Agire contro il bullismo.

Ahahahah…che simpatici tutti quei video con studenti cazzoni attori protagonisti e registi di insensati comportamenti durante le ore di scuola.
Poi però: il problema del bullismo diventa tutto d’un tratto di un’attualità sconvolgente.

E’ questo atteggiamento da Giano bifronte a compromettere qualsiasi ragionamento sulla questione.
Nel mentre si organizzano conferenze (a cui partecipano solo adulti ormai lontani anni luce dal mondo della scuola), si aprono siti internet con sketch a volontà e in tv, a qualunque ora, mandano in onda a ripetizioni le immagini delle goliardate più recenti. Ragazzi toccano il culo alle professoresse; professoresse che si lasciano toccare il culo dagli alunni; gente che corre col motorino in classe; compagni che picchiano altri compagni; cazzeggiamenti vari e irrispettosità delle più tristi nei confronti di chi dovrebbe incarnare l’autorità. Che invece accetta passivo questi comportamenti, magari bollandoli come semplici ragazzate.

Non so se l’avete notato anche voi, ma manca sempre qualcosa: manca il finale. Ossia, non ci fanno mai sapere in quali punizioni incorrono questi sregolati ragazzi.
Mancanza di regole, unita alla mancanza di autorità e il tutto unito dalla percezione, sbagliata, che fare cazzate sia divertente, sia “rock”, sia utile per godersi qualche secondo di celebrità su internet o al Tg, sta provocando danni inimmaginabili sui questi ragazzi; che si sentono intoccabili.
E per prima la scuola preferisce non muovere un dito. Gli stessi professori sono dei lavativi che hanno ben poca voglia di fare sul serio il loro mestiere. Magari poi hanno pure paura. Ma che possono farci? sono i primi a non esser tutelati. Fai un rapporto e vieni deriso; mandi dal preside e quello ti rispedisce il bulletto tutto bello impomatato con un fiocchetto e quel sorrisetto che sa tanto di presa per il culo, illeso. Scrivi una nota sul diario e ne chiedi la controfirma da parte dei genitori e quelli ti si presentano a scuola a chiederti come ti sei permesso (fatto accaduto realmente a mia madre – insegnante elementare).

Insomma: già nelle famiglie, nelle case, siamo messi male; se poi questo menefreghismo educativo si perpetra anche a scuola e nella società in generale, sarà sempre comunque inutile parlare parlare parlare. Certo è molto più semplice che agire: dire qualche frasetta stereotipata e di demagogica risonanza mette tutti contenti. Annuiscono tutti. Son tutti d’accordo. Fare, invece, comporta scontentare qualcuno: forse la maggioranza! Ma cominciare a far capire che esiste un’autorità che va rispettata e chi si fa rispettare e che non c’è niente di divertente nel mostrare a tutti la propria imbecillità, sarebbe l’inizio di una vera e seria lotta al bullismo.

Non si tratta solo di trasmissione di valori, ma anche di imposizione di quei valori.
Il rispetto del prossimo, che sia diverso, gay, ciccione o secchione, o del proprio compagno di classe povero e scarmigliato, non si deve aver paura ad imporlo! E’ ciò che pure ai singoli la società e il suo ordinamento chiede quando siamo fuori dalle quattro mura scolastiche.
Dobbiamo abbattere quell’idea di bengodi in cui si è trasformata la scuola!
In famiglia non si ottengono risultati? Beh, che ci pensino i professori in aula ad insegnare davvero qualcosa.
Se in casa si istiga al razzismo, in classe si puniscano gli atteggiamenti barbarici e razzisti dei ragazzi.
Si andrà contro i modelli educativi dei genitori, ma, per Dio, si tenterebbe di rispettare i criteri sociali richiesti dallo Stato stesso ad ognuno di noi.

Basta scuse!

Poi, forse, non piangeremo più per i suicidi di ragazzini isolati dai compagni e derisi per le loro debolezze, che nessuno si prende la briga di difendere!

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Comments
3 Responses to “Agire contro il bullismo.”
  1. Miguel ha detto:

    Hi hi … GIUSTISSIMO!!!!! D’accordo anch’io … .Iniziamo a creare tutti insieme le basi per una NUOVA cellula della società!!!!!! .. Io ci sono!!!!!

  2. Luca ha detto:

    Quindi siamo d’accordo: la famiglia, così com’è, è sbagliata e va rivoluzionata 😉

  3. Miguel ha detto:

    D’accordo, stra-d’accordo e ancora più d’accordo!!!!
    Anche mia madre è insegnante e mi fa notare sempre di più quanto i reali problemi vengano dalle famiglie: genitori che non sanno più fare i genitori, che permettono di tutto ai figli e spesse volte li temono anche!

    Hai ragione quando dici di fare qualcosa a scuola, ma appunto è “qualcosa”: quando i ragazzi stanno a scuola 5 o 6 ore e il resto a casa diventa davvero difficile cambiare un meccanismo .. Può comunque esser un buon inizio! Credo che ancora più utile sarebbe però mandare a scuola anche i genitori .. Chissà magari in un futuro .. 😉

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