PD: partito democratico? No: provinciali de…noantri!

Sembra robetta da poco, ma suona strano che due che vogliono camminare insieme, in realtà, non vogliano affatto andare nella stessa direzione.
Ma è quello che hanno fatto capire Fassino e Rutelli durante i rispettivi discorsi ai congressi “di scioglimento” di DS e Margherita, in procinto di fondersi nel Partito Democratico. In Italia. In Europa, invece, le cose andranno diversamente: uno, Piero, vorrebbe condurre tutta la truppa nel PSE (accampando pure supposte teorie che lo vorrebbero più “aperto” rispetto al passato e quindi anche accogliente per chi del tutto o solamente socialista non è); l’altro, Francesco, ha fatto la scelta opposta: “mai e poi mai nel PSE“!

Ora, onestamente non sorprende che ci siano divisioni all’interno degli attuali alleati nell’Unione, che ci hanno abituato anche a ben altro in fatto di rocamboleschi disaccordi, strappi e finte ricuciture (toppe); semmai dovrebbe sconcertare il fatto che il nuovo PD soffrirebbe, appena nato, di quel provincialismo spesso tutto italiano che lo porterebbe subito a perdere in partenza le sfide del futuro che, guarda caso, si giocano in Europa…e non in Italia.
Insomma, tanta miopia da chi un giorno si e l’altro pure ci riempie la testa di europeismo di qua ed europeismo di là, era oltre l’immaginabile! i confluenti nel PD dovrebbero pensarci forse qualche mesetto in più a questa faccenda: non si può stare insieme in patria e divisi nel mondo.

Senza contare i futuri problemi di leadership e i sondaggi attuali che parlano di un partito che non riuscirebbe a superare nemanco la soglia del 25% (quando Forza Italia, il partito di plastica, da solo, sfodera una doppia cifra più vicina al 30%).
Un’operazione politica, questa che va delineandosi, che fa pensare ad un modo per rimettersi in carreggiata, un ultimo tentativo dopo averne falliti tanti, che ad una vera scelta consapevole di creare un soggetto effettivamente nuovo!
L’idea di partenza è invece del tutto sbagliata e infondata (anche se tipica della sinistra!): la somma aritmetica dei numeri è una cosa, la somma delle qualità e delle capacità…tutt’altra. E a quanto pare non si può nemmeno dire che la prima possa far gioire tanto viste le previsioni a dir poco disastrose.

Tra chi se ne va e chi vuole entrare senza avere gente troppo vicino, il risultato è che questo PD ha messo da subito un piede in fallo. E si sa: chi ben comincia è a metà dell’opera…ma bisognerebbe cominciare bene, appunto!

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Comments
4 Responses to “PD: partito democratico? No: provinciali de…noantri!”
  1. ufficio stampa ha detto:

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali

    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

  2. Salo ha detto:

    …e ancora non ci si distinguerà fino a quando il PD porterà con sè al governo gente come Caruso…

  3. il Pensatore ha detto:

    non ho mica detto che è da buttare come iniziativa!
    sul fatto che sia la sinistra a cominciare…beh, non mi sorprende, visto che per essa era una specie di necessità per rinnovarsi!!!
    in italia siamo gli unici a stare ancora a braccetto coi comunisti…e da quel passato prima o poi bisognava distinguersi…

  4. Miguel ha detto:

    Sì può dire quello che si vuole e lo si può criticare al 101% .. Bisogna però riconoscere che finalmente è la Sinitra a far qualcosa di nuovo e dall’altra parte si prova a correre ai ripari: per me è comunque questo un buon risultato!

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