Le parole del professore.

Ma non è Prodi, bensì Giavazzi.
L’editorialista economista del Corsera stamattina ci illustra il suo pensiero in un perfetto stile politically correct: il merito del miglioramento dei conti? nè di Prodi nè di Berlusconi! Inutile scaldarsi tanto, dunque…meglio ringraziare a dovere chi veramente è stato il propulsore di questa ripresa: le imprese.
Giusto, giustissimo.
Non fosse solo per un particolare: è vero che “le entrate crescono solo se le aziende vendono, guadagnano, assumono nuovi lavoratori e fanno fare più ore a quelli che già impiegavano”; e che “se l’economia non cresce lo Stato può alzare le aliquote quanto vuole, ma il gettito non aumenterà”; MA…sarebbe anche stato onesto (non dico intellettualmente, ma almeno per amor di verità) ricordare al cittadino comune che pur non facendo lo Stato l’economia, questi può ben avvantaggiarla attraverso misure ad hoc che incentivino e sostengano lo sviluppo: più o meno ciò che è stato fatto da Tremonti e, prima ancora, da Maroni (ma leggi Biagi) in merito alle svariate riforme e ai puntuali provvedimenti in materia di lavoro e finanziaria!

Oggi, al contrario, non se per pusillanimità o altro, si vorrebbe far tutti contenti e limitarsi a dire: bene, ora le cose vanno meglio…andiamo avanti! Il che sarebbe anche giusto, ma proprio guardando al futuro sorgono le più che dovute preoccupazioni: se dessimo correttamente a Giulio quel ch’è di Giulio (Tremonti, s’intende…) non sarebbe più logico star tranquilli di fronte ad una impostazione politica e culturale decisamente agli antipodi: a partire dalla rivoluzione fiscale (con Visco che punta il dito contro gli autonomi calunniandoli d’essere evasori incalliti) a finire dalle disposizioni contenute nella legge di bilancio, volte a penalizzare le PMI e i contribuenti comuni, cioè noi cittadini con tutta una serie di tasse e balzelli tali che, secondo il Codacons ci faranno finire il 2007 con una perdita del potere d’acquisto notevole e, sinceramente, insopportabile visto che a causarla saranno proprio quelli che si riempivano la bocca di insulti contro Berlusconi e company e che si fregiano del titolo (immeritato) di “salvatori della Patria e dei poveri”!

Solo un altro estratto dell’articolo del professor Giavazzi: “Anche l’evasione scende quando le aziende guadagnano, perché rischiare un accertamento diventa inutilmente pericoloso. (In verità i conti del 2006 sono andati bene anche perché la spesa—tranne gli stipendi dei pubblici dipendenti, che hanno continuato a correre più di quelli dei privati — è cresciuta meno di quanto si temesse. Questo è merito di un’intelligente intuizione di Giulio Tremonti. Dallo scorso anno le amministrazioni pubbliche possono spendere, ogni mese, fino a un dodicesimo del loro budget annuale. Ma se spendono di meno — qui è la novità — i fondi risparmiati non sono più spendibili. In passato la lentezza, e anche la pigrizia, delle amministrazioni lasciava che i fondi si accumulassero, per poi spenderli, spesso in modo dissennato, alla fine dell’anno)”.
Insomma, stavolta si fa nome e cognome del legittimo titolare del merito di questa “inedita” situazione della finanza pubblica!

Altro che Prodi (che niente ha fatto negli scorsi mesi e che per i prossimi, con la finanziaria approvata, rischia solo di farci perdere il treno) e men che meno Visco: di lui e del suo “effetto Dracula” si può dire solo una cosa: che è una bufala! L’unico risultato che hanno ottenuto è stato un forte calo del consenso e la diffusione di una (più che confermata) sensazione di venir sottoposti ad un eccesso di controlli e di aggravi fiscali che intaccheranno le tasche di tutti, belli e brutti, ricchi e poveri!

Un’ultima considerazione: in questo post, di numeri non ne ho voluti mettere…tanto ognuno li gira a suo piacere…rimaniamo sulla teoria! Ma almeno un dato bisognerebbe ricordarlo…almeno a tutti quelli che si ostinano a parlare di giugno come il mese in cui Prodi avrebbe cominciato a distribuire la felicità al Paese: la manovra correttiva di cui tanto si parla è valsa lo 0,1% del pil di correzione: un po’pochino per chi non si aspettava tanta grazia…e sintomo di chi, invece, poco aveva capito dei conti pubblici per come erano stati lasciati! Nel dettaglio, poi (e non sono parole mie, ma di uno stimato professore universitario) sono stati presi provvedimenti che cambiano solo la forma e non la sostanza delle precedenti disposizioni in tema di fisco e controlli della spesa!

Da 5 giorni, invece, quelle regole sono cabiate anche nella sostanza…e gli effetti li vedremo già dal primo prossimo stipendio!

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Comments
4 Responses to “Le parole del professore.”
  1. JesseNewst ha detto:

    I wonder , were to find boyfriend to my sister? Joke:)
    My online friends propose this link to use -[url=http://www.geocities.com/westlandus/top10.htm]TOP10[/url] – As for me, I think life is now!!!

  2. ilpensatore ha detto:

    son parole di Giavazzi, amico mio…
    io ricordo il metodo Brown…

  3. psicus ha detto:

    finanziaria 2006:
    7. Al fine di agevolare il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, a decorrere dall’esercizio finanziario 2006, le amministrazioni dello Stato, escluso il comparto della sicurezza e del soccorso, possono assumere mensilmente impegni per importi non superiori ad un dodicesimo della spesa prevista da ciascuna unità previsionale di base, con esclusione delle spese per stipendi, retribuzioni, pensioni e altre spese fisse o aventi natura obbligatoria ovvero non frazionabili in dodicesimi, nonchè per interessi, poste correttive e compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili, accordi internazionali, obblighi derivanti dalla normativa comunitaria, annualità relative ai limiti di impegno e rate di ammortamento mutui. La violazione del divieto di cui al presente comma rileva agli effetti della responsabilità contabile.

    il fatto che si limiti ad un dodicesimo la spesa mensile non risolve il problema come dici tu, può evitare che i fannulloni statali o comunali (dopotutto a destra vedono nel pubblico la causa di tutti i mali, a sinistra invece il diavolo sono i professionisti, i due poli non sono poi così diversi nella loro demenzialità) stiano qualche mese senza spendere e poi spendano tutto alla fine, ma non vieta di spendere il più possibile in ogni mese (un dodicesimo del budget), senza di fatto ottenere alcun risparmio di spesa.
    Semplicemente la spesa sarà costante nei diversi mesi dell’anno, ma alla fine l’importo totale non cambia…

  4. psicus ha detto:

    “Questo è merito di un’intelligente intuizione di Giulio Tremonti. Dallo scorso anno le amministrazioni pubbliche possono spendere, ogni mese, fino a un dodicesimo del loro budget annuale. Ma se spendono di meno — qui è la novità — i fondi risparmiati non sono più spendibili”

    …ne sei sicuro? …nell’amministrazione che conosco io non è così…

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