seconda repubblica (che poi sono quelli che hanno fatto la prima) demoliscono la prima e ora sfiduciano anche il sistema della seconda.
Sembra una giostra…ma a girare sono solo i cittadini e mai i politici. Che non fanno più politica, non amministrano cioè la Cosa Pubblica secondo il Bene Comune, ma gestiscono il proprio potere secondo i propri interessi.

L’antipolitica non è una causa, ma una conseguenza e forse pure una soluzione. Ma solo se l’antipolitico di turno avrà la forza di restar tale anche dopo aver fatto il suo ingresso nella “casta” degli irresponsabili di professione!

Leggi questo post anche su TheRightNation.      

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