Capovolgimento dei fronti? No. Siamo ancora noi destrorsi i guerrafondai.

Poichè ormai siamo diventati noi di centrodestra, a detta del baffetto più spocchioso di tutti i tempi, i veri estremisti pacifinti, surclassando così i comunisti (non poi così tanto duri e men che meno puri) e le anime belle della sinistra sedicente coerente, bisogna che qualcuno, e me ne prendo carico io, spieghi le ragioni di questo illusorio capovolgimento dei fronti.

Si sbagliano quelli dell’Unione a dare in pasto all’opinione pubblica un’immagine della CdL così confusa e travisata.
Certo, la cricca che il Cavaliere ha tenuto unita praticamente per 15 anni ormai ha esaurito collante e propulsore, ma se c’è una cosa che non ha fatto è diventare ciò che non è, cioè antiamericana, antioccidentale, antidemocratica o peggio…pacifista.

La spiegazione delle vicende sul voto al Senato dell’altro giorno sul rifinanziamento delle missioni dei nostri soldati all’estero danno semmai un’idea che rasenta l’antipodicità di ciò che pretestuosamente viene immaginato da Prodi e compagni.
I motivi dell’astensione e quindi del NO alla riconversione del decreto (questo per spiegarlo al Professore, che ieri invocava sornione – pensando forse di aver fatto “centro” per una volta in vita sua – una chiarificazione da parte di Berlusconi di fronte ad alleati ed elettori) non sono basati su una retromarcia ideologica.
Tutt’altro: a fronte di una ferma convinzione della bontà delle scelte fatte e delle azioni intraprese fino ad oggi in Afghanistan, non ci sarebbe stato nulla di più logico che, dato il mutato contesto militare sul campo, si rivedesse il decreto in modo da aumentare le possibilità di movimento dei nostri militari per dare un nuovo significato alla missione stessa: non più semplice vigilanza, ma anche, come chiedono gli alleati, la volontà di intraprendere quelle azioni di polizia che già i contingenti degli altri paesi fanno da tempo. Una sorta di adeguamento dunque.

Altro che pacifismi o pacifintismi…qui semmai c’era da cavalcare l’onda, da parte del centrosinistra, ed ergersi come baluardo contro l’accresciuto guerrafondismo dei fascisti di padron Berlusconi.
E invece, a cominciare da Prodi, l’Unione s’è voluta sputtanare di fronte al proprio elettorato, dando l’immagine di una politica che più che del pendolo sarebbe meglio definire…”del c***o”! La gente l’ha già capito e la cosa che meno sopporta è l’incoerenza: non ci si può scandalizzare quindi se i pargoli allattati al seno dell’ipocrisa pacifista oggi si rivolgono ai padri dandogli di buffoni!

Il secondo motivo per cui la sinistra non dovrebbe scandalizzarsi del voto contrario di quella che resiste come CdL mutilata da Casini, sta tutto in un dato storico-politico: l’Unione, per cinque anni, il lustro in cui è stata costretta all’opposizione la scorsa legislatura, ha portato avanti una strategia che andava dall’ostruzionismo alle palate di cacca in faccia a chi la pensava diversamente! Hanno fatto il possibile per contrastare l’azione politica del Cavaliere, ponendosi sempre e soltanto con dei secchi NO ad ogni proposta o provvedimento che arrivasse dalle stanze del centrodestra. Ebbero pure il coraggio di lamentarsi che il governo di Berlusconi andava avanti “a colpi di maggioranza”. Bhe, sembrerebbe normale che una maggioranza facesse la maggioranza e, avendo dalla sua i numeri, approvasse anche quelle leggi che cocciutamente la minoranza si ostina a rifiutare. Ma questo, evidentemente è un concetto così difficile per chi invece una maggioranza su cui contare non ce l’ha!
Ecco perchè era giusto che la CdL bocciasse il rifinanziamente e nel contempo il flaccido governicchio prodiano (che anche sul voto del senato si è dato da fare per dimostrare a tutti di non essere unito e autosufficiente!).
Negare la conversione del decreto, oltretutto, non avrebbe comportato il ritiro dei soldati od una loro messa al verde: quei fondi già sono stati stanziati e nessuno glieli avrebbe tolti.

Non a tutti però è dato di capire le cose per come stanno.
Quindi abbiamo: una maggioranza che al senato e sulla politica estera (aspettando pensioni et similia) non ha una maggioranza che possa fare a meno dei pannoloni stesi a vita sugli scranni di palazzo Madama; un Casini che è davvero convinto di stare facendo la cosa giusta, ma il massimo che riesce ad ottenere è una tazza di caffè con Napolitano.

Tirando le somme cosa rimane?
La CdL, anzi, Fi+An+Lega a dimostrare che in politica si può ancora sperare nella coerenza.

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