Parliamo di calcio.

Intendiamoci, non voglio fare per forza il bastian contrario, ma non credo proprio che cambiare la distribuzione dei proventi televisivi possa aprire la strada ad un campionato diverso, che possa cioè favorire sensibilmente e per davvero la lotta scudetto anche alle squadre che hanno un nome diverso da Juve, Milan o Inter (o Roma).

Vi spiego perchè la penso così: nel calcio, per quanto ne ho capito nei miei 24 anni di vita, i soldi contano, ma è l’imprevedibilità a farla da padrona! spesso e volentieri assistiamo a veri e propri miracoli del campionato, con squadre anonime che si piazzano subito dietro alle big e se la giocano per un posto in Champions League; come pure, spesso abbiamo goduto nel vedere a Controcampo o alla Domenica Sportiva risultati incredibili, come la sconfitta del Milan a Messina o dell’Inter a Firenze o della Juve con qualunque altra squadra; o pareggi nemmeno immaginabili; il tutto indipendentemente dalle forze in campo!
Certo, una rondine non può far primavera, ma è pur vero che il campionato non si gioca solo contro le grandi; se vogliamo, su 38 gare solo in 6/8 di queste partite si affrontano le prime tre/quattro del torneo; che, ovviamente, devono pure giocare l’una contro l’altra e quindi anche per Milan Juve Inter e Roma (per fare dei nomi) ci sono le stesse probabilità degli altri di perdere punti durante il percorso verso la vittoria dello scudetto.
Dicendo questo non voglio mica fare la parte del cieco che non vuol vedere come stanno le cose e capisco quanto, nella pratica, i soldi pesino molto nell’acquisto dei campioni nazionali ed internazionali, ma… …ma: facciamo pure che l’Empoli o il Palermo abbiano una valanga di denari per muoversi sul mercato con una certa libertà (che non ci sarà mai comunque!! e spiegherò anche il perchè!), diciamo al pari dei grandi club, eppure non credo che avrebbe mai la forza attrattiva di fascino o prestigio per assicurarsi le prestazioni di un Ronaldo o di un Lampard o di un Adriano o di un Cassano. Così come pure, ad essere realisti, il mercato che si apre per le “grandi” è ben diverso di quello in cui vanno ad investire le medio-piccole: è inevitabile che l’Inter vada a trattare col Chealsea e col Barcellona, ma Udinese e Messina, al massimo, possono andare a cercare qualche buon calciatore in un cilindro sconosciuto!
Insomma: le squadre vincono e perdono in campo, e spesso in campo si vedono sovvertiti i rapporti di forza! Forse per battere oggi i nerazzurri è necessario essere il Manchester o la società di Abramovic o il Barcellona, ma per vincere contro la Lazio o il Catania o il Livorno ci vuole molto meno! dal momento però che l’ 80% delle gare sono giocate con squadre, tutto sommato, di pari livello e che una buona organizzazione di giuoco, associata ad un pizzico di fortuna e agli impegni cui comunque devono sottoporsi le big con i conseguenti rischi del caso, possono dare la vittoria alle “medio-piccole”, si può dire che tutto è teoricamente possibile!
Poi sembra che negli altri paesi d’Europa le cose vadano in maniera molto diversa: in Inghilterra e in Spagna se la giocano più o meno sempre le stesse squadre, solo che, mentre da noi ce ne sono 3/4, negli altri campionati ce ne sono giusto un paio a lottare per gli scudetti!

Detto questo, un po’di onestà: l’Inter, il Milan, la Juve e mettiamoci pure la Roma, hanno investitori di calibro ben diverso da tutti gli altri e di soldi ne avranno comunque una vagonata in più; saranno sempre una spanna sopra nelle trattative di mercato!!!
Così come pure mi fa incazzare l’idea che tutte le squadre possano essere messe sullo stesso piano mediatico: è un fatto reale, oltre che statistico che le squadre delle grandi città godano di maggiore visibilità rispetto alle altre ed è ovvio che incassino di più dalle televisioni che così possono a loro volta garantirsi maggiori introiti dagli abbonamenti o dall’acquisto delle singole gare!

Infine, penso in tutta sincerità che il problema non sia tanto i soldi che si possono spendere, ma quanti possono essere offerti ai singoli giocatori come ingaggio: ecco…molto meglio e molto più efficace sarebbe stato mettere un limite, un tetto al monte ingaggi delle squadre: in quel modo si che saremmo tutti alla pari e tutti potrebbero andare a caccia dei medesimi giocatori!!!

Non dimentichiamo un’altra “piccola” cosa: le grandi squadre del campionato italiano vanno ogni anno a giocarsela nelle coppe internazionali contro gli squadroni dei campionati stranieri, ergo, è interesse anche del nostro Paese garantire le stesse possibilità di successo, per mantenere l’attuale prestigio, delle big italiane.

Poi, ovviamente, ognuno può pensarla come vuole!
E, per una volta, non c’entra niente destra o sinistra…

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Comments
5 Responses to “Parliamo di calcio.”
  1. Anonimo ha detto:

    L’unico che non ama il calcio qua sono io.
    (L’altra rossa).

  2. monica ha detto:

    Va bene ragazzi, però se c’era Moggi sistemava tutto lui…

  3. Snexlex ha detto:

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  4. ilpensatore ha detto:

    si, però Salo, così confermi quel che ho detto io: che non contano i soldi delle TV ma quelli dell’investitore di riferimento! il Chealsea è comunque una squadra di Londra capitale del Regno…insomma, non è mica l’Ipswich…

  5. Salo ha detto:

    “facciamo pure che l’Empoli o il Palermo abbiano una valanga di denari per muoversi sul mercato con una certa libertà (che non ci sarà mai comunque!! e spiegherò anche il perchè!), diciamo al pari dei grandi club, eppure non credo che avrebbe mai la forza attrattiva di fascino o prestigio per assicurarsi le prestazioni di un Ronaldo o di un Lampard o di un Adriano o di un Cassano.”

    Su questo non sono d’accordo: guarda il Chealsea: da quando sono arrivati i soldoni di Abramovich tutti i campioni vogliono andarci!
    Per il resto bel post, interessante.

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