Un anno e una crisi dopo…

…all’orizzonte si profila una verifica.

Ma prima, per una volta vorrei avere “l’onore” di citare (come fanno gli “intellettuali” d’Italia) l’Unità.
Dopo averne letto l’editoriale non ho potuto resistera alla tentazione di scrivere il nome Padellaro sul mio blog, indicandolo come colui che…ha scritto finalmente frasi di senso compiuto! Stavolta non c’entra il duce Berlusconi. La riflessione è interessante (anche se non argutissima, anzi…fa quasi piangere l’idea che ci si sia arrivati un anno di casini dopo, ma tant’è e ce lo teniamo) perchè riguarda l’infallibile compagine delle messianiche sinistre, che si sono scoperte un po’ troppo debolucce per andare avanti senza guardarsi un attimo indietro!

L’articolo lo potete leggere qui.
Io ve ne propongo giusto una sintesi, mettendo in risalto quei passaggi che ho ritenuto più significativi: dice (scopre l’acqua calda) Padellaro che “Mastella si comporta come il premier ombra del governo Prodi”; uno fa, l’altro disfa: sui Dico come sulle leggi contra personam sul conflitto d’interessi e il tetto pubblicitario ammazza-Mediaset. Il tutto in “forza” del suo “1,4%” con cui tiene per le palle la maggioranza al Senato. Definisce poi l’uomo di Ceppaloni come “premier ubiquo” in grado “di stare sia col suo governo (al ministero della Giustizia) che contro il suo governo (in piazza san Giovanni al family day)”. E chiosa così: “ridendo e scherzando, il premier ombra, con i suoi no blocca le leggi cardine del programma di governo”. Infine la perla: “del resto, meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Tutto giusto!
Ma Padellaro è ovviamente e pur sempre Padellaro, la furia cieca (anzi, meglio: acciecata) che si abbatte contro tutti quelli che osano anche solo sbiadire dal rosso all’arancione, quindi figuriamoci di cosa non è capace contro i pallidi o i neri (in senso politico).
Per questo si accanisce contro Mastella.
Non so se anche voi avete la stessa sensazione, ma ho il sospetto che Padellaro (ma come lui qualunque altro sinistrorso che oggi rizzi il naso per fiutare l’aria) si sia dimenticato di alcune questioni…quisquiglie, diciamo: innanzitutto è un po’ superficiale gettare la croce addosso al solo Mastella, dal momento che nella medesima situazione e colti nei medesimi atteggiamenti si trovano gli ideologicamente innominabili (per il Padellaro, logico!) partiti dell’estrema sinistra; secondo di poi, son tutte cose che già si sapevano e che solo i disperati del “non so stare senza poltrona” (come lo stesso Padellaro) potevano far finta di non vedere!
Il fatto è che per buttar giù Berlusconi l’unico modo era affastellar voti, nella convinzione di stravincere le elezioni. Qualcosa però è andato storto…le elezioni son state pareggiate e il Senato è rimasto bloccato; e tutti son diventati importanti, tutti, complici anche Prodi e sodali, hanno potuto testare con mano la debolezza del governo nel suo complesso e la forza specifica dei singoli, in grado di imporsi attraverso minacce e veri e propri sgambetti!

Chi è causa del suo male può piangere però solo sè stesso e, per restare negli adagi d’un tempo che fu…homo faber fortune sue!
Ora, in più, sono arrivati la cocente la sconfitta siciliana, i deprimenti i sondaggi su fiducia e gradimento verso il governo, gli impensabili (fino a 12 mesi fa) disaccordi e disappunti degli alleati di sempre, i sindacati e la società civile (quella colta…eh!) praticamente sulle questioni più importanti che interessano l’economia (pensioni, tfr, tasse, stipendi, lavoro), la scuola (l’università e la ricerca con le ossa spezzate e le imposte in aumento), le battaglie civili (sempre incompiute o tenute solo sulle labbra e mai tradotte in qualcosa di concreto) e la politica estera (uguale alla precedente del governo Berlusconi, se non peggiorata, anzi…assolutamente peggiorata). Potrebbe non essere nemmeno finita, con le elezioni amministrative (e dieci milioni di italiani al voto) all’orizzonte: ovvio che si senta il bisogno di cambiar strada.
Diamoci un’altra occasione, sembra essere il ritornello più gettonato del governo Prodi. Peccato che ormai dalla fase 1, e stroncata sul nascere la fase 2, si dovrebbe direttamente passare alla fase 3: il ritorno a casa!

Storia annunciata peraltro! Ma questo l’abbiamo già detto.

Auguri professore…

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