Vladimiro…se sputi in cielo in faccia ti torna!

Il deputato Guadagno, alias Luxuria ha deciso di partire (non si sa bene a spese di chi, ma un sospetto ce l’ho…) per portare il “messaggio gay” in tutti quei paesi in cui l’omosessualità non solo è tabù, ma viene pure punita…a volte con la morte, altre come un qualsiasi reato.
Intendiamoci, le intenzioni sono onorevoli, ma scorrendo poi una sua intervista mi si è accapponata la pelle e sono rimasto basito di fronte a tanta…non so nemmeno bene come definirla…incoerenza?! ignavia?! stupidità?!
Ovviamente è tutto inutile se chi legge non sa di cosa sto parlando…dunque, eccovi il pezzo: “Non vado mica in Mauritania a chiedere il riconoscimento delle coppie gay, ci sono già tanti problemi da noi. Non vado mica in Arabia Saudita a proporre un gay pride, ci sono stati già tanti problemi in Israele. Imporre a loro il nostro modello sarebbe colonialismo gay. L’importante è che gli omosessuali di questi Paesi abbiano un minimo di sicurezza e libertà. Poi saranno loro a decidere come combattere”.

Avete notato niente? mmmm, provo a farvelo intravedere io: se fate caso alle sue parole vi scorgerete una sorta di rispetto…o peggio, di codardia; in quei posti non si scherza: c’è la pena di morte contro i gay. Allo stesso tempo sono molteplici i richiami ai “problemi degli altri” Paesi, in particolare il nostro, l’Italia e Israele. Non vi sembra un po’strano che si vada in Cina, ad esempio, e si parli di tutto, di affari, ma non di diritti civili? e se la stessa cosa succedesse anche per la questione omosessuale? a che serve andare in giro per il mondo a chiedere come vivono i gay nei vari stati se poi non si ha il coraggio di agire, di andare oltre? e come mai, soprattutto, questo orgoglio, questa forza d’animo, in queste persone, nasce sempre quando sono al sicuro tra le mura della civiltà occidentale che, seppure tra mille dubbi e freni, garantisce a tutti, omo e non, libertà sessuale e di pensiero? perchè riferirsi ai “problemi” che ci sono in Israele, l’unico paese medio orientale in cui i gay non sono perseguitati, mentre si parla o si risponde dei drammi che si prepetrano in Palestina? e perchè parlare dell’Italia in senso così critico (come a sputare nel piatto in cui si mangia tutti i giorni) quando si parla di un paese in cui vige la pena di morte per gli atti sessuali tra partner dello stesso sesso? perchè avere il timore di trasformare le azioni di questi attivisti gay convinti in “colonialismo gay”, quando poi in Italia (sempre “al sicuro”) si permettono di sbattere in faccia un gay pride a Roma, sotto le finestre del Vaticano durante l’anno del Giubileo?

Non vi suonano strani questi atteggiamenti così ambigui?
Oddio, non è che mi aspettassi molto di più da chi vive ambiguamente senza aver ancora scelto da che parte stare, ma insomma…mi viene da chiedermi se davvero non si stia esagerando a farsi belli e forti con chi te lo lascia fare perchè comunque ti rispetta e piccoli e mansueti con chi sai che ti può fare decisamente molto male!

Le solite ipocrisie…in poche parole!

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