Riformismo da paura.

Da un conclave come quello che va inaugurandosi, oggi, a Caserta, dovremo aspettarci di tutto meno che buone novelle.
Si parlerà di che cosa, esattamente? di quanto è gustosa la mozzarella di bufala? di quanto sia rotondo il sapore del Greco di Tufo? o di Riforme, di cose concrete?
In  ogni caso, o non ce ne fregherà niente (se non per il fatto che per mettere in scena questa inutilmente sfarzesca “ammuina” sono stati utilizzati soldi dei contribuenti) o, peggio, ci preoccuperemo per le sorti nostre e del nostro paese.

Praticamente da quando Prodi e compagni si sono insediati al governo, nemmeno avevano cominciato la cosiddetta “fase 1” che già c’era qualcuno che fuggiva in avanti parlando di “fase 2” e si sentiva pure rispondere “niet”.
Oggi siamo in qualche modo arrivati alla resa dei conti: riformisti Vs conservatori (di sinistra, meglio conosciuti anche come “comunisti” o “massimalisti”).
A Caserta, questa maggioranza ci arriva come un esercito che abbia combattuto mille battaglie senza mai fermarsi: ferito, cionco, affamato e pure incazzato, coi soldati che incolpano i colonnelli di incapacità e i generali che fanno altrettanto coi fanti! un delirio collettivo e generalizzato su tutto insomma.
Inevitabile che questo, più che un consiglio dei ministri itinerante sia una vera e propria enclave entro la quale, una volta chiuse le porte, darci dentro con la rissa e vedere di chiarire chi è più forte e chi dovrà sottostare al suo volere.
Il dato reale però, è allarmante, perchè entrambe i contendenti, una volta usciti vincitori (per me si potrebbe pure estrarre a sorte…) non hanno, da soli, la forza per cambiare effettivamente le cose secondo le proprie intenzioni. Di più: entrambi i duellanti, una volta amici, uniti dall’odio anti berlusconiano, ci prospettano un futuro piuttosto umido per le lacrime che ci farebbero versare.

Ora, le cose stanno, molto semplicemente, così: per Fassino è necessario mandare avanti i riformisti della coalizione e in questo modo recuperare pure il consenso perduto, in vista delle amministrative di primavera. Il problema, che non inrtavede nemmeno il buon Piero (che va alla guerra disarmato) è che: le cose di cui parla NON sono riforme!
Sulle pensioni, ad esempio, si tratta di modificare solo (se si vuole) la normativa impostata dal centrodestra ed apprezzata e copiata in gran parte d’Europa: nessuna novità dunque! a meno che…a meno che il segretario DS non intenda ricominciare tutto daccapo e questo non è nè auspicabile nè capace di far riguadagnare consenso! è risaputo che le riforme della previdenza, poi, non sono fatte per dare più soldi ai pensionati, ma per far guadagnare allo stato denaro e tempo!
Altra riforma di cui parla Fassino è quella del Lavoro: ma c’è già la legge Biagi, che funziona! al massimo si dovrebbe procedere ad un qualcosa che stava già nel solco, nella direzione, dei progetti del centrodestra: gli ammortizzatori sociali!
Ma…c’è un bel MA, di fronte ad un simile programma…e lo vedremo dopo!
Ancora: infrastrutture: e dove sarebbe la riforma? lì c’è solo da metter mano al portafogli e mandare avanti le opere pubbliche strategiche. E in proposito non sarebbe male sapere, di grazia, cosa intendono fare con la TAV!!!!
Riforma pubblica amministrazione: dov’è il recupero del consenso in questo? al massimo ve ne sarà una perdita, dal momento che necessariamente bisogna “alleggerirla”…alias, tagliare posti e costi!

Questo, quello che hanno in testa i sedicenti riformisti.
Il bello è che vorrebbero, di cuore, trovare un accordo coi massimalisti, che se ne escono con priorità del tipo: rivedere la politica salariale, blocco di ogni modifica al sistema previdenziale, combattimento del precariato (alias, cancellazione legge Biagi).
Riassumendo: a Casarta andrà in scena l’errore tattico e strategico più grossolano di Prodi presidente del consiglio! sotto i riflettori dei media ogni incomprensione verrà ingigantita e la fame di gloria e notorietà sarà difficile da far rinunciare a chi, tra i ministri, scalpita per distinguersi e dire la sua. In poche parole: quel che ne uscirà sarà solo la riconferma di come questa sinistra non sia in grado di governare seriamente perchè non in grado di stare insieme seriamente.
E se le proposte che fa sono di questo tenore, cioè intendenti tutto e il contrario di tutto…stiamo freschi!

A ridatece il puzzoneeeeee

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Comments
2 Responses to “Riformismo da paura.”
  1. ilpensatore ha detto:

    ciao mauro…

    di peggio, davvero, non potevano fare se ormai quasi il 60% degli intervistati nei sondaggi rivuole Berlusconi, il carnefice dell’Italia…ahah

  2. mauro ha detto:

    Sottoscrivo: ridatece er puzzoneeeeeee!!!!!!

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